Appunti di probabilità e statistica
Gaia Michelazzi e Martina Maione
17 giugno 2019
"Le domande più importanti della vita sono, per la gran parte, davvero soltanto problemi di probabilità." (Pierre Simon Laplace)
Indice
I Probabilità 3
- Spazi di probabilità 4
- Spazi di probabilità discreti 5
- Probabilità condizionata ad un evento 9
- Indipendenza di eventi 10
- Variabili aleatorie 12
- Variabili aleatorie discrete 14
- Indipendenza di variabili aleatorie discrete 16
- Esempi di variabili aleatorie discrete 18
- Media di una variabile aleatoria discreta 23
- Catene di Markov 28
- Variabili aleatorie reali 31
- Vettori aleatori reali 31
- Indipendenza di variabili aleatorie reali 32
- Variabili aleatorie continue 35
- Media di una variabile aleatoria continua 37
- Esempi di variabili aleatorie continue 38
- Variabili aleatorie normali 39
- χ-quadrato
- Variabili aleatorie e t di Student 42
- Vettori aleatori 2-dimensionali continui 46
- Momenti, covarianza e varianza 51
- Funzione generatrice dei momenti 55
- Integrazione di funzioni a due variabili 57
II Statistica 59
- Intervalli di confidenza 64
Parte I
Probabilità
Capitolo 1
Spazi di probabilità
Definizione 1
F P(ℬ) F ⊂ Sia ℬ un insieme qualsiasi e sia l’insieme dei sottoinsiemi di ℬ. Si dice σ-algebra su ℬ se si ha:
- ℬ ∈ F
- Se A ∈ F ⇒ AC ∈ F
- Se {An}n∈N ⊂ F allora ∪n∈NAn ∈ F
Definizione 2
F F → misura di σ-algebra. P Sia ℬ un insieme e sia una. Una funzione P: F → [0, 1] si dice probabilità (oppure misura di probabilità) se si ha:
- P(∅) = 0
- P(ℬ) = 1
- Se {An}n∈N ⊂ F tale che An ∩ Am = ∅, ∀m ≠ n ∈ N (cioè se è costituita da elementi a due a due disgiunti) ⇒ P(∪n∈NAn) = ∑n∈NP(An)
Definizione 3
F F σ-algebra P Sia ℬ un insieme, sia una su ℬ, sia una probabilità su F. Allora la coppia (ℬ, F) si dice spazio misurabile di probabilità, eventualmente (ℬ, F, P); gli elementi di ℬ si dicono ω e gli elementi di F si dicono eventi A.
Proposizione 1
[Formula di inclusione-esclusione]
F, P Sia (ℬ, F) uno spazio di probabilità, si ha:
- Se A, B ∈ F e A ⊂ B ⇒ P(A) ≤ P(B)
- Se {An}n∈N ⊂ F ⇒ P(∪n∈NAn) ≤ ∑n∈NP(An)
- Se A, B ∈ F ⇒ P(B) = P(A) + P(B\A)
- Se A1, ..., An ∈ F allora: P(∪i=1nAi) = ∑i=1nP(Ai) − ∑i=1n∑j=i+1nP(Ai ∩ Aj) + ∑i=1n∑j=i+1n∑k=j+1nP(Ai ∩ Aj ∩ Ak) + ... + (−1)n−1P(A1 ∩ ... ∩ An)
- In particolare, se A, B ∈ F si ha: P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B)
- Se AC ∈ F ⇒ P(AC) = 1 − P(A)
Dimostrazione
1-3 A ∪ (B\A) = B, dove A ∩ (B\A) = ∅ ⇒ P(B) = P(A) + P(B\A) ⇒ P(B) ≥ P(A).
4 Caso particolare con n = 2 devo dimostrare che P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B). A ∪ B = A ∪ (B\A) con A e B\A disgiunti ⇒ P(A ∪ B) = P(A) + P(B\A). Per il punto 1 si ha: P(B\A) = P(B) − P(A ∩ B). Perciò P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B).
5 Si ha A ∪ AC = ℬ e A ∩ AC = ∅. Quindi 1 = P(ℬ) = P(A ∪ AC) = P(A) + P(AC). Perciò P(AC) = 1 − P(A).
Proposizione 2
F F {An}n∈N ⊂, P Sia (ℬ, F) uno spazio di probabilità e sia allora:
- Se An+1 ⊃ An, ∀n ∈ N allora limn→+∞P(An) = P(∪n∈NAn)
- Se An+1 ⊂ An, ∀n ∈ N allora limn→+∞P(An) = P(∩n∈NAn)
1.1 Spazi di probabilità discreti
Definizione 1
P(ℬ), P Sia ℬ un insieme numerabile e sia una misura di probabilità su P(ℬ), allora la tripla (ℬ, P(ℬ), P) si dice spazio di probabilità discreto.
Definizione 2
→ P f f Sia ℬ un insieme numerabile, una funzione f: ℬ → [0, 1] tale che ∑ω∈ℬf(ω) = 1 si dice densità discreta su ℬ.
Osservazione 1
P(ℬ)) f Se esiste una densità discreta su ℬ numerabile si può definire su (ℬ, P(ℬ)) la seguente misura di probabilità P: ∀A ⊂ ℬ, P(A) = ∑ω∈Af(ω).
P(ℬ)), P f Se, viceversa, P è una misura di probabilità su (ℬ, P(ℬ)), esiste la seguente densità discreta su ℬ: ∀ω ∈ ℬ, f(ω) = P({ω}).
Definizione 3
P(ℬ)) uniforme discreta P Sia ℬ finito, una misura di probabilità su (ℬ, P(ℬ)), si dice se si ha: 1 ∀ω ∈ ℬ, P({ω}) = 1/|ℬ|.
Osservazione 2
|A| num. casi favorevoli ∀A ⊂ ℬ, nelle ipotesi della definizione 3, P(A) = |A|/|ℬ| = num. casi possibili.
Dimostrazione
∀A ⊂ ℬ, P(A) = ∑ω∈AP({ω}) [Poiché A = ∪ω∈A{ω} e inoltre sono disgiunti, cioè ωi ∩ ωj = ∅, ∀i ≠ j] = ∑ω∈AP({ω}) = ∑ω∈A1/|ℬ| = |A|/|ℬ|, dove |A| è la cardinalità di A e |ℬ| è la cardinalità di ℬ.
Definizione 4
∈ {1, {1, k, n K ..., k}, N ..., n}. Siano n, k ∈ N e sia K = {1, ..., k}, N = {1, ..., n}. Allora:
- Si indica con NK l’insieme delle funzioni da K in N, quindi identifichiamo NK con N · ... · N = Nk.
- Se k ≤ n si indica con Dn,k l’insieme delle funzioni iniettive (disposizioni) da K in N, quindi identifichiamo Dn,k con l’insieme dei vettori ω = (ω1, ..., ωk) tale che ωi ≠ ωj, ∀i ≠ j. Se in particolare k = n allora Dn,k è l’insieme delle permutazioni di K.
Osservazione 3
Nelle ipotesi della definizione 4, si ha:
- |NK| = nk
- Se k ≤ n, |Dn,k| = n(n − 1) ... (n − k + 1) = n!/(n−k)!
- |Dn,k|/k! = n!/(k!(n−k)!)
Dimostrazione
1. ∀f ∈ NK cioè per ogni funzione da K in N, l’immagine mediante f dei k elementi di K può essere scelta in n modi diversi, quindi |NK| = nk.
2. Se k ≤ n, ∀f ∈ Dn,k: l’immagine mediante f del 1 elemento di K può essere scelta in n modi diversi; l’immagine mediante f del 2 elemento di K può essere scelta in n − 1 modi diversi; così via... Poiché |K| = k ⇒ |Dn,k| = (n)k.
3. Segue dal punto 2.
Definizione 5
∈ {1, {1, k, n K ..., k}, N ..., n}. Siano n, k ∈ N; sia K = {1, ..., k} e sia N = {1, ..., n}, allora:
- Se P è la misura di probabilità uniforme discreta su NK, lo spazio di probabilità (NK, P(NK), P) si dice campionamento con reimmissione; inoltre, un elemento ω = {ω1, ..., ωk} ∈ NK si dice campione con reimmissione.
- Se k ≤ n e P è la misura di probabilità uniforme discreta su Dn,k, lo spazio di probabilità (Dn,k, P(Dn,k), P) si dice campionamento senza reimmissione; inoltre, un elemento ω = {ω1, ..., ωk} ∈ Dn,k si dice campione senza reimmissione.
Definizione 6
n ∈ N, tale che k ≤ n e sia N = {1, ..., n}; Cn,k si indica con l’insieme dei sottoinsiemi di N di cardinalità k.
Osservazione 4
Nelle ipotesi della definizione 6 si ha: |Cn,k| = n!/[k!(n − k)!] ≡ (n sopra k).
Dimostrazione
Parto da |Cn,k|, dove |Cn,k| è il numero dei sottoinsiemi di N di cardinalità k. Moltiplico per |Dk,k|, dove |Dk,k| è il numero delle permutazioni di un sottoinsieme di N di cardinalità k.
|Cn,k| · |Dk,k| = |Dn,k|, dove |Dn,k| è il numero dei sottoinsiemi ordinati di N di cardinalità k. ⇒ |Cn,k| = |Dn,k|/|Dk,k| = n(n−1)...(n−k+1)/k! = n!/[k!(n−k)!].
Teorema 1
[Teorema del campionamento senza reimmissione]
∈ {1, k, m, n k n, m n. N1, ..., Nm ⊂ N = {1, ..., n}. Siano tale che Ni ∩ Nj = ∅, ∀i ≠ j e tale che |Ni| = ni, ∀i = 1, ..., m, quindi n1 + ... + nm = n; inoltre, R1, ..., Rm ⊂ {1, ..., k} siano tale che Ri ∩ Rj = ∅, ∀i ≠ j e tale che |Ri| = ri, ∀i = 1, ..., m, quindi r1 + ... + rm = k.
Allora, se (Dn,k, P(Dn,k), P) è un campionamento senza reimmissione si ha:
P({ω = (ω1, ..., ωk) ∈ Dn,k : ωj ∈ Ni, ∀i = 1, ..., m, ∀j ∈ Ri}) = [n1(n1−1)...(n1−r1+1) · n2(n2−1)...(n2−r2+1) · ... · nm(nm−1)...(nm−rm+1)]/[n(n−1)...(n−k+1)].
Dimostrazione
∀i, |{ωj ∈ Ni: ∀j = 1, ..., m}| = n1(n1−1)...(n1−r1+1) · n2(n2−1)...(n2−r2+1) · ... · nm(nm−1)...(nm−rm+1) · (n−r1−...−rm)(n−r1−...−rm−1)...(n−k+1).
Semplifico i termini uguali al numeratore e al denominatore e ottengo la tesi.
Capitolo 2
Probabilità condizionata ad un evento
Definizione 1
F misura di, P H P > Sia (ℬ, F) uno spazio di probabilità e sia H ∈ F tale che P(H) > 0; si chiama probabilità condizionata ad H la misura di probabilità su (ℬ, F), indicata con P(·|H), definita da P(A|H) = P(A ∩ H)/P(H), ∀A ∈ F.
Proposizione 1
[Formula delle alternative]
F {Bn}, P Sia (ℬ, F) uno spazio di probabilità, sia una partizione di ℬ costituita da eventi di F tale che P(Bn) > 0, ∀n ∈ N; allora, ∀A ∈ F, si ha: P(A) = ∑n∈NP(A|Bn) · P(Bn).
Dimostrazione
P(A) = P(∪n∈N{A ∩ Bn}) = ∑n∈NP(A ∩ Bn). Poiché gli insiemi {Bn ∩ A}n∈N sono disgiunti: = ∑n∈N...
Proposizione 2
[Formula di Bayes elementare]
Nelle ipotesi della proposizione 1, ∀A ∈ F tale che P(A) > 0 e ∀n ∈ N si ha: P(Bn|A) = [P(A|Bn) · P(Bn)]/[∑n∈NP(A|Bn) · P(Bn].
Dimostrazione
Per la proposizione 1 si ha: P(Bn|A) = P(Bn ∩ A)/P(A). Perciò: P(Bn|A) = [P(A|Bn) · P(Bn)]/[∑n∈NP(A|Bn) · P(Bn)].
Proposizione 3
F F ∈, P A1, ..., An Sia (ℬ, F) uno spazio di probabilità e siano tali che P(A1 ∩ ... ∩ An−1) > 0; si ha allora ∀2 ≤ m ≤ n, P(A1 ∩ ... ∩ Am) = P(A1) · P(A2|A1) · ... · P(Am|A1 ∩ ... ∩ Am−1).
Dimostrazione
Per induzione su m = 2.
- Per m = 2 la tesi è vera.
- Suppongo sia vera per 2 ≤ m ≤ n − 1.
- Per m + 1 si ha per ipotesi induttiva: P(A1 ∩ ... ∩ Am+1) = P(A1 ∩ ... ∩ Am)P(Am+1|A1 ∩ ... ∩ Am) = P(A1)P(A2|A1) ... P(Am|A1 ∩ ... ∩ Am−1)P(Am+1|A1 ∩ ... ∩ Am).
2.1 Indipendenza di eventi
Definizione 1
F F ∈, P A1, ..., An Sia (ℬ, F) uno spazio di probabilità e siano. Allora:
- Si dice che gli eventi A1, ..., An sono indipendenti se ∀k ∈ {1, ..., n} e ∀1 ≤ i1 < ... < ik ≤ n, si ha: P(Ai1 ∩ ... ∩ Aik) = P(Ai1) · ... · P(Aik).
- Si dice che gli eventi A1, ..., An sono a due a due indipendenti se ∀i, j ∈ {1, ..., n}, i ≠ j, si ha: P(Ai ∩ Aj) = P(Ai) · P(Aj).
Definizione 2
F F {An}n∈N ⊂, P Sia (ℬ, F) uno spazio di probabilità e siano.
- Si dice che gli eventi {An}n∈N sono indipendenti se, ∀m ∈ N*, gli eventi A1, ..., Am sono indipendenti.
- Si dice che gli eventi {An}n∈N sono a due a due indipendenti se ∀i, j ∈ N*, i ≠ j, si ha: P(Ai ∩ Aj) = P(Ai) · P(Aj).
Osservazione 1
Se gli eventi A1, .., An ∈ F sono indipendenti, allora sono a due a due indipendenti.
Osservazione 2
Se gli eventi {An}n∈N ⊂ F sono indipendenti allora sono a due a due indipendenti.
Osservazione 3
F F ∈, P A, B Sia (ℬ, F) uno spazio di probabilità e siano; le seguenti condizioni sono equivalenti:
- A e B sono eventi indipendenti.
- Se P(A) > 0 si ha P(B|A) = P(B).
Dimostrazione
1 ⇒ 2 Se A e B sono indipendenti, si ha P(A ∩ B) = P(A)P(B); quindi, se P(A) > 0 si ha: P(B|A) = P(A ∩ B)/P(A) = P(B).
2 ⇒ 1 Supponiamo che valga la 2. Se P(A) > 0 si ha: P(A ∩ B) = P(B|A) · P(A) = P(A) · P(B). Se invece P(A) = 0 si ha: P(A ∩ B) = 0 = P(A) · P(B).
Capitolo 3
Variabili aleatorie
Definizione 1
F E F → -misurabile f E /E Siano (ℬ, F) e (E, E) spazi misurabili; una funzione f: ℬ → E si dice F/E-misurabile se ∀A ∈ E si ha f−1(A) ∈ F (si dice anche che f: (ℬ, F) → (E, E) è misurabile).
Definizione 2
A P(R); A B {(-∞, x] x ∈ R}; non è una σ-algebra su R; indichiamo con B la più piccola σ-algebra su R contenente A. B si dice σ-algebra di Borel su R.
Osservazione 1
B contiene gli insiemi (-∞, x), (-∞, x], [x, +∞), (x, +∞), [x, y), (x, y), (x, y], y), al variare di x, y ∈ R.
Osservazione 2
f: R → R Una funzione continua rispetto alla topologia euclidea è B/B-misurabile. Il viceversa non vale.
Osservazione 3
F B) → ∈ f, g a, b Siano f, g: (ℬ, F) → (R, B) funzioni misurabili, e siano allora:
- La funzione af + bg: (ℬ, F) → (R, B) è misurabile.
- La funzione fg: (ℬ, F) → (R, B) è misurabile.
- La funzione 1/f: (ℬ, F) → (R, B) è misurabile, se f(ω) ≠ 0, ∀ω ∈ ℬ.
Definizione 3
F E, P Sia (ℬ, F) uno spazio di probabilità e sia (E, E) uno spazio misurabile; una funzione X: (ℬ, F) → (E, E) misurabile si dice variabile aleatoria (si scrive anche X: (ℬ, F, P) → (E, E)).
Definizione 4
L E →
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