Appunti di storia delle dottrine politiche
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Attività politica: che rende umane le persone, attraverso cui gli uomini rivelano se stessi.
Pubblico e privato: divisione importante nel tempo ma poi si sono incontrate le due sfere e si è creata una zona intermedia ossia quella sociale.
For the love of the word: scritto da Elizabeth = sua unica allieva dottoranda.
Why aren’t matters? Tentativo di chiedere l’influenza del pensiero di H.A. sul pensiero e visione politica del 900:
- Soldarnovch in Polonia, movimento vs regime comunista.
- Il problema del perdono ha una ricaduta sul pensiero politico. Martin Luther King ha usato il perdono per superare un passato che aveva un sacco di problemi. [perdono libera il carnefice e non la vittima]
- Restarted justice: risoluzione degli aspetti politici dell’apartheid che si basa questa azione politica e sul perdono.
Heidegger: viene studiato da Hannah e studia il concetto di S. Agostino, un concetto studiato in modo laico le interessa e lo studia. Lei è ebrea e per non precludersi alcuna possibilità per pensare a qualcosa indipendentemente dall’ambito di origine studia la politica, la religione ecc.
Jaspers: quando va a Gerusalemme per seguire i processi i loro pensieri sono diversi ma le lettere che si scambiano sono fondamentali per lo sviluppo del pensiero su di essi.
Durante il periodo nazista scappa a NY in quanto ebrea e suo marito la segue. Lei vuole scrivere. Scrive per riviste sul problema ebraico. Insegna anche in università con incarichi a NY.
Le origini del totalitarismo: scrive un libro solo per comprendere le novità di questo regime che hanno modificato tutto. Vuole capire il totalitarismo, libro che la porta alla fama mondiale negli anni 50. Totalitarismo vuole eliminare ogni spazio del singolo, uno non è libero nemmeno quando dorme, neppure da morti. Nazionalsocialismo e stalinismo. Annullamento di ogni possibilità d’azione politica e della condizione umana nel suo presupposto: unicità.
Che cos’è la politica? Voce enciclopedica. Lo scrive e riscrive e lo abbandona. Ma emerge qualcosa di positivo e lei tenta di recuperare la condizione originaria che apparteneva alla polis prima che Platone desse un’idea di come fosse la polis.
Vita activa e polis greca
Vita activa: celebra la condizione umana e tenta di capire quali sono le precondizioni che permettono l’azione politica = spartiacque con la polis greca e del processo a Socrate che originano pensieri totalmente distinti dall’origine della polis greca. Critica Marx perché ha ridotto tutte le azioni umane al lavoro.
Pensieri scomodi: se pensa qualcosa anche se scomodo lo dice lo stesso. I bambini e la democrazia.
Sentenza permetteva ai bambini neri di andare a scuola, lei si dichiara contraria. Ralph Edison: nella politica c’è sempre una parte di sacrificio. Tutto nasce in ambito relazionale: tesi-critica-discussione anche la politica nasce dallo scambio “in between”.
Eichmann: segue il processo a Gerusalemme come inviata. Dal suo rapporto ricavò il saggio “la banalità del male” dal quale ricaverà l'idea che il male perpetrato da Eichmann fosse dovuto non ad un'indole maligna, ben radicata nell'anima, quanto piuttosto ad una completa inconsapevolezza di cosa significassero le proprie azioni. “Il male non ha niente di profondo, il bene è profondo”.
On revolution: segue “the human condition” e viene usato e letto molto nel 68. Alcuni concetti restano costanti:
- Pluralità: insita anche nella Bibbia, fa molto riferimento alla Bibbia anche se non crede: apparteniamo tutti ad una pluralità ma siamo anche unici.
- Unicità: il totalitarismo che cerca di eliminare l’unicità ed era un crimine contro un dato di fatto del nostro essere, l’unicità ßà ciascuno di noi è rivoluzione, un nuovo inizio, non solo perché nasce ma per il mondo natalità.
La politica deve tutelare e difendere la pluralità. Ogni tentativo di andarvi contro è un crimine contro l’umanità.
È la prima teorica della politica.
La pluralità è l’unico dato di fatto, tutto il resto è modificabile.
Non le interessa il pensiero ma l’azione politica, non voglio avere influenza, è una cosa maschile, à inter-agire: dar vita a qualcosa di nuovo nell’azione dell’interazione. = relazione.
Quando agiamo smettiamo di pensare per un attimo. Non si sente filosofa ma fa teorica politica.
Politica, relazione e pluralità
Definire la politica come qualcosa di totalmente esterna all’uomo, non nasce con l’uomo, ma riguarda la relazione degli uomini. L’uomo non nasce con un’essenza politica, questo si pone in netto contrasto con la filosofia di Aristotele. Hannah Arendt è qualcosa che riguarda i rapporti tra gli uomini, esterna all’uomo, se esistesse un solo uomo la politica non avrebbe significato, come avverrebbe se esistessero copie di un solo uomo. Prende le distanze da questa tradizione filosofica. Teorica della politica che accetta il dialogo anche con chi è distante da lei. Incita a accogliere la pluralità, a avere legami non solo con chi è diverso da noi. Una delle caratteristiche di vita activa è la sua mondanità. Hannah Arendt parla del creatore perché è la tradizione filosofica ha fatto i conti con tale figure. La stessa idea di pensare sta, Dio ha creato la pluralità, uomo-donna, non due persone diverse, ma uniche che hanno in comune l’appartenenza al genere umano.
Prologo, spazio pubblico e fantascienza
Prologo prelude un capitolo che distingue lo spazio pubblico da quello provato, ha anche a che fare con la fantascienza. Discorso intorno a ciò che è naturale, cioè appartiene alla natura e ciò che è artificiale, cioè è creato dall’uomo. Scritto a metà/fine anni ’50, prima di una serie di avvenimenti, in un momento in cui una serie di questione di cominciavano a porre. Parla di un prodotto umano che si inseriva in un contesto naturale. L’uomo opera in questo modo. Ciò che Arendt chiama mondo è costruzione artificiale che l’uomo opera in un contesto naturale. Qui si parla di un satellite che ruota intorno a un corpo naturale. La creazione di un artificio umano che segue il movimento dei corpi celesti in un contesto naturale al di fuori della terra viene salutato come la liberazione dalla prigione terrestre, si sta realizzando il desiderio di fuggire dall’unico mondo che ci è dato da abitare. L’umanità non rimarrà per sempre legata alla terra. Questa non era un’aspirazione nuova, ma in quel momento pareva realizzarsi. Gli uomini sperano di abbandonare fuggendo dal mondo tutta una serie di caratteristiche che rendono appunto gli uomini umani.
Proprio nella letteratura fantascientifica è un veicolo per la realizzazione di una serie di sentimenti, sensazioni, paure di massa. Indagine presume essenzialmente un elemento naturale che è l’esistenza su questa terra, cioè la natura è data dalla terra sulla quale abitiamo.
Non ci è dato altro luogo in cui vivere e agire e non quello nel quale stiamo. Quindi lei nonostante gli articoli presente degli articoli presenti sui quotidiani all’indomani di tale fenomeno, afferma che non vuole occuparsi della fuga dalla prigione terrestre, ma del luogo in cui stiamo, della terra come luogo in cui pensare, condizione umana, perché non abbiamo altro. Tentativo di recuperare il desiderio di vivere su questa terra. Fuggire da questa terra per lei equivale fuggire dalla condizione umana. La fiducia nella scienza, nell’uomo del futuro non può arrivare a produrre un uomo ribelle alla sua stessa condizione.
Linguaggio, discorso e scienza
Linguaggio-discorso: uno dei modi in cui si sta tentando di abbandonare la condizione umana è legata al lessico delle scienze, per esempio alla diffusione di un linguaggio matematico. Il linguaggio matematico si è diffuso a dismisura, non è un male di per sé. Il lessico matematico era un modo per abbreviare qualcosa che avrebbe richiesto molto spazio per essere espressa con il lessico corrente, questa tradizione è giunta però al punto che alcuni concetti non possono essere espressi in altro modo se non con la formula matematica. Questa sovrapposizione è un elemento che va indagato e compreso in un ambito politico. La posta in gioco è di tipo politico. Quando si parla di lessico, di linguaggio, cioè di quegli elementi senza i quali non esisterebbe il discorso che è fondamentale per l’azione politica, si apre un discorso politico. Il modello socratico precedente a Platone era a fondamento della politica, era maturare opinioni, essere aperto alle opinioni altrui. Contro l’evanescenza che i modelli matematici agiscono. La ricerca di stabilità ha un’origine storica, il fatto che sia così può mettere in discussione quanto finora detto. Arendt invita a riflettere se per caso in questa ricerca non vi sia un’aspirazione che contiene in sé la possibilità concreta di abbandonare quella facoltà straordinaria che è la parola, il discorso, l’opinione come capacità di giudizio che rende gli uomini tali e che è all’origine della vita sociale. Non è una critica della modernità, ma vuole riflettere su un “problema” esistente.
“Diffidare del giudizio politico degli scienziati” non in quanto uomini, ma in quanto scienziati, perché si muovono in un modo in cui il linguaggio ha perduto il suo potere. Tutto ciò che l’uomo dice ha valore solo se può essere fatto oggetto di discorso. Se non ha la possibilità d essere ricordata un’azione non ha alcun senso. Noi agiamo in ambito politico mediante il discorso, perciò Arendt dice che bisogna diffidare del giudizio politico degli scienziati, perché nel loro mondo il linguaggio ha perduto il suo potere. Quando si parla di politica siamo nell’ambito in cui gli uomini sono al plurale e sono unici e lì non esiste una verità che vada oltre al discorso. Quando presentano questioni in modo assiomatico, come se fossero dati di verità, indipendenti da ogni discorso, bisogna rifletterci, siamo sicuri? Verità relativa. Questa capacità di giudizio politico è data a tutti. Tendenza attuale a mettere in discussione lessico totalmente legato a specifici campi.
Pensiamo quel che facciamo
Significato di questo libro può essere riassunto in un’espressione “pensiamo quel che facciamo” tentativo di comprendere quello che noi facciamo. La capacità di agire è la più importante delle capacità che rendono gli uomini tali. Con il termine vita activa, l’uomo che agisce, designa attività lavorativa, opera e azione. Lavoro e opera: distinti. Sostiene che nelle lingue esistono due termini per definire questi due aspetti: labor, lavoro: ciò che serve per sopravvivenza del bios, della vita biologica, e work, opera: creare qualcosa di stabile e duraturo, che possono sopravvivere più di chi li ha creati. Azione: capacità di agire, dare vita a qualcosa di nuovo che è a disposizione di qualcuno e si agisce solo quando si è in relazione con gli altri, non contro gli altri, tra uomini. Tre attività che sono caratteristiche della condizione umana.
Pensare a ciò che facciamo in quanto parte di questo mondo. Noi lavoriamo per la vita stessa, per la sopravvivenza biologica, tutto il prodotto del lavoro è consumato in questo ciclo biologico. L’elemento che rompe con una lunga tradizione filosofica del passato secondo Hannah Arendt non è la necessità della violenza in ambito politico, ma l’aver ridotto tutte l’attività umane al lavoro. Vuole recuperare qualcosa che stava in origine, vedere cosa accade se si torna indietro. Secondo lei si compie un lavoro solo perché si deve restare in vita. L’operare corrisponde alla dimensione non naturale dell’esistenza umana, mediante l’opera gli uomini creano il mondo mediante il quale agire, all’interno di un universo naturale nel quale non potrebbero abitare senza questi artifici. La natura dell’opera non è la vita stessa. Resta in questo mondo potenzialmente più della vita stessa di chi l’ha prodotto. Essere tra gli uomini significava avere la capacità di agire nella sfera pubblica. Privacy: privazione, non avere la possibilità di vivere la vita pubblica.
L’avvocato e il segretario Calamandrei
L’avvocato e il segretario Calamandrei.
Personalità che hanno avuto il coraggio di mostrarsi in pubblico attraverso parole, discorsi.
Differenza tra sfera pubblica e sfera privata. La politica appartiene interamente allo spazio pubblico.
Differenza tra lavoro e opera. Lavoro corrisponde alla vita stessa, è ciò che serve a ognuno di noi per garantire la sopravvivenza. Il lavoro è un punto di partenza senza il quale il resto non può esserci. In particolare la politica. Come si può agire pubblicamente se si è schiavi della propria vita biologica? Modello polis greca: chi poteva agire nello spazio pubblico lo poteva fare in quanto liberi, tra liberi, non erano schiavi e non erano soggetti a nessun ricatto a favore della propria sopravvivenza, gli schiavi permettevano loro di avere libertà. Una società perennemente mantenuta sotto il ricatto di una posizione lavorativa che non garantisce la sopravvivenza no è libera. Finché si è schiavi della propria sopravvivenza non si è liberi di agire in ambito pubblico.
L’opera: artifici per dar vita a un mondo nel quale vivere è operare. Si creano oggetti d’uso, non di consumo. Idea che ci sia un uso che si sovrappone al consumo non elimina il fine originario per il quale è stato costruito un determinato oggetto. Qualsiasi bene d’uso sopravvive a tempo per il quale è stato creato, ma anche del suo utilizzatore. Operare = sopravvivenza dopo la morte. Stiamo nel mondo perché lo costruiamo, costruiamo mondo artificiale, beni d’uso che creano il mondo.
Già l’operare è un modo di porsi all’interno di uno spazio pubblico. Mentre il lavoro appartiene alla sfera privata è legata alla produzione e consumo di beni che appartengono alla nostra sopravvivenza. È l’oggetto che entra a far parte dello spazio pubblico, non il chi l’ha prodotta. I prodotti dell’opera entrano a far parte dello spazio pubblico, ma è solo l’azione che garantisce a ciascuno d entrare a far parte dello spazio pubblico. Il dato di fatto che presuppone tutto ciò è la pluralità.
Non essere più tra gli uomini = essere morti = non vivere lo spazio pubblico, per i romani.
Per Macchiavelli era essenziale vivere nello spazio pubblico, se si era privati cittadini si era privati dello spazio pubblico. È come essere privati della propria vita. Il problema della Firenze di quegli anni era diverso. Savonarola diceva che le persone si occupano dei propri affari, e bisogna obbligarli a partecipare ala vita pubblica. Chi agiva per la propria patria non avrebbe mai rinunciato allo spazio pubblico.
Natalità e azione politica
Pag. 8 solo sopravvivendo come singoli gli uomini possono procreare. Solo grazie al lavoro, e non schiavitù del singolo rispetto al proprio bios si può procreare, se noi siamo schiavi non lo possiamo fare. Il lavoro garantisce la sopravvivenza della specie. Mette in discussione una tendenza della filosofia tedesca, non è la mortalità quella condizione che sta al centro della vita stessa, ma la natalità. Dar vita a nuovi inizi travalicano la nostra stessa esistenza. Un’azione è tale solo se si svolge in uno spazio pubblico, perché di per sé è effimera, il discorso di per sé svanisce è necessario che sia appreso, ricordato. Ogni nuovo arrivato è uno straniero, che viene accolto in un mondo che preesiste. I nuovi arrivati ci saranno sempre in questo mondo, bisogna rivederne e valutarne l’afflusso. Ogni nuovo arrivato ha in sé la potenzialità di agire. Ha la possibilità di inserirsi in una pluralità e ha la possibilità di mutarla per mezzo dell’azione. La filosofia si occupa della morte e può occuparsi della mortalità mentre la politica è l’opposto ossia l’inizio, dar vita a qualcosa. La natalità è la categoria che appartiene e contraddistingue la politica.
Filosofo si muoveva all’interno di uno spazio pubblico, ascoltava le opinioni altrui e presentava le proprie, non c’era un concetto assoluto. La pluralità di esplicitava in maniera efficacia. Platone inserisce nel concetto di Socrate un’idea diversa di concetto politico eliminando l’idea del re filosofo. Lei cerca di capire come questa idea di relazione nella polis sia poi andata perduta introducendo il concetto di verità assoluta. Ciò mette totalmente in crisi questa relazione. Tale tradizione parte da Platone arriva a Marx. Lei parte dall’idea di conflitto tra filosofo e polis, non era applicare ciò alla realtà concreta, ma è indispensabile andare all’origine del termine, del significato del termine politica e capire come sia diventato ciò che diventato.
Eternità e immortalità
Eternità e immortalità pag. 14 quando parliamo di opera e di azione parliamo della sfera mondana. Tutto ciò garantisce a noi l’immortalità. Immortalità appartiene alla sfera mondana, riguarda il dare un nuovo inizio che ciascuno di noi ha questo inizio può durare per sempre.
L’eternità è qualcosa che preesiste al singolo che dà il via a un nuo.
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