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Contabilità e bilanci d'impresa

Appunti lezioni - Anno accademico 2020/2021

La gestione d'impresa (7/10/20)

Azienda: Insieme di beni coordinati. È il genere, di cui l’impresa è la specie. La differenza è il concetto di rischio di mercato: l’impresa la colleghiamo all’attività di mercato. L’organizzazione, che è una caratteristica quasi oggettiva, ci deve essere all’interno di questa entità che le fa funzionare in un certo modo.

Meccanismo tecnico-economico dell’impresa: L’obiettivo è la produzione sistematica di beni e servizi per il mercato. La caratteristica principale è che la produzione, attraverso lo scambio sul mercato, permette all’impresa di ottenere un surplus, di produrre quindi del valore. Questo valore prodotto nasce da una differenza, ossia è rappresentato da un’eccedenza, tra i valori che produco e quelli che vengono consumati. Questo processo produttivo deve quindi portare a una differenza positiva.

Rischio principale dell’impresa: Non generare un surplus. Ci troveremmo quindi di fronte a un deficit.

In che modo sappiamo se abbiamo guadagnato o no? L’ottica di guadagno per l’impresa: se il valore dei ricavi è superiore ai costi sostenuti. Il concetto di ricavo corrisponde: è il valore a cui vendo i prodotti. Il ricavo genera la differenza. Non è detto che a un ricavo di tot corrisponda un’entrata immediata di quel valore: cosa accade quindi? Accade che quindi il ricavo avvenga in un momento successivo.

Organizzazione sistematica (8/10/20)

Impresa: Entità che opera in condizioni di rischio e, in cosa consiste questo? È quella condizione che fa sì che ci siano delle probabilità che i valori che produco siano inferiori ai valori che ho consumato per produrre. È un po’ il rischio di mancata continuità, quindi permanenza nel mercato in condizioni efficienti.

Come ci si copre dai rischi? (incendio..) Lo si fa attraverso delle coperture assicurative. L’unico rischio che non è assicurabile è che il valore dei prodotti non sia superiore a quello consumato.

Funzione surplus: Condizione necessaria affinché un’impresa sopravviva, ma è assolutamente importante in quanto obbliga i soggetti ad accollarsi il rischio. Chi sono questi soggetti? L’imprenditore, azionisti, soci. Se parliamo di società di capitali o persone, il rischio se lo assume chi investe il denaro. Quando parliamo di questi soggetti, ci riferiamo a coloro che sostengono l’impresa dal punto di vista patrimoniale: ciò genera rischi, in quanto non è detto che venga distribuito un dividendo, e la restituzione del capitale è un’ipotesi del tutto eventuale. Quale fattispecie giuridica può portare l’azionista a riavere quanto ha investito? Scioglimento della società con successiva liquidazione.

Impresa: Processo di gestione, surplus, rischio

  • Produzione economica/aziendale
  • Approvvigionamento/Produzione/Distribuzione
  • Denaro, Beni/Beni, Beni/Beni, Denaro

Prima riga: fasi della produzione. Il mercato è la controparte dell’impresa, in questa prima fase. La trasformazione avviene all’interno, la distribuzione chiude il cerchio, facendo tornare il bene al mercato. Qual è il tipico fattore produttivo di un’impresa industriale? Macchinari, risorse umane, forza lavoro, capitale, le materie prime; ossia i beni fisici (acciaio, rame).

Nella fase di approvvigionamento acquista le materie prime, la forza lavoro, i beni fisici, capitali. Questa è una fase in cui, con il denaro, l’impresa acquisisce dei beni, che poi all’interno dell’impresa saranno trasformati. Alla fine quindi ottengo un bene, che ritorna ad essere denaro, attraverso la vendita sul mercato. Però non tutte le operazioni prevedono fin da subito la contestualità dell’uscita del bene e l’ingresso del denaro. Il concetto di ricavo non coincide con il concetto di denaro, che entra nelle casse sociali. Così come il concetto di costo non coincide con il denaro che esce dalle casse sociali. Di regola le vendite non avvengono attraverso un immediato pagamento del cliente, invece sorge un credito in capo a questa persona. La gestione dell’impresa si basa sul modello di costi/ricavi.

Un patrimonio, che fa capo all’impresa, di cui il surplus sarà il risultato della gestione del patrimonio aziendale. Questa deve essere misurata (tema di rendiconto: il bilancio d’esercizio è redatto dagli amministratori e viene presentato all’assemblea per l’approvazione). Cos'è il patrimonio? Sono degli investimenti, che generano un’attività di produzione. I valori li seguo nelle contropartite con il mercato.

La struttura produttiva può essere leggera (servizi) o pesante, ossia con tutta una serie di costi rigidi (tutto insieme di impianti..). Non è detto che tutte le imprese abbiano le stesse strutture organizzative.

È in vista dell'ottenimento di un surplus, che dei soggetti prendono l’iniziativa di costruire un’impresa. Questi soggetti rinunciano ad una remunerazione fino a quando non siano soddisfatti tutti i fattori produttivi.

Gestione

Tentativo di dare una serie di definizioni alla gestione. Cosa intendiamo con gestione? È quell’insieme di operazioni, che mi porta a raggiungere un fine, ossia la produzione, che sarà destinata al mercato. Attività che comunque ha una valenza sociale perché coinvolge una serie di soggetti, ma la mente dell’impresa è mossa dalla voglia di “fare”, vuole produrre qualcosa che soddisfi i bisogni umani. Questo fine è raggiungibile in una condizione in cui vi sia il surplus.

Produzione di beni e servizi in condizioni di equilibrio: Ci sono delle scelte/decisioni/operazioni che vengono rilevate. C’è una gerarchia di passaggi che si rispecchia poi nel modello della governance. Com’è impostata una governance in una società di capitali? Le vere scelte strategiche sono di competenza di chi rischia, di chi apporta il capitale. L’amministratore delegato è la persona che ha i poteri e la competenza per gestire organizzazioni di tipo complesso. L’operazione è l’esecutività delle scelte, è l’accadimento che ci fa capire come va l’azienda.

Organizzazione

È la struttura per potere attuare la gestione. È un tema che riguarda il consiglio di amministrazione, ma soprattutto del consigliere delegato, che dovrà tenere conto della variabile ambientale o il tempo in cui si va a collocare l’attività e i mezzi che la società ha a disposizione. Ogni azienda è diversa dall’altra, sono difficilmente replicabili le attività di management. Esempio di ambiente: se ho un’azienda che è collocata nel nord Europa, e un’altra che si trova in Africa, si parla di condizioni ambientali di contorno.

Rilevazione

Noi entriamo nell’azienda dalla porta dei numeri, siamo dei soggetti esterni, che hanno a disposizione la traduzione in termini quantitativi di ciò che accade in azienda, con tutti i limiti. Il numero può essere considerato relativo, nel senso che in molti casi non abbiamo un’esattezza assoluta in capo al numero; ma non siamo nel campo dell’arbitrarietà. Il tema traduzione non è da considerare come riporto di quello che c’è già.

Questa fase si appoggia sul sistema contabile. Poi c’è anche la funzione della memoria scritta. In caso di contestazione di un credito, su cosa ci si può basare? Sulla memoria scritta, ossia i libri contabili, che può essere, se regolarmente tenuta, un mezzo di prova. Tutto questo poi, in un’ottica interna, dovrebbe permettere di prendere delle decisioni consapevoli da parte di chi detiene la responsabilità.

Art. 2381 c.c.: comma 5, si richiede agli organi delegati di curare l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile, affinché sia adeguato alla natura e dimensione dell’impresa. Lo stesso legislatore impone a chi ha le deleghe di assicurare gli altri soggetti, riguardo la struttura organizzativa.

Posso prendere delle decisioni consapevoli solo, e solo se, ho un adeguato sistema informativo da parte degli organi delegati. La rilevazione è funzionale rispetto alla gestione.

Tema delle modalità di acquisizione dei fattori produttivi

L’impresa acquisisce i fattori, sia quelli generici (risorse finanziarie) e sia quelli specifici (risorse umane), corrispondendo un compenso, che può essere alternativamente definito secondo le tre modalità:

  • Remunerazione contrattualmente stabilita (es, lavoratori dipendenti, sanno subito il loro corrispondente)
  • Remunerazione residuale, che non è fissa ed è variabile a seconda dell’andamento della gestione
  • Combinazione delle prime modalità: in parte stabilita e in parte variabile.

Nel primo caso: l’impresa si impegna a corrispondere ai soggetti una controprestazione predeterminata, questa misura non dipende dalle vicende economiche della gestione. L’acquisizione di fattori produttivi con queste caratteristiche genera all’impresa dei costi, per le risorse umane, per il capitale e per i mezzi.

Nel secondo caso: non c’è da parte dell’impresa impegno di remunerazione del fattore, ma questa dipende dai risultati economici della gestione. Quindi la remunerazione sarà uguale a quello che resta dopo che saranno corrisposte tutte le remunerazioni contrattualmente stabilite. Dopo che con i ricavi della produzione, si sono coperti tutti i costi a remunerazione predefinita. Chi accetta questa posizione, lo fa sulla base di certe aspettative, ossia quelle di ottenere, attraverso il surplus, una remunerazione adeguata alle sue aspettative, tenendo conto dei rischi (insolvenza, ossia mancato pagamento).

Nel terzo caso: remunerazione in parte prestabilita e in parte legata alle vicende economiche (quota di surplus). Esempi: contratti di lavoro per l’amministratore.

Il soggetto che apporta all’impresa fattori produttivi con una remunerazione residuale rinuncia a una remunerazione stabilita, ma si aspetta una remunerazione che può variare nel tempo e che sia congrua e adeguata. Da cosa dipende la congruità? Che correlazione c’è con il grado di rischio? Maggiore è il rischio percepito, maggiore dovrebbe essere l’aspettativa della remunerazione. Legame con intensità del rischio. Quali sono gli investimenti di maggiore rischio? Quelli rivolti alle nuove iniziative.

Mentre per quanto riguarda il tema di remunerazione prestabilita non si parla di adeguatezza, ma semplicemente di rispettare ciò che fin da subito è stabilito. Nell’impresa capitalistica, i fattori a remunerazione residuale non possono mancare. L’unico fattore a remunerazione residuale è il capitale proprio. Di fatto questo è una delle fonti di finanziamento a titolo di capitale di rischio, soprattutto nella fase di avviamento. È la remunerazione che qualifica la natura dei fattori. Se l’impresa conseguisse dei risultati in termini di deficit, questi andrebbero ad incidere proprio nella misura del capitale proprio.

Cosa succede in un’impresa produttiva?

Da un punto di vista della dinamica dei costi e ricavi: vengono prima i costi.

Capitale proprio (14/10/20)

Capitale proprio: Fattore produttivo che viene conferito dagli azionisti, dai titolari delle quote, con il rischio che il capitale, non solo non sia remunerato...

Come si remunera: Attraverso la ripartizione del surplus.

Quali sono le funzioni del capitale proprio:

  • Integrare i ricavi, tutte le volte che questi non siano sufficienti a ricoprire i costi. La perdita di esercizio va ad intaccare il capitale (2456-2457). Le perdite possono essere assorbite fino ad un certo punto. Cosa succede quando le perdite, portano il capitale al di sotto del limite legale? Si riduce il capitale presso l’assemblea straordinaria.
  • Mettere a disposizione dell’impresa la liquidità, per permettere alla stessa di far fronte al pagamento dei fattori produttivi (di regola questo precede l’incasso dei ricavi); se l’impresa riceve credito dal fornitore, l’impresa concederà credito ai clienti.

Nell’ambito della struttura finanziaria ottimale dell’impresa, si tratterà di capire il dosaggio tra il capitale proprio e il capitale di terzi. Se ho un’impresa con un’importante struttura produttiva (investimenti), dall’altra parte non potrò finanziare la struttura attraverso i finanziatori. Il problema del capitale proprio è quello di dotare l’impresa di un quantum di capitale proprio, via via adeguato a quella completa funzione sia di tipo economico e sia di tipo finanziario.

Caratteristiche dell’impresa

  • Intervallo tra acquisizione dei fattori produttivi e la vendita della produzione: caratteristica ineliminabile. Se adottiamo un approccio di tipo economico, ossia prima si sostengono i costi e poi si conseguono i ricavi.
  • Durata del ciclo fisico-tecnico di produzione.
  • Modalità di approvvigionamento dei fattori produttivi.

Conseguenze:

  • Stock di investimenti: È rappresentato da una serie di risorse, che via via saranno utilizzate e sono ordinate in una struttura organizzativa. Si esplicita in beni (es, immateriali: know how, brevetti).
  • Necessità di mezzi finanziari: Per far fronte con regolarità agli impegni assunti. Obiettivo: impedire che l’impresa si trovi in una situazione di difficoltà.

Questo genera in capo all’impresa un fabbisogno finanziario, che dipende dall’avvicendarsi di incassi e pagamenti. Il fabbisogno è importante per poter alimentare, piuttosto che liquidare dei titoli, ossia gestire al meglio i flussi in entrata e uscita. Da una parte ho gli investimenti, che sono importanti ai fini dell’apprezzamento del rischio d’impresa, soprattutto per chi si assume il rischio. Dall’altra parte il fabbisogno finanziario, mi dà un’ulteriore idea del grado di rischio e, mi mette alle condizioni di dover assicurare una regolarità nei pagamenti e rispetto degli impegni.

Riassunto funzioni

  • Tipo economico
  • Tipo finanziario

Modello per aree e profili della gestione d’impresa

  • Aree di gestione
  • Profilo reddituale
  • Profilo finanziario

Il bilancio (15/10/20)

Il bilancio (delle società di capitali, che sono soggetti passivi di imposta) è quello strumento informativo che deve mettere in grado, chi si avvicina all’impresa, di entrare nella gestione della stessa attraverso delle sintesi.

Prima sintesi è quella di una possibile classificazione delle operazioni di gestione:

  • Gestione caratteristica: Risponde alla domanda “che cosa fa questa impresa”, l’impresa acquista dei beni sul mercato e poi li vende; come distinguiamo ciò che è caratteristico da quello che non lo è, lo facciamo andando alla radice del processo.
  • Gestione patrimoniale: È una prima tipologia di operazioni non caratteristiche, ossia gestione dei beni patrimoniali, che deriva dal fatto che alcuni beni dell’impresa, non necessariamente sono impiegati nel processo produttivo.
  • Gestione finanziaria: (es, fondi) È una gestione derivata, che cosa fa? Recupera, provvede a fare sì che la nostra impresa abbia delle fonti finanziarie, di regola da terzi (banche, fornitori), che comunque assicuri un flusso di liquidità in modo regolare all’impresa. Questa gestione collegata alle attività di finanziamento, è bene che abbia una sua evidenza autonoma all’interno delle classificazioni che si fanno; in modo da poter capire sin dalla prima lettura dei dati di bilancio, quanto pesi la gestione finanziaria (genera i costi, dovuti agli interessi passivi, a cui corrisponderanno delle uscite).
  • Gestione “straordinaria”: Ha a che fare con tutte quelle operazioni non ordinarie (a differenza di quelle sopra), quindi che avvengono in via eccezionale (es, fabbricato concesso in locazione, impresa lo vende, la quale consegue così un plus valore derivante dalla vendita. Questo ricavo è un ricavo che è tipico o è legato a fatti eccezionali? Legato a fatti eccezionali.
  • Gestione dei tributi: Questa area trova una sua rappresentazione nel modello del bilancio, come modello di sintesi della gestione.

Conto economico dell’impresa (Lavazza): I numeri e la loro rappresentazione dell’ambito del bilancio. Abbiamo un flusso di valori che via via scende (guarda slide). L’ultima riga rappresenta il surplus. Nel corso del 2018 l’utile dell’esercizio è pari a 57 MIL, ossia vuol dire che la differenza tra i ricavi e i costi corrisponde a tale cifra. Nel corso del 2018 ha venduto beni per cui ha conseguito un ricavo di 1 Miliardo. Per conseguire questi ricavi dalle vendite, ha dovuto sostenere dei costi. La differenza tra i ricavi e i costi è un risultato della gestione caratteristica. Quali sono i costi della produzione più significativi? Sono quelli legati ai costi produttivi.

Nel caso di specie la gestione finanziaria non genera costi, ma bensì ricavi, perché la somma algebrica genera ricavi, la voce più importante dei ricavi della gestione finanziaria è dovuta ai proventi di partecipazione. La nostra impresa è a capo di una struttura aziendale.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

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