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Economia politica ii (1° e 2° modulo)

Capitolo 1: Introduzione

Inflazione: è la variazione nel tempo del livello dei prezzi. L’andamento dell’inflazione è inversamente proporzionale ai gap di produzione. L’inflazione tecnicamente è il tasso di variazione dei prezzi. è misurata dal tasso percentuale di incremento del livello generale dei prezzi.

Beni intermedi: Beni utilizzati per produrre i beni finali e di conseguenza sono incorporati nel valore di questi ultimi. La classificazione dei beni come finale o intermedio, deriva dal tipo di soggetto economico che lo utilizza. Esempi: Farina, cuoio, metalli, carburante, ecc.

Beni finali: Contribuiscono in modo immediato o differito, al benessere materiale della collettività. Esempi: Scarpe, pane, automobili, servizi di trasporto.

Domanda aggregata: Somma dei valori di tutti i beni finali acquistati in un sistema economico.

Prodotto aggregato: Somma dei valori dei beni finali prodotti in un sistema economico.

Prodotto a prezzi costanti o prodotto reale: è il prodotto aggregato del periodo 1, ottenuto moltiplicando le nuove quantità non per i prezzi correnti, ma per i prezzi del periodo precedente. Misura solamente le quantità togliendo l’effetto dei prezzi. (Yo)

Prodotto a prezzi correnti o prodotto nominale: è il prodotto aggregato del periodo 1, ottenuto moltiplicando le quantità per i prezzi correnti. (Zo). Il PIL a prezzi di mercato può essere calcolato sommando i valori aggiunti di tutte le imprese del territorio in un anno.

Tasso di variazione percentuale o tasso di variazione: è l’indicatore della crescita economica.

Deflatore o indice implicito dei prezzi: è l’indice del livello dei prezzi ottenuto dividendo il prodotto nominale per il prodotto reale.

Prodotto pro capite a prezzi costanti: misura la quantità di beni e servizi a disposizione (in media) dei cittadini in un determinato anno.

Paese: con il termine Paese intendiamo un’estensione di terre comprese entro determinati confini e abitate da una popolazione dotata di un’organizzazione statale.

Prodotto interno: indica la produzione di beni finali entro i confini di un dato Paese, sia dalle imprese che hanno lì la loro residenza sia da quelle che risiedono in altri Paesi.

Prodotto nazionale: indica la produzione effettuata in qualsiasi parte del mondo dalle imprese che hanno la residenza in un determinato Paese.

Economia chiusa: Si verifica quando un Paese non ha rapporti con l’estero. In questo caso il prodotto interno coincide con il prodotto nazionale. Il prodotto interno sarà maggiore (o minore) se il valore della produzione delle imprese estere operanti nel Paese è superiore (o inferiore) a quello delle imprese nazionali operanti all’estero.

Politica economica: Adottata dallo Stato per sopperire alle lacune e ai limiti del mercato e cerca di correggerne eventuali errori. Persegue due obbiettivi principali, quali: la piena occupazione dei fattori produttivi, in particolare della forza lavoro e lo sviluppo economico.

Sviluppo economico: in senso stretto può essere definito come un processo di incremento costante della capacità produttiva del sistema con conseguente ampliamento sia della quantità e sia della varietà dei beni prodotti (crescita economica). In senso lato è inteso come miglioramento delle condizioni di vita della popolazione (durata media della vita, qualità dell’ambiente, ecc.)

Stabilità monetaria (interna ed esterna): espressione che sintetizza i tre vincoli principali cui deve sottostare la politica economica al fine di perseguire l’obbiettivo dello sviluppo economico, quali: la stabilità dei prezzi, l’equilibrio del bilancio della Pubblica Amministrazione e il pareggio tendenziale della bilancia dei pagamenti. Altri importanti obbiettivi della politica economica sono un’equa distribuzione del reddito, il problema della politica sociale ossia l’intervento dello Stato in difesa dei soggetti deboli della società e la tutela dell’ambiente naturale.

Ciclo economico: Si definisce ciclo economico l’alternarsi di fasi di espansione (ripresa) e di contrazione (recessione) del prodotto reale rispetto alla sua tendenza di crescita (trend) di lungo periodo.

Trend (o prodotto potenziale): Andamento assunto dal prodotto potenziale nel tempo. Ovvero andamento assunto dal prodotto corrispondente al pieno impiego delle risorse disponibili. Se il prodotto di equilibrio è minore del prodotto potenziale vi sarà disoccupazione.

PIL: Prodotto interno lordo. È il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti in un Paese. È denominato prodotto appunto perché riguarda la produzione dei beni finali senza tener conto dei cosiddetti beni intermedi ed è interno in quanto indica la produzione di beni e dei servizi finali entro i confini di un determinato Paese, sia dalle imprese che hanno lì la loro residenza e sia dalle imprese che hanno la residenza in altri Paesi. È definito lordo perché si riferisce al fatto che nel corso del processo produttivo il capitale fisso subisce un’usura fisica e un invecchiamento tecnologico, definito obsolescenza. Una quota del prodotto detta ammortamento deve essere destinata al ripristino della capacità produttiva del capitale. Per convertire il prodotto interno lordo in PNL (Prodotto nazionale lordo) è necessario sommare i trasferimenti netti dal resto del mondo.

PIN: Se dal PIL si detrae l’ammortamento si ottiene il prodotto interno netto.

PIL reale (indice di quantità): si intende l’andamento che esso assumerebbe se i fattori produttivi fossero pienamente impiegati. Durante i periodi di espansione (o ripresa) il livello di impiego dei fattori produttivi cresce e ciò fa sì che la produzione aumenti. Viceversa, durante i periodi di recessione, la disoccupazione aumenta e viene prodotta una quantità di beni e servizi inferiore a quella che si potrebbe ottenere utilizzando appieno le risorse e la tecnologia disponibili.

Gap di produzione (output gap): è la differenza tra la produzione corrispondente al pieno impiego delle risorse disponibili (detta anche produzione potenziale), e la produzione effettiva. Gap di produzione = produzione potenziale – produzione effettiva. Durante i periodi di recessione aumenta, mentre durante i periodi di espansione, si riduce fino a diventare in alcuni casi addirittura negativo verificandosi così il fenomeno della sovraoccupazione.

Indice dei prezzi al consumo (IPC): è una particolare misura dell’inflazione e rappresenta l’indice dei prezzi che misura il costo di un determinato paniere di beni acquistati dalla famiglia urbana tipo.

Breve periodo: Periodo di tempo abbastanza breve da non consentire alla capacità produttiva di rispondere alle sollecitazioni della domanda, mentre i prezzi e salari sono rigidi, soprattutto verso il basso.

Forza lavoro: Costituita da persone che lavorano e da persone che cercano attivamente un’occupazione. La capacità produttiva e il livello dei prezzi sono dati.

Variabili endogene: Variabili determinate all’interno di un modello (il loro valore è influenzato dal valore delle variabili esogene).

Variabili esogene: Variabili determinate all’esterno del modello.

Parametri: Costanti esogene che danno una forma specifica a una data funzione.

Medio periodo: Periodo di tempo in cui si mantiene l’ipotesi della capacità produttiva data ma si ammette la possibilità che con il passare del tempo i prezzi e i salari diventino flessibili. Se la domanda aggregata eccede il livello del prodotto potenziale si avrà inflazione mentre nel caso opposto, prezzi e salari dovrebbero cadere.

Lungo periodo: Periodo di tempo sufficientemente lungo perché la capacità produttiva possa aumentare e i prezzi e i salari raggiungano il livello di equilibrio compatibile con il pieno impiego dei fattori produttivi.

Teoria della crescita: Teoria che si propone di spiegare i fattori che determinano il tasso di incremento del prodotto potenziale nel lungo periodo.

Capitolo 2: Contabilità nazionale

Prodotto interno lordo (PIL): Misura di tutti i beni e i servizi finali prodotti all’interno di un Paese in un anno. Prodotto interno lordo. È il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti in un Paese. È denominato prodotto appunto perché riguarda la produzione dei beni finali senza tener conto dei cosiddetti beni intermedi ed è interno in quanto indica la produzione di beni e dei servizi finali entro i confini di un determinato Paese, sia dalle imprese che hanno lì la loro residenza e sia dalle imprese che hanno la residenza in altri Paesi. È definito lordo perché si riferisce al fatto che nel corso del processo produttivo il capitale fisso subisce un’usura fisica e un invecchiamento tecnologico, definito obsolescenza. Una quota del prodotto detta ammortamento deve essere destinata al ripristino della capacità produttiva del capitale.

PIL reale: è espresso in unità di valore costante. Si intende l’andamento che esso assumerebbe se i fattori produttivi fossero pienamente impiegati. Durante i periodi di espansione (o ripresa) il livello di impiego dei fattori produttivi cresce e ciò fa sì che la produzione aumenti. Viceversa, durante i periodi di recessione, la disoccupazione aumenta e viene prodotta una quantità di beni e servizi inferiore a quella che si potrebbe ottenere utilizzando appieno le risorse e la tecnologia disponibili. Misura della produzione che adegua il valore dei beni e servizi finali per riflettere le variazioni nel livello dei prezzi.

PIL nominale: è espresso in unità di valore corrente. È dato dal prodotto tra due indici: l’indice di quantità che è il PIL reale e l’indice di prezzo che è il deflatore del PIL. Valore di tutti i beni e servizi finali prodotti in economia, valutati ai prezzi correnti.

PIL pro capite: PIL a persona.

Fattori produttivi: Risorse (input) utilizzate dall’impresa per la produzione di beni e servizi (output) quali: capitale, lavoro e risorse naturali.

Remunerazione dei fattori produttivi: Redditi percepiti dai fattori produttivi; un esempio sono i salari per remunerare il lavoro.

Flusso circolare del reddito: Mostra i flussi reali e monetari di scambio tra imprese e famiglie.

Principali entrate per il Bilancio Pubblico: Le imposte dirette (IRPEF, IRAP, IRES), le imposte indirette (IVA), i contributi sociali e le entrate in conto capitale.

Principali uscite per il Bilancio Pubblico: Spesa per i consumi finali (medicinali), prestazioni sociali in denaro, interessi, investimenti fissi lordi (acquisizioni, al netto delle cessioni, di capitale fisso), contributi agli investimenti.

Trasferimenti: Pagamenti che lo Stato fa a famiglie e imprese, senza alcuna contropartita. Avvengono anche tra Stati e Stati.

Reddito nazionale: Somma dei redditi (al netto delle imposte e dei contributi sociali) delle famiglie e delle entrate della Pubblica Amministrazione.

Beni finali: Beni di consumo venduti agli utilizzatori finali e beni di investimento; tutti i beni a eccezione di quelli intermedi.

Beni intermedi: Materie prime, semilavorati e servizi che l’impresa acquista da altre imprese, esclusi i beni di investimento.

Valore aggiunto: Aumento del valore del prodotto a un determinato stadio della produzione. In altri termini, è il valore del prodotto meno il costo dei beni intermedi.

Prodotto nazionale lordo (PNL): Misura del valore di tutti i beni e servizi prodotti da fattori di produzione di proprietà nazionale.

Spesa per consumi: Spesa dei consumatori e della Pubblica Amministrazione.

Spesa pubblica: Spesa pubblica complessiva; comprende sia gli acquisti sia i trasferimenti della Pubblica Amministrazione.

Investimenti lordi: Acquisti di beni di durata pluriennale destinati alla produzione di altri beni.

Capitale umano: Istruzione e preparazione delle persone che fanno parte delle forze di lavoro.

Esportazioni nette: Esportazioni meno importazioni.

Indici a catena:

  • Indice di Laspeyres: indice che tende a sovrastimare l’inflazione. La sovrastima deriva dal fatto che il paniere di riferimento è quello dell’anno iniziale e rimane costante quando i prezzi aumentano.
  • Indice di Paasche: indice che tende a sottostimare l’inflazione.
  • Indice di Irving Fisher: Indice dei prezzi che risolve i problemi di sovrastima e di sottostima insiti nei due indici di Laspeyres e Fisher ed è la media geometrica degli indici dei prezzi di quest’ultimi.

Deflatore del PIL: Il deflatore del PIL è pari al rapporto tra il PIL nominale di un determinato anno t e il PIL reale dello stesso anno ovvero le quantità dell’anno t per i prezzi dell’anno t-1. Misura la variazione dei prezzi tra l’anno corrente e l’anno base. Esempio: Un deflatore del PIL pari a 103,8% significa che i prezzi correnti sono maggiori del 3,8% rispetto a quelli dell’anno base.

Prodotto interno netto (PIN): è dato dal PIL meno gli accantonamenti per il deprezzamento del capitale, vale a dire gli ammortamenti.

Disavanzo del bilancio pubblico: Eccesso di spesa pubblica rispetto alle entrate pubbliche.

Avanzo del bilancio pubblico: Eccesso di entrate pubbliche rispetto alla spesa pubblica.

Capitolo 3: Sviluppo, disoccupazione e inflazione: i fatti principali

Contabilità della crescita: Misura la correlazione tra l’accumulazione dei fattori produttivi e la dinamica del PIL.

Legge di Okun: è una legge empirica che mette in relazione la crescita del PIL alle variazioni della disoccupazione; prende il nome dal suo scopritore Arthur Okun.

Disoccupazione frizionale: Si definisce frizionale la disoccupazione dovuta alla rigidità e alle imperfezioni del mercato del lavoro e non può essere ridotta nel breve periodo.

Disoccupazione ciclica: Disoccupazione risultante dalle fluttuazioni del ciclo economico.

Disoccupazione da ricerca: Disoccupazione dovuta alle persone che hanno lasciato un’occupazione per cercarne un’altra.

Isteresi: Permanenza di un fenomeno anche dopo la rimozione della causa che lo ha provocato.

Modello insider-outsider: Modello che ipotizza che i contratti collettivi stipulati dai sindacati tendono a favorire gli occupati (insider) e a ridurre le possibilità dei disoccupati (outsider) di trovare un lavoro.

Inflazione: è misurata dal tasso percentuale di incremento del livello generale dei prezzi.

Inflazione perfettamente attesa: Grado di precisione delle previsioni delle persone riguardo al tasso di inflazione.

Inflazione imperfettamente attesa: Grado di precisione delle previsioni delle persone riguardo al tasso di inflazione.

Costi di listino: Modesti costi sostenuti per l’aggiornamento dei prezzi nominali di un bene; per esempio, il costo di ristampa dei menu di un ristorante quando ritocca i prezzi.

Tassa da inflazione: Entrata ottenuta dal governo grazie alla svalutazione inflazionistica della moneta detenuta.

Tasso di interesse reale: Rendimento di un investimento misurato in unità di moneta nazionale a valore costante; equivale approssimativamente alla differenza tra il tasso di interesse nominale e il tasso d’inflazione.

Indicizzazione del debito pubblico: Debito pubblico per il quale il pagamento degli interessi viene rivisto all’insù ogni anno per tener conto dell’inflazione.

Teoria del ciclo politico: Teoria che sostiene che i rappresentanti politici manipolano deliberatamente l’economia per produrre un boom economico in tempo di elezioni.

Capitolo 4: Reddito e spesa (collegato al capitolo 11)

Prodotto potenziale: è il prodotto che è possibile ottenere quanto tutti i fattori sono pienamente impiegati.

Livello di equilibrio del prodotto o prodotto effettivo di equilibrio: è il livello di prodotto al quale l’offerta aggregata e la domanda aggregata si equivalgono.

Funzione del consumo: è l’equazione che mette in relazione il consumo con il reddito disponibile.

Reddito disponibile: è il reddito complessivo al netto delle imposte più i trasferimenti.

Propensione marginale al consumo: Consumo aggiuntivo che deriva da un aumento di 1 euro del reddito disponibile. Sarebbe de C su de Y: indica di quanto aumenta il consumo se aumento di un centesimo il reddito.

Propensione marginale al risparmio: Aumento del risparmio determinato da un incremento di 1 euro del reddito disponibile. Equivale a 1 meno la propensione marginale al consumo. (1-MPC)

Moltiplicatore: Aumento della variabile dipendente per un incremento della variabile esogena pari a 1 unità; in particolare, aumento del PIL per un incremento della spesa autonoma pari a 1 euro.

Politica fiscale: Politica dello Stato che ha l’obbiettivo principale di influenzare la domanda aggregata attraverso variazioni della spesa.

Stabilizzatore automatico: Si definisce stabilizzatore automatico qualsiasi meccanismo che nel sistema economico contribuisca ad attenuare, senza alcun intervento ad hoc di politica economica, le fluttuazioni del prodotto derivanti da variazioni della domanda autonoma.

Avanzo del bilancio: Eccedenza delle entrate dello Stato (imposte) sulle uscite complessive (acquisti di beni e servizi e trasferimenti).

Deficit di bilancio: Eccedenza delle uscite rispetto alle entrate.

Moltiplicatore del bilancio in pareggio: Aumento del prodotto risultante da un aumento in misura uguale delle imposte e della spesa.

Avanzo di bilancio di piena occupazione: Avanzo di bilancio che esisterebbe ipoteticamente con la politica fiscale corrente, se l’economia si trovasse in una condizione di piena occupazione.

Consumo: Il Co...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bedo99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Palestrini Antonio.
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