Lezione 1 (04/10/21)
Che cos'è la filologia germanica?
Germanico non è solo tedesco, nonostante la confusione che genera il termine, non deve essere confuso col tedesco, esso include il tedesco ma non è solo tedesco. Non la si è mai affrontata per questo può fare paura, si studia solo all’università a differenza della filologia romanza, che è nostra, italiana, perché noi apparteniamo al ceppo romanzo (francesi, spagnoli, portoghesi) e la possiamo applicare nella quotidianità: analisi di testi scritti che appartengono alla nostra area linguistica. Anche la lettura approfondita di un testo in italiano, francese, è filologia romanza, quando abbiamo studiato Dante o analizzato Leopardi.
Filologia non riguarda solo le cose antiche, si ricorda la linguistica. La filologia è una scienza del testo, un’analisi approfondita del testo, si applica solo ai testi scritti, al tessuto. La filologia in generale non si applica ai testi orali come la linguistica ma ha bisogno di partire da un testo scritto. Se non abbiamo testimonianze scritte non facciamo filologia. Quindi essa si ferma, nel tempo, dove arriva la più antica attestazione scritta di quell’area geografica. La filologia romanza sempre più vicina perché la applichiamo quotidianamente. Quella germanica, un po’ più estranea nell’uso, ma ha anche lo svantaggio di non avere un germanico attestato; le lingue romanze partono da una lingua attestata, studiabile: il latino. In più sono ricche di testimonianze scritte. Per il germanico è un po’ più complicato, perché è una lingua tutta ricostruita (come l’indoeuropeo).
- Lingua attestata o storica: Lingua che ha lasciato testimonianze scritte;
- Lingua ricostruita: Lingua creata in astratto sulla base di fattori comuni alle lingue derivate.
Le lingue germaniche moderne
- Lingue germaniche settentrionali: islandese, norvegese, danese, svedese [e varianti: feroese (variante danese), groenlandese ecc.];
- Lingue germaniche occidentali: inglese, tedesco, nederlandese [e varianti: inglese americano, pidgin, tedesco svizzero, tedesco del Lussemburgo, jiddisch (variante mista di tedesco e ebraico, sviluppata nell’Europa Orientale), olandese, fiammingo ecc.].
Errori da evitare
- Lingue nordiche non è uguale a lingue germaniche: è troppo generalizzato ad esempio, il finlandese non è germanico e non è neanche indoeuropeo, ma insieme all’ungherese costituisce il gruppo ugrofinnico o finnougrico.
- Germanico non è uguale a tedesco: il tedesco è una lingua germanica ma germanico non è tedesco e basta.
Definizione di filologia germanica
Quindi cos’è la filologia germanica? (filologia = interpreta testimonianze scritte): Scienza che studia ed interpreta le testimonianze scritte di quelle civiltà che hanno avuto comuni origini nel mondo germanico e che tali origini riflettono nella loro successiva evoluzione.
Vediamo quali sono queste civiltà:
- Germani occidentali;
- Germani settentrionali;
- Germanico orientale: non è contemplato, per cui rimangono attualmente due gruppi abbastanza distinti e compatti al loro interno (in particolare il più compatto è quello settentrionale). Quello orientale è rappresentato per iscritto solo dai goti, cioè di tutte le popolazioni germaniche orientali solo i goti hanno scritto (o almeno è tutto quello che ci è arrivato, dagli altri non è stato lasciato nulla). Il gotico è ormai estinto ma resta molto importante nella ricostruzione del germanico perché è la lingua più vicina ad esso nell’antichità (come è il sanscrito per l’indoeuropeo).
Ogni volta che si parla di forma ricostruita si evidenzia con un asterisco, sia per l’indoeuropeo che per il germanico. Se si vuole differenziare quest’ultimo dall’indoeuropeo allora si aggiungerà anche una G.
Nella definizione si parla di comuni origini, ovvero il germanico comune (detto anche protogermanico) che è una lingua completamente ricostruita, astratta: da quando è nata la linguistica comparativa come disciplina (dall’800) è stata fatta una ricostruzione sulla base delle testimonianze di quel periodo; ci si è mossi dalle lingue di quel momento, e si è risaliti ad un punto di convergenza che però non è accertato in germanico comune ma è tutto ricostruito a tavolino.
La filologia germanica
- Termine filologia: philos “amante, amico” e logos “parola, discorso”: interesse per lo studio delle parole del tessuto di parole (discorso, testo). Quindi la filologia è lo studio delle parole che si intrecciano tra loro e creano un discorso scritto, un testo.
- Si sviluppa come disciplina nei primi dell’800 insieme anche ad altre discipline che possiamo definire storiche perché non si interessano solo al testo in quanto tale, ma cercano di ricostruire le parti precedenti. Quindi discipline rappresentate, ad esempio, da Bopp, Schleicher, Schlegel (che è anche uno degli autori e pensatori del romanticismo tedesco); e poi, in particolare, la parola “germanica” indica proprio l’ambito di studio che si contestualizza in ambito un po’ più germanico (settentrionale, orientale, occidentale) attraverso altri studiosi: Jakob Grimm, uno dei due fratelli Grimm, studiosi del romanticismo tedesco, uno più linguista (Jakob) e uno più letterato (Willem) però entrambi hanno contribuito molto alle origini della letteratura tedesca, raccogliendo tutta una serie di fiabe, note come “Le fiabe dei fratelli Grimm”. Poi a Jakob Grimm dobbiamo le famose “Leggi di Grimm” che spiegano determinati cambiamenti dall’indoeuropeo al germanico. Poi abbiamo Lachmann, un filologo doc, classico che ha applicato determinati criteri alla filologia germanica. Egli è un editore di testi (non inteso come case editrici/editori moderni): editore = editare, egli crea un testo, lo ricostruisce, lo ripropone nella maniera più vicina a quella che lui presuppone sia quella dell’autore d’origine.
- Ovviamente la filologia non è una disciplina autonoma, ma si appoggia ad altre discipline: in primis la linguistica (perché il filologo non può ricostruire un testo sé non conosce le leggi linguistiche), la storia della lingua, l'indoeuropeistica, dialettologia.
- Poi anche ad altre filologie e perché i germanici si sono mossi e hanno avuto contatti con le altre popolazioni. In particolare con la filologia romanza: contatti con il mondo latino-romanzo (prestiti germanici nelle lingue romanze e viceversa), abbiamo una prima fase di contatti con i romani e poi a seconda delle aree linguistiche ci sono nuovi contatti individuali delle singole popolazioni germaniche, in più fasi e in momenti diversi (per esempio inglesi e normanni). Un prestito passa da una lingua all'altra senza modificarsi, subisce poi gli stessi fenomeni che la lingua continua ad avere nel corso del tempo, quindi sono utilissimi per comprendere quando sono avvenuti i vari contatti tra i popoli.
- Onomastica: altra disciplina di cui non si può fare a meno. È la scienza dei nomi, costituita da antroponimi e toponimi (nomi di persona e nomi di luoghi). I nomi dei germani sono costituiti generalmente da composti nominali le cui due parti non sono altro che parti del lessico comune.
Altre discipline di supporto alla filologia
- Letterature (latina soprattutto), storia, letterature comparate. La letteratura antica germanica si caratterizza infatti per una fase di traduzione dalle lingue classiche, in particolare dal latino. Quella dei goti è l'unica lingua che abbandona la scrittura runica e non si avvicina all'alfabeto latino ma alla scrittura greca. Per motivi di vicinanza geografica si convertono al cristianesimo attraverso i greci e utilizzano quindi traduzioni di testi sacri dal greco.
- Storia della letteratura; diritto germanico; mitologia germanica (perché molte testimonianze antiche riportano le varie credenze dei popoli); archeologia (tra le cui scoperte abbiamo quelle delle iscrizioni runiche, iscrizioni antiche su materiali duri).
- Paleografia (studio delle scritture antiche, datazione, localizzazione di un manoscritto); grafematica;
- Epigrafia (iscrizioni runiche runologia).
- Ecdotica o critica testuale (“edizione” di un testo restitutio textus, attraverso la comparazione).
“Ma soprattutto la filologia fornisce quella correttezza della lettura e dell'interpretazione dei testi, la sicurezza delle loro edizioni, che è la base di partenza necessaria e irrinunciabile per qualunque serio studio ulteriore, sia esso di linguistica o di storia letteraria” (Onesti, La filologia germanica).
La definizione di filologia secondo Nietzsche
Nietzsche da una definizione, antichissima, e parla già di una certa fretta che si ha nell’interpretazione dei testi: La filologia è quella onorevole arte che esige dal suo cultore soprattutto una cosa, trarsi da parte, lasciarsi tempo, divenire silenzioso, divenire lento, essendo un’arte e una perizia di orafi della parola, [perché il filologo quando si mette a valutare quella parola, scrittura antica, manoscritto rovinato va a fare un lavoro minuzioso da orafo] che deve compiere un finissimo attento lavoro e non raggiunge nulla se non lo raggiunge lento. Ma proprio per questo fatto che essa ci attira e ci incanta quantomai fortemente, nel cuore di un'epoca del lavoro, intendo dire della fretta della precipitazione indecorosa e sudaticcia, che vuole sbrigare immediatamente ogni cosa, anche ogni libro antico e nuovo; per una tale arte non è tanto facile sbrigare una qualsiasi cosa: essa insegna a leggere bene, cioè a leggere lentamente, in profondità, guardando avanti ed indietro, non senza secondi fini lasciando porte aperte, con dita ed occhi delicati.
Quindi filologia è uno studio che va in avanti perché ritorna alle origini ma anche rimane sulla stessa dimensione orizzontale, confrontandosi con le altre lingue risultate parenti. Deve sempre avere un dubbio.
Famiglie linguistiche
Abbiamo visto un’immagine dell’albero genealogico delle famiglie linguistiche. Il tronco è la lingua madre per eccellenza, cioè l’indoeuropeo, poi ci sono delle ramificazioni massicce: c’è tutto il lato indoiranico orientale e poi quello europeo occidentale. Ognuna poi va a formare altre ramificazioni e così via. In basso a dx c’è il gruppo finno-ugrico con le ramificazioni del finnico e dell’ungherese e non ha niente a che fare col tronco dell’indoeuropeo (anche se nell’immagine non c’è una netta separazione perché chissà in quali tempi e modi potrebbe esserci stato un contatto).
L’indoeuropeo è una lingua ricostruita, astratta, gli studiosi (Bopp, Schlegel...) sono partiti da un’idea della parentela che notavano anche tra una lingua germanica e il latino per ipotizzare una parentela che si perdeva nella “notte dei tempi” e a poco a poco hanno costruito queste relazioni di parentela tanto da mostrare nelle ramificazioni di discendenze comuni, hanno schematizzato questi gruppi e nelle ramificazioni hanno creato una sorta di albero detto albero genealogico. Si crea questo albero delle lingue che hanno dimostrato parentela (lingue indoeuropee).
Ceppo indo - fa riferimento al continente “indiano” quindi tutta la parte a sx dell’albero, ramificazione iraniana, asiatica, e rappresenta una famiglia corposa, e tra queste lingue quella più vicina, che attraverso i testi scritti è servita a capire cos’è l’indoeuropeo, è il sanscrito che ha fornito delle prove scritte, per il resto è ricostruita.
Ceppo europeo - alla quale apparteniamo anche noi come popolazione romanza, è una vasta famiglia; si sviluppano i singoli rami e uno di questi è il ramo germanico. Poi si ha una successiva ramificazione tedesca. Gruppo germanico, abbiamo che comprende:
- Germanico occidentale (nelle quali le lingue ci sono entrare un po’ forzando, perché hanno affinità e differenze, pensiamo solo al tedesco e all’inglese)
- Germanico settentrionale (danese, svedese, norvegese)
- Germanico orientale (lingue moderne, islandese).
Tedesco che si suddivide in alto e basso tedesco. Alto che ha quelle caratteristiche fonetiche consonantiche molto marcate rispetto non solo all'inglese ma anche a questo basso tedesco che nell'albero chiama basso francone e fa riferimento all’olandese, che può essere nederlandese in generale ma olandese o fiammingo all’interno, e anche afrikaans (variante dell’olandese sviluppatosi nel sud Africa in seguito alla mescolanza della lingua dei coloni olandesi e delle popolazioni autoctone).
La prima cosa che notiamo se confrontiamo un testo in latino e uno tradotto in lingua germanica è uno slittamento consonantico, come pater e father a livello di struttura sillabica le parole si corrispondono ma il consonantismo è differente. Questo cambiamento, chiamato appunto slittamento consonantico, è da collegarsi con la prima mutazione consonantica. Questo cambiamento riguarda tutte le lingue germaniche (fa quindi parte del protogermanico) ed è uno dei fenomeni che possiamo considerare come uno spartiacque rispetto alle origini indoeuropee. La mutazione consonantica è quindi uno slittamento: le consonanti erano le stesse dell'indoeuropeo ma nelle lingue germaniche si spostano.
Lezione 2 (07/10/21)
L'albero genealogico delle famiglie linguistiche
L’albero genealogico, dunque, è un modello usato per rappresentare le famiglie linguistiche e che delinea la nascita della lingua indoeuropea (a cui appartiene anche il germanico). Nell’albero indoeuropeo vediamo due parti di tronco, indoiraniano (orientale) e quello europeo (occidentale), da qui poi rami corposi sono romanzo, slavo, albanese, germanico.
Ricordiamo che dobbiamo sempre fare una differenza tra gruppo romanzo e germanico: il gruppo romanzo ha una madre lingua attestata, cioè ha dei testi, è testimoniata da dei testi scritti (in questo caso il latino). Per cui il grande vantaggio delle lingue romanze (e della filologia romanza) è il fatto che si applica su lingue esistenti adesso, testimoniate tantissimo nella fase precedente fino ad arrivare ad un capostipite che è attestato. Il gruppo germanico, invece, non ha un punto di arrivo storico (= non abbiamo attestazioni scritte), per cui il germanico non si può considerare una lingua storica. Si tratta, infatti, di una lingua ricostruita; è una lingua come l’indoeuropeo, una lingua astratta e ricostruita a tavolino sulla base delle somiglianze delle altre lingue.
Spesso la forma ricostruita è propriamente astratta: si fa una somma dei fattori comuni e si arriva ad un punto che può valere come certificazione di tutte le sue manifestazioni nelle altre lingue. Nel caso delle lingue germaniche abbiamo delle attestazioni di gruppi germanici (orientali, settentrionali e occidentali) e oltre quello non possiamo andare. Il gotico è la lingua più anticamente attestata tra le lingue germaniche antiche; è quella che offre per prima dei documenti scritti, per cui è quella più anticamente attestata e ha il vantaggio di fornire delle testimonianze linguistiche che sono le più vicine al germanico (anche se forse non propriamente pure). Un po’ come il sanscrito per l’indoeuropeo. Le prime attestazioni in lingua germanica dopo quelle del gotico sono quelle in anglosassone, ma saranno passati almeno due secoli abbondanti. Questo significa che alcuni fenomeni del gotico possono anche essere spariti in quell’altro di tempo.
Isoglosse linguistiche e teoria delle onde
Dunque, si procede cercando di capire le affinità linguistiche. Queste affinità linguistiche per gli studiosi si chiamano isoglosse linguistiche. L'isoglossa è un concetto della geografia linguistica applicato soprattutto quando si parla di distribuzione areale o di classificazione delle lingue per vedere la loro appartenenza; è una linea immaginaria che unisce tutti i punti di un territorio in cui si abbia lo stesso fenomeno linguistico. Le isoglosse che si tracciano su una carta geografica indicano il confine di diffusione, il confine dell'area di espansione di un certo fenomeno linguistico.
L’albero genealogico stabilito da August Schleicher è strettamente collegato alla Teoria delle Onde di Johannes Schmidt e alle Isoglosse. La Teoria delle onde si basa proprio sull’idea che un fenomeno si può diffondere da un dato punto, come quando gettiamo un sasso nell’acqua e si creano delle onde concentriche. La teoria delle onde parte proprio dall'idea di isoglossa e rappresenta i contatti, le affinità tra i vari gruppi. La teoria dell'albero genealogico e quella delle onde sono teorie complementari: si deve considerare sia il discorso della discendenza che quello del contatto con le altre popolazioni che permette di sviluppare caratteristiche che tutte le lingue hanno ma che non svilupperanno senza contatti con le altre culture. L’albero genealogico dà idee riguardo la discendenza delle lingue in senso verticale, mentre la Teoria delle onde è legata alla possibilità delle lingue di espandersi e di avere una somiglianza linguistica in maniera orizzontale.
Un'isoglossa segna il confine tra due aree che presentano una o più differenze linguistiche. Il più delle volte è dettata anche dalla vicinanza fisica tra i diversi luoghi e dunque grazie a ciò avviene l’influenza tra le lingue. La nascita del germanico comune si situa tra la parte più settentrionale della Germania e la parte meridionale della Scandinavia, le popolazioni che vivevano qui dunque sicuramente si sono influenzate a vicenda. Le diverse isoglosse diedero vita a quello che è il germanico occidentale, con cui intendiamo soprattutto le due lingue più diffuse ovvero tedesco ed inglese, con le diverse varianti.
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