Definizione in sociolinguistica dei dialetti
Delle quasi 7000 lingue del pianeta, oltre 2000 (30%) sono parlate in Africa. La maggior parte di queste non sono riconosciute e quindi sono dei dialetti.
Il dialetto è una forma di comunicazione “inferiore”, che non è usata in ambiti sociolinguisticamente “alti” o “ufficiali”, che (in genere) viene scritta, che gode di poco prestigio e non è simbolo di forte identità. Una lingua, invece, ha tutte queste caratteristiche.
Si considerano lingue africane solo quelle per le quali non si ha evidenza storica di importazione. Sono escluse: le lingue europee, l’arabo, il malgascio.
Restano quindi le lingue per le quali non si ha evidenza storica che siano arrivate da altre parti (non ci sono testimonianze scritte come per esempio dell’arabo). È africano quello che non posso dimostrare che non è africano.
Questa definizione ha a che fare con la società, con i parlanti.
Tradizionalmente lingue e dialetti convivevano in una situazione di diglossia. L’avvento degli stati-nazione e delle loro politiche ha fatto sì che molti dialetti siano stati in parte o completamente abbandonati.
In questa definizione, la diversità strutturale (cioè in termini grammaticali e fonologici) del dialetto e della lingua non sono rilevanti: dialetto e lingua possono essere molto simili ma anche molto diversi.
Altre lingue escluse sono quelle dei fenomeni di code switching, pidgin, creoli.
Definizione in linguistica dei dialetti (recente)
Il dialetto è una varietà di una lingua che con quella lingua è reciprocamente comprensibile. I dialetti di una lingua X sono varietà diverse da X ma per le quali si può stabilire una certa comprensione reciproca. È tuttavia difficile definire la comprensibilità in quanto entrano in gioco diversi fattori (velocità del parlare, argomento, atteggiamento dei parlanti). Se questa comprensibilità scende sotto il 75% non si parla più di dialetti ma di lingue.
Molti “dialetti” tradizionali sono vere e proprie lingue, in quanto sono dialetti per i parlanti e spesso per le autorità politiche ma non sono del tutto comprensibili dai parlanti della lingua ufficiale.
In Italia si contano 33 lingue e in tutto il mondo 7000.
- Lingue “linguistiche” = lingue “sociolinguistiche”
- Lingue “linguistiche” = dialetti “sociolinguistici”
- Dialetti “linguistici” = lingue “sociolinguistiche”
- Dialetti “linguistici” = dialetti “sociolinguistici”
Politica linguistica
- Lingue nazionali riconosciute ma con valore diverso.
- Lingue ufficiali con valore legale in un certo ambito geografico; lingua che viene proclamata tale nella costituzione di un paese.
Diffusione delle lingue europee in Africa
Etiopia
Mai colonizzata, solo dal ’36 al ’41 dall’Italia, finché gli inglesi non li sconfiggono.
No influenza lunga e diretta di una lingua. Gran parte del territorio parla lingue diverse del ceppo afroasiatico, altri territori ai confini con il Sudan parlano lingue della famiglia Nilo-Sahariana. Nel centro ovest lingue semitiche.
Resta nei secoli un gruppo cristiano sviluppo di una lingua scritta per tradizione religiosa. Si instaura un’unica lingua ufficiale che è l’aramaico.
Con il colpo di stato si arriva alla politica mono linguistica ma aprono a altre lingue maggiori.
Nel ’91 diventa indipendente con i confini della colonia italiana.
La costituzione dell’Etiopia ha un articolo riguardo alle lingue: art. 5 Lingue.
- Tutte le lingue dell’Etiopia godranno di uguale riconoscimento statale.
- L’aramaico sarà la lingua di lavoro del governo federale.
- I membri della federazione possono per legge determinare le rispettive lingue di lavoro.
Gli stati federali dell’Etiopia sono essenzialmente mono etnici (Oromo/Galla – berberi).
Lingua di lavoro: funzione strumentale, né lingua ufficiale né nazionale.
Art. 39 Diritto delle Nazioni, Nazionalità e Popoli.
- Ogni Nazione, nazionalità e popolo in Etiopia ha un diritto incondizionato all’auto determinazione, incluso il diritto di successione.
- Ogni Nazione, nazionalità e popolo in Etiopia ha il diritto di parlare, scrivere e sviluppare la propria lingua, cultura, storia.
- Una “Nazione, nazionalità e popolo” per lo scopo di questa Costituzione, è un gruppo di persone che ha o conduce una larga parte di una cultura comune, di simili costumi, di comprensibilità reciproca della lingua, un credo, un’identità comune e che abitino un territorio identificabile e contiguo.
Eritrea - costituzione
Art. 4 Simboli nazionali e lingue: L’uguaglianza di tutte le lingue dell’Eritrea è garantita.
Art. 14 Uguaglianza davanti alla legge: Nessuno quindi può essere discriminato per lingua o razza.
Art. 17 Arresto, detenzione: Chi viene arrestato sarà informato dei suoi diritti in una lingua che capisce.
Ci sono due lingue ufficiali e una locale (Tigrinya, al confine con Etiopia, anche qui si parla).
L’arabo per motivi ufficiali.
Politica top-down ma centralizzata vs politica Etiopia bottom-down.
Etiopia: politica linguistica
Oromo – ortografia e fonetica
/p/ = <p> /fonema/: suono
/t/ = <t>
/k/ = <k>
/ʧ/ = <ch>
Eiettive
/p’/ = <ph>
/t’/ = <x>
/k’/ = <q>
/ʧ’/ = <c>
Scelte di scrittura
Come scrivo dei suoni che non ho sulla tastiera? Attraverso delle scelte.
Segni diacritici: s, s, s.
Segni IPA (international phonetic alphabet): ʃ.
Variante con alfabeto: sh.
Ci sono pro e contro per tutte le scelte.
I segni IPA potrebbero essere più economici ma non sono sulla tastiera. Se si tiene in considerazione la scrittura a mano è molto più economico utilizzare i segni diacritici (parliamo del passato). Oggi, la soluzione vincente è SH (CH, SZ, etc) due o tre segni. Anche se allungo la scrittura.
A volte per risparmio economico (di soldi) si tengono i segni della tastiera perché sarebbe dispendioso farsi fare una tastiera con i segni nuovi (soprattutto per un paese non del tutto sviluppato).
Molte lingue, es. in Nigeria, si passa dall’alfabeto arabo a quello latino (con gli inglesi) ed essi scelgono segni IPA non considerazioni future.
N.b. la lingua è scritta anche sulle insegne costoso.
Non è sempre detto che la modifica di questo ambiente linguistico porti all’aumento del benessere.
Si potrebbero usare dei segni già sulla tastiera ma non corrisposti ai fonemi. Ad esempio, in Oromo Fasi.
/t’/ = <x> fonema molto presente, scelta vincente in base al “trigonometria”.
Status planning ruolo politico della lingua nella società (leggi).
Corpus planning pianificazione del corpus (es. Oromo, serve una parola per “trigonometria”).
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