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Professore Lorenzo Montali

Anno 2020-2021

Psicologia sociale – capitolo 1

Che cos'è la psicologia sociale

La psicologia sociale è un ramo della psicologia che studia l’interazione fra le persone, che può prendere la forma di relazioni concrete, d’amicizia, d’amore, di tipo professionale, d’aiuto. In particolare ne studia:

  • Le manifestazioni: il modo in cui si generano
  • Le cause: perché quell’interazione tra le persone ha preso quella forma
  • Le conseguenze: che cosa l’interazione fra le persone genera
  • I processi psicologici che possono aiutarci a comprendere questi elementi

Definizione di psicologia sociale secondo Gordon Allport (1954)

Allport dice che la psicologia sociale è l’indagine scientifica di come pensieri, sentimenti e comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza oggettiva, immaginata o implicita degli altri. In quanto disciplina scientifica, non è definita tanto dagli oggetti di cui si occupa, ma dall’utilizzo di una pluralità di metodi diversi per indagare e analizzare i fenomeni di cui si occupa. Questa disciplina analizza il modo in cui il pensiero, le emozioni e le tendenze comportamentali sono influenzate dalle interazioni che abbiamo con gli altri e dal contesto.

Allport fa riferimento a 3 termini specifici

Presenza oggettiva: presenza fisica di altre persone. Mettiamo in atto una serie di comportamenti che sono determinati dal fatto che ci troviamo in una situazione in cui ci sono molte persone intorno a noi, e.g. proviamo a preservare lo spazio privato dentro un territorio pubblico. L’esigenza di creare uno spazio privato è tanto più forte se il numero di persone è maggiore. Anche il caso contrario, cioè l’assenza oggettiva delle persone ha un influenza su come ci sentiamo e comportiamo. Può infatti generare ansia, ha un'influenza a livello delle emozioni, oppure può determinare un comportamento di accelerazione del passo. La presenza di tanti o di nessuno/pochissimi ha quindi un impatto sul modo in cui pensiamo la realtà circostante, proviamo delle emozioni nei confronti di questa realtà e mettiamo in atto dei comportamenti.

Presenza immaginata: immaginare di essere in presenza di altre persone. È sufficiente che noi immaginiamo, rievochiamo la presenza di altre persone per avere un impatto sul piano delle nostre emozioni, dei nostri pensieri e dei nostri comportamenti. E.g. ricordandoci il passato o immaginandoci il futuro.

Presenza implicita: anche la presenza implicita delle persone può avere impatto sul nostro pensiero, sui nostri sentimenti e comportamenti. Avviene quando gli altri per noi ci sono sempre anche quando sono assenti. Questo può avvenire in 2 modi:

  • Linguaggio: gli altri sono sempre presenti a noi attraverso il linguaggio che utilizziamo. Noi non siamo i creatori del linguaggio che noi stessi utilizziamo, ma le persone con cui abbiamo interagito ci hanno fornito un linguaggio che ci ha permesso di organizzare e pensare il mondo secondo categorie. Questa presenza implicita è qualcosa che ci influenza continuamente. Noi non siamo solamente ripetitori del linguaggio degli altri, ma anche noi siamo produttori di linguaggio, siamo influenzatori nei contesti sociali in cui viviamo.
  • Norme: l’esistenza di una norma indica l’uniformità negli atteggiamenti e nei comportamenti nelle persone, che definisce il fatto che apparteniamo ad un certo gruppo rispetto che un altro, e differenzia i gruppi tra di loro. Anche le norme quindi non le abbiamo create noi come individui, ma sono parte di un processo di socializzazione dentro il quale noi abbiamo appreso questo sistema di norme che influenzano i nostri stessi comportamenti.

La psicologia sociale quindi secondo Allport si occupa di vedere come in diversi modi, (attraverso il linguaggio, le norme, le interazioni concrete o immaginarie che abbiamo) gli altri influenzino il nostro stesso pensiero, le emozioni e i comportamenti. Questa influenza non è però a senso unico, non siamo solamente passivi, ma a nostra volta siamo agenti attivi nel mondo, produciamo linguaggio, norme, agiamo all’interno di questo contesto.

La psicologia sociale differisce dalle discipline affini

  • Psicologia generale: la psicologia sociale si concentra sull’interazione sociale, tra individui, gruppi e al loro interno e su come i risultati dell’interazione sociale influenzino il pensiero e il comportamento.
  • Sociologia e antropologia: si focalizza sul ruolo dei processi psicologici che si attivano nella mente di un individuo. La sociologia invece si concentra sull’organizzazione, il funzionamento e i cambiamenti di gruppi, organizzazioni, categorie sociali e società. L’antropologia invece riserva la propria attenzione alla cultura e in particolare alle società per tradizione non industrializzate, cioè alle culture “esotiche”. Entrambe le discipline si occupano del gruppo nel suo insieme piuttosto che degli individui che lo compongono.

I contesti hanno il potere di costruire e rendere visibili parti diverse di noi. Al variare dei contesti, le persone trovano diverse modalità d’espressione e di costruzione di sé. La psicologia sociale è una scienza del trattino; cerca di tenere insieme una dimensione individuale (comportamento individuale), con una dimensione collettiva (in questo caso la dimensione del contesto); ragiona su come il contesto contribuisce alla costruzione ed esplicitazione del funzionamento dell’individuo.

La psicologia sociale si è sviluppata in modo tale da divenire il punto di intersezione di altre discipline. È influenzata e influenza sviluppi e prospettive esterne; è interdisciplinare, e.g. gli studi sulla cognizione sociale rimandano alla psicologia cognitiva sperimentale oppure la ricerca che si occupa delle norme sociali e dei gruppi pone la psicologia sociale a stretto contatto con la sociologia e l’antropologia sociale.

Livelli di spiegazione

La psicologia sociale costruisce i suoi livelli di analisi, cioè di spiegazione dei fenomeni di cui si occupa; utilizzare dei concetti, ragionare su certi processi e usare un linguaggio per spiegare il fenomeno.

4 livelli di spiegazione:

  • Intrapersonale: livello individuale, riguarda il funzionamento interno della persona. Indaga ad esempio su come le persone si formano delle impressioni sugli altri, considerandole come dei processi di tipo cognitivo rivolti ad un oggetto particolare (le persone).
  • Interpersonale e situazionale: studia le dinamiche di una relazione tra le persone ad un momento dato, tra individui che si incontrano in un contesto, senza considerare fattori esterni. Studio di come 2 soggetti insieme lavorano per dare vita ad una relazione. È un livello di spiegazione che guarda alla relazione come il prodotto congiunto tra 2 persone. Al variare delle situazioni, la relazione può avere andamenti diversi.
  • Posizionale: oltre alle dinamiche delle relazioni, indaga come la posizione sociale impatta sulle interazioni fra i diversi soggetti coinvolti in una relazione. La spiegazione è costruita valutando anche il diverso status delle persone.
  • Ideologico: per spiegare un fenomeno, considera anche il ruolo delle credenze sociali di tipo generale, il modo in cui una cultura influenza il comportamento delle persone. E.g. machismo, cultura che valorizza la mascolinità e la violenza, può spiegare i comportamenti di tipo aggressivo.

I 4 livelli sono livelli crescenti di complessità. Il livello ideologico comprende anche quelli precedenti. Qualsiasi fenomeno lo posso spiegare in psicologia sociale adottando i diversi livelli di analisi.

Devo stare attento al riduzionismo; le spiegazioni offerte dei fenomeni a volte possono essere collocate ad un livello di analisi inferiore rispetto alla complessità dei fenomeni stessi. Il problema della teoria riduzionista è quello di non essere in grado di proporre una risposta adeguata alla domanda scientifica di partenza.

La psicologia sociale è riduzionista quando limita i suoi livelli di spiegazione ai processi cognitivi e motivazionali (individuali), cioè quando il sociale (della psicologia sociale) è semplicemente l’oggetto. Invece la psicologia sociale è davvero sociale quando è scienza del trattino, quindi non si limita a spiegare i fenomeni facendo riferimento al solo livello intrapersonale, ma invece sale di complessità e livello.

Lo psicologo sociale belga Willem Doise (1986) dice che bisogna accettare che esistono i 4 livelli, ma la psicologia sociale deve costruire teorie che integrano concetti che provengono da livelli diversi, cioè deve considerare la dimensione dell’individuo, delle relazioni, delle posizioni fra le diverse relazioni e quella ideologica.

Che cosa studiano gli psicologi

La gamma dei temi è enorme:

  • Conformismo: modo in cui le persone possono, all’interno di un gruppo, decidere di adottare il comportamento delle altre persone.
  • Norme e potere: sistema di regole implicite o esplicite che organizzano il nostro comportamento e il modo in cui il potere contribuisce a costituire queste norme.
  • Pregiudizi: e.g. razzismo, sessismo
  • Discriminazione: comportamenti discriminatori
  • Negoziazione: come fare a mettersi d’accordo con gli altri
  • Leadership: modo in cui le leadership nascono e influenzano i gruppi e il comportamento
  • Identità di gruppo e individuale
  • Nascita e sviluppo dei gruppi: e.g. modelli di socializzazione di gruppo; come fanno le persone a entrare in un gruppo, che cosa fanno nel gruppo
  • Reti di comunicazione: come i gruppi tra loro si mettono in relazione

È difficile circoscrivere la psicologia sociale a partire da ciò che studia, ma si può fare in base ai suoi contenuti e ai metodi che usa per studiare i contenuti.

La psicologia sociale è una scienza; ha un metodo di studio (della natura) che deve sempre considerare che noi siamo naturali (dimensioni biologiche) ma anche culturali (dimensione sociale: linguaggio, processi di socializzazione, contesti).

La scienza costruisce teorie, mette insieme concetti e principi per spiegare fenomeni. La validità di una teoria si basa sulla corrispondenza con fatti pubblicamente verificabili. Quindi gli psicologi sociali sulla base delle teoria, fanno delle ipotesi; previsioni verificabili empiricamente che consentono di ragionare su rapporti di relazione o causa-effetto tra 2 elementi, e raccolgono poi dati per verificare le ipotesi.

In psicologia sociale il numero magico della probabilità è 0,05; se le statistiche dimostrano che l’effetto ha una probabilità più bassa (inferiore al 5%) di essere un evento dovuto al caso, allora lo si può considerare un effetto autentico e l’ipotesi è confermata.

Utilizza un metodo scientifico perché è un metodo più adeguato di altri in quanto offre la possibilità che altre persone possano replicare ciò che è stato osservato. Esplicita le procedure attraverso le quali è arrivato ad un certo risultato.

Il rischio di errore può essere dato da:

  • Può esserci qualcosa di sbagliato nella ricerca altre persone possono replicare l’esperimento e se non ottengono lo stesso risultato, c’è la possibilità che ci sia un errore.
  • Inganni: quando uno scienziato dice qualcosa di non vero. Può avvenire per esempio per interessi economici. Con il metodo sperimentale, dovendo esplicitare come si sono raggiunte le evidenze, altri le possono verificare.

Esistono 2 categorie di metodi nella psicologia sociale

  • Sperimentale
  • Non sperimentale

Esperimenti

Un esperimento è la messa alla prova di un’ipotesi in cui si fa qualcosa per osservarne l’effetto su qualcos’altro.

Il metodo sperimentale richiede l’intervento sotto forma di manipolazione di una o più variabili indipendenti e quindi la misurazione dell’effetto della manipolazione su una o più variabili dipendenti:

  • Variabili indipendenti: aspetti della situazione che cambiano in modo spontaneo o possono essere manipolati dallo sperimentatore.
  • Variabili dipendenti: variabili che cambiano in seguito a modifiche nella variabile indipendente.

La variazione della variabile dipendente dipende dalla variazione delle variabili indipendenti.

La sperimentazione non è semplice. È importante assicurarsi che quando si manipola una variabile non si manipoli inavvertitamente qualcos’altro che potrebbe essere causa dell’effetto prodotto. Dei problemi che possono accadere sono:

  • Presenza di variabili di confusione: situazione in cui 2 o più variabili indipendenti co-variano in modo tale che è impossibile sapere quale è causa dell’effetto. Non posso quindi dire che la dipendente si è modificata a causa della variazione dell’indipendente.
  • Caratteristiche della richiesta: elementi di un esperimento che sembrano “richiedere” una certa risposta. I partecipanti potrebbero individuare l’ipotesi dello sperimentatore e comportarsi intenzionalmente in modo da confermarla o negarla.

Possono avvenire 2 effetti:

  • Effetto soffitto: la richiesta è così bassa e semplice che tutti mettono in atto al massimo il comportamento richiesto.
  • Effetto pavimento: può avvenire quando la richiesta è così impegnativa da rendere improbabile che qualcuno acconsenta.

Se ho risposte omogenee anche cambiando la variabile, l’esperimento potrebbe essere sbagliato.

Gli esperimenti di psicologia sociale si svolgono nei laboratori:

  • Vantaggio: controllare la situazione in modo che le manipolazioni risultino pure e non confuse. In questo modo si possono indagare processi psicologici e relazioni causa-effetto difficili da isolare in contesti naturali. Gli sperimentatori hanno l’obiettivo di mantenere le manipolazioni a un basso livello di realismo mondano (somiglianza tra le circostanze in cui ha luogo l’esperimento e le circostanze che si incontrano nella vita di tutti i giorni). Il loro scopo è orientato al realismo sperimentale; la manipolazione deve avere un forte impatto psicologico ed essere dotata di significato per i partecipanti.
  • Svantaggio: fuori dal laboratorio alcune manipolazioni avrebbero un valore maggiore. Quando si vogliono fare ricerche su popolazioni che non si possono facilmente portare in laboratorio si parla di esperimenti sul campo; si caratterizzano per l’alto tasso di realismo mondano e sperimentale e spesso i partecipanti non sanno di essere coinvolti in un esperimento.

Altri metodi di ricerca

Quando la sperimentazione è impossibile o inappropriata, si usano una serie di metodi non sperimentali. Questi metodi non prevedono la manipolazione di variabili indipendenti a fronte dell’assegnazione casuale dei partecipanti a una condizione ed è quasi impossibile giungere a conclusioni attendibili circa i rapporti causa-effetto.

Questi metodi includono:

  • Esame della correlazione: è un fenomeno per cui i cambiamenti in una variabile si combinano in modo attendibile a quelli in un’altra variabile, senza che sia possibile stabilire quale delle 2 variabili abbia causato il cambiamento. Non permette quindi di trarre conclusioni sul rapporto causa-effetto. Posso però mostrare che ho un’ipotesi più ragionevole delle altre e a questo punto si apre una discussione nella comunità scientifica sulla ragionevolezza dell’ipotesi.
  • Ricerca d’archivio: è un metodo utile per indagare fenomeni diffusi non riproducibili in laboratorio o analizzare fenomeni in una prospettiva storica. Consiste nell’andare a prendere dei dati che non sono stati costruiti per scopi di ricerca, ma che sono stati prodotti per altre finalità, e utilizzarli a scopi di ricerca.

Alcune ricerche che hanno utilizzato i dati d’archivio sono riuscite a mettere in evidenza fenomeni come il pensiero di gruppo; e.g. il funzionamento disfunzionale dei gruppi quando prendono alcune decisioni. È stato identificato analizzando i verbali delle riunioni che si sono tenute nello studio ovale della Casa Bianca, che hanno generato decisioni inefficaci e disastrose, e.g. avviare operazioni di guerra che si sono rivelate sbagliate. Non avrebbe avuto senso fare un esperimento, perché si volevano esaminare contesti reali in cui queste decisioni sono state prese.

Questo metodo non ha lo stesso potere esplicativo di un esperimento, però ci può dare informazioni importanti sul funzionamento reale dei gruppi quando devono prendere delle decisioni in certi tipi di situazioni. Questo metodo non corre il rischio delle caratteristiche della richiesta, però un limite è che chi la conduce non ha pieno controllo sui dati prodotti e per questo può rivelarsi inattendibile. Allo stesso tempo, verificando la qualità degli archivi, i risultati possono essere importanti per una prospettiva psicosociale.

Studio di un caso: richiedono un’approfondita analisi di un caso singolo (e.g. evento, individuo, gruppo) e sono particolarmente adatte per lo studio di fenomeni rari o inusuali, che non possono essere ricreati in laboratorio.

Si basa sull’osservazione di comportamenti o la raccolta di dati attraverso interviste e questionari somministrate alle persone che partecipano allo studio. La ricerca è localizzata, l’importante è riuscire a raccogliere dei dati ricchi che consentano di avere una conoscenza più ampia possibile del contesto organizzativo nel quale si svolge l’analisi. Sono utili come fonti di ipotesi, però le scoperte possono essere compromesse dalle tendenze sistematiche:

  • Del ricercatore: può tendere a vedere le cose in un certo modo, o non accorgersi di alcune cose; l’osservazione non è uno strumento che consente di fotografare in maniera oggettiva una realtà, bisogna prendere con cautela i risultati dell’osservazione.
  • Del partecipante: nelle interviste alcuni potrebbero non esprimersi con sincerità o essere influenzati da pregiudizi personali.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Yrin08 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Montali Lorenzo.
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