Prima lezione
Cosa è il diritto penale?
Il diritto penale è definibile come quel complesso di norme di diritto pubblico che prevedono quei fatti illeciti per i quali l’ordinamento commina delle sanzioni penali.
Cosa è il reato?
Tradizionalmente ha una definizione formale cioè il reato è quel fatto illecito cui l’ordinamento ricollega una pena, e la pena che viene in considerazione è la pena principale. A identificare il reato sono: ergastolo, pene pecuniarie, arresto, ammenda, ecc. Cioè rimanda ai delitti e alle contravvenzioni, le seconde sono le ipotesi meno gravi sempre per quanto riguarda la conseguenza alla pena (sanzione).
Delitti: ergastolo, reclusione e multa. Contravvenzioni: arresto e ammenda. La qualificazione di un fatto come reato comporta l’applicazione dello statuto penalistico, quindi si applicheranno le norme penali e processuali penali.
Criteri Engel
Specificati dalla Corte europea nel 1976 per identificare l’illecito penale:
- Qualificazione formale
- Funzione della sanzione (deterrente)
- Livello di severità della sanzione
La sanzione dà il fatto qualificabile come penale anche se non formalmente individuata come tale ma se è deterrente e afflittiva. Trucca delle etichette. Per la Corte europea questo percorso serve a fermare la cosiddetta che lo stato qualifichi un illecito sostanzialmente amministrativo come penale, questo perché si tende ad applicare lo statuto desumibile dalla normativa convenzionale che fornisce più garanzie, innanzitutto processuali:
- Giusto processo, deve ricorrere un’accusa penale (art. 6 CEDU)
- Divieto di revisione della condanna (Art. 2 protocollo 7)
- Ne bis in idem (Art. 4 protocollo 7)
Non è chiaro dalla giurisprudenza europea quale principi si debbano applicare o meno a partire dal profilo penale a livello processuale dello standard probatorio (oltre ogni ragionevole dubbio).
Sentenza grande Stevens e altri c Italia
La Corte EDU ha condannato l’Italia per la violazione del principio del ne bis in idem, perché ha inflitto sanzioni amministrative da considerarsi intrinsecamente penali e ha iniziato un processo penale a carico dei medesimi per lo stesso fatto. Bisogna confrontarsi con il volere penalistico della Corte europea.
Applicando i criteri Engel, il procedimento davanti alla CONSOB, pur avendo ad oggetto un illecito di carattere formalmente amministrativo, nella sostanza, un’accusa di tipo penale.
Cosa legittima l’intervento punitivo dello stato? Qual è l’essenza del reato?
Questo ha a che vedere con la discrezionalità politica del legislatore, che ex art. 53 Cost. non è sindacabile dalla corte, ciò non significa che questo sia libero di sanzionare ciò che personalmente ritenga opportuno senza limiti. L’inizio dei limiti al legislatore inizia da Beccaria. Si recide per la prima volta in modo netto il legame che intercorre tra reato e peccato, non si occupa della morale del soggetto, ma il diritto penale del fatto.
Il diritto penale si occupa di singoli specifici fatti dannosi per la società. Nel tempo questa teoria è andata incontro ad attacchi, ad esempio nel periodo nazional socialista in Germania (es. abolizione dell’analogia).
All’inizio del ‘900 il diritto penale deve occuparsi solo di soggetti, per il loro profilo, pericolosi per la collettività. Teorizzazione del reato come fatto socialmente pericoloso. Il rischio è di dare adito a diritto penale d’autoreal e non a quello del fatto, perdendo il focus dal fatto per spostarlo sul soggetto committente, si perde quindi la funzione critica.
Per Feuerbach il reato dovrebbe concepirsi come lesione di un diritto soggettivo. Per Birnbaum invece dovrebbe considerarsi reato la cessione o messa in pericolo di un bene giuridico, essendo oggetto di tutela penale solo gli interessi o i beni considerati come meritevoli di protezione da parte di una certa comunità sociale.
Bricola lega la nozione di reato alla costituzione: il reato è fatto lesivo di un valore costituzionale, la cui significatività si riflette nella misura della pena.
Quali sono le funzioni della pena?
Teoria retributiva: occhio per occhio, in era moderna deve comunque guardare alla proporzionalità della risposta sanzionatoria.
Teoria generalpreventiva: pena è mezzo orientativo delle scelte di comportamento della generalità dei consociati (dissuasione).
Teoria special preventiva: pena si legittima come strumento per prevenire la futura commissione di reati da parte del soggetto agente.
Centralità della costituzione e il faticoso affermarsi dell’idea rieducativa.
Seconda lezione
Pena detentiva
La concezione della pena dell’ordinamento italiano come rieducativa, necessita un sistema carcerario improntato su rieducazione e reinserimento. Molti studiosi parlano della pena come percorso e non più come bilancia, la pena detentiva ha un ruolo prevalente. Se il carcere non è strutturato bene, può essere un luogo di promozione della malavita e della delinquenza; nel caso in cui sia correttamente orientato alla rieducazione si abbatte in maniera considerevole la probabilità di recidiva.
Art 27 Cost: La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte. Sentenza della Corte costituzionale 313/1990. Tendenza alla rieducazione ribadita anche in Larieducazione va a caratterizzare la pena dal punto di vista ontologico, già dal momento in cui è stata confezionata dal legislatore e poi irrogata dal giudice.
Sentenza 149/2018 si afferma come la persona del reato non debba essere segnata dalla macchia del reato commesso, anche se fosse il più grave. (Prospettiva di un possibile cambiamento), lo scopo è quello di far intraprendere un cammino di introspezione critico tale da permettere un reale cambiamento che porti al reinserimento nella società.
Sentenza Corte EDU Vinter e altri c UK right to hope, anche colui che ha commesso il più atroce degli atti deve essere trattato in modo che gli venga consentito il cambiamento, non gli può essere negato il diritto alla speranza, che alla fine del suo percorso possa reintegrarsi nella società.
Sentenza Corte EDU Murray c Paesi Bassi: qualunque sia il crimine commesso nessuno più può essere trattato come human waste. Il reinserimento non si configura come un’obbligazione di risultato ma di mezzi.
Terza lezione
Diritto penale e carcere
Dovrebbero entrambi essere visti come ultima ratio. Statisticamente fino a qualche anno fa mentre in Germania la riscossione delle sanzioni pecuniarie è dell’85%, in Italia è del 4%.
Sentenze rilevanti
Sentenza Sulejmanovic: il ricorrente era detenuto nel carcere di Rebibbia con varie accuse, lo spazio viene giudicato troppo piccolo.
Sentenza Torregiani (sentenza pilota): ciascun detenuto nel carcere di Busto Arsizio con spazio vitale estremamente esiguo e accesso alle docce contingentato a causa della mancanza di acqua calda nell’istituto penitenziario.
Nelle due sentenze la situazione viene assimilata alla tortura per trattamenti disumanizzanti e degradanti, tali da impedire anche la possibilità di recupero. Se lo spazio è minore di 3 mq è tortura, se tra 3 e 4 la presunzione è relativa, sopra i 4 l’eventuale violazione dei diritti potrà essere fatta valere in base ad altri fattori di sovraffollamento.
Principi del diritto penale
Fonti costituzionali
- Art 25 Cost: Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.
- Art 27 Cost: La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte.
Tassatività (principio di precisione): tratto in parte anche dall’art 25, nella parte in cui fa riferimento al fatto commesso. La condotta che configura il reato deve essere definita in maniera precisa dal legislatore (si riprende da Beccaria, leggi chiare, poche e precise). Ha quindi a che fare con la formulazione del processo.
- Determinatezza: possibilità di poter provare il fatto in giudizio, sentenza che non faceva connaturare il reato di plagio perché non suscettibile di prova in giudizio
- Divieto di analogia (tassatività): impossibilità di applicazione art 12 preleggi
- Irretroattività: art 25 Cost, essendo a livello costituzionale è indisponibile, nessuno può rispondere di un reato non punti al tempo della commissione del fatto o di una pena peggiore (questo contenuto in CDFUE)
Fonti europee
Art 6 CEDU
- Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l’accesso alla sala d’udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nell’interesse della morale, dell’ordine pubblico o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o, nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicità possa portare pregiudizio agli interessi della giustizia.
- Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata.
- In particolare, ogni accusato ha diritto di:
- Essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo carico
- Disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la sua difesa
- Difendersi personalmente o avere l’assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia
- Esaminare o far esaminare i testimoni a carico e ottenere la convocazione e l’esame dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico
- Farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata in udienza
Art 7 CEDU
- Nessuno può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al momento in cui il reato è stato commesso.
- Il presente articolo non ostacolerà il giudizio e la condanna di una persona colpevole di una azione o di una omissione che, al momento in cui è stata commessa, costituiva un crimine secondo i principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili.
Art 47 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea
Ogni individuo i cui diritti e le cui libertà garantiti dal diritto dell’Unione siano stati violati ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice, nel rispetto delle condizioni previste nel presente articolo. Ogni individuo ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito per legge. Ogni individuo ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare. A coloro che non dispongono di mezzi sufficienti è concesso il patrocinio a spese dello Stato qualora ciò sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia.
Art 49 CDFUE
- Nessuno può essere condannato per un’azione o un’omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o il diritto internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al momento in cui il reato è stato commesso. Se, successivamente alla commissione del reato, la legge prevede l’applicazione di una pena più lieve, occorre applicare quest’ultima.
- Il presente articolo non osta al giudizio e alla condanna di una persona colpevole di un’azione o di un’omissione che, al momento in cui è stata commessa, costituiva un crimine secondo i principi generali riconosciuti da tutte le nazioni.
- Le pene inflitte non devono essere sproporzionate rispetto al reato.
Principi generali in materia penale
- Materialità
- Offensività
- Legalità
- Colpevolezza
Quarta lezione
La chiarezza della norma penale
Serve anche come garanzia per il cittadino: principio di legalità.
Art 1 cp: legalità del reato e della cornice sanzionatoria. Art 199 cp: legalità delle misure di sicurezza.
Principio della riserva di legge
Per definizione è il parlamento l’organo deputato alla creazione delle norme penali. La ratio è la rappresentatività della popolazione data dal parlamento, questo risponde ad una logica democratica. Inoltre l’iter legislativo prevede un confronto maggiore sia perché il parlamento si confrontano maggioranza e opposizione, sia perché si dovrebbe ponderare un esame equo degli interessi in gioco.
Quinta lezione
Principio di tassatività
Principio di precisione nel manuale: siamo nell’ambito della formulazione delle fattispecie criminose. È espressione del principio di legalità, desumibile dal fatto, stesso art 25.2 cost, laddove si fa riferimento al termine questo va a connotare un diritto penale oggettivo e concreto. Beccaria: “leggi poche chiare e precise”, il diritto penale dovrebbe rispondere all’extrema ratio per evitare l’ipertrofia del diritto penale, il secondo aspetto individuato riguarda la chiarezza delle norme penali.
Intelligibilità del precetto: il cittadino prima di commettere la condotta deve essere in grado di prevedere la conseguenza (sent corte cost.364/88)
Ruolo del giudice: nell’illuminismo era visto come bouche de la lois, ma era comunque un’illusione. L’interpretazione nel penale vede un ruolo di rilievo da parte del giudice, perché deve calare l’astrattezza della fattispecie individuata dal legislatore nel caso concreto. Il giudice deve sussumere il caso concreto sotto la fattispecie astratta.
Es. sentenza 96/1981: incostituzionale la norma per carenza di precisione e importante perché individua accanto al principio di tassatività quello di determinatezza, cioè le fattispecie descritte dal legislatore deve essere suscettibile di prova in giudizio. L’art 603 dove fa riferimento allo stato di soggezione in cui deve essere indotto il soggetto non è preciso in maniera tale da rendere possibile la prova.
Atti persecutori (stalking) sentenza 172/2014: reiterazione (esigenza che il comportamento sia continuato nel tempo) della minaccia o molestia. La mancanza di precisione era su cosa si intendesse per reiterazione, quante condotte erano necessarie per verificarsi la fattispecie? Anche minaccia o molestia erano però individuate in maniera troppo labile. La giurisprudenza ha stabilizzato il precetto integrandolo con nozione di molestia e minaccia. A destare perplessità sono invece gli elementi scatenati (alterazione abitudini di vita, paura e ansia,...) ma la corte respinge l’illegittimità definendo gli aspetti come verificabili facendo riferimento sia ad una interpretazione sistematica sia la possibilità di poter attingere alle conoscenze scientifiche e ad altre branche (il perdurante stato di paura può essere accertato dal giudice tramite un perito).
Tecniche di normazione
- Normazione descrittiva: si descrive il fatto criminoso con riferimento alla realtà empirica (dati naturalisitici), si corre però il rischio di eccesso di casistica che può portare l’inabilità per il giudice di integrare con la giurisprudenza.
- Normazione sintetica: si impiegano termini che a loro volta fanno riferimento a fonti esterne alla fattispecie criminosa in questione (elementi normativi), meccanismi di eterointegrazione del precetto. La norma può essere giuridica, civile o penale, o sociale.
“Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno” (art 575 cp omicidio)
Elementi descrittivi
Uomo: ad essere tutelata è la persona umana, fa riferimento alla realtà empirica. Per verificare se è di fronte ad un uomo non deve fare riferimento ad un’altra norma.
Elementi normativi
Morte: cessazione irreversibile di tutte le funzione dell’encefalo, come espresso dalla legge del ’93. Prima era un elemento descrittivo, dopo il ’93 è normativo perché devo fare riferimento ad un...
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