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Diritto industriale appunti lezioni anno accademico 2020/2021

Oggetto marchio e brevetto

Oggetto marchio = segno distintivo

Oggetto brevetto = soluzione tecnica

Diritto d’autore

Diritto d’autore vige il principio di variabilità —> il contenuto del diritto d’autore non è sempre lo stesso, si adatta al tipo di opera protetta.

Cosa contiene

Articolo 1: Codice della proprietà industriale. La materia che è regolata nel codice della proprietà industriale inizia con l’espressione proprietà industriale e contiene marchi e altri segni distintivi, indicazioni geografiche, denominazione d’origine, modelli, segreti commerciali e nuove varietà vegetali.

Noi possiamo prendere come elementi fondamentali: marchi e segni distintivi, brevetti per invenzione o modello, i disegni e segreti commerciali. Sono tutti diritti che vengono tradizionalmente indicati come diritti su beni immateriali, che rappresentano un certo tipo di proprietà d’impresa; proprietà industriali che riguardano oggetti mentali, idee, modi di fare, modi di contrassegnare la propria merce. Sono diritti tipicamente assegnati a un’impresa, per acquisire un vantaggio competitivo rispetto ad altre imprese.

Diritto della proprietà industriale

Il diritto della proprietà industriale quindi comprende:

  • La proprietà industriale, intesa come quelle cose indicate nell’articolo 1
  • Diritto della concorrenza

Convenzione Unione di Parigi

La Convenzione Unione di Parigi: esposizione internazionale di Parigi del 1883, venne approvata dagli Stati una convenzione per la tutela dei marchi, disegni, denominazione d’origine di quello che allora faceva parte del patrimonio tecnologico delle imprese.

Proprietà delle opere d’ingegno

Accanto alla proprietà industriale esisteva anche la proprietà delle opere d’ingegno, ossia della letteratura, scultura o musica. La proprietà intellettuale applicata all’industria e quella sul diritto d’autore sono nate nello stesso tempo con un significato politico unitario. Si può dire che questi diritti hanno quindi una data di nascita. Epoca in cui i rapporti commerciali si liberalizzano: per essere autore non bisogna più trovare un patrono, al quale dedicare un’epistola nella prima pagina del proprio libro (si supera piano piano il feudalesimo).

Liberazione delle persone e mercato

Il cambiamento sociale permette la liberazione delle persone, ma strumentale a questo è anche il fatto che ciascuno si può misurare con gli altri nel mercato, dove vince il migliore, colui che offre prodotti convenienti dal punto di vista tecnico. Diritti —> liberazione dell’uomo, che può agire nel mercato, ossia quel posto in cui siamo tutti in libera concorrenza.

Art. 41 Costituzione

Art. 41 Cost.: la Repubblica riconosce la libertà di iniziativa economica. La libertà comporta la formazione di un mercato.

Limitazioni della libertà commerciale

Limitazioni della libertà commerciale, per scopi di utilità sociale: Art. 2595 cc: la concorrenza è libera, ma entro i limiti previsti dalle norme corporative:

  • Norme di diritto pubblico (se voglio fare uno stabilimento, ho bisogno di varie concessioni). Esempio norme antitrust, pubblicità ingannevole (per molti anni questa è stata considerata lecita, “mercato dunque ladrone”, lo strumento per perseguire questa pubblicità era un’azione privata che un imprenditore poteva promuovere contro un altro, che si comportava slealmente. Questo è un tipico fallimento di mercato, perché le forze della concorrenza portano ad appiattire il modello pubblicitario. Quindi interviene una norma pubblica che va a sanzionare questa tipologia di pubblicità ingannevole).
  • Norme di diritto privato: non danno allo Stato un potere speciale di interdizione nei confronti di privati che non osservano le norme di diritto pubblico, ci sono anche delle norme che legittimano i privati a rivolgere delle azioni nei confronti di un altro privato. Queste norme sono di due tipi: regolano comportamenti corretti e scorretti (norme sulla concorrenza sleale, es, Art. 2598: comma 1, dice che è vietato usare nomi o segni che siano idonei a cagionare l’attività del concorrente; comma 3, commette un atto di concorrenza sleale chiunque adotta comportamenti che non sono conformi alla lealtà professionale e idonei a danneggiare l’altrui azienda), norme con divieto di ledere la proprietà industriale altrui, ossia diritto inteso come contenuto in questo codice.

Intellectual propriety law

Intellectual propriety law: industrial law: diritto del lavoro. Perché si dice diritto industriale? Perché il primo manuale che si è occupato delle problematiche delle aziende lo ha intitolato così, comprendendo tutta la materia che riguarda l’imprenditore. Questa nomenclatura è rimasta nella convenzione di Parigi.

Art. 17 Carta di Nizza

Art. 17 Carta di Nizza:

  • Comma 1: proprietà di cose materiali: ogni persona ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquisito legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuna persona può essere privata della proprietà se non per causa di un pubblico interesse, nei casi e nei modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità per la perdita della stessa. L’uso dei beni può essere regolato dalla legge nei limiti imposti dall’interesse generale. Non tutta la proprietà si acquisisce, perché può esserci da prima. La proprietà è qualcosa di naturale, c’è prima che arrivi una legge, la quale la può solo riconoscere oppure espropriare.
  • La proprietà intellettuale è protetta. Non esiste un diritto che si afferma sullo sfruttamento del marchio, prima che la legge dica che i marchi sono effettivamente protetti. Prima viene la legge e poi il diritto (differenza importante rispetto al primo comma).

Diritti di proprietà intellettuale

I diritti di proprietà intellettuale riguardano un diritto solo negativo (rispetto alla proprietà normale), ossia è un diritto di impedire a terzi di compiere determinate attività economiche. Regola: il diritto attribuito non è mai positivo, ma negativo, è il diritto di vietare. Se noi pensiamo a un privato che può impedire a due altri di svolgere la propria attività economica, questo diritto non avrebbe nessuna chance se non ci fosse un apparato dello Stato che lo garantisce. Possono esistere quindi solo all’interno di un sistema coercitivo, cioè lo Stato. La struttura di questi diritti nasce come monopolio di commercio.

Monopoli territoriali e impermeabili

Questi monopoli sono di commercio, ed hanno due caratteristiche: sono monopoli territoriali, quindi lo puoi far valere solo nel tuo territorio; monopoli impermeabili, ossia non importa limitare al monopolista la fabbricazione e il commercio nello stato, ma bisogna limitare l’importazione e l’esportazione. I diritti di proprietà industriale hanno sempre queste caratteristiche. Divieti del diritto di proprietà:

  • Divieto di attuazione nel territorio dello Stato
  • Divieto di emissione
  • Divieto di esportazione
  • Divieto di importazione

Tutti questi sono divieti indipendenti l’uno dall’altro.

Territorialità dei diritti di proprietà intellettuale

Questi diritti hanno un confine, valgono solo all’interno di questo e non all’esterno. Questa stretta connessione con lo Stato si descrive con il concetto di territorialità, che riguarda tre aree:

  • Art. 54 Diritto applicabile: (1995 N, 218) ogni diritto di proprietà intellettuale è regolato dallo stato di utilizzazione, ossia stato in cui quel diritto è nato e si vuol far rispettare (un marchio IT non è un marchio francese).
  • Art. 120 cpi: Giurisdizione: le azioni in materia industriale italiana, i cui titoli sono concessi (sono titoli, i diritti che si acquistano mediante brevettazione o accettazione), si propongono avanti l’autorità giudiziaria dello Stato, qualunque sia la cittadinanza, il domicilio o la residenza delle parti. Se l’azione di nullità o quella di contraffazione sono proposte quando il titolo non è stato concesso, la sentenza può essere pronunciata solo dopo che l’Ufficio italiano brevetti e marchi ha provveduto sulla domanda di concessione, esaminandola con precedenza rispetto a domande presentate in data anteriore. Il giudice, tenuto conto delle circostanze, dispone la sospensione del processo, per una o più volte, fissando con il medesimo provvedimento l’udienza in cui il processo deve proseguire. Il monopolio riguarda sia il diritto territoriale, ma anche il diritto processuale.

Limiti territoriali della tutela

Riassunto: i diritti di proprietà industriale sono diritti di carattere territoriale, cioè possono essere fatti valere all’interno dello Stato. Conseguenza: ciascun diritto deve essere costituito in ciascun stato, nel quale il titolare del diritto vorrà farlo valere.

Inconvenienti

Per questo ci sono degli inconvenienti, che sono connessi alla difficoltà e al costo della costituzione del diritto in ogni singolo paese, dunque bisognerà affrontare una serie di formalità (lingua del paese, priorità delle domande, ossia chi la presenta per primo, questo infatti porta a un rischio, legato al fatto che le domande non vengono presentate nello stesso momento). Ci sono anche dei costi di mantenimento del diritto, ossia esiste un diverso tipo di esame da parte degli uffici, con il risultato che possono esserci delle opposizioni.

Differenze legislative e ostacoli al libero commercio

Oltre a queste difficoltà, vi sono anche differenze legislative, dunque ci possono essere differenze locali (es, la proprietà industriale, in alcuni paesi, viene vista come strumento per la protezione del proprio paese), le differenze legislative riflettono delle tradizioni della società (IT con la Germania, conosce delle invenzioni tecniche che magari non esistono in altri paesi, come in Spagna). Inoltre ci sono degli ostacoli al libero commercio perché ogni volta che la merce entra ed esce dal confine, bisogna stabilire se questa nel territorio dello Stato costituisce una contraffazione. —> Il diritto di proprietà industriale, infatti, attribuisce anche una protezione doganale.

Rimedi

I rimedi sono rappresentati dalla cooperazione internazionale (dal 1800, si erano fatti degli sforzi per creare una struttura multinazionale, che permettesse di coordinare i diritti diversi degli stati; al centro di questa c’è la WIPO —> è stata fatta molto presto, è la prima organizzazione internazionale in senso proprio, proprio perché la proprietà industriale era considerata rilevante. Nel 1970 l’organizzazione è stata riformata, con sede a Ginevra, amministra 26 trattati internazionali. Questi trattati sono a volte multinazionali, a volte comprendono tutto il mondo, altre volte sono degli accordi regionali, oppure sono trattati di carattere specialistico (es, per i marchi internazionali, per essere riconosciuti dagli altri paesi).

Principali trattati

  • Convenzione dell’Unione di Parigi 1883: è stato più volte modificato, l’ultima revisione risale al 1967 (Testo di Stoccolma). Questo testo, oggi, non si può modificare. Oggetto della convenzione: proprietà industriale in senso ampio, ossia comprende i marchi e segni distintivi, invenzioni, disegno e modelli e ha un’aggiunta, ossia la protezione minima dei nomi commerciali e della concorrenza sleale. Questa disciplina ci offre l’occasione di dire che questa convenzione ha avuto un’efficacia ultrattiva, ossia di costituire una forma di armonizzazione minima tra i diversi diritti degli stati aderenti. Oltre a questo, per oggetto, presenta il trattamento nazionale, cioè ciascuno lo Stato riconosce ai cittadini lo stesso trattamento che accorda ai propri cittadini. Uguaglianza di trattamento da disparità delle regole. Altro è la priorità nazionale, ossia c’è un termine di grazia (se io oggi deposito una domanda di brevetto in IT, ho un periodo di grazia di 12 mesi per presentare la stessa domanda negli USA, con la data di riporta che devo rivendicare della domanda che ho presentato in IT). Ultimo: tutti i diritti concessi sono tra loro indipendenti.
  • Convenzione di Berna: c’è una polemica tra i paesi sviluppati, in via di sviluppo, sottosviluppati e la vecchia URSS. Oggetto: proprietà letteraria, scientifica e artistica; quindi i settori dell’arte e della scienza tradizionali. Non sono compresi diritti come, sulla produzione musicale (dischi), sulle fotografie, sulle prestazioni di artisti ed interpreti. Importanti: trattamento internazionale e indipendenza della protezione, che non richiede delle formalità di costituzione. Contiene altri due punti: protezione minima, prevista in linea generale (a differenza di C. Di Parigi), ad esempio c’è anche il diritto di opporsi alle elaborazioni di opere considerata pregiudizievoli per la propria morale.

Trattato TRIPS

Trattato TRIPS: devono sottoscrivere tutti i paesi che intendono partecipare all’organizzazione mondiale del commercio, che assicura la possibilità di ridurre le barriere. È un trattato, che nel 1996, ha realizzato: merci senza dazi contro la tutela della proprietà intellettuale. —> Cosa fa? Codifica il principio di una tutela riservata a tutti i cittadini del mondo, quindi universalizza le convenzioni di Parigi e Berna. Poi però, mentre nelle convenzioni del 1800, il principio dell’armonizzazione è residuale, diventa qui il principio di base. Chi entra in questo sistema deve dare una tutela maggiore e non minore. Tuttavia questo trattato si inserisce in un sistema non armonizzato.

Armonizzazione con il sistema

  • Direttiva di armonizzazione del diritto dei marchi, dei disegni e modelli, delle sanzioni, protezione dei segreti commerciali e, poi singoli aspetti del diritto d’autore (nonostante tutto ci sono ancora delle aree di disarmonia);
  • Regolamento comunitario: passo verso l’unificazione. UE ha un ordinamento autonomo rispetto agli altri. Questa Unione rilascia titoli di proprietà industriale, che hanno un valore territoriale (marchio dell’UE vale per tutti gli stati che ne fanno parte).

Invenzioni e brevetti

Le invenzioni e brevetti sono la forma ideologica dell’innovazione di un paese; tanti più brevetti hai, sempre più potente sarai come paese. L’idea di riuscire a fare un regolamento per i brevetti deve retrocedere. Questo modello del regolamento, dove gli stati sentono il valore del poter influire in maniera concreta sulla vita dei cittadini non può essere applicato. Invece viene applicata la convenzione sul brevetto EU, che non ha solo paesi appartenenti all’UE.

Convenzione sul brevetto EU

Questa convenzione fa sì che un ufficio, che si trova a Monaco di Baviera, che riceve delle domande, ne svolge un esame, rilascia il brevetto e decide sulle opposizioni; questo brevetto vale nei singoli stati che siano stati indicati nella domanda, come se fosse un brevetto nazionale. Questa convenzione poi contiene una serie di norme rilevanti in materia di brevetti. Tutti gli stati aderenti devono armonizzarsi alle norme previste dalla convenzione. L’idea di fare un sistema mondiale di brevetti è troppo ambiziosa.

Giurisdizione in materia di invenzioni

Si è provato a togliere agli stati la giurisdizione in materia di invenzioni: ha spinto gli stati a fare una convenzione internazionale che ha per oggetto una corte unificata per i brevetti (CUD), gli stati danno la giurisdizione ai propri tribunali. La corte unitaria dei brevetti è un organo sovranazionale, che ha giurisdizione in ogni stato. Questo sistema dovrebbe entrare in vigore con la ratifica dei paesi.

Territorialità dei diritti di proprietà industriale

Ciascun diritto di proprietà industriale è territoriale e, ciascuno di questi diritti è un diritto negativo (non è il diritto di attuare quello che si può vietare). Quindi io posso vietare il commercio, posso vietare l’importazione a Caio… Ogni diritto è indipendente dall’altro. Se io do una licenza per un diritto determinato, do una licenza per tutti i diritti conseguenti. —> vecchia idea: licenza implicita, che si fonda sull’idea di una licenza data su un diritto nazionale, che vale sul territorio nazionale. Questa idea si fonda sull’idea di una licenza data su un diritto nazionale, che vale sul territorio nazionale; ma in questo modo si crea la condizione per una compartimentazione dei mercati, secondo le linee di confine dei singoli stati.

Caso Grundig-Kostek

Poi è arrivato il caso Grundig-Kostek: aveva ad oggetto dei televisori, che venivano trasportati dalla Germania alla Francia; il distributore francese aveva in licenza il marchio tedesco. Veniva fatta un’importazione parallela, quindi una concorrenza sleale al distributore di televisori (che doveva occuparsi delle pubblicità, garanzie). Il distributore rivendicava una licenza, ma comunque non la voleva dare, quindi il trasporto non poteva essere stato fatto. Interviene la corte di giustizia: diritto incompatibile con il diritto della libera circolazione delle merci: non puoi imporre delle restrizioni in questo campo perché se è vero che le questioni in materia di esistenze e titolarità dei diritti industriali appartiene allo Stato, l’esercizio di questi deve essere conforme ai principi dell’UE. —> nuova dottrina dell’esaurimento: con la prima immissione in commercio i diritti di proprietà industriale e intellettuale si esauriscono. I prodotti che sono stati venduti dal titolare...

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher albertopleb98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Spolidoro Marco Saverio.
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