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Storia economica

Che cos'è la storia economica?

La storia economica inizia con la scoperta del fuoco fino ad arrivare al sovranismo economico odierno. Tutto è storia economica, non vi sono dei limiti poiché è giusto avere una prospettiva di largo periodo. Perché la scoperta del fuoco? Cuocendo la carne gli uomini vivevano di più e lavoravano di più, quindi dal lavoro partono idee e sviluppo. Infatti, più anni di vita indicano più attività che sono oggetto della storia economica. La chiave essenziale della storia economica è il lungo periodo. La cronologia è importante poiché i concetti economici hanno senso sia nel passato che nel presente, ad esempio: Marco Polo che faceva commercio internazionale per mezzo della via della Seta, oggi i cinesi utilizzano le stesse vie.

Si può o si deve studiare in un solo modo? Un solo libro?

I libri devono essere concepiti per gli studenti. Non tutti i libri sono uguali dal punto di vista dell'impostazione poiché coloro che scrivono sono diversi e hanno opinioni diverse nei confronti della storia economica. La storia economica si studia in molti modi, non in un modo solo, basti pensare a coloro che utilizzano strumenti matematici piuttosto che ai grandi eventi e processi. Il prodotto deve servire dal punto di vista della diffusione poiché alcune opere potrebbero essere fruibili soltanto dagli studiosi. La storia economica, quindi, si racconta in molti modi in base a sensibilità, preparazione, preoccupazione in base a chi la scrive. È costituita da grandi passi in avanti e anche grandi catastrofi che vengono spesso ripetute, basti pensare alle numerose crisi. La storia economica ha come primo obiettivo la realizzazione di strumenti che ci servono a comprendere ciò che avviene oggi. La storia non si impara soltanto dal punto di vista dell'erudizione quindi, è necessaria per prendere decisioni di tipo economico. Non è soltanto un libro, è qualcosa di cui ci serviamo tutti i giorni ogni volta che facciamo una scelta economica.

Tante opinioni, come si racconta la storia: vincitori e vinti

Spesso come criterio si utilizza la differenza tra vincitori e vinti. Non ci sono soltanto i dominatori che sono cresciuti economicamente e deciso delle sorti degli altri, ci sono anche coloro che anche se deboli hanno giocato un ruolo importante nell'economia globale nonostante spesso la storia tenda a dimenticarli. Esempio: Napoleone aveva un gran numero di militari, questi come venivano vestiti e nutriti? I soldati della Prima guerra mondiale? Ha senso studiare una sola parte?

La storia economica non dà uno sguardo soltanto ai grandi protagonisti. Per questo la storia economica non ha un senso solo, non si studiano soltanto le grandi cose ma è necessario studiare tutto con consapevolezza che ogni aspetto è importante e fondamentale. Se non si studia tutto comunque bisogna possedere la consapevolezza che ogni cosa sia materia essenziale per la storia economica. Questo tipo di interrogativi sono gli strumenti per studiare la storia economica. Non bisogna né studiare una sola parte, né un solo settore, né un solo Paese e tantomeno un solo periodo. Io posso comprendere come l'economia si sviluppa o come non si sviluppa anche in base agli insegnamenti che la storia economica mi affida. Il primo impatto con la storia economia deve essere di tale tipo: metodologico. Alla luce di ciò la scoperta del fuoco indica l'allungamento della vita.

Come si studia la storia economica?

Con lo sguardo più ampio possibile senza porsi limiti: né spaziali e né temporali. Non ci limitiamo ad osservare gli eventi ma saremo in grado di darne un significato.

Storia economica da sola?

La storia economica non si studia da sola perché non possiamo comprendere le trasformazioni economiche senza integrare la conoscenza della politica, ovvero le questioni di grande respiro e rilevanza. Tali eventi politici sono una cornice imprescindibile, esempio: il regime che attua un cambiamento politico e quindi economico. Anche la storia sociale è intimamente legata alla storia economica, esempio: usi dei popoli (abbigliamento, alimentazione, istruzione). Anche la storia dei singoli personaggi e dei singoli villaggi è essenziale perché notiamo che tanti dettagli venivano condivisi dalla maggior parte degli esseri umani, esempio: il telaio per realizzare maglie. L'alimentazione riguarda direttamente l'economia, ad esempio ricordiamo il cibo che veniva più consumato è quello meno costoso. La storia istituzionale è altrettanto importante, soprattutto per quanto riguarda il mercato che può essere libero oppure regolato dallo Stato. Bisogna quindi che tutte queste considerazioni siano legate tra loro e che interagiscano nello stesso contesto.

Quando comincia la storia economica?

La storia economica va studiata con sguardo ampio e profondo rispetto al tempo. La lunga durata è la parola chiave di tale studio, questo significa che qualunque cosa si stia studiando bisogna farlo con pensiero di lunga durata perché così possiamo comprendere i cambiamenti. Il periodo più è lungo e meglio è perché così possiamo constatare i cambiamenti e le conseguenze di questi. Tutto ciò è importante perché influenza notevolmente il commercio internazionale, soprattutto le scoperte: carta nautica, bussola, mezzi di trasporto. Un altro esempio di grande cambiamento economico è sicuramente la contabilità dal 1300, tutto iniziava ad essere registrato e odiernamente è interessante considerare tali dati per effettuare ricerche ampie. La scoperta dell'America ci fa comprendere perché solo una certa parte del mondo si sviluppa. Lunga durata, continuità e fratture.

Processi, eventi, snodi, punti di rottura

La storia economica è fatta di continuità ma anche di fratture, basti pensare al telaio che funziona meglio grazie all'intervento tecnologico e che porta a raddoppiare la produzione quindi una notevole frattura oppure la frattura dettata dalla macchina a vapore. La lunga durata, però, tende a dar importanza alle cose che si ripetono. Oggi la storia deve essere studiata nei suoi processi di cambiamento, prendendo sempre considerazione degli eventi. La caduta del muro di Berlino segna la fine della guerra fredda soltanto in una notte, gli storici ancora oggi si chiedono cosa sia successo. L'economia globale e la globalizzazione nascono con i processi che prendono corpo all'indomani della caduta del muro di Berlino, in effetti. È una cosa ragionevole. Ancora oggi viviamo nella nuova epoca che si apre con la caduta del muro poiché fu un grande evento che scaturì differenze importanti fino alla nostra epoca. Gli snodi e i punti di rottura sono molteplici nella storia economica, pensiamo allo sbarco dell'uomo sulla Luna poiché questa non fu soltanto una passeggiata ma un progresso scientifico. Oggi sono tutti proiettati verso Marte attraverso una sperimentazione che si inquadra come un progetto di lungo periodo. L'evento dello sbarco sulla Luna è avvenuto una volta, ma i miglioramenti scientifici vennero immediatamente studiati e inseriti in ambito economico, infatti molti settori mutarono. I momenti sono importanti perché questi avviano o bloccano lunghi periodi. La spazialità. Scenari generali locali, nazionali, internazionali, globali. La spazialità riguarda sempre il discorso dell'interesse verso tutto. Ha senso delimitare il proprio campo di interesse, ma va sempre fatto in un contesto. Gli scenari locali hanno molto senso, perché potremmo notare che questi si ripetono anche a distanza di spazio. Questi quindi introducono spunti particolari e interessanti alla riflessione sull'economia. La comparazione non ha limiti, viene fatta in modo globale perché bisogna persistere nel mantenere in considerazione la visione intrecciata dei vari scenari.

Microstoria e cultura materiale

La microstoria descrive una serie di elementi e riflessioni sulla cultura materiale (produzione, coltivazione, consumazione). È un aspetto della storia economica di cui non si può fare a meno, bisogna continuamente confrontarsi con le abitudini materiali. L'idea di sfruttamento economico si inizia a cogliere pienamente soltanto ai primi dell'1800 con l'ipotesi di lavoro integrato con le macchine, pensiamo all'uso della macchina a vapore. Le prime macchine a vapore vennero messe sulle navi per garantire il commercio lo stesso anche quando manca il vento.

Il pensiero economico, la statistica, la cultura, la religione e i personaggi

Il pensiero economico è molto importante poiché è il frutto di una maturazione. Il pensiero nasce nel corso del tempo che diviene una consapevolezza da sfruttare materialmente. Non è un caso che in Gran Bretagna sia nato un certo pensiero economico. Esiste la disciplina storia del pensiero economico che serve a studiare ad andare a vedere anche in epoche remote come fossero trattate le questioni economiche. Le diverse teorie economiche influiscono enormemente sulle decisioni, basti pensare ad uno dei grandi temi ovvero il rapporto tra pubblico e privato che non si è mai terminato di discutere di ciò. Tale tema, infatti, è ancora aperto e in ambito storico cambia enormemente prevalendo in certi periodi e sparendo in altri. Per ogni epoca storica si sviluppa un rapporto di crescita economica diverso, gli inglesi si fanno portatori del verbo "liberoscambismo" alla fine del 1700' ovvero una modalità in cui l'economia va avanti autonomamente. L'800 è il secolo del liberoscambismo imposto dal Paese economicamente, politicamente e militarmente dominante poiché era più conveniente per il loro sistema. Ancora oggi si discute e si cerca di capire se la strada della nazionalizzazione possa essere una storia migliore, per esempio il crollo del ponte Morandi riguarda la questione se nazionalizzare le autostrade o lasciarle in concessione ai privati. Il conflitto di teoria economica continua, il passato è pieno di confronti di questo tipo. In qualsiasi settore si ripete tale quesito, anche nelle ferrovie ad esempio la compagnia Italo che rappresenta una innovazione nei trasporti. Questo ci riporta al discorso di lunga durata, con ovviamente occasioni di frattura poiché prima dell'unione di Italia queste erano private. Serve raccogliere numeri ed evidenze quantitative? Servono a sostegno di idee e tesi. Soprattutto in campo politico, per prendere decisioni economiche per la comunità sono importanti le opinioni diverse. I dati vengono elaborati sempre in una chiave funzionale, perché servono a prendere decisioni. Qualunque raccolta di dati supporta una situazione economica, alcune statistiche risalgono a 300-400 anni fa basate su documenti e testi. In qualunque luogo comune, ministero, impresa private tali considerazioni saranno ugualmente importanti. È sbagliato non rapportarsi a cultura e religioni. Tali fattori influenzano fortemente le storie economiche soprattutto nel passato. I sistemi, le pratiche e i credi religiosi hanno creato enormi intrecci legati all'economia dando risultati e contenuti diversi. L'economia asiatica è fortemente all'avanguardia rispetto all'Occidente oggi, poiché vi è un sistema di valori che cambia notevolmente gli eventi. L'Occidente, per esempio, possiede una serie di valori che incorpora un sistema capitalista il quale porta ad uno stile di vita ormai irrinunciabile. Il dato di fondo economico considerato in Occidente, ovvero la democrazia, non è quello della Cina poiché questa ci mostra che si può crescere enormemente senza incorporare il valore assoluto di democrazia economica. Ci sono tante civiltà e tanti sistemi di valori che segnano i percorsi economici, tant'è che l'economia stessa è un continuo confronto tra idee diverse di fare economia. I personaggi indicano sia grandi pensatori economici che gli anonimi soggetti. Un esempio è Keynes considerato l'economista più influente del 20esimo secolo, il che quindi è importante studiare e notare come le sue idee si siano trasformate in cambiamento economico. Negli anni 30' del 900' disse per la prima volta che l'economia si svilupperebbe meglio se venisse controllata dallo Stato, quindi una combinazione tra pubblico e privato riesce a dare performance economiche più interessanti e dinamiche. Le sue idee rimarranno ma saranno anche combattute, la cosa certa è che ancora oggi si parla ancora delle sue stesse ideologie. È importante studiare arretratezza e progresso nei cambiamenti economici, bisogna ragionare misurando tali parametri e indicatori che ci fanno comprendere questi segnali. Certamente vi sono epoche e aree di maggior progresso economico, come la Cina oggi che ci mostra una stabilità e solidità economica. I dati relativi a progresso e arretratezza sono fondati storicamente, basti pensare all'economia africana che presa nel complesso ancora oggi manifesti risultati economici fortemente in recessione e sottosviluppati. Come, quando, dove e perché vi è tale arretratezza? Queste situazioni sono sempre spiegabili, prima della svolta degli anni 80' la Cina era considerata fallimentare e povera ma nel giro di 30 anni è arrivata sul tetto del mondo. Se si è stati poveri in passato ciò non significa che anche in futuro starà così. L'Italia è in declino economico da anni, si sta erodendo la ricchezza che aveva accumulato e non vi sono i presupposti che questa possa crescere, anzi, è in forte calo. Il nostro Paese ha trascorso momenti di grande gloria e momenti di grande arretratezza, vi sono aree sempre fortemente sviluppate e altre sempre in coda. Le disuguaglianze possono essere misurate in tanti modi, non solo in termini economici. Per calcolare quanto sia arretrato un Paese abbiamo bisogno di specifici indici e misure perché bisogna capire quali arretratezze frenano la propulsione dello sviluppo economico. Questi sono gli asset ovvero: risorse naturali, energia, conoscenza (Italia numero più basso di laureati in Europa), mobilità, geografia e clima. Molte delle spiegazioni del successo degli Stati Uniti si rifanno alle risorse naturali, spesso si afferma che questo possegga tutto ed è vero poiché le risorse sono estremamente abbondanti. Viceversa basti pensare casi in cui le condizioni climatiche sono un ostacolo che rappresentano un freno alla crescita economica. Popolazione, durata di vita, salute tutti elementi sociali che come detto in precedenza sono fattori importanti. La Cina e l'India oggi rappresentano 1/3 della popolazione mondiale, tale dato porta inesorabilmente a comprendere come siano alla guida dell'economia mondiale. Se stai bene e sei in salute contribuisci al lavoro, sono questioni importanti che vanno ad incidere sull'andamento economico. Il consumo di massa e di benessere è riuscito ad innescare benessere e salute che a loro volta generano altra ricchezza, quindi circuiti di sviluppo ma anche di sottosviluppo e incapacità di riproduzione.

La prevalenza dell'agricoltura

Cominciamo ad intervenire sul programma in una prospettiva di attività diverse, ovvero i grandi settori dell'economia stessa che valgono sia per lo studio in prospettiva storica che quello nella stessa materia economica. Parliamo di settore primario ovvero agricoltura, secondario per l'industria e il terziario che indica generalmente i servizi. Dall'equilibrio tra questi tre settori si può stabilire quali Paesi siano ricchi e quali poveri. È importante capire come questi settori nel tempo si siano trasformati partendo coerentemente dal primo settore. Il primo settore è quello che ha garantito per più tempo il sostentamento al genere umano, sui libri di storia infatti il mondo spesso è rappresentato come una grande campagna che ha mantenuto l'uomo per secoli e secoli. Di tale settore fanno parte, ovviamente, la pesca e l'allevamento. In Italia, il settore primario si è notevolmente ridotto poiché ha preso un'altra strada economica così come tanti altri Paesi. L'agricoltura quindi ancora oggi contribuisce in modo significativo al benessere e alla ricchezza di Paesi e continenti interi.

Contratti e rapporti di produzione

Che tipo di forma assume l'agricoltura? In un capitolo dei due libri vi è un'attenzione specifica all'agricoltura che ci fa rendere conto che ha senso parlare di prevalenza dell'agricoltura nel lungo periodo, ma è importante al tempo stesso comprendere le differenze tra i vari luoghi della Terra. Le differenze, come ricordiamo dalle lezioni precedenti, riguardano fortemente le risorse naturali. Non si tende a coltivare nello stesso mondo e nemmeno le stesse colture, ad un certo punto una delle grandi questioni riguardo l'agricoltura è quella a proposito dell'introduzione delle macchine nella coltivazione. Per esempio, con la macchina a vapore ci realizzano anche macchine agricole dal doppio obiettivo: da una parte allievano le fatiche umane mentre dall'altra parte aumentano la produttività come accade nel Sud degli Stati Uniti in cui estensioni enorme vengono gestite da macchine sofisticate e pochi lavoratori. La storia economica si compone di una serie di tecniche sempre più complesse rispetto a quelle precedenti, nel 600-700 si scopre l'alternanza della coltivazione dei campi. Ha senso quindi dire che l'agricoltura è l'attività economica più diffusa e più in grado in termini di estensione e impatto di garantire la sopravvivenza. È interessante notare come anche a distanza di chilometri certe tecniche e certe modalità agricole erano simili tra popoli completamente estranei. La differenza è rapportabile anche rispetto ai

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alice.biasi2002 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Giuntini Andrea.
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