Teorie critiche della sfera pubblica
La sfera pubblica è un "concetto essenzialmente contestato" nella sua essenza e nelle sue componenti. È oggetto di diverse interpretazioni, anche contrastanti, ma si continua ad usarlo (come il concetto di democrazia). È dunque oggetto d’interesse di una pluralità di discipline: sociologia della comunicazione, teoria e filosofia politica, storia, ecc.
Sfera o spazio?
I due concetti sembrano sinonimi ma non lo sono, e Federica Castelli ha spiegato come la sfera sia una figura geometrica solida che il pensiero occidentale associa all’omogeneità, all’armonia e alla perfezione. La sua superficie è fatta di punti equidistanti dal centro e concorrono a delimitare uno spazio definito tra un dentro e un fuori. Rimanda quindi all’idea di un mondo chiuso, ben definito. Lo spazio invece non è definito, né armonico, né omogeneo.
Habermas infatti parla di sfera pubblica, ha in mente un mondo ordinato, di soggetti razionali, volti all’intesa, che ragionano sulla cosa pubblica razionalmente (escludendo corpi ed emozioni, che fanno parte della sfera privata). Mentre nello spazio pubblico di Arendt e Butler si confrontano individui in conflitto tra loro. Il concetto di spazio può inoltre essere inteso in senso concreto ('in presenza' come le piazze) oppure in senso metaforico ('frequentato a distanza' delle aule virtuali), oppure ancora come spazio pubblico istituzionale (abitato da soggetti istituzionali) o spazio privato usato per il dialogo pubblico (es: coffee house).
Cosa si intende per "pubblico"?
Può significare:
- Statuale
- Ciò che è accessibile a tutti (parco, biblioteca)
- Ciò che riguarda tutti (scuola, sanità)
- Ciò che riguarda un bene comune o un interesse condiviso
Però nel dibattito sulla sfera pubblica è anche un concetto normativo che si contrappone a 'segreto', in particolare all’esercizio segreto e autoritario del potere assoluto, fondato sul celare le reali intenzioni di chi gestiva il potere. L’affermazione della sfera pubblica è una presa di distanza da quel tipo di gestione del potere: il sovrano non può più governare celando ai cittadini quali sono le sue vere intenzioni. Le leggi devono essere generali, astratte e note al pubblico, per poter essere rispettate e contestate. Per Habermas questo processo va insieme all’affermazione dello stato di diritto.
Quale rapporto c’è tra pubblico e privato?
Il primo è stabilito nel confronto con la sfera privata. La trasformazione dello spazio domestico porta dei cambiamenti anche nello spazio privato (es: fare lezione in un’aula virtuale da casa). Questa questione è stata posta per prima dalle autrici femministe, sottolineando come il privato (inteso come familiare, domestico) sia una creazione della decisione politica.
Jurgen Habermas: Storia e critica dell’opinione pubblica (1962)
Questa tesi, discussa a Marburgo, poiché rifiutata a Francoforte, è tradotta letteralmente con "La trasformazione della sfera pubblica: un’indagine su una categoria della società borghese". Qui la sua impostazione è storica, basata su testi di storia della filosofia e del pensiero politico e di sociologia. È un approccio diverso da quello filosofico-analitico della filosofia del linguaggio che Teoria dell’agire comunicativo ha in (1981). Egli è oggi considerato uno degli esponenti contemporanei di spicco della Scuola di Francoforte, ma ha avuto con essa un approccio molto critico in quegli anni, mettendo in discussione l’idea che la ragione illuministica contenesse in sé gli elementi che avrebbero portato alla sua degenerazione nel '900: la ragione illuministica è strumentale e tende a colonizzare tutte le sfere della vita. Habermas prende le distanze da questo, rivaluta l’illuminismo, che rappresenta un ideale che ha subito un processo degenerativo, ma che dovrebbe continuare ad essere un punto di riferimento. Nelle opere successive sceglierà di utilizzare l’approccio della filosofia del linguaggio, andando a costruire un’etica della comunicazione.
Il concetto stesso di Öffentlichkeit (sfera pubblica, spazio pubblico, pubblicità) nasce alla fine del ‘700 e segnala la creazione di qualcosa di nuovo. Chiaramente la sfera pubblica esisteva anche nell’antichità (come dice la Arendt in "Vita activa"), ma in questo periodo emergono in modo chiaro dei cambiamenti. Si tratta di uno spazio tanto metaforico (immaginario, come il pubblico dei lettori di cui parla Kant) quanto reale (coffee house) in cui si creano le condizioni per l’emergere dell’opinione pubblica. La nascita dell’opinione pubblica segna la fine della società feudale e la nascita di una dimensione di potere orizzontale che non è riducibile alla dimensione (verticale) istituzionale. Il pubblico attivo si sostituisce al pubblico rappresentativo dell’epoca feudale, in cui l’aristocratico è ciò che rappresenta, non c’è separazione tra pubblico e privato; il borghese è invece ciò che produce, non ha quindi bisogno di apparire come gli aristocratici e i sovrani feudali.
La sfera pubblica di Habermas è quindi segnata dalla fine della società feudale, e dalla nascita della società borghese, dove i privati si incontrano tra loro, nella sfera pubblica, in una posizione di parità. La sfera pubblica è un pubblico di uguali, di individui privati che si considerano uguali ("bourgeois" e "home" coincidono). Habermas non si occupa di cosa accade al di fuori della vita pubblica, ma accenna comunque al fatto che la sfera pubblica definita come uomini che si considerano uguali è una finzione, un’astrazione, poiché nella realtà essa escludeva sia il proletariato che le donne. Nelle coffee house queste categorie erano escluse.
Il The Guardian pubblicava le lettere che venivano lasciate dai lettori in cassette fuori dalle coffee house (nelle quali non si consumavano alcolici, che non favorivano il confronto razionale su argomenti di pubblico interesse e che sono in conflitto con l’idea di rispettabilità borghese). In esse si parlava di cose comuni, si scambiavano informazioni, di materie economiche per alimentare i commerci, tant’è che venivano definite "università da un penny" (il costo di una tazzina di caffè). Nei caffè avveniva un momento formativo, di discussione, non erano un semplice passatempo. Infatti nella sfera pubblica si espande il mondo editoriale, fioriscono le riviste, i club letterari (specialmente nel periodo della Rivoluzione francese e americana). Vi è dunque un’espansione dei lettori. Intorno al 1630 nasce una delle prime riviste di scienziati, all’interno della Royal Society, che pubblica recensioni delle opere che circolano nella "repubblica delle lettere" e i risultati delle ricerche degli scienziati. Successivamente si espande il mercato editoriale con la nascita del romanzo.
Habermas traccia una distinzione tra sfera pubblica politica e sfera pubblica letteraria. Nella prima c’erano solo uomini, nella seconda invece sono presenti anche le donne, sia come lettrici che come scrittrici. Il libro diventa merce, oggetto che tutti possono consumare, e di conseguenza l’accesso all’informazione da una parte della popolazione che fino a quel momento non poteva entrare in contatto con una conoscenza diversa da quella religiosa (che non era contestabile). Si inizia a produrre un tipo di conoscenza creata appositamente per essere diffusa e discussa, per essere oggetto di critica (giornali, riviste, libri).
La sfera pubblica settecentesca è caratterizzata da:
- L’espressione della nascita della società borghese (non era raggiungibile senza l’autonomia economica del borghese rispetto all’aristocratico, che egli si conquista attraverso il lavoro)
- Il discorso pubblico (che Habermas definirà poi "azione comunicativa", base della teoria sull’agire comunicativo) come strumento di coordinamento dell’azione umana (né dal potere statuale e da quello economico), essenziale per instaurare un diverso rapporto con lo Stato: i borghesi ragionano in termini di 'ragione pubblica', che aspirano ad essere rappresentativi degli interessi di tutta l’umanità
- Una forma discorsiva di coordinamento dell’azione umana e politica, a differenza di denaro e potere (rif. illuminismo)
Forme di relazioni sociali presupposte dallo spazio pubblico borghese: "In primo luogo si richiede un tipo di relazioni sociali che non presupponga l’eguaglianza di status, ma ne astragga sistematicamente (ci si parlava da uomo a uomo, andando oltre il proprio ceto). Contro il cerimoniale dei ranghi si afferma tendenzialmente il senso del 'tatto' tra uguali (le regole della deferenza non sono quelle della società feudale, in cui valgono le gerarchie, infatti è possibile criticare, ma sempre con rispetto). La parità, sulla cui base soltanto può affermarsi e alla fine trionfare l’autorità dell’argomento contro quella della gerarchia sociale, significa nella coscienza dell’epoca, la parità di 'ciò che è semplicemente umano' (nella comunicazione tra pari conta l’argomento ed argomentare, quindi usare la ragione nel confronto reciproco). Les hommes, i privati, formano il pubblico non solo nel senso che potenza e prestigio dei pubblici uffici sono dichiarati inefficaci, ma anche perché dovrebbero esserlo, in via di principio, anche l’influenza delle dipendenze economiche (il modo in cui i borghesi ragionano all’interno della sfera pubblica non è influenzato dagli interessi economici specifici, ma in termini generalmente comprensibili, da uomo a uomo); le leggi del mercato come quelle dello Stato sono sospese (qui emerge l’elemento di idealizzazione dello spazio pubblico). Non è che, con i caffè, i salotti e la vita di società questa idea del pubblico sia stata realizzata sul serio (è un modello ideale di ciò che accadeva davvero): essa è stata piuttosto, grazie a loro, istituzionalizzata, come idea quindi posta come pretesa oggettiva e perciò, se non reale, è stata almeno influente." L’esistenza di un pubblico capace di ragionare su argomenti di interesse generale (nei caffè e nei salotti) e di comprendere ciò che accadeva nell’ambito politico ed economico, anche se non arriva a realizzare l’ideale, fa sì che le istituzioni si rendano conto che esiste un pubblico attivo che ragiona, critica, ha opinioni che devono essere tenute presenti e che necessita di adeguati interventi legislativi e che non può essere ignorato.
Habermas poi cita l’intervento di un parlamentare, nel 1792, in cui spiega come fosse cosa saggia e giusta confrontarsi con l’opinione pubblica, fornire al pubblico i mezzi per formarsi un’opinione ed eventualmente dimettersi se questa non è favorevole a lui. Quindi anche se nei caffè non si è mai verificato il confronto tra uomini solo in quanto tali, facendo valere la loro umanità attraverso il confronto razionale sugli argomenti, l’esistenza di questi spazi è stato determinante per la trasformazione dello stato in direzione di quello di diritto, che deve giustificare le proprie scelte davanti ai cittadini. Ecco perché la sfera pubblica è uno spazio irrinunciabile, e se viene a degenerare nelle sue potenzialità ciò deve essere considerato un pericolo per le istituzioni democratiche.
In secondo luogo, nella sfera pubblica si mettono in discussione ambiti prima sacralizzati. Finisce il monopolio interpretativo sugli ambiti dell’universale fino a quel momento riservato alle autorità ecclesiastiche e statali. La produzione delle opere letterarie e artistiche da parte del mercato le rende, potenzialmente, accessibili a tutti. Non contano più le posizioni gerarchiche, non c’è più il segreto di una monarchia assoluta (gli arcani imperii vengono meno), ma l’opinione pubblica esprime un punto di vista critico (il periodo illuminista è proprio quello della critica).
Questa trasformazione della sfera pubblica avviene contemporaneamente alla creazione di un mercato editoriale che assume dimensioni e forme inedite rispetto al passato e crea un pubblico aperto: "Lo stesso processo, che dà alla cultura la forma di merce e così soltanto la rende suscettibile di discussione, porta all’impossibilità in principio di chiudere il pubblico verso l’esterno (il mercato è potenzialmente aperto a tutti coloro che hanno abbastanza soldi). Per quanto il pubblico si volesse porre come esclusivo, non poteva mai isolarsi del tutto e irrigidirsi in conventicola; infatti esso si concepiva e si trovava sempre in mezzo a un pubblico più vasto di tutti i privati che come lettori, ascoltatori e spettatori, fermo restando il presupposto, della cultura e della proprietà, potevano impadronirsi tramite il mercato degli oggetti in discussione (non ci sono più ragione ascrittive, di status, per escludere qualcuno dall’accesso a questi beni, non solo libri, ma anche teatri e concerti). I problemi oggetto di discussione diventano 'generali' non solo nel senso della loro importanza, ma anche in considerazione della loro accessibilità: tutti vi debbono poter essere coinvolti (si tratta di una potenzialità, cioè non sussistono più ragioni di status per l’esclusione a questi beni culturali: libri, riviste, opere teatrali, concerti, musei)." La sfera pubblica borghese è costituita da privati, che si ritrovano in coffee house (Inghilterra), salotti (Francia), club letterari (Germania) per parlare di argomenti che hanno carattere generale, un interesse pubblico, tirando in ballo argomenti appresi dai giornali (che esplodono in quel periodo). Essi consentono a molte persone di avvicinarsi ad argomenti che prima erano a disposizione solo a pochissimi che avevano un certo status sociale. Adesso invece chiunque abbia abbastanza soldi può accedere a riviste e quotidiani. Sfera pubblica letteraria e politica sono intrecciate tra loro, anche se i soggetti che ne fanno parte sono diversi (nella prima sono comprese le donne), infatti si distingue il pubblico letterario dal pubblico politico. L’opinione pubblica non esprime un punto di vista soggettivo, ma riflessivo, che vuole essere di importanza generale perché fondato su contenuti oggettivi che emergono da un confronto dialogico ed argomentato razionalmente.
Il rapporto tra sfera privata e sfera pubblica per Habermas è importante; ma la prima non è intesa come luogo di privazione, espressione di una vita che doveva rinunciare alla parte essenziale della discussione pubblica. La sfera privata (che include la famiglia) è il regno della libertà, ed è anche la sfera dell’intimità, "luogo di un’emancipazione psicologica che corrisponde a quella politica-economica", all’interno della quale ci si può sentire realizzati come individui. La famiglia sentimentale borghese è diversa dalla vecchia famiglia aristocratica (in cui i matrimoni erano combinati per stringere alleanze sociali, economiche e politiche e rafforzare il potere delle famiglie in quegli ambiti). Invece gli spazi di una casa borghese sono ridefiniti alla luce di una nuova concezione del matrimonio, che nasce dall’amore, è dunque basato sui sentimenti e frutto di un’unione volontaria (es: camera come luogo di intimità e soggiorno come luogo di comunicazione con l’esterno). Ecco perché all’interno della famiglia gli esseri umani possono realizzarsi nella loro natura più intima (emancipazione psicologica), prescindendo dal potere e dal denaro. Quindi nella famiglia ci si realizza nella propria unicità di esseri umani, in quanto comunità di affetti e di educazione. Anche in questo caso Habermas idealizza la realtà, poiché non esisteva il divorzio e i due coniugi non erano posti sullo stesso piano. Quindi l’idea di intimità contrasta con le reali funzioni della famiglia borghese ma idee di libertà, amore ed educazione non sono semplice ideologia: è nella famiglia che prende avvio l’esperienza di un’umanità che si relazionano nelle "relazioni intime tra uomini, come uomini puri e semplici". Nasce l’idea di relazione in cui c’è un confronto tra uomini puri e semplici, e questo ideale sarà traslato nella sfera pubblica. Questi ideali per Habermas hanno trasformato la modernità e hanno consentito la modernità stessa e lo stato di diritto.
Vi è interdipendenza tra le due sfere, come testimoniato dal romanzo (es: "Pamela, o la virtù premiata"): esso esprime sentimenti e stati d’animo, esamina problemi sociali, divulga idee e opinioni e descrive ambienti, realtà lontane e/o poco note. Per l’espansione del pubblico editoriale i libri arrivano a un pubblico sempre più ampio; esso spinge a lavorare su sé stessi per acquisire le capacità critiche che servono nella sfera pubblica. Si viene in contatto anche con i problemi del mondo, consentendo alle persone di rifletterci. Il romanzo per Habermas ha quindi questo valore formativo fondamentale nella nascita di un borghese capace di immedesimarsi nei problemi dell’umanità e sviluppare una posizione critica al riguardo. Lo spazio domestico rappresenta qualcosa di simile alla sfera pubblica dei cittadini nell’antichità, cioè l’individuo si forma
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti esame di Comunicazione pubblica e istituzionale
-
Economia pubblica - Appunti
-
Appunti di Teorie e tecniche della comunicazione pubblica
-
Appunti Scienza delle finanze