Appunti di sociologia
A cura di Gianvincenzo Biasi
Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Dipartimento di economia, management e diritto d’impresa
La sociologia lezione 1
Definizione di sociologia
Definizione: La sociologia è la scienza che si occupa delle forme e dei processi della vita umana associata. L’ambito di interessi va dalla piccola scala (micro: interazioni quotidiane interpersonali, gruppi familiari) a fenomeni associativi e organizzativi (meso) a tendenze sociali, economiche e culturali su vasta scala (macro).
Il sociologo
La visione sociologica si basa sulla capacità di liberarsi ed essere consapevole dei condizionamenti delle abitudini conoscitive del proprio ambiente socio-culturale. Il sociologo è attento al “dato”, ossia il manifestarsi dei fenomeni, esercita l’onestà intellettuale, usa metodi validati e condivisi, usa quadri interpretativi, combina rigore ed immaginazione e, infine, si impegna per obbiettivi sociali rilevanti.
La società industriale
La sociologia fa riferimento alla società industriale perché è “figlia” della grande rottura tra società preindustriale e società industriale, in quanto si instaurarono nuove relazioni sociali, nuovi ruoli sociali, nuove classi sociali, nuove disuguaglianze sociali, nuove identità sociali, problemi di integrazione e nuovi conflitti sociali.
Società preindustriale: società statica e ripetitiva; economia chiusa fondata sull’autoconsumo; produzione in vista del consumo e non del profitto; scarse possibilità di carriera.
Società industriale: società dinamica; economia aperta; produzione per il profitto; maggiori possibilità di carriera.
La società industriale nasce con il processo di industrializzazione nei luoghi di produzione che, se nell’epoca preindustriale erano la famiglia, nella società industriale diventano le fabbriche e le imprese. Nascono, così, le fabbriche, si sviluppa la divisione del lavoro e l’accumulazione del capitale, vi è una massiccia concentrazione di operai sul posto di lavoro ed aumentano i conflitti sociali.
L’industrializzazione porta a:
- Conseguenze economiche: rivoluzione nel settore delle attività tecniche ed esigenze di razionalizzazione nei cicli produttivi.
- Conseguenze sociali: modificazione dei comportamenti sociali, rapporti umani depersonalizzati, modificazione delle idee e cambiamento dei valori morali, intellettuali, professionali ecc.
Rifiutare l’industrializzazione significa rifiutare il mondo moderno. Tuttavia, questa intacca i comportamenti sociali:
- Livello microsociologico: senso del tempo, concetto del valore e della durata, motivazione dell’attività produttiva.
- Livello macrosociologico: la struttura di classe di una società e la sua stratificazione.
Nascita della sociologia
Lo studio sistematico del comportamento umano e della società nasce alla fine del XVIII secolo e viene favorito da quattro rivoluzioni:
- Scientifica: si ricorre alla scienza per comprendere il mondo.
- Industriale: grandi trasformazioni socio-economiche accompagnano lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche.
- Politica: la rivoluzione americana (1787) e francese (1789) e i moti del 1848 vedono il trionfo dei valori di libertà ed uguaglianza.
- Culturale: pensatori illuministi, razionalisti, positivisti ecc.
Auguste Comte
Nel 1839 ideò la parola sociologia nel suo Corso di filosofia positiva. La sociologia è la scienza della società capace di svelare le leggi universali che governano il mondo sociale, così come esistono leggi naturali che permettono di controllare gli eventi del mondo fisico.
Il positivismo sostiene che la scienza si applica a fenomeni osservabili e alle loro relazioni causali, attingibili con l’esperienza; la sociologia è una scienza positiva: applica allo studio della società gli stessi metodi scientifici applicati nelle materie scientifiche. L’approccio positivista in sociologia comporta la produzione di conoscenza sociale basata sull’evidenza empirica ricavata dall’osservazione e dalla sperimentazione.
La legge dei tre stadi afferma che gli sforzi umani per comprendere il mondo passano attraverso tre stadi:
- Stadio teologico: la società è espressione della volontà di Dio.
- Stadio metafisico: la società è spiegata da principi astratti.
- Stadio positivo: la società è indagata con il metodo scientifico.
Emile Durkheim
La sociologia studia i fatti sociali: la vita sociale può essere studiata con lo stesso rigore riservato agli eventi naturali. I fatti sociali sono elementi della vita sociale che determinano azioni individuali, sono esterni agli individui ed esercitano un potere di coercizione sugli individui.
Nell’opera “La divisione sociale del lavoro” vi è un’analisi del mutamento sociale: nell’era industriale si afferma un nuovo tipo di solidarietà. Nelle società tradizionali vi è una solidarietà meccanica, nelle società moderne una solidarietà organica.
- Solidarietà meccanica: i membri della società hanno occupazioni simili tra loro, prevalgono le esperienze comuni e le credenze condivise, la coesione sociale è garantita da sanzioni repressive.
- Solidarietà organica: i membri della società si dedicano a occupazioni diverse tra loro, prevale l’interdipendenza reciproca (componenti di uno stesso organismo) e la coesione sociale è garantita da sanzioni restitutive.
Nell’opera “Il suicidio”, invece, afferma che il suicidio è un fatto sociale che può essere spiegato solo da altri fatti sociali. Due forze sociali, esterne all’individuo, influenzano i tassi di suicidio per carenza o per eccesso.
- Integrazione sociale: suicidio egoistico (carenza di integrazione sociale), suicidio altruistico (eccesso di integrazione sociale).
- Regolazione sociale: suicidio anomico (carenza di regolazione sociale), suicidio fatalistico (eccesso di regolazione sociale).
Karl Marx
Marx studia i cambiamenti della società moderna legati allo sviluppo del capitalismo, un modo di produzione diverso dai suoi precedenti storici e costituito da due elementi:
- Capitale: mezzi di produzione usati per produrre merci.
- Lavoro salariato: insieme di lavoratori che, privi dei mezzi di produzione, vendono la forza lavoro in cambio di un salario.
Il capitalismo è un sistema classista composto da:
- Borghesia: capitalisti proprietari dei mezzi di produzione (classe dominante).
- Proletariato: classe operaia priva di mezzi di produzione (classe dominata).
Il rapporto fra classi è conflittuale, fondato sullo sfruttamento. Il processo storico poggia sulla concezione materialistica della storia: le cause del mutamento sociale non son da ricercare in idee o valori, ma nei fattori economici; le società cambiano a causa delle contraddizioni insite nei modi di produzione, dunque il sistema capitalistico è destinato a essere rovesciato da una rivoluzione dei lavoratori che instaura una società senza classi.
Max Weber
Per Weber l’influenza di idee e valori è pari a quella dei fattori economici. La sociologia è comprendente: ha il compito di comprendere il significato dell’azione sociale. Ne “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” si afferma che:
- Etica protestante: spinge l’individuo a impegnarsi per il successo delle proprie iniziative economiche, segno di predestinazione divina.
- Spirito del capitalismo: complesso di orientamenti normativi che sono alla base della società occidentale moderna, favorito dall’etica protestante e dal dogma della predestinazione.
Il tipo ideale è un modello concettuale utile a comprendere il mondo. Per “ideale” s’intende la forma pura di un fenomeno che non esistono nel mondo reale ma aiutano a comprendere i fenomeni concreti. Il termine razionalizzazione indica l’affrancamento della società moderna dalle credenze radicate nella superstizione, nella religione ecc. a cui subentra il calcolo strumentale razionale. Il pensiero razionale moderno ha messo da parte le credenze di carattere magico.
Max Weber e le organizzazioni
Lezione 2
M. Weber
Weber fu un filosofo e sociologo che studiò una metodologia delle scienze storico-sociali.
Opere: L’etica protestante e lo spirito del capitalismo; Il significato dell’ “avalutatività” delle scienze sociologiche ed economiche; La scienza come professione; La politica come professione; Economia e società.
Le organizzazioni
L’organizzazione è un gruppo secondario formalmente riconosciuto attraverso un atto costitutivo, dotato di elevata complessità nella struttura interna e capace di agire come attore collettivo per il raggiungimento di obbiettivi comuni. Esistono principalmente due forme di organizzazione: associazioni volontarie e organizzazioni burocratiche.
- Associazioni volontarie: appartenenza volontaria (non obbligatoria né acquisita per nascita) su libera scelta; viene costituita per promuovere gli interessi comuni dei suoi membri e non è connessa a istituzioni governative.
- Organizzazioni burocratiche: hanno fini stabiliti dai membri dell’organizzazione e hanno un carattere più durevole.
Si deve a Weber l’individuazione dei caratteri della burocrazia: divisione dei compiti, gerarchia degli uffici, ufficio pubblico, specializzazione, remunerazione in denaro e regole generali.
Il modello burocratico
Il modello burocratico di Weber nacque per spiegare le ragioni dell’affermarsi della burocrazia come prevalente modalità d’organizzazione del lavoro amministrativo della società moderna. Si pone come obbiettivi la massima uniformità, rispondenza alla legge, parità di trattamento tra tutti i cittadini e impersonalità dell’agire burocratico.
La burocrazia
Si tratta di ruoli ben definiti da regole e procedure precise secondo criteri di razionalità, imparzialità, impersonalità. Per la sua spiegazione Weber ricorre al tipo ideale: una rappresentazione schematizzata del mondo reale in cui ciascun elemento del modello rappresenta un fenomeno sociale che ha elevate probabilità di essere realtà.
I tipi ideali
Il tipo ideale viene ricavato dalla realtà concreta, ma se ne discosta, perché il ricercatore seleziona determinati elementi, ne accentua alcuni più di altri e crea un complesso di collegamenti più unitario e coerente di quello che nei fatti esiste. Il tipo ideale è un’esagerazione concettuale della realtà empirica. Il tipo ideale è un mezzo utile nella ricerca in quanto offre un parametro di riferimento per inquadrare ciascun caso concreto, cedendo quanto se ne avvicina o discosta e fa da base per instaurare confronti.
Gli elementi della burocrazia per Weber
- Divisione del lavoro: le attività vengono ripartite tra il personale.
- Struttura gerarchica: ogni ufficio inferiore è sotto il controllo e supervisione di un ufficio superiore.
- Procedure formali di apprendimento: per arrivare a occupare le varie posizioni all’interno dell’organizzazione.
- Impiego stipendiato a tempo pieno: diritto allo stipendio e alla pensione.
- Regole scritte prestabilite: procedure da seguire nello svolgimento del lavoro, garantendo la massima standardizzazione.
- Fedeltà all’organizzazione: obbedienza al superiore in quanto detentore di un ruolo formale e non per specifiche caratteristiche personali.
- Segreto d’ufficio: obbligo a non rivelare informazioni confidenziali apprese nel rapporto di lavoro.
Caratteristiche del burocrate
Weber descrive la posizione del funzionario: deve seguire un corso di studi predeterminato e superare prove prescritte per l’assunzione, gode di una posizione di ceto, è nominato da un’istanza a lui superiore, gode di un impiego stabile, è remunerato con uno stipendio fisso ed è inserito in una carriera gerarchica.
Le ragioni della burocrazia
Malgrado l’immagine di macchina inefficiente, impersonale e incontrollabile, la burocrazia consente una certa efficienza perché in pochi dirigono l’attività di molti. Gli aspetti da considerare sono:
- La produttività: la burocrazia riduce i margini d’incertezza dell’agire umano.
- Il potere: la chiave per il controllo di una burocrazia è l’accesso alle informazioni.
- Funzione delle regole attraverso la comunicazione (ciò che i dirigenti si aspettano dai dipendenti), il controllo a distanza dei comportamenti, la legittimazione della punizione che fornisce criteri astratti in base ai quali vengono valutati i bassi rendimenti e infrazioni (le punizioni non dipendono dai sentimenti personali), la discrezionalità come strumento di negoziazione tra dirigenti e dipendenti.
Lati deboli delle organizzazioni
I lati deboli che influiscono sul funzionamento delle organizzazioni sono:
- Incertezza: sia gli obbiettivi che i mezzi possono non essere chiaramente definiti. Molte organizzazioni han obbiettivi multipli e in qualche modo anche contrastanti e da definire.
- Vulnerabilità alle influenze ambientali: le organizzazioni sono influenzate dal contento in cui operano.
- Complessità: dimensione, tecnologia, ambiente e professionisti sono fattori che influenzano l’efficienza dell’organizzazione.
- Patologia: pericolo di fossilizzazione, di un’osservazione acritica delle regole e norme, mancanza di flessibilità e resistenza alle innovazioni. Il personale di un’organizzazione, inoltre, tende ad aumentare quasi automaticamente perché ogni persona desidera aumentare i propri subordinati (legge di Parkinson). Da ciò, la continua crescita della burocrazia che produce lavoro inutile e meno produttivo.
- Obbedienza cieca: spersonalizzazione dei rapporti umani e distanza psicologica.
- Conflitto che può essere di tipo irrazionale quando i caratteri e problemi personali interferiscono con i ruoli ricoperti nelle organizzazioni o di tipo razionale tra soggetti che competono indirettamente (differenze di interessi, valori, norme pur nel mantenimento degli obbiettivi comuni), soggetti che competono direttamente per ottenere maggior prestigio o conflitti interni alla gerarchia.
Gestione del conflitto
La corretta strategia per la gestione del conflitto comporta la capacità di trasformare il conflitto in un confronto fra diversi modi di leggere la realtà. Altre tecniche socio-psicologiche sono:
- Cooptazione: ampliare il processo decisionale alle parti insoddisfatte.
- Ristrutturazione organizzativa: porsi obbiettivi superiori.
- Riduzione dell’ambiguità lavorativa.
- Ricollocazione delle risorse.
- Compensi ed incentivi.
- Cambiamento della comunicazione.
- Rotazione del personale.
- Formazione ad hoc.
- Trasferimento del personale.
Efficienza e ambivalenza burocratica
Per Weber la burocrazia ha un’indiscutibile superiorità tecnica su qualunque forma precedente di amministrazione. Ammonisce, tuttavia, che questa superiorità non è motivo di ottimismo. La sua razionalità allo scopo è uno strumento neutro che può essere usato per fini vantaggiosi ma anche per fini distruttivi e di dominio. Due spiegazioni sulla disfunzione burocratica:
- Formalismo burocratico (Merton): l’adesione scrupolosa a regole e procedure come mezzo per raggiungere degli obbiettivi diventa fine a sé stesso, generando rigidità e mancanza di iniziativa.
- Relazioni di potere (Crozier): gli spazi d’incertezza nel funzionamento effettivo delle organizzazione si trasformano in margini di autonomia e strumenti di potere per chi li controlla.
Lavoro e lavoro retribuito lezione 3
Significati della parola “lavoro”
- Lavoro essenziale: attività svolte quotidianamente per soddisfare un bisogno impellente. Restano escluse le attività primarie della persona. In questa categoria rientrano tutti i lavori, come ad esempio la casalinga quando svolge attività domestiche.
- Lavoro esplicito: rientrano in questa categoria tutte le attività che svolgiamo ma rientranti in una classificazione statistica. Il lavoro della casalinga, in questo caso, è inteso come persona inattiva. Lavorare, dunque, significa esplicare un’attività all’interno di un sistema che ha come ricompensa un reddito piuttosto che l’appagamento di un bisogno.
- Lavoro essenziale-esplicito: lavori suscettibili di varie interpretazioni perché rientrano nelle due categorie precedenti.
Il lavoro è manifestazione essenziale della vita umana sia individuale che associata ed è l’insieme di capacità umane che possono essere messe a frutto da ciascun individuo. La relazione tra individuo e lavoro varia nel mondo in base ai diversi contesti culturali. Il lavoro è anche una necessità: è uno dei mezzi primari che l’uomo ha a disposizione per soddisfare i propri bisogni.
Lavoro e identità
“Se vuoi trasformare un uomo in una nullità, non devi far altro che ritenere inutile il suo lavoro” (Dostoevskij).
Il lavoro consiste nello svolgimento di compiti che richiedono uno sforzo fisico o mentale, con l’obbiettivo di produrre beni o servizi destinati a soddisfare i bisogni umani. Il lavoro è alla base dell’economia perché è l’insieme delle attività concernenti la produzione e la distribuzione di beni e servizi. Il lavoro può essere retribuito con un salario o stipendio e si parla, dunque, di occupazione oppure può essere non retribuito e si parla di economia informale.
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