Appunti di psicologia generale
Andrea Villani Matricola n. 164728
UNIMORE Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Dipartimento di Comunicazione ed Economia
Corso di laurea in Scienze della comunicazione
Appunti di Psicologia generale
A.a. 2021/2022
Capitolo 1 – Introduzione alla psicologia: la storia e i metodi
Appunti di Psicologia generale Capitolo 1 – Introduzione alla psicologia: la storia e i metodi
Introduzione alla psicologia: la storia e i metodi
La psicologia
La psicologia è lo studio scientifico del comportamento e dei processi mentali. Gli psicologi cercano di descrivere, predire e spiegare il comportamento umano e i processi mentali degli individui, così come di aiutare a cambiare e migliorare la vita delle persone e il mondo in cui esse vivono.
L'utilizzo di metodi scientifici ha permesso alla psicologia in quanto scienza di trovare risposte valide e legittime, spesso discordanti da quelle derivanti da intuizioni e speculazioni, proprie della psicologia ingenua, imprecisa e fallace. Inoltre, ha acconsentito agli psicologi di intervenire nella professione utilizzando modelli teorici, tecniche e metodi di intervento specifici.
Le radici della psicologia
Le radici della psicologia possono essere ricondotte agli antichi greci e romani, ma l'inizio “formale” della psicologia come scienza viene fissato nel 1879, quando Wilhelm Wundt fondò a Lipsia, in Germania, il primo laboratorio sperimentale dedicato ai fenomeni psicologici, che egli definì “Laboratorio di psicologia fisiologica”.
Lo strutturalismo
Lo strutturalismo è una disciplina descrittiva, sistematica e atomistica che studia gli elementi della mente utilizzando il metodo scientifico sperimentale e che considera i fatti psichici come la somma di elementi semplici che li compongono.
La procedura utilizzata per studiare la struttura della mente è l'introspezione: durante la procedura ai soggetti viene chiesto di descrivere in dettaglio cosa stanno provando mentre vengono sottoposti a uno stimolo.
Il funzionalismo
Il funzionalismo, concepito da William James, è un primo approccio alla psicologia che si concentra su ciò che fa la mente (le funzioni dell'attività mentali) e sul ruolo del comportamento nel permettere agli individui di adattarsi ai loro ambienti.
Lo sfondo teorico-culturale su cui il funzionalismo si innesta è costituito dalle teorie evoluzioniste di Darwin, che nel 1859 pubblicò L'origine della specie. In esso viene sostenuto che le attività psichiche subiscono un'evoluzione per selezione naturale e che in questa evoluzione un ruolo determinante è dato dall'adattamento dell'individuo all'ambiente. Su queste basi diviene rilevante studiare non tanto le componenti di base della mente, ma ciò che “fa” la mente e come “funziona” il comportamento.
La psicologia della Gestalt
La psicologia della Gestalt è un approccio della psicologia che si focalizza sull'organizzazione della percezione e del pensiero in termini di un “insieme” piuttosto che sugli elementi singoli della percezione.
Il fondatore della scuola della Gestalt viene considerato Wertheimer, il quale è noto per la sua definizione di movimento apparente o stroboscopico. Il movimento stroboscopico richiede al processo percettivo di compiere un'organizzazione percettiva globale precedente all'analisi dei singoli elementi. Invece di considerare le parti individuali che formano un insieme, la Gestalt si concentra su come gli individui giudicano l'insieme di singoli elementi visti come unità o “intero”. Per esempio, la melodia di un brano viene percepita come invariata anche quando, variando la tonalità, essa è composta da note diverse: essa infatti non è data dalla somma delle singole note bensì dagli insiemi di rapporti tra questi.
Il comportamentismo
Il comportamentismo è un approccio alla psicologia che si concentra sul comportamento osservabile intersoggettivamente e misurabile obiettivamente. L'organismo è una scatola nera (black box) all'interno della quale non è possibile entrare, tanto meno mediante l'introspezione che non è un metodo scientifico poiché l'osservatore coincide con l'osservato.
Lo psicologo può studiare solo le associazioni Stimolo → Risposta, ossia può misurare come dipende il variare delle risposte del soggetto al variare degli stimoli.
Il primo psicologo a sostenere tale approccio fu John B. Watson, ma più tardi fu B. F. Skinner ad approfondire la prospettiva comportamentista, fondando con le sue ricerche i modelli di apprendimento operante e i concetti di rinforzo positivo e negativo, finalizzati a sostenere l'apprendimento di un comportamento adeguato.
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Appunti di Psicologia generale Capitolo 1 – Introduzione alla psicologia: la storia e i metodi
Il neocomportamentismo
Il neocomportamentismo è un approccio che nasce all'interno del comportamentismo e che ipotizza la necessità di considerare i processi interni dell'organismo non rilevabili come comportamento manifesto, ma necessari per la spiegazione di quest'ultimo. Lo schema S-R viene trasformato nello schema S-O-R (ove O sta per “organismo”).
Tolman sostiene l'esistenza, tra gli stimoli e le risposte, di rappresentazioni mentali interne all'individuo, le cosiddette mappe cognitive, ossia memorie organizzate in base a relazioni spaziali nell'ambiente.
Il cognitivismo
Il cognitivismo è una teoria che studia la mente come un elaboratore di informazioni e suole essere designata come corrente Human Information Processing (HIP), cioè come paradigma che sostiene l'analogia tra mente e computer.
Il fondatore della teoria cognitivista viene considerato Ulrich Neisser, il quale nel 1967 pubblicò un volume intitolato Psicologia cognitivista. Tuttavia, nel 1976 lo stesso Neisser procede a un esame critico del paradigma HIP: a livello metodologico, viene criticato l'allontanamento della ricerca psicologica dai reali processi della vita quotidiana a vantaggio di sole indagini di laboratorio e di simulazione; a livello teorico, si afferma la funzione adattiva della mente in funzione dell'ambiente (cognitivismo ecologico).
Successivamente si è iniziato a parlare di scienza cognitiva per designare un approccio interdisciplinare allo studio delle operazioni intellettive (naturali e artificiali). Lo scopo della scienza cognitiva è quello di stabilire come le conoscenze sono codificate dalla mente, della quale si indaga l'architettura funzionale.
Le teorie della mente embodied
Secondo le teorie della mente embodied, la mente emerge dalle attività del cervello, le cui strutture e funzioni sono direttamente influenzate dalle esperienze interpersonali percettive e sociali. Le teorie della mente embodied, sviluppatesi agli inizi del XXI secolo, si fondano su tre corollari:
- La mente ha un corpo ed è integrata con la struttura cerebrale;
- Le sue competenze cognitive e comunicative sono relational mind, ossia descrivibili solo in interazione e non come isolati prodotti di una macchina del pensiero;
- L'attività della mente è situata in un ambiente o sistema fisico e sociale.
Il metodo scientifico
Il metodo scientifico è l'approccio attraverso cui gli psicologi sistematicamente imparano a conoscere e comprendere il comportamento umano e altri fenomeni di loro interesse. Esso è composto di tre fasi:
- Identificare la domanda: porsi domande di interesse provenienti da comportamenti e fenomeni che richiedono una spiegazione, da risultati di ricerche precedenti o da curiosità, creatività, intuito;
- Formulare una spiegazione: stabilire una teoria, cioè una spiegazione generale e una predizione concernente fenomeni di interesse, e sviluppare un'ipotesi, cioè una predizione che deriva dalla teoria, formulata in modo da permettere di essere testata;
- Effettuare una ricerca finalizzata a supportare o confutare la spiegazione: per comprendere il grado di accuratezza delle ipotesi bisogna operazionalizzarle. L'operazionalizzazione è il processo di traduzione delle ipotesi in procedure specifiche verificabili che possono essere misurate e osservate.
Occorre poi selezionare un metodo di ricerca, raccogliere i dati e analizzarli.
I metodi di ricerca
La ricerca è un'indagine sistematica volta alla scoperta di nuove conoscenze e si distingue in:
- Rassegna della letteratura: ricerca in cui dati già esistenti, come censimenti, curricoli scolastici e ritagli di giornale, vengono esaminati per verificare un'ipotesi;
- Osservazione: ricerca in cui uno sperimentatore osserva specifici comportamenti che avvengono naturalmente senza apportare alcun cambiamento alla situazione;
- Ricerca con sondaggio: ricerca in cui si pongono una serie di domande su comportamento, pensieri e attitudini a persone scelte per rappresentare una più larga popolazione;
- Studio di casi singoli: studio intensivo, approfondito di un individuo o di un piccolo gruppo di persone;
- Ricerca correlazionale: ricerca in cui viene esaminata la relazione tra due gruppi di variabili per determinare se sono associate o “correlate”. La forza e la direzione della relazione tra le due variabili sono rappresentate da un punteggio matematico, noto come coefficiente di correlazione, che può andare da +1,0 a -1,0.
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Appunti di Psicologia generale Capitolo 1 – Introduzione alla psicologia: la storia e i metodi
Una correlazione positiva indica che quando il valore di una variabile aumenta, possiamo predire l'aumento di valore anche dell'altra variabile. Una correlazione negativa ci dice che mentre il valore di una variabile aumenta, il valore di un'altra diminuisce. È possibile anche che esista poca o nessuna relazione tra due variabili.
La ricerca sperimentale
Il solo modo per gli psicologi di dimostrare le relazioni causa-effetto attraverso la ricerca è condurre un esperimento. L'esperimento è lo studio della relazione tra due (o più) variabili attraverso la produzione deliberata di un cambiamento in una variabile di una situazione e l'osservazione degli effetti di tale cambiamento su altri aspetti della situazione.
Le variabili riflettono comportamenti, eventi o altre caratteristiche che possono in qualche modo cambiare e si distinguono in:
- Variabile indipendente: variabile che viene manipolata dallo sperimentatore;
- Variabile dipendente: variabile che viene misurata dallo sperimentatore e che ci si aspetta cambi come risultato della manipolazione sulla variabile indipendente.
Il cambiamento che lo sperimentatore produce deliberatamente in una situazione è chiamato manipolazione sperimentale.
La ricerca sperimentale richiede che siano comparate le risposte di almeno due gruppi:
- Gruppo sperimentale: ogni gruppo che partecipa a un esperimento e riceve un trattamento (manipolazione effettuata dallo sperimentatore);
- Gruppo di controllo: gruppo che partecipa a un esperimento e non riceve trattamento.
Perché l'esperimento sia una valida verifica dell'ipotesi, i ricercatori hanno bisogno di effettuare un'assegnazione randomizzata alla condizione: procedura in cui i partecipanti vengono assegnati a gruppi sperimentali diversi o “condizioni” sulla base del caso e solamente di quello.
Dopo aver determinato che l'esito rappresenta un risultato significativo, i ricercatori possono sentirsi fiduciosi di avere confermato le loro ipotesi. I risultati dovranno essere replicabili e le limitazioni delle loro ipotesi e teorie dovranno essere verificate per determinare in quali circostanze si possono applicare.
Le principali aree della psicologia
Le principali aree della psicologia sono:
- La neuroscienza comportamentale, che studia come il cervello, il sistema nervoso e altri processi biologici determinano il comportamento;
- La psicologia generale, che studia i processi di recezione, di percezione, di interazione, di apprendimento e di pensiero tra l'uomo e l'ambiente (fisico e sociale) in cui vive;
- La psicologia dello sviluppo, che studia come le persone crescono e cambiano dal momento del concepimento fino alla morte;
- La psicologia della personalità, che si focalizza sulla coerenza del comportamento nel tempo e sulle caratteristiche che differenziano una persona dall'altra;
- La psicologia della salute, che esplora la relazione tra i fattori psicologici e i disturbi o le malattie fisiche.
- La psicologia clinica, che si occupa dello studio, dell'analisi e del trattamento di disturbi psicologici;
- La psicologia sociale, che studia come i pensieri, le sensazioni e le azioni delle persone sono influenzati dagli altri;
- La psicologia interculturale, che analizza le somiglianze e le differenze nel funzionamento psicologico all'interno e tra le varie culture e gruppi etnici;
- La psicologia dell'evoluzione, che prende in considerazione come il comportamento viene influenzato dalla nostra eredità genetica;
- La genetica del comportamento, che cerca di comprendere come vengono ereditati alcuni tratti e quale influenza esercita su di essi l'ambiente qualora li esibiamo;
- La neuropsicologia clinica, che sostiene la ricerca e lo studio di nuovi trattamenti per i disturbi psicologici e dibatte sull'uso dei farmaci per il controllo del comportamento.
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Capitolo 2 – Neuroscienza e comportamento
Appunti di Psicologia generale Capitolo 2 – Neuroscienza e comportamento
Neuroscienza e comportamento
La struttura del neurone
I neuroni, o cellule nervose, sono gli elementi base del sistema nervoso. Un neurone ha un corpo cellulare che contiene un nucleo, il quale incorpora il materiale ereditato che in definitiva determina il funzionamento di una cellula, e all'estremità ha strutture che trasportano i messaggi: i dendriti, un gruppo di fibre che riceve i messaggi da altri neuroni, e l'assone, che trasporta i messaggi ad altri neuroni o cellule del corpo. L'assone termina in piccole protuberanze dette bottoni sinaptici che mandano messaggi agli altri neuroni e, perché i messaggi non si cortocircuitino tra loro, l'assone è protetto da una guaina mielinica, una membrana protettiva di grasso e proteine che avvolge l'assone.
Come si attivano i neuroni
I neuroni seguono la legge del tutto o niente, la regola secondo cui i neuroni sono attivi (on) o disattivi (off), non c'è una possibilità intermedia.
All'interno del neurone, in stato di riposo, c'è una carica elettrica negativa di circa -70 millivolt. Questa carica è dovuta alla presenza di un numero maggiore di ioni negativi all'interno del neurone che all'esterno. Tuttavia, quando un impulso nervoso elettrico, noto come potenziale di azione, viaggia attraverso un neurone viene attivato un “innesco” che cambia la carica del neurone da negativa a positiva. Dopo che l'impulso è passato attraverso una sezione particolare, gli ioni positivi vengono espulsi da quella sezione e la sua carica ritorna negativa.
I neuroni specchio
I neuroni specchio sono neuroni specializzati che si attivano non solo quando una persona mette in atto un comportamento particolare, ma anche se semplicemente osserva un altro individuo che attua lo stesso comportamento.
I neuroni specchio ci aiutano a capire come e perché gli esseri umani abbiano la capacità di comprendere le intenzioni degli altri. In particolare, attivandosi quando vediamo qualcuno fare qualcosa, i neuroni specchio ci consentono di individuarne gli scopi e prevederne le azioni successive.
Dove si incontrano i neuroni
La sinapsi è lo spazio tra due neuroni in cui l'assone di un neurone trasmittente comunica con i dendriti del neurone ricevente utilizzando messaggi chimici o elettrici. I messaggi viaggiano in forma elettrica “all'interno” di un neurone oppure si spostano attraverso un sistema di trasmissione chimica “tra” neuroni.
In un sistema di trasmissione chimica, quando un impulso nervoso arriva all'estremità di un assone e raggiunge un bottone sinaptico, questo rilascia un corriere chimico chiamato neurotrasmettitore. I neurotrasmettitori sono sostanze chimiche che trasportano i messaggi attraverso la sinapsi ai dendriti (e qualche volta al corpo della cellula) di un neurone ricevente.
Il messaggio che viene consegnato è fondamentalmente di due tipi, eccitatorio o inibitorio:
- Il messaggio eccitatorio rende più probabile l'attivazione di un neurone ricevente e il passaggio del potenziale di azione lungo l'assone;
- Il messaggio inibitorio previene e diminuisce la probabilità che un neurone ricevente si attivi.
Il sistema nervoso
Il sistema nervoso è diviso in due parti principali, il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso periferico:
- Il sistema nervoso centrale (SNC) è la parte del sistema nervoso che include cervello e midollo spinale:
- Il midollo spinale contiene un fascio di nervi che lascia il cervello e corre lungo la schiena ed è il principale mezzo di trasmissione dei messaggi tra il cervello e il corpo. Esso controlla anche alcuni comportamenti semplici, senza coinvolgere in alcun modo il cervello. Tali comportamenti, chiamati riflessi, sono risposte automatiche, involontarie agli stimoli in entrata. Nei riflessi sono coinvolti tre tipi di neuroni:
- I neuroni sensoriali (afferenti), che trasmettono l'informazione dalla periferia del corpo al sistema nervoso centrale;
- I neuroni motori (efferenti), che comunicano l'informazione dal sistema nervoso ai muscoli e alle ghiandole del corpo;
- Gli interneuroni, che connettono i neuroni sensoriali e quelli motori, trasportando i messaggi tra i due.
- Il midollo spinale contiene un fascio di nervi che lascia il cervello e corre lungo la schiena ed è il principale mezzo di trasmissione dei messaggi tra il cervello e il corpo. Esso controlla anche alcuni comportamenti semplici, senza coinvolgere in alcun modo il cervello. Tali comportamenti, chiamati riflessi, sono risposte automatiche, involontarie agli stimoli in entrata. Nei riflessi sono coinvolti tre tipi di neuroni:
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Appunti di Psicologia generale Capitolo 2 – Neuroscienza e comportamento
- Il sistema nervoso periferico, costituito da lunghi assoni e dendriti, si ramifica dal midollo spinale e dal cervello e raggiunge le estremità del corpo; è la parte del sistema nervoso che include il sistema sensoriale e quello motorio:
Il sistema
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