Che cos’è l’economia?
È una scienza sociale (soft science) e fa parte delle scienze economiche che studiano le attività di produzione e di consumo dei beni atti a soddisfare i bisogni delle persone.
Economia aziendale ed economia politica
Economia aziendale: studia l’economia delle singole aziende in ottica micro.
Economia politica: studia l’economia globale delle Nazioni in ottica macro.
Scisma dall’economia politica nell’800.
Definizione zappiana
Definizione zappiana: “scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita economica delle aziende, ossia la scienza dell’amministrazione delle aziende” G. Zappa, 1926.
L’innovazione zappiana fu molto rilevante sotto 3 diversi profili:
- Scientifico: riordina le discipline, le tecniche e le teorie sino ad allora diffuse.
- Metodologico: combina il metodo deduttivo e induttivo.
- Concettuale: una concezione di azienda originale e formula un nuovo che deriva da tecniche pratiche.
L’economia aziendale come:
- Ragioneria (rilevazione/contabilità/bilancio).
- Tecnica economica o di amministrazione (gestione).
- Organizzazione.
Esistevano già nel passato ma l’economia aziendale le ha portate tutte sotto lo stesso sistema aziendale.
I fenomeni hanno un unico fine economico, ossia giungere in modo unitario e duraturo all’equilibrio.
Con l’economia aziendale si ha una visione sistemica unitaria ed azioni indirizzate verso un medesimo fine, attenzione alle relazioni fra i singoli elementi.
Melissa Lecini.
Obiettivo dell’economia aziendale
L’obiettivo principale è quello di supportare e indirizzare il comportamento umano nelle scelte caratterizzate dalla scarsità dei beni rispetto ai bisogni che le persone intendono soddisfare.
I bisogni possono essere classificati in diversi modi:
- Naturali e bisogni sociali.
- Bisogni primari e bisogni secondari.
- Bisogni individuali e bisogni collettivi.
Bisogni e bisogni.
La scelta dell’ordine dei bisogni da soddisfare dipende da:
- Dinamicità dei bisogni (età, reddito, contesto…).
- Gerarchia dei bisogni (piramide di Maslow).
- Razionalità nella scelta.
Gerarchia dei bisogni
1954.
I bisogni sono suscitati dal perseguimento dei fini delle persone.
È possibile disporre gerarchicamente i bisogni: quando un bisogno “inferiore” è soddisfatto, nascerà un bisogno di ordine “superiore”.
La gerarchia dei bisogni varia da individuo ad individuo, ma i bisogni sono comuni.
Razionalità nella scelta
Esistono vari modelli teorici per comprendere il processo decisionale degli individui:
- Modello della razionalità assoluta: in questo caso il problema da risolvere è chiaro, tutti gli scenari sono conosciuti e tutte le informazioni sono disponibili, l’alternativa scelta è sempre la migliore e il decisore è unico ed isolato.
- Modello della razionalità limitata: la scelta finale è soddisfacente poiché la decisione scaturisce da processi sequenziali.
- Modello delle scelte a più attori in contesti organizzati: la decisione è presa da un insieme di decisori in un contesto di conflittualità a causa della scarsità delle risorse. La decisione è facilitata da regole e procedure (es. voto di maggioranza).
Melissa Lecini.
Istituti e attività economica
Le persone si aggregano per realizzare fini non attuabili con risorse individuali o più convenienti se attuate da più persone.
L’economia aziendale studia l’attività svolta da istituti.
È la produzione ed il consumo di elementi, di fattori, di energie e di beni economici, di risorse personali e materiali, complesso duraturo, dinamico, ordinato secondo proprie leggi e con un fine.
Sono società umane che perseguono un fine con regole e strutture di comportamenti stabili.
Sono merci e servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni.
L’attività economica ha bisogno di fattori di produzione scarsi.
Sono elementi che facilitano o ostacolano la produzione economica d’impresa.
Gli istituti con attività economica rilevante sono:
- Le famiglie.
- Le imprese.
- Gli istituti pubblici.
- Gli istituti non profit.
Sono fondamentali per lo svolgimento dell’attività economica i fattori primari. Lo sono il capitale di rischio e il lavoro.
Definizione di azienda
Definizione: accadimenti economici. L’azienda è un insieme di accadimenti economici disposti ad unità e svolta all’interno di istituti, ossia azienda: ordine strettamente economico di un istituto.
Secondo l’economia aziendale, l’azienda è l’attività economica svolta negli istituti (si fanno scelte di convenienza economica: rapporto più favorevole tra mezzi e risultati alternativi).
L’azienda non è:
- Un luogo fisico dove avviene produzione (fabbrica).
- Un complesso di beni (patrimonio).
- Il soggetto che la realizza (persona/ditta).
Melissa Lecini.
La persona al centro dell’economia aziendale
La persona svolge attività economica non come fine ma come mezzo per realizzare i propri bisogni.
Le persone sono membri della collettività: le scelte economiche non sono mai di singola persona in senso stretto ma di persona in quanto membro di più società umane.
La ragion d’essere delle società umane e la condizione essenziale per il loro efficace funzionamento è la cooperazione tra le persone che ne fanno parte.
La persona al centro dell’economia aziendale.
Persona umana e homo oeconomicus
| Persona umana | Homo oeconomicus |
| È membro di società umane. | Le scienze economiche, per oltre due secoli, hanno rappresentato l’essenza economica della persona umana usando l’immagine dell’homo oeconomicus. |
| Svolge l’attività economica come mezzo per soddisfare i propri bisogni. | Agisce in autonomia. |
| Opera secondo razionalità limitata. | È egoista. |
| Dà valore a solidarietà, lealtà, progresso. | Agisce per ottenere esclusivamente reddito e ricchezza. |
| Poi si è compreso che l’analisi economica è più compiuta se si adotta una visione ampia di persona. | È in grado in qualsiasi contesto di prendere decisioni secondo razionalità. |
Il modello dell’homo oeconomicus è semplice e permette di formulare modelli e teorie formali ma sovra semplifica la realtà, riflette una visione negativa del mondo, non è in grado di giustificare volontariato, associazioni,...
L’azione può essere economica, l’uomo non è mai economico.
Melissa Lecini.
L’azienda come sistema
L’azienda è un sistema, insieme di parti, in quanto costituita da un insieme ciascuna delle quali deputata a svolgere una determinata funzione per il raggiungimento di un risultato comune.
Le varie parti formano un organo perché, ad una specializzazione delle funzioni, si accompagna una stretta coordinazione delle attività nel suo complesso, secondo un disegno unitariamente rivolto al fine economico da conseguire.
Aspetti distintivi delle aziende
Aspetti distintivi delle aziende:
- Finalità istituzionali: ordine economico e non economico.
- Portatori di interesse coinvolti.
- Attività economiche prevalenti (processi economici caratteristici).
Le finalità istituzionali
Finalità primarie per le quali l’azienda è stata costituita e che ne giustificano l’esistenza:
- Finalità economiche (soddisfacimento bisogni utilizzando risorse scarse).
- Finalità non economiche (bisogni di socialità, relazione,...).
I portatori di interessi
Nei confronti di ciascun istituto si configura sempre una vasta gamma di interessi di varia natura: interessi economici, sociali, morali,…
I vari insiemi di interessi possono essere totalmente o parzialmente in competizione tra loro.
Le varie relazioni sono caratterizzate anche da rapporti di forza contrattuale fra le parti.
Molte delle attese dei soggetti in gioco sono implicite e non dichiarate, ma sottintese ai valori e alle consuetudini in essere. (Norme)
Il sistema di interessi convergenti nell’impresa
- I fornitori.
- Le aziende di assicurazione.
- I prestatori di lavoro.
- I clienti.
- I conferenti di capitale di rischio e di prestito.
- La collettività locale.
- I concorrenti.
- Lo Stato.
- Gli alleati istituzionali.
Melissa Lecini.
Attività economiche prevalenti
Attività che qualificano la dimensione economica delle diverse tipologie di aziende.
Possono essere attività di produzione e/o di consumo...
Azienda di produzione: il valore creato ha destinazione all’esterno dell’istituto. Essa svolge attività di scambio per la soddisfazione indiretta dei bisogni (rende disponibili al consumo i beni prodotti). È necessaria l’attività di scambio. Ha come obiettivo economico immediato la produzione di remunerazioni monetarie.
Azienda erogativa: il valore creato ha destinazione all’interno dell’istituto. Essa svolge attività di consumo per la soddisfazione diretta dei bisogni (ha come obiettivo immediato l’appagamento dei bisogni di determinati soggetti direttamente beneficiari dell’attività aziendale) [es. famiglia].
Azienda composta svolge attività di produzione e di consumo [es. Stato].
Quattro modelli di configurazione dei sistemi economici
- Modello dell’autoconsumo: il sistema economico e sociale è formato da gruppi primari di persone (famiglie) che svolgono al proprio interno le attività di produzione e consumo (quanto prodotto è destinato all’autoconsumo). Economie primitive.
- Modello atomistico: esistono solo singole persone che svolgono in autonomia (non esistono le imprese) il proprio lavoro specializzato. Le loro attività sono coordinate dalle dinamiche della domanda e dell’offerta (mercato), che determinano prezzi, quantità e qualità dei beni. È un modello astratto.
- Modello della gerarchia totale: singole persone si specializzano; le loro attività sono coordinate da un’organizzazione statale centrale che pianifica l’intera attività economica.
- Modello della pluralità di istituti specializzati: esistenza di molteplici istituti di varia specie. All’interno delle imprese le singole persone attuano comportamenti coordinati da una entità centrale aziendale. Le relazioni fra gli istituti sono regolate dal mercato.
La specializzazione economica
Perché l’attività economica non è totalmente svolta all’interno delle società umane elementari, ossia le famiglie?
Molte caratteristiche dei sistemi economici moderni sono frutto della specializzazione economica.
La specializzazione produce vantaggi denominati “economie di specializzazione”.
È più conveniente per l’intera società che singoli istituti producano grandi quantità di uno stesso bene piuttosto che tanti beni in piccole quantità.
Melissa Lecini.
Vantaggi e svantaggi della specializzazione
Vantaggi:
- Vantaggi di costo riconducibili all’effetto esperienza (riduzione degli sforzi, dei tempi, maggiore efficienza).
- Economie di scala (è più conveniente produrre grandi quantità di uno stesso bene).
Svantaggi:
- Costi di coordinamento più elevati.
- Costi di rigidità: non so fare nient’altro.
- Demotivazione dei lavoratori che può portare a inefficienza.
Le economie di specializzazione fanno sì che la dimensione conveniente per la produzione di molti beni sia superiore alla dimensione corrispondente ai consumi della singola famiglia.
Per questo motivo la produzione avviene a un livello sovra familiare.
Livelli di specializzazione
- Per macroclassi di istituti (imprese, famiglie, P.A., no-profit).
- Nell’ambito di ogni classe di istituti (es. P.A.: Comuni, Regioni, Stato,…).
- Nell’ambito delle singole aziende (servizi sociali, contabilità...).
Le economie di transazione e di scopo
Perché le persone specializzate nello svolgimento di piccole sezioni di attività economica tendono ad aggregarsi in istituti?
Le economie di transazione implicano un abbattimento dei costi di transazione dovuti a:
- Razionalità limitata delle persone.
- Asimmetria informativa.
- Comportamenti opportunistici.
- Costi sostenuti per concludere le operazioni di scambio.
- Investimenti specifici.
L’aggregazione è conveniente perché i costi di transazione sostenuti dall’istituto sono più bassi rispetto a quelli del singolo individuo.
Melissa Lecini.
Se i beni fossero scambiati sul mercato singolarmente, i costi di ricerca della controparte e di contrattazione sarebbero altissimi.
Invece, i costi sostenuti da istituti che contemporaneamente e regolarmente attuano negoziazioni con altri istituti sono più bassi (le negoziazioni sono più stabili e contrattualizzate).
Inoltre... gli istituti possono godere delle economie di scopo che dipendono dalla possibilità di condividere risorse (materiali o immateriali) o attività da parte di più produzioni.
La differenziazione delle organizzazioni
Perché le organizzazioni si sono differenziate in classi quali imprese, istituti pubblici, ecc?
- Perché le imprese? Sfruttamento delle opportunità di mercato (competizione) attraverso l’aggregazione di competenze specifiche.
- Perché l’istituto pubblico? Necessità di interventi in caso di situazioni di “fallimento del mercato”.
- Perché l’istituto no profit? Dare spazio ad attività ispirate da motivazioni sociali.
Economia centralizzata: raccolta di informazioni necessarie (comprese quelle di valore sui singoli individui) sarebbe troppo elevata con conseguente dispersione di conoscenze e capacità individuali.
Melissa Lecini.
L’assetto istituzionale
Secondo uno schema di analisi generale ogni istituto è visto come un insieme di soggetti, che offrono contributi e che per tale motivo ricevono ricompense o traggono benefici.
Nel loro insieme tali soggetti configurano i portatori di interessi (=stakeholders).
L’analisi dell’assetto istituzionale è importante per valutare la capacità di un istituto di perdurare nel tempo (circolo virtuoso risorse-attività economica-risultati).
Per la vita duratura di un istituto è essenziale che si abbia un governo unitario.
Il governo dell’istituto deve essere unitario in due aspetti:
- I contributi di tutti i soggetti devono essere combinati secondo un disegno unitario (specializzazione: pluralità di soggetti nell’istituto, obiettivi differenti, necessità di un disegno unitario e coerente a cui aderire).
- La responsabilità delle decisioni ultime deve essere attribuita a uno e un solo organo, secondo un principio di unità di comando. Responsabilità decisionale in accordo con le finalità istituzionali e basata sulla visione d’insieme contributi-ricompense (equità).
Definizione: l’assetto istituzionale è la configurazione dei portatori di interessi nei confronti dell’istituto, dei contributi che tali soggetti forniscono all’azienda, delle ricompense e dei benefici che ne ottengono, del soggetto d’istituto, dei fini istituzionali e delle strutture di governo che regolano in equilibrio dinamico di lungo periodo le relazioni tra i portatori di interessi, i contributi e le ricompense.
Melissa Lecini.
I portatori di interessi
Gli interessi possono essere di varia natura, talvolta in competizione o complementari, caratterizzati da un’eventuale asimmetria contributi/ricompense.
Le relazioni con l’azienda possono essere caratterizzate da diversi gradi di forza contrattuale e molte attese restano implicite.
Dalla shareholder theory (Friedman M., 1962) [fai interessi dei proprietari] alla stakeholder theory (Freeman R.E., 1984) [interessi della collettività].
Errore iniziale… il profitto era visto come fine e non come mezzo.
Inoltre inizialmente venne fatto l’errore nella mancata considerazione dei contributi di soggetti “apparentemente” silenziosi (è fondamentale l’importanza del consenso della collettività).
Capire che soddisfare in modo equo gli interessi degli stakeholder favorisce la creazione di valore garantendo la durabilità aziendale.
I portatori di interessi, contributi e attese
| Stakeholder | Contributi | Attese |
| Conferenti capitale di rischio | Mezzi monetari | Remunerazione del capitale |
| Esercizio del governo | Esercizio del governo | |
| Prestatori di lavoro | Tempo | Remunerazione del capitale |
| Competenze | Esercizio del governo | |
| Impegno | ||
| Imprenditorialità | ||
| Fornitori | Condizioni di produzione | Condizioni economiche |
| Stabilità del rapporto | ||
| Idee e proposte | ||
| Clienti | Consumo | Prezzo adeguato |
| Garanzie | ||
| Innovazione | ||
| Conferenti capitale di prestito | Mezzi monetari a titolo oneroso | Rimborso del capitale |
| Interessi adeguati | ||
| Solidità e redditività | ||
| Stato | Produzione di beni pubblici | Rispetto delle norme |
| Incentivi | No evasione | |
| Regolazione | ||
| Concorrenti | Lealtà | Lealtà |
| Rispetto delle norme | Rispetto delle norme | |
| Stimolo alla competizione | Stimolo alla competizione | |
| Collettività | Consenso | Soci |
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