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Sociologia del denaro

Società tradizionali

Erano caratterizzate dal conio (metalli) o da oggetti e si svolgeva il baratto. Il problema era il seguente però: bisognava trovare un soggetto con gli opposti desideri (es. Io desidero una capra e ho conchiglie, l’altro soggetto vuole le conchiglie ed è disposto a darmi una capra).

Il valore degli oggetti si basava sui significati che i soggetti attribuivano (ad esempio i significati religiosi) o sui rituali (es. Dono). Nella società tradizionale la moneta era speciale perché la posso utilizzare nella mia comunità e non in tutte (non è fungibile e neutra). Il denaro è improduttivo, in quanto veniva utilizzato per mostrare la propria ricchezza e soddisfare bisogni e non veniva utilizzato per effettuare investimenti.

Società moderna

Nella società moderna il denaro è produttivo e il profitto genera altro profitto. Il denaro possiede le seguenti caratteristiche nella società moderna:

  • Razionalità: non si basa sulle emozioni
  • Neutralità: non è buono o cattivo. È solo un mezzo di scambio
  • Fungibile: la posso usare per ogni scopo

Il denaro è quindi un mero mezzo di scambio senza distinzioni e significati. Due teorie che spiegano la società moderna e il denaro: quella di Weber e quella di Simmel.

Weber

Il denaro genera altro denaro. Si rifà al protestantesimo calvinista dove si considerano le opere che si concludono con successo come dei segni di grazia di Dio. Le opere sono quindi degli strumenti per trovare dei segni per il proprio futuro (lo stesso vale per gli imprenditori: ovvero si lavora tanto si ottengono buoni risultati segnali positivi). L’imprenditore ha delle caratteristiche: investe il denaro iniziale e i profitti; ha una vita sobria e crea posti di lavoro.

Simmel

Il denaro perde il suo valore materiale ed intrinseco per assumere un valore astratto; inoltre da mezzo per raggiungere un fine, il denaro diventa il fine (il denaro passa da servo a padrone).

Simmel dà origine al circuito del valore:

  • La caratteristica del denaro è la scambiabilità
  • Il concetto di scambio è legato a quello di sacrificio in vista di un guadagno
  • Il sacrificio, che serve a stabilire legami e relazioni, stabilisce il valore.
  • Dato che il valore degli oggetti però dipende da una valutazione soggettiva (ovvero se qualcuno riconosce quel valore), il denaro che rende oggettivo il valore permette lo scambio economico impersonale.

Questa oggettivazione riduce ogni cosa a un concetto di “quantità” e permette di instaurare relazioni che si basano sul credere nel significato del denaro. Simmel, inoltre, studia la cosiddetta “città vetrina” (avviene nelle grandi gallerie, esposizioni universali e magazzini): ovvero che noi desideriamo un oggetto se sappiamo che esiste e le vetrine sono dei luoghi che servono a far sapere che gli oggetti esistono.

Inoltre, la vetrina dà modo agli oggetti di essere ritenuti più seducenti a discapito della loro utilità (es. Si può comprare un pelapatate più costoso piuttosto che un altro solo perché è di marca e quindi si spende di più nonostante l’utilità sia la stessa. Questo origina maggiori transazioni di denaro).

Un effetto del denaro è la democratizzazione che permette di raggiungere obiettivi indipendentemente dalle situazioni ascrittive (che non dipendono dalla sua volontà o dalle sue scelte).

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La razionalizzazione del denaro dà origine all’interesse individuale che assume un significato positivo sia per gli individui che per il complesso perché la razionalità rende gli individui civili, dà un ordine mentre le passioni sono considerate distruttive per la società.

Transizione dalla modernità alla postmodernità

Ciò che sancisce il passaggio da modernità alla postmodernità è il declino del capitalismo (che sancisce anche il passaggio da modernità solida a modernità liquida):

Modernità solida, caratteristiche:

  • Stato sociale
  • Condivisione di interessi tra imprenditori e lavoratori
  • Partecipazione politica
  • Solidità capitali legati alla produzione (si continua a investire)
  • Fiducia nello sviluppo economico e del tenore di vita

Tutto ciò dà modo di fare scelte per i propri interessi e per il bene collettivo.

Modernità liquida, caratteristiche:

  • Si afferma l’individualismo ma in assenza di welfare e riferimenti collettivi, l’individuo si trova solo ed è privo di punti fermi. L’individuo quindi è libero di costruire il proprio destino, però in caso di fallimento sarebbe lui stesso il colpevole e la società si disinteresserebbe di lui, portando alla paura di fallire.

Denaro-libertà nella modernità solida

Nella società moderna il denaro diventa produttivo, quindi si usa il denaro per fare investimenti e ottenere altro profitto. Il denaro è il simbolo dell’epoca moderna: questa fase è caratterizzata da relazioni fredde che si basano su valori quantitativi. La razionalità fa da padrona mentre i sentimenti e le emozioni sono secondarie. Le caratteristiche del denaro moderno, ovvero la sua neutralità, la sua astrattezza e la sua riduzione a mera quantità dà modo all’individuo di raggiungere obiettivi indipendentemente da situazioni ascrittive. Quindi il denaro è un mezzo per raggiungere il benessere e migliorare la qualità della vita.

Denaro-incertezza nella postmodernità

Il cambiamento della società dall’età della modernità a quella della postmodernità ha messo in discussione il concetto di “denaro-libertà”. In primis cadono le illusioni sul potere acquisitivo: questa possibilità di poter muoversi nella scala sociale è molto limitata perché è importante anche la condizione da cui si parte. Inoltre, è vero che il denaro aumenta il benessere, però riguarda principalmente il benessere materiale. Denaro-incertezza per causa dell’incertezza rispetto alle fonti del denaro (non è sicuro di avere fonti stabili) e anche dall’incertezza nelle decisioni (ovvero la difficoltà di decidere in modo razionale come usare il proprio denaro).

Finanzcapitalismo

La modernità aveva scorporato la sfera economica dalla cultura e dalla società (prima scorporazione); nella postmodernità, la sfera finanziaria è stata a sua volta scorporata dalla sfera economica dando luogo al finanzcapitalismo (seconda scorporazione).

Che cos’è il finanzcapitalismo? Rappresenta uno strappo rispetto al capitalismo tradizionale (produzione genera profitto) perché il denaro viene estratto dal denaro stesso (il denaro genera denaro). Ci sono 3 componenti:

  • La presenza delle grandi banche che operano in settori anche molto lontani da quello originario;
  • Finanza ombra: ovvero società che effettuano scambi privatamente e senza l’intermediazione della borsa;
  • Investitori istituzionali: fondi pensione, fondi d’investimento e assicurazioni.

I problemi:

  • L’intreccio delle tre componenti rappresenta un sistema esperto formato da professionisti: il cittadino non è in grado di poter prendere decisioni con certezza, ed è per questo che ci si affida a questi esperti che hanno conoscenze necessarie per operare in questo campo;
  • Scarsa trasparenza, in quanto gli esperti hanno informazioni che i cittadini non hanno;
  • La dimensione globale del finanzcapitalismo comporta problemi di governance non risolvibili a livello nazionale.

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Risparmio e consumo

Risparmio per Keynes: secondo Keynes i consumi aumentano all’aumento del reddito ma in modo inferiore al reddito stesso perché gli individui si adeguano lentamente ad una capacità di spesa più elevata; si accresce il risparmio che è considerato come un modo di crescita economica. Il risparmio però non è sempre positivo: è meglio risparmiare meno e spendere di più per far andare avanti il ciclo economico.

Motivazioni del risparmio:

  • Per far fronte ad imprevisti
  • Va in base alla vecchiaia e all’educazione dei figli
  • Si accumula denaro per maggiori consumi futuri
  • Per avere un tenore di vita più alto in futuro
  • Per aver maggior indipendenza
  • Per progetti commerciali
  • Per lasciare un patrimonio
  • Avarizia

La teoria di Keynes è criticata da Duesenberry usando le ricerche fatte da Werner sulla stratificazione sociale che si basa sugli stili di vita e dunque sui consumi. Per poter salire di un gradino si deve essere a conoscenza dei panieri del gruppo superiore (ben visibili, la società deve essere aperta) e consumare come essi: i consumi dei gruppi più agiati influenzano il consumo degli individui, aumentando i consumi a discapito del risparmio (Demonstration effect).

Secondo Duesenberry, i consumi sono dettati dai bisogni materiali e da quelli psicologici e socioculturali. Gli individui tendono ad aumentare la quantità dei beni che consumano ma anche a migliorare la qualità in modo da migliorare lo stile di vita.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AlessandroLevetto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del denaro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Martinengo Maria Cristina.
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