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Diritto costituzionale

Diritto in senso oggettivo o in senso soggettivo

Cos’è la norma giuridica? Cos’è il diritto? Il diritto può essere inteso in senso soggettivo o in senso “oggettivo”.

Il diritto in senso oggettivo è l’insieme di norme/regole giuridiche, che regolano una determinata società. Esso cambia a seconda del mutamento della società stessa, perché il diritto ha delle funzioni: la prima è quella di “indirizzare” verso un certo risultato, che attualmente non c’è, ma a sua volta il diritto è spinto dalla società, e cambia perché la società è cambiata.

Il diritto è quindi “spinto” dalla società, ma allo stesso tempo quest’ultima “spinge” diritto-società verso determinati obiettivi. Questa connessione è una scienza pratica, non teorica.

Quello in senso soggettivo è la pretesa di un individuo nei confronti del soggetto reciprocamente. “È mio diritto avere un buon professore”. Un esempio è ratio.

La ratio

Una parola fondamentale da conoscere, è “ratio”, una parola latina che si usa nel linguaggio giuridico, perché non ha equivalenti in italiano. Il diritto deve essere spiegato in modo semplice, perché se regola la società, deve essere capito, quindi chi usa latinismi o tecnicismi quando non è necessario, mette in soggezione la persona.

Cos’è la ratio? È l’insieme di due cose, è la ragione per cui quella legge è stata fatta, ma anche l’obiettivo che quella legge vuole raggiungere.

L’idea del costituzionalismo e il diritto costituzionale

Quando nasce l’idea del costituzionalismo?

Il costituzionalismo è l’idea che produce la costituzione.

Quando nasce l’idea del costituzionalismo? È un’idea rivoluzionaria, che nasce in ambito rivoluzionario in Francia e negli Stati Uniti d'America nella fine del Settecento.

Inizialmente il pensiero era che “Il potere pubblico opprime le persone”: la rivoluzione nasce da questo.

La soluzione era che, poiché il potere pubblico ci deve essere sempre, ma non opprimente, ci voleva un atto scritto, una costituzione che limiti il potere pubblico, con all’interno i limiti di potere ed un elenco dei diritti. Il costituzionalismo è quindi l’idea rivoluzionaria di scrivere i limiti dei poteri pubblici in vista dei diritti delle persone, che verranno anch’essi scritti nel testo costituzionale, in modo che non sorgano più dubbi.

La tecnica della libertà

La tecnica della libertà del costituzionalismo è un modo tecnico per tutelare la libertà stessa, ed ha 3 modi: la prima è scrivere i limiti, la seconda è dividere i poteri, cosicché non ne abusino, era già nella rivoluzione francese ed americana, la tecnica di Montesquieu, con cui bisogna che parlamento, governo e giudici non siano tutti insieme, ma bisognava che quest’ultimi siano divisi in modo che ognuno controlli l’altro.

Quindi se il potere è diviso, è meno pericoloso. La terza tecnica è una tecnica più recente, l’hanno adottata tutti gli stati democratici del mondo, ed è la presenza della corte costituzionale, per controllare che la costituzione sia effettivamente seguita. La corte costituzionale che cos’è?

La costituzione è lo “strumento” che determina l'organizzazione e la limitazione del potere pubblico al fine di tutelare i diritti.

La costituzione italiana è il frutto del costituzionalismo originario. Inizia con i principi fondamentali, partendo con i principi di democrazia, libertà ed uguaglianza.

Le prime documentazioni americane

Il primo documento è la dichiarazione di indipendenza americana del 4 luglio del 1776. Qualche anno dopo, nel 17 settembre 1787, si elabora l'effettiva costituzione americana, rimasta più o meno invariata da allora. Essa riguarda principalmente l’assetto dei poteri pubblici, cosa fanno, il loro ruolo, i loro poteri e il loro funzionamento. Attraverso gli emendamenti sono state fatte delle aggiunte. Il primo emendamento riguardava la libertà di espressione. In Europa abbiamo la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino.

Prime documentazioni americane. Gli americani, per liberarsi dal potere del re di Inghilterra, dichiarano il 4 luglio:

L'Unanime Dichiarazione dei Tredici Stati Uniti d'America, Filadelfia, 4 luglio 1776.

Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo e assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell'umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione.

Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.

La costituzione americana

Qualche anno dopo, 1787, Philadelphia, si riuniscono i delegati del popolo, i padri fondatori, coloro che hanno scritto le regole fondamentali del vivere civile, e scrivono la costituzione americana. Costituzione ancora in vigore.

Preambolo.

Noi, Popolo degli Stati Uniti, allo Scopo di realizzare una più perfetta Unione, stabilire la Giustizia, garantire la Tranquillità interna, provvedere per la difesa comune, promuovere il Benessere generale ed assicurare le Benedizioni della Libertà a noi stessi ed alla nostra Posterità, ordiniamo e stabiliamo questa Costituzione per gli Stati Uniti d'America.

1791, i primi emendamenti, aggiunte.

La dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino

Il popolo francese invece, aveva il potere oppressore, sul loro stesso territorio. La rivoluzione infatti è stata più violenta, ma i principi sono simili.

2 anni dopo la costituzione americana: la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino; Parigi, 26 agosto 1789.

I rappresentanti del popolo francese costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e sacri dell’uomo, affinché questa dichiarazione costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, rammenti loro incessantemente i loro diritti e i loro doveri; affinché maggior rispetto ritraggano gli atti del Potere legislativo e quelli del Potere esecutivo dal poter essere in ogni istante paragonati con il fine di ogni istituzione politica; affinché i reclami dei cittadini, fondati d’ora innanzi su dei principi semplici ed incontestabili, abbiano sempre per risultato il mantenimento della Costituzione e la felicità di tutti. Di conseguenza, l’Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’Essere Supremo, i seguenti diritti dell’uomo e del Cittadino.

Art. 16 – Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita, non ha una costituzione.

La costituzione non è un documento scritto qualsiasi, ma è il documento che regola la società, la tiene insieme, limita il potere e garantisce il diritto. Quindi, se la società non ha la garanzia dei diritti, non ha una costituzione.

Costituzione americana, Europa e statuto Albertino

La costituzione americana non ha “fallito” come lo statuto albertino italiano, ha retto fino ad oggi, migliorandosi. La corte suprema degli USA ha iniziato a fare un controllo di costituzionalità, che in Europa è arrivato molto dopo. La costituzione d’America ha funzionato in quell’ambiente fin dall’inizio con una costituzione che limita i poteri e garantisce diritti. Era una società che nasce da 0, una società che arriva da varie parti del mondo, non c’era un clero, erano tutti su un piano di partenza basso; un terreno “vergine”.

In Europa la situazione era, invece, già compromessa da gruppi di potere che richiedevano di essere tutelati e il popolo che non aveva possibilità di mobilità sociale. Quindi, l’Europa ha adottato i legami da norme e società.

Negli USA, fin dall’inizio, presentava un pluralismo sociale e istituzionale, ogni governo dello Stato membro, 13 colonie, aveva un sistema di regolazione della vita molto diverso tra loro.

La costituzione è quindi patto tra forze diverse: una società che si organizza, con l’obiettivo di stare insieme, in collettività.

Le costituzioni europee ottocentesche sono differenti, perché la società era già fissa. Le prime costituzioni sono quindi patti, ma non tra tutti i componenti della società: erano esclusi gli operai, i contadini, persone sotto “padrone”… ma patti tra chi ha potere, tra 2 potenze: il re e i suoi funzionari e la borghesia, persone ricche e colte, con un potere contrattuale.

Lo Statuto Albertino è l’esempio per eccellenza di costituzione ottocentesca: contiene i limiti del re e garanzia dei diritti delle persone, ma solo i diritti della borghesia ricca e colta. Lo Statuto Albertino è una carta costituzionale scritta da Carlo Alberto di Savoia, il quale voleva avere un parlamento che decidesse leggi che favorissero il latifondo e l’industria. Lo statuto prevedeva che il parlamento fa quindi le leggi, non più il re, e il re le promulga, controlla.

C’erano requisiti per elettori ed essere eletti: requisiti di ricchezza, censo, e cultura, naturalmente tutti uomini, escludendo donne, poveri, analfabeti e minorenni. Solo il 2% aveva diritto di votare e di essere votato, il 98%, invece, non solo non poteva votare, ma non poteva nemmeno essere votato, né decidere nulla.

Lo statuto Albertino è stato in vigore dal 1848 al 1948.

Le costituzioni del secondo dopoguerra

Le costituzioni dopo la tragedia della guerra, hanno una natura diversa, simile a quella americana, perché dopo la fine della guerra, la società aveva una condizione di devastazione fisica, economica… quindi si partì da zero, come in USA. Per questo, le costituzioni del secondo dopoguerra sono costituzioni pluralistiche, patti tra forze politiche ideologiche sociali completamente diverse tra loro; vi era di tutto, con un solo intento: rifondare la società, tenendo insieme tutti in tempo infinito. Democrazia.

Costituzione italiana: i principi fondamentali

Articolo 1

ART. 1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

“Democratica” che si basa sotto il senso dei governanti. Con “fondata sul lavoro” intende che le persone non contano perché sono ricche, belle, o altro, ma contano per il loro lavoro. Trattato nell’art. 4.

Articolo 2

ART. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

La persona, secondo i costituenti, non è l’individuo isolato, ma è sempre in relazione con gli altri. Lo sviluppo della persona si fa in relazione, per esempio un neonato si sviluppa con la famiglia. L’uomo è un pezzo della società, e la costituzione interviene a riconoscere i suoi diritti, sia come singolo, e sia come partecipe delle formazioni sociali.

Articolo 3

ART. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Questo articolo è diviso in 2 commi, comma quando c’è una proposizione che ha un punto e a capo: il primo comma, principio di eguaglianza formale, il secondo comma, principio di eguaglianza sostanziale.

Il primo dice che la legge non può formalmente discriminare sulla base di elementi come il sesso, la razza, opinioni politiche… tutti sono eguali di fronte alla legge.

Il secondo comma, si pone il compito di spazzare via gli ostacoli concreti della realtà, es. voglio laurearmi, ma abito in un paese sperduto e non ho i soldi per un alloggio vicino all’università: non c’è una discriminazione della forma, ma c’è un ostacolo di fatto, della vita, in questo caso la Repubblica ha il compito di rimuovere quest’ultimo.

Articolo 4

ART. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Il lavoro è il rapporto che ognuno di noi, può e vuole dare ad ognuno di noi, progresso materiale o spirituale; mettere a disposizione le proprie energie.

Le quattro libertà di Roosevelt

Non attenente al programma; il discorso pronunciato dal presidente Roosevelt, per convincere gli americani di entrare in guerra, incorporava il seguente testo, noto come le "Quattro Libertà", four Freedom speech:

Nei giorni futuri, che cerchiamo di rendere sicuri, attendiamo con ansia un mondo fondato su quattro libertà umane essenziali.

Il primo è la libertà di parola e di espressione, ovunque nel mondo.

Il secondo è la libertà di ogni persona di adorare Dio a modo suo, ovunque nel mondo.

Il terzo è la libertà dal bisogno – che, tradotto in termini mondiali, significa comprensioni economiche che assicureranno ad ogni nazione una sana vita in tempo di pace per i suoi abitanti – ovunque nel mondo.

Il quarto è la libertà dalla paura – che, tradotta in termini mondiali, significa una riduzione mondiale degli armamenti a tal punto e in modo così completo che nessuna nazione sarà in grado di commettere un atto di aggressione fisica contro qualsiasi vicino – in qualsiasi parte del mondo.

Questa non è una visione di un millennio lontano.

È una base definita per un tipo di mondo raggiungibile nel nostro tempo e nella nostra generazione.

Questo tipo di mondo è l'antitesi stessa del cosiddetto nuovo ordine di tirannia che i dittatori cercano di creare con lo schianto di una bomba.

— Franklin D. Roosevelt, estratto dal discorso sullo stato dell'Unione al Congresso, 6 gennaio 194.

Norman Rockwell: 4 freedoms.

Com’è nata la costituzione italiana?

Com’è nata la costituzione italiana? È nata dalla tragedia della guerra, si voleva ricostruire una società distrutta, e tutti coloro che erano presenti nell'assemblea costituzionale avevano sofferto personalmente ed erano tutti d’accordo che quello che era stato sofferto non doveva più ripetersi. Tutte le grandi costituzioni democratiche nascono dalla guerra, da una situazione tragica della storia. Le migliori costituzioni sono quelle italiana e tedesca, costituzioni post-dittature, sono tutte.

Cronologia della nascita della costituzione italiana

  • 10 luglio 1943 Gli alleati sbarcano in Sicilia, quindi iniziano ad occupare il territorio italiano.
  • 25 luglio Cade il regime fascista.
  • Dall’8 settembre 1943 Italia divisa in 2 parti.
  • 4 giugno ’44 le truppe alleate entrano a Roma; si forma il ministero di Bonomi che approva il decreto legislativo 24 giugno n.152, cosiddetta costituzione provvisoria, che stabiliva che dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali sarebbero state decise da una assemblea costituente, eletta a suffragio universale.
  • 11 agosto alleati liberano Firenze. Il fronte della guerra si ferma per 8 mesi sulla linea gotica.
  • 25 aprile 1945 insurrezione generale proclamata dal comitato di liberazione nazionale alta Italia consente alle forze della resistenza di assumere il potere civile e militare prima dell’arrivo degli alleati nelle città del nord.
  • Giugno 1945 si forma il primo governo dell’Italia liberata guidato da Ferruccio Parri, uno dei capi della Resistenza.

Dopo la liberazione dai nazisti, l’Italia distrutta dalla guerra, ha un governo.

  • Dicembre 1945 governo cade.
  • Marzo 1946 il governo De Gasperi: approva le norme per eleggere l’assemblea costituente, definisce i poteri dell’assemblea, che non comprendono più quello di definire la forma istituzionale dello Stato, affida il potere di definire la forma istituzionale dello stato ad un referendum istituzionale, da svolgersi il 2 giugno, scelta di rendere l’Italia una monarchia o repubblica.
  • Marzo-aprile 1946 primi consigli comunali dove votano le donne per la prima volta, elezioni amministrative, ma non politiche.
  • 9 maggio 1946 Vittorio Emanuele III, salito al trono nel 1900, abdica in favore del figlio Umberto, “re di maggio”.
  • 2 giugno 1946 contestuale svolgimento del referendum istituzionale e dell’elezione dei 556 deputati membri dell’Assemblea Costituente (
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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saramoussa18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Lamarque Elisabetta.
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