Lezione 2: L'IRPEF
L'IRPEF è il tributo (prelievo ricchezza da parte dello stato nei confronti di privati per raggiungere i loro obiettivi) più importante.
Classificazione delle imposte
- Dirette ed indirette
- Dirette: imposte che colpiscono una capacità contributiva diretta
- Indirette: imposte che colpiscono una capacità contributiva indiretta
- Sul reddito o sul patrimonio
- Sul reddito: colpito il flusso di ricchezza
- Sul patrimonio: colpito lo stock di ricchezza
- Personali e reali
- Personali: sono prese in considerazione la situazione famigliare e sociale del soggetto
- Reali: colpivano le cose, i beni
- Fisse, proporzionali, progressive e regressive
- Fisse: pagamento di un ammontare fisso in base a parametri
- Proporzionali: l'aliquota del legislatore è fissa per ogni livello di reddito
- Progressive: l'aliquota cresce al crescere del livello di reddito
- Regressive: l'aliquota diminuisce all'aumentare del livello di reddito
IRPEF: imposta diretta perché colpisce il reddito, è personale (sono prese in considerazione varie situazioni familiari e personali del soggetto) ed è progressiva (le aliquote crescono al crescere del reddito).
Presupposto: art. 1
Il presupposto dell'IRPEF è il possesso di redditi in denaro o in natura rientranti nelle categorie indicate nell'art. 6.
Art. 6: Classificazione dei redditi
- Redditi fondiari
- Redditi di capitale
- Redditi di lavoro dipendente
- Redditi di lavoro autonomo
- Redditi d'impresa
- Redditi diversi
Nozione di reddito
Non c'è una definizione di reddito. Ma si può dire che il reddito sia una ricchezza novella che incrementa il patrimonio di un soggetto in un determinato periodo. Ci sono 3 teorie:
- Teoria del reddito prodotto: si considera l'incremento di valore del patrimonio grazie ad un’attività o atto prodotto dal soggetto (ci deve essere un’attività che genera l’incremento)
- Teoria del reddito d’entrata: si considera l'incremento del patrimonio pur in assenza di un’attività del soggetto (es. lotteria, concorso a premi)
- Teoria del reddito consumato: si considerano i consumi del soggetto
C'è una secondo la quale: sono redditi colpiti dall'IRPEF quelli che sono indicati nell'Art. 6. Questi redditi si possono distinguere in:
- Redditi da atto: sono connessi ad un atto di gestione del patrimonio (fondiari, di capitale e diversi)
- Redditi da attività: sono connessi all’attività svolta dal soggetto (da lavoro dipendente, autonomo e di impresa)
- Redditi di partecipazione: è un criterio di riparto del reddito che viene dichiarato dai soggetti che partecipano ad una società.
I redditi derivanti da attività illecite rientrano nella nozione di reddito rilevante ai fini IRPEF? 2 teorie:
- NO: perché vengono da attività illecite (quindi è contraddittorio richiedere il prelievo)
- SI: perché se no si fanno trattamenti di favore
A tal proposito il legislatore ha detto che sono tenuti in considerazione se: sono riconducibili ad una delle categorie reddituali di cui l'Art. 6 TUIR e che non siano stati sottoposti a prelievo o confisca penale. In più, se non sono riconducibili a una categoria di cui l'Art. 6, sono comunque considerati come "redditi diversi". Non sono tenuti in considerazione i costi e le spese.
Possesso di redditi
Nel c.c. il possesso è il potere sulla cosa. Nel TUIR il concetto di possesso è diverso:
- Redditi di lavoro autonomo, dipendente, di capitale e diversi: si possiedono quando sono MATERIALMENTE PERCEPITI.
- Redditi fondiari: il possesso è riferito all’immobile (l’immobile è fonte produttiva)
- Reddito d’impresa: è frutto di una somma algebrica di proventi e oneri maturati
Ai fini fiscali, per possesso si intende la titolarità giuridica della fonte (quindi del cespite o dell’attività che crea reddito).
Periodo d'imposta: Art. 7
È dovuta per anni solari (1 gennaio-31 dicembre).
Soggetti passivi: art. 2
(Sono i soggetti colpiti dall’imposta)
- Sono tutte le persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello stato.
- Persone fisiche residenti: tassazione del reddito ovunque prodotto
- Persone fisiche non residenti: tassazione dei soli redditi prodotti in Italia per la maggior parte del periodo d’imposta
- Sono residenti le persone che sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno il domicilio nel territorio o la residenza ai sensi del c.c.
Sono elementi alternativi:
- Iscrizione all'anagrafe: iscrizione formale (la persona può anche non essere presente nel territorio)
- Domicilio: luogo in cui la persona ha stabilito la sede dei suoi affari e interessi
- Residenza: luogo in cui la persona ha la dimora abituale
Si considerano residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in territori diversi da quelli individuati con decreto per ottenere vantaggi fiscali.
Localizzazione per i redditi dei non residenti
Sono i redditi prodotti in Italia:
- Redditi fondiari
- Redditi di capitale: interessi e dividendi. Sono reddito per i non residenti quando sono pagati da un soggetto residente nello stato
- Redditi di lavoro dipendente: quando è prestato nel territorio
- Redditi di lavoro autonomo: quando è esercitato nel territorio
- Redditi d’impresa: quando le attività sono esercitate attraverso le organizzazioni
- Redditi diversi: quando si trovano nel territorio
Lezione 3: Imposta sui redditi delle persone fisiche
Determinazione del tributo
Regime di tassazione separata ed i redditi esclusi
Articolo 3: Analisi primo comma
L’imposta si applica sul reddito complessivo del soggetto, formato per i residenti da tutti i redditi posseduti al netto degli oneri deducibili indicati nell’Art. 10 e per i non residenti soltanto da quelli prodotti nel territorio dello stato.
(Richiamo alla distinzione tra soggetti residenti e non residenti di cui all’Art. 2)
- Persone fisiche residenti: tassazione del reddito OVUNQUE prodotto
- Persone fisiche non residenti: tassazione dei soli redditi prodotti in Italia
Ci sono diverse fasi...
Il contribuente deve:
- Determinare il reddito complessivo
- Sottrarre gli oneri deducibili ottenendo il reddito imponibile
- Applicare al reddito imponibile le aliquote ed ottenere l’imposta lorda
- Sottrarre all’imposta lorda le detrazioni dell’imposta ottenendo l’imposta netta
- Scomputare dall’imposta netta le ritenute alla fonte subite, i crediti d’imposta e gli acconti versati ottenendo l’imposta dovuta
Reddito complessivo
Somma dei redditi delle singole categorie nell’art. 6 (redditi fondiari; di capitale; di lavoro dipendente; lavoro autonomo; redditi d’impresa e redditi diversi). Si sottraggono anche le perdite generate dall’esercizio dal lavoro autonomo o impresa commerciale.
Sottrarre gli oneri deducibili ottenendo il reddito imponibile
Gli oneri deducibili sono delle somme che sono strettamente legate alla vita personale.
- Spese necessarie alla vita della persona: es. spese mediche
- Spese giuridicamente necessitate: es. somme per il mantenimento dei figli
- Spese socialmente utili: es. donazioni
- Anche l’abitazione principale è un onere deducibile: importo pari alla rendita catastale
Aliquote che si imputano al reddito imponibile per ottenere l’imposta lorda
Le aliquote sono a scaglioni. Ci sono differenti aliquote in base al reddito che si possiede (es. 15000, aliquota del 23%; oltre i 75000, l’aliquota è del 43%). Si applica un contributo di solidarietà del 3% per chi ha un reddito complessivo superiore ai 300000.
Sottrarre all’imposta lorda le detrazioni d’imposta per ottenere l’imposta netta
- Detrazioni per carichi di famiglia: legati al mantenimento di figli a carico. Esse decrescono quando cresce il reddito
- Detrazioni per tipo di reddito: esse sono decrescenti fino a redditi pari a 55000 euro
- Altre detrazioni: es. spese sanitarie, interessi passivi su mutui, spese d’istruzione, spese funerarie.
Per i soggetti non residenti ci sono alcune modifiche: gli oneri deducibili sono esclusi. Ci sono detrazioni d’imposta che sono garantite nel caso in cui il suo reddito complessivo sia prodotto per 3/4 nel territorio italiano e che non ci siano agevolazioni fiscali.
Scomputare dall’imposta netta le ritenute alla fonte subite, i crediti d’imposta e gli acconti versati per ottenere l’imposta dovuta
Regime tassazione separata ed i redditi esclusi: comma 2 e 3
L’imposta si applica separatamente sui redditi elencati nell’art. 17, salvo quelli nel comma 2 e 3.
- Due gruppi:
- Redditi ottenuti a fronte della cessazione di un’attività lavorativa
- Redditi ottenuti a seguito del verificarsi di eventi di natura eccezionale (es. un premio)
Ad essi non si seguono le regole finora studiate e non concorrono alla formazione del reddito complessivo: si fa in base loro natura di redditi a formazione pluriennale. Si applica l’aliquota alla metà del reddito complessivo netto del contribuente riferito al biennio precedente.
Per il TFR, l’aliquota è data dal rapporto tra l’imponibile per il numero di anni di durata del rapporto di lavoro e moltiplicato x12. (importo percepito / numero anni) x 12
Comma 3: Sono esclusi dalla base imponibile
- Redditi che subiscono ritenute a titolo d’imposta
- Assegni per il mantenimento dei figli
- Assegni familiari
- Somme dovute grazie alla borsa di studio
Categorie reddituali
Art. 61
- Redditi di capitale
- Redditi diversi
- Redditi di lavoro autonomo
Redditi di capitale
Contenuto negli art. 44 e 48 del TUIR, frutto di un duplice intervento normativo:
- Ha ridisegnato il sistema di tassazione dei redditi di natura finanziaria (redditi di capitale e una parte di redditi diversi)
- Riforma dell’IRES e nuovo sistema di tassazione di società e soci
Primo intervento normativo
Redditi di capitale redditi prodotto: reddito che deriva dall’esercizio dell’attività produttiva che incrementa lo stock patrimoniale. Redditi diversi reddito di entrata: partecipazione dell’individuo a concorsi a premi, vendita titoli azionari ecc...
Redditi di capitale: art. 44
Interessi o altri proventi derivanti da altri rapporti aventi per oggetto l’impiego di capitale esclusi i rapporti che portano differenziale positivi o negativi in dipendenza di un evento incerto.
Redditi diversi
Plusvalenze e altri proventi diversi da quelli precedentemente indicati, realizzati mediante cessione a titolo oneroso ovvero chiusura di rapporti produttivi di redditi di capitale e mediante cessione a titolo oneroso ovvero rimborso di crediti pecuniari o di strumenti finanziari, nonché quelli realizzati mediante rapporti attraverso cui possono essere conseguiti differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto.
Art. 44: 2 macro categorie
- INTERESSI: comma 1 da lettera a
- DIVIDENDI: comma 1 da lettera e
Redditi di capitale
Determinazione: tassazione al lordo (Il reddito lordo, no costi).
Imputazione a periodo: principio di cassa (imputati quando sono percepiti dal soggetto).
Determinazione e regime impositivo
- Interessi: Per i capitali dati a mutuo, gli eventuali interessi, pattuiti o presunti ai sensi dell’art. 1815 c.c., si presumono percepiti, salvo prova contraria, alle scadenze e nella misura pattuita per iscritto. Se la misura non è determinata per iscritto gli interessi si computano al saggio legale.
- Ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto (se esercita attività d’impresa)
- Dividendi: problema della determinazione del rapporto ai fini tributari tra società e soci. C’è la doppia imposizione economica (si ha l’applicazione di 2 tributi differenti su redditi giuridicamente differenti ma questi 2 redditi hanno la stessa origine. Ex. Dividendi e utili. Il reddito è colpito 2 volte)
Modelli di tassazione:
- Sistema classico: l’imposizione sulle società è autonoma rispetto a quella che viene fatta sul socio (doppia imposizione economica però).
- Sistema di integrazione piena (principio di trasparenza): il reddito prodotto dai soci è imputato in proporzione alla quota di società detenuta. Non c’è imposizione sulla società.
- Sistema di integrazione parziale (credito d’imposta): tassazione sull’utile della società e tassazione sui dividendi dei soci, però la tassazione della società è ritenuta un acconto. Questo sistema però valeva solo per i soggetti residenti quindi...
Nel 2003 abbandono del sistema del credito d’imposta e introduzione dell’IRES (aliquota più bassa rispetto IRPEG) e del sistema dell’esenzione.
Dividendi percepiti da:
- Persone fisiche:
- Al di fuori dell’esercizio d’imprese commerciali.
- Nell’esercizio di imprese commerciali e per soci di società di persone, enti non commerciali
- Soci di soggetti IRES (società di capitali)
- Società di non residenti
Dividendi percepiti da persone fisiche al di fuori di imprese commerciali:
- Partecipazione non qualificata (società non quotate: qualificata quanto si ha almeno il 25% di capitale o 20% di diritto di voto. Per società quotate: 5% capitale, 2% diritto di voto) scontano una ritenuta alla fonte a titolo di imposta pari al 26%.
- Partecipazione qualificata: principio di esclusione parziale del dividendo da imposizione.
- Escluso il 60%, imponibile 40% IRES 33% → 51.28%, imponibile 49.72% IRES 27.5% → 41.86%, imponibile 58.14% IRES 24%
- Si applica una ritenuta alla fonte a titolo di imposta sia che sia qualificata o meno del 26%
Persone fisiche che esercitano imprese commerciali:
Esclusione parziale del dividendo da imposizione (qualificata o meno):
- Escluso il 60%, imponibile 40% IRES 33% → 51.28%, imponibile 49.72% IRES 27.5% → 41.86%, imponibile 58.14% IRES 24%
Soci soggetti IRES:
Esclusione parziale del dividendo nella misura del 95%. Imponibile il 5%. Ridotto al minimo la doppia imposizione economica.
Società di non residenti:
- Medesimo regime impositivo per i soggetti residenti.
- Se riscossi tramite intermediari residenti si applica una ritenuta a titolo d’imposta del 26% sul netto frontiera. In caso contrario, si applica un’imposta del 26% in sede di dichiarazione sull’importo lordo.
Redditi diversi:
Disciplinata negli art. 67 a 71 del TUIR
- Plusvalenze immobiliari (es. cessione di terreni lottizzati, cessione beni immobiliari)
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