22esima lezione
Il comportamento e la definizione della situazione
Il comportamento è orientato su ciò che un individuo definisce reale.
Per interagire gli esseri umani devono avere uno sfondo comune che è una situazione. È qualcosa di definito da coloro che la stanno vivendo in quel momento.
Nelle singole interazioni noi reagiamo solo se sappiamo che situazione è, sennò siamo bloccati. C’è una difficoltà interazionale, imbarazzo, vergogna.
Goffman rende il concetto di definizione più complesso. Lo rende una questione che ha una sua organizzazione.
La situazione è il risultato di una serie di attività che vengono compiute e in parte individuate di cui se ne può parlare per poter arrivare a una definizione della situazione.
Informazione e anticipazione mentale
Prima questione: informazione → cosa accade quando due persone che non si conoscono entrano in relazione.
Accade che c’è un’esigenza formativa, un bisogno di elementi formativi.
L’anticipazione mentale è frutto del lavoro di informazioni che vengono percepite con lo sguardo, i sensi, udito e che noi riflettiamo verso la persona che non conosciamo.
C’è la ricerca di dati, informazioni che possono essere utilizzate per collocare l’individuo mentalmente in una categoria sociale.
La nostra anticipazione mentale ha a che fare con il sorgere di esperienze pregresse, evocare esperienze in noi. Precedenti esperienze fatte con persone abbastanza simili, che ci serve come orientamento della nostra risposta, reazione all’incontro.
Se non ci sono esperienze pregresse a quella persona verranno applicati stereotipi non controllati in precedenza.
Un aspetto importante che orienta le risposte, le anticipazioni mentali in un contesto interazionale sono gli spazi, dove ci troviamo. Parte della definizione è anche l’aspetto materiale, il luogo e gli oggetti che fanno parte di quel luogo.
I significati non sono solo gli aspetti che stanno nella testa.
Goffman sottolinea nel campo della definizione di situazione che dipende da moltissime questioni, aspetti che riguarda l’interazione e anche dallo sfondo, da dove si trova.
Goffman sottolinea inoltre l’importanza dell’informazione, elementi che mi evocano un tipo di anticipazione mentale.
I due canali di significato
Le informazioni che vengono scambiate nell’interazione si distribuiscono lungo due canali di significato.
- Comunicazione, informazioni che sono forniti in modo consapevole e volontario. Es. se mi vesto in un certo modo sto comunicando qualcosa di me, se ho una spilla che ha un significato politico, etnico o sociale, comunico delle informazioni su di me. Forme di comunicazione consapevole.
- Aspetti non controllabili, ad esempio l’accento. Qualcosa che è dentro noi, che non cambiamo da un giorno all’altro. Fa parte del comportamento espressivo. Quel tratto può diventare informazione da parte di chi lo percepisce. Associazione di un accento in un’informazione. Non nascono come informazioni, possono diventarlo. Es. accento, colore della pelle, emessi in modo inconsapevole.
Informazioni che gli altri possono ritenere di ricavare dalla nostra presentazione, dal nostro sé, parte non sotto controllo.
Questi due canali ci creano una possibilità di dinamica informativa che è più ricca di quella dinamica informativa che ci sarebbe se ci fosse solo un solo canale volontario.
Se ci fosse solo quello sarebbe tutto condotto ad una dinamica di volontà.
La dinamica di interazione è caratterizzata da elementi intermedi, elementi che si combinano tra di loro.
Una persona può far finta di essere qualcosa che non è, lo fa consapevolmente.
Possiamo alludere, non essere chiari, evocare allo stesso tempo degli aspetti di noi, solo in parte esserne consapevoli.
Es. nella seduzione si allude, si sta su un piano che può essere quello dell’ironia, dove le cose non stanno esattamente come si dice. Dico una cosa ma alludo a qualcosa che può essere accaduto prima, rovesciare il significato di qualcosa, intendere in una maniera differente qualcosa.
Ironia, forma di comunicazione.
Gli strati della comunicazione sono molteplici. Possiamo avere un comportamento che non controlliamo e un comportamento che vogliamo mostrare che non controlliamo, mostrare qualcosa a qualcuno in un contesto di un certo significato.
L’evocazione di un certo comportamento è qualcosa di reale.
I due canali fanno sì che le persone si trovino su due piani.
Per quanto riguarda la formazione fornita noi siamo in grado di controllare ciò che facciamo, consapevoli.
La nostra presentazione del nostro sé è anche sul canale inconsapevole, di cui non abbiamo controllo, è l’altro che ha il controllo di quello che vede, quello che pensa significativo. Il flusso delle informazioni è continuo, sia consapevoli che non.
Fiducia, sintonia e consenso operativo
In questa situazione l’informazione richiede la ricerca di una sintonia, per poter capire la situazione dobbiamo “fidarci” l’uno degli altri, cioè nel considerare l’altro come si presenta a noi. Accettare la sua presentazione consapevole, questo ci apre la possibilità che anche l’altro dimostri una disponibilità ad una nostra dimostrazione consapevole.
Intesa non solo razionale.
In che modo queste diverse definizioni possono avere un carattere di uno sfondo, possono diventare uno sfondo condiviso?
Attraverso un lavoro di autodisciplina che ciascun partecipante fa in due modi:
- Non esprimere immediatamente i propri sentimenti, disponibili all’interazione, cioè una disponibilità ad accettare quel tipo di presentazione che l’altro fa di sé, anche se può sembrare esagerata, turbata o anche non vera.
- Il fatto che si fa riferimento a valori ai quali si sa che in quella situazione tutti in qualche modo aderiscono almeno in apparenza, cioè ci sono nelle diverse situazioni cose che stanno in una specie di sintonia con quel modo di vedere, di argomenti. All’interno di ciascuna interazione c’è un allineamento di argomenti che si usano per definire gli aspetti della realtà.
Le persone cercano di mettersi in sintonia gli uni con gli altri.
Es. se in classe si parla di questioni organizzative dell’università non avremo un comportamento negativo, parole negative, rifiuto delle persone che governano le università. Si parla in modo neutrale, senza esporsi troppo. Disprezzo, accusa.
Fuori dall’università, con persone che non hanno niente a che fare, la comunicazione cambia. Dipende dal contesto dell’interazione.
“I partecipanti contribuiscono ad un’unica e generale definizione della situazione che implica non tanto un vero accordo circa ciò che è, non si deve discutere tanto sul fatto che questa cosa sia vera o no, quanto piuttosto un’effettiva intesa circa le pretese e gli argomenti che verranno presi in considerazione in un determinato momento”.
La logica dell’interazione mira ad un’intesa circa le pretese e gli argomenti presi in un determinato momento.
Consenso operativo: fatto che mostriamo disponibilità a non entrare in conflitto con la definizione di situazione di un’altra persona.
Attività necessaria per poter far funzionare la situazione, la fiducia reciproca è una risorsa che usiamo per accogliere quel tipo di presentazione che un individuo fa di sé, accettare una situazione.
Metacomunicazione e sfondo comune
Non è tanto importante il contenuto ma la metacomunicazione, cioè quel tipo di realtà che incornicia i contenuti, tipi di argomenti. Se parlo con un amico parlerò con atteggiamento di franchezza che non sarà trasparenza per forza, ci saranno cose che non dirò, che non voglio fargli sapere.
Metacomunicazione definizione da rivedere.
La definizione di situazione è un fenomeno metacomunicativo, dunque ha a che fare con le informazioni ma soprattutto su come queste informazioni vengono fornite, acquisite, condivise e creano uno sfondo comune.
Interazione avvolta in una quantità di informazioni sia consapevoli che non.
Se qualcosa emerge come qualcosa che può mettere in dubbio la presentazione del sé che una persona fa.
Es. se sappiamo che una persona è stata in carcere per omicidio, la simpatia diminuisce.
Imbarazzo tipo di situazione in cui si rompe quella presentazione del proprio sé che non è solo falsa.
Quando lo sfondo dell’interazione si incrina, che turba la dinamica relazionale, affiora l’imbarazzo.
Situazioni di rottura e interazione disancorata
Situazione di rottura: le persone per qualche motivo sono turbate, incidente stradale grave ecc.
Si percepisce nelle persone uno stato di stordimento che una persona che non ha assistito non ha, stato di shock, si capisce che l’interazione non ha la stessa presenza, sono turbati. Le situazioni di rottura si possono cogliere dove di colpo quello che era normale e scontato non lo è più, verifica di una situazione che deve essere gestita.
Gestita da chi è competente, polizia, ambulanze ecc, mentre gli altri sono “sospesi”.
Interazione che si è strappata dalla definizione di situazione, ciò che accadeva in routine si è bloccata, si è rotta la definizione di situazione.
Goffman parla di interazione disancorata in tutte le situazioni in cui c’è una rottura di definizione di situazione e c’è una condizione di spaesamento delle persone, dove l’elemento della propria identità non è chiaro.
C’è un elemento di confusione.
In caso estremi il concetto l’ha utilizzato nei manicomi dove una persona quando veniva ricoverato veniva chiamato per numero da parte del personale, venivano tolti i beni personali, divisa da ospedale. Espoliazione degli attributi materiali che portavano ad avere una difficoltà nelle interazioni alla persona non solo per i problemi psichici che aveva ma perché era ridotto ad un numero. Non c’è più un sé che viene presentato.
Frame analysis e pragmatica della comunicazione
Nel 1974 Goffman pubblica un testo importante che si chiama Frame analysis nel quale si affronta in una maniera più sistematica sulla definizione della situazione il tema dell’analisi dei frame delle situazioni.
Frame → concetto importante che ha avuto una diffusione, nasce dentro gli studi di psicologia e quella corrente che si chiama pragmatica della comunicazione, cioè come la comunicazione si sviluppa nelle forme dell’azione. Si sviluppa attraverso una logica che non è solo quella del significato mentale ma è quella dei comportamenti.
Il riferimento che Goffman guarda è un antropologo americano che si chiama Gregory Bateson. Concetto di frame è un modo di affrontare lo studio delle situazioni che ci permette di inquadrare meglio in che modo noi costruiamo un’intelaiatura relazionale e cognitiva delle situazioni.
Frame significa in inglese sia cornice che intelaiatura. Ciò che definisce l’interno dal fuori. Intelaiatura → qualcosa che tiene da di dentro, es. uno scheletro, qualcosa che sostiene. Molto importante questo concetto per Goffman, infatti lui usa spesso la frase “sostenere una situazione”, vuol dire che la sostengono i suoi partecipanti perché mantengono in piedi attraverso un’interazione che tiene conto di quei ruoli che sono previsti da quel tipo di situazione e quindi è una forma di organizzazione della situazione, è il fatto che ci sono ruoli e altri vengono esclusi, il fatto che ci sono dei significati che sono propri di una certa situazione ed altre situazioni vengono escluse.
La dinamica dell’interazione ha a che a fare con la definizione di situazione e quindi con il tipo di frame che definisce quella determinata situazione e non un altro tipo di situazione.
Quando un individuo riconosce una determinata situazione, se possiamo definire un frame di quella situazione, un’intelaiatura e una cornice allora possiamo aspettarci dei ruoli che sono distribuiti in quella situazione.
Ciascuno di noi nel momento in cui sta in un contesto lavora in modo attivo, progetta i loro frame di riferimento, stanno definendo che situazione è e che cosa ci si può aspettare non solo da parte dell’altro, ci sono più ruoli. Mi aspetto comportamenti diversi perché ci sono più ruoli.
Se cambia qualcosa all’improvviso nella situazione, comportamenti inaspettati, rompe il comportamento atteso, si ha a che fare con una messa in crisi dell’aspetto implicito del frame. Turba la nostra aspettativa della situazione.
Il concetto di frame è una cornice, qualcosa che definisce uno spazio anche fisicamente. Nel video il pianoforte è un oggetto che definisce una situazione precisa.
Topic generale e topic parziale
Distinzione tra due termini: che tipo di situazione è? Costituisce il topic generale, argomento in inglese. Es. del video: è un concerto di musica classica.
Guardando gli oggetti, lo spazio, sentendo le voci che ci sono noi vediamo delle specificità che sono topics parziali. Questi elementi sono elementi informativi che ci dicono qualcosa. Es. se noi non sentissimo la voce del pubblico e gli applausi nella situazione del concerto, non potremmo avere l’informazione che quello è un teatro.
Topic generale: che situazione è.
Topic parziale: fatti di cose, segni, toni della voce ecc. che ci permettono di mettere insieme i pezzi e concepire il tipo di situazione. Da una parte evoca esperienze pregresse. Dove abbiamo già visto quegli oggetti? Gli applausi?
Dai topic parziali passiamo al topic generale. Dagli elementi, capiamo la situazione in cui siamo.
24 novembre
Quadro e costruzione dei topic
Quadro: topics parziali che ci danno difficoltà ad avere topics generale.
Possiamo cercare di definire che situazione è, dobbiamo ricorrere allo strumento del topic. Quali sono i topics presenti e che ci permettano di collegare e mettere insieme in una situazione specifica?
Definizione del frame, cioè tipo di situazione è un lavoro fondamentale per poter incominciare ad interagire con gli altri.
La diversità nel guardare il quadro e trarre topic parziali, ci porta a trovare una sintonia nella definizione di tipo di situazione. Ha a che fare con un lavoro che le persone fanno continuamente perché siamo esseri diversi e non è necessariamente la definizione di situazione che diamo, c’è bisogno di un lavoro di accordo.
Ognuno costruisce topic parziali che possono essere differenti, per costruire un topic generale.
Procedimento con cui costruiamo le definizioni di situazioni.
Organizzativo: chi fa che cosa? Distinzione di ruoli e aspettative.
Cognitiva: no.