Infrastrutture e classificazione
Definizione di infrastruttura. Un’infrastruttura è l’elemento, o l’insieme dei componenti, che struttura un territorio secondo specifiche necessità umane determinando un impatto che può essere positivo o negativo, ma in entrambi i casi si agisce modificando il territorio. In base alla dislocazione sul territorio si distinguono:
- Infrastrutture a rete: composte da un insieme di impianti e servizi interconnessi tra loro da specifici punti nodali. Per essere efficienti, esse devono raggiungere vaste zone di territorio e servire molti utenti. Inoltre, la caratteristica peculiare è la capacità di trasferire un contenuto materiale o immateriale (persone, beni o servizi). Si hanno così le infrastrutture viarie (strade, ferrovie, ecc.), le infrastrutture per il trasporto idrico (acquedotti, fognature, ecc.), le infrastrutture per il trasporto di energia (gasdotti, oleodotti, ecc.). Attualmente si stanno creando nuovi esempi di infrastrutture a rete: infrastrutture per le telecomunicazioni, la fibra, le infrastrutture di ricarica delle auto elettriche (vantaggio di stimolare un mercato nuovo che, per il momento, è riservato solo ad una nicchia di utenti).
- Infrastrutture puntuali: sono costituite da singole strutture o impianti in un’area limitata. Ne sono un esempio gli ospedali, le scuole, le università, ma anche infrastrutture di trasporto singole come porti, aeroporti, o anche centrali di produzione di energia. La loro caratteristica è quella di essere tanto più efficienti quanto sono più collegate alle infrastrutture a reti. Quindi un’infrastruttura puntuale deve essere connessa e servita al maggior numero possibile di infrastrutture a rete per essere fruibile e raggiungibile.
Infrastrutture viarie
L’ingegneria applicata alle infrastrutture viarie si occupa della costruzione di strutture e manufatti necessari per la realizzazione di ogni sistema di trasporto. Si distinguono due livelli: uno pianificatorio del sistema dei trasporti e uno della progettazione.
Da un lato abbiamo l’ingegneria dei sistemi di trasporto che si occupa dell’ottimizzazione delle reti di trasporto per le persone e per le merci, a partire dalla scala urbana e locale fino alla dimensione internazionale con infrastrutture stradali, metropolitane, ferroviarie, navali, aeree. Si va a progettare la rete di trasporto senza scendere al dettaglio della singola infrastruttura, in modo da assicurare la libera circolazione delle merci e delle persone.
L’ingegneria delle infrastrutture viarie, invece, si occupa della progettazione delle geometrie delle infrastrutture: si scende dal livello pianificatorio al livello progettuale in cui si definisce l’andamento sul territorio, il suo inserimento, la sua dimensione, la gestione e la sicurezza, nonché della verifica della sicurezza delle infrastrutture esistenti. Le infrastrutture viarie devono essere il più compatibili con l’ambiente e il territorio.
L'infrastruttura della pianificazione
Come ha affermato il vicepresidente dell’istituto Enciclopedia Italiana in un articolo del 2018, il patrimonio culturale della Sicilia è unico al mondo per le diverse tipologie, per la complessità delle sue stratificazioni e per la capillarità della sua presenza sul territorio.
Tuttavia, sarebbe necessario una pianificazione strategica di governo che ponga al centro delle politiche il sistema culturale, inteso come l’equilibrio tra l’uomo e lo spazio, cioè l’ambiente, il patrimonio artistico, l’impatto dei propri comportamenti e stili di vita. Per farlo bisognerà connettere alla cultura e al suo patrimonio dalle infrastrutture classiche (in primis, aeroporti e ferrovie) alle infrastrutture di accoglienza rimovibili e poco invasive (itinerari percorribili con mezzi di trasporto a scarso o nullo impatto ambientale).
Infatti, sempre maggiore attenzione viene riservata alla cosiddetta mobilità dolce costituita da tutte le alternative alla mobilità motorizzata, ad esempio quella pedonale, ciclabile, a cavallo, ecc.
Di fondamentale importanza è il fatto che un’infrastruttura viaria stradale ha ovviamente un impatto sul territorio, quindi potrebbe esserci il problema che l’infrastruttura vada a frammentare gli ecosistemi che attraversa e portare alla perdita di biodiversità in quel territorio. Per cui, è importante la mitigazione dell’impatto che una infrastruttura viaria ha sull’ecosistema del territorio in cui viene realizzata, dunque la progettazione di manufatti in grado di “ricucire” il territorio “tagliato” dalle grandi infrastrutture viarie.
Nell’ambito della stessa tematica, inoltre, è rilevante il tema dell’inserimento di una infrastruttura viaria nel contesto paesaggistico in accordo con la normativa esistente.
Introduzione alle greenways
Derivazione del termine
Il termine “greenway” letteralmente significa “percorso verde”. Esso deriva dall’unione di greenbelt e parkway.
- Greenbelt: termine utilizzato per la prima volta da Howard (urbanista inglese del XIX secolo, teorico delle “città-giardino”) per indicare una cintura di spazi verdi posti attorno ad una città. Dal punto di vista degli avvenimenti storici, con l’avvento della rivoluzione industriale, si verifica un notevole fenomeno di spostamento dagli individui dalle campagne alla città che forniva una maggiore disponibilità di lavoro e suscitava particolare attrazione nei confronti della popolazione rurale. Ciò ha portato allo sviluppo delle aree urbane in modo disordinato e caotico che ha avuto delle serie conseguenze dal punto di vista sociale dato che le condizioni di vita ritrovate nelle città hanno deluso le aspettative di coloro che provenivano dalle campagne, in quanto non erano molto differenti se non più difficili. Ci furono una serie di studiosi, dunque, che immaginavano città ideali, utopistiche che, secondo il loro pensiero, dovevano contribuire a fare ordine in questo ordine urbanistico e migliorare anche le condizioni di vita. Tra questi, Howard immaginò le cosiddette “città giardino”, aree urbane circondate da spazi verdi. Questo perché nelle città veniva meno il rapporto diretto con il verde, per cui gli individui che provenivano dalle campagne si ritrovarono spaesati e sprovvisti di verde e le città-giardino furono introdotte proprio per rispondere a questa esigenza.
- Parkway: termine utilizzato da Frederick Law Olmsted (architetto paesaggista statunitense del XIX) secolo per indicare un percorso viario caratterizzato da: una sezione articolata per diverse tipologie di traffico e dalla presenza strutturale del verde con funzione di divisione dei flussi veicolari e di protezione (funzione di delimitatore di corsia) e fruizione ambientale (per altre modeste attività oltre allo spostamento).
Significato in America e in Europa
Il concetto di greenway è in continua evoluzione ed ha assunto significati diversi anche in base alle differenti aree geografiche.
- In America si dà al termine il significato molto ampio di un’area verde lineare (caratterizzato nella sua forma della dimensione lunghezza molto importante rispetto alla larghezza) multifunzionale (al suo interno si possono andare a svolgere diverse attività, non solo quella di spostamento). Si intende quindi: sia il singolo percorso a valenza ambientale, sia ampie porzioni lineari di territorio (ad esempio lungo un corso d’acqua) comprensive al loro interno di una più o meno complessa rete di percorsi. La valenza ambientale è prevalente e si assiste spesso ad una sovrapposizione tra greenways e corridoi ecologici al punto che non sempre sono presenti percorsi utilizzabili dall’uomo; anzi quando la funzione di protezione della natura diviene prioritaria, la presenza dell’uomo può essere esplicitamente esclusa. Si tratta, infatti, di greenways per la tutela e movimento di fauna e materiale genetico della vegetazione, quindi di conservazione della biodiversità lungo questo corridoio ecologico. Una tipica greenway come territorio lineare è Yakima Greenway, Washington.
- In Europa il significato predominante è legato all’idea di percorso, come via di comunicazione che risponde all’esigenza di mobilità (differenza con la concezione americana, quindi way predominante su green). Se si pone attenzione sui due termini che compongono la parola:
- Green, comprende come tutto ciò che è apprezzabile dal punto di vista ambientale (naturalistico, paesaggistico, storico, architettonico, culturale);
- Way, che dà l’idea di un collegamento, ovvero la possibilità di movimento per persone, animali, acqua.
Definizione di greenways
Si deriva una definizione sintetica ed efficace: una via piacevole dal punto di vista ambientale, da cui è escluso il traffico motorizzato. Questa definizione è molto particolare perché definisce gli utenti che non sono destinati a percorrerla (definizione per esclusione), non definisce chi può percorrerla.
In tal senso: percorsi pedonali protetti piacevoli dal punto di vista ambientale (ad esempio i percorsi nei centri storici) sono greenway anche se non contengono la vegetazione, ma semplicemente perché sono immersi in un ambiente rappresentativo di una realtà gradevole; mentre vie ciclabili aderenti a strade dominate dal traffico motorizzato, anche se con vegetazione ma sgradevoli dal punto di vista ambientale, non sono da considerarsi percorsi verdi.
All’interno del sistema delle greenways si possono distinguere percorsi per: pedoni, ciclisti, persone a cavallo, fauna (terrestre e acquatica), altri utenti non motorizzati. A volte questi percorsi possono condividere la stessa sede viaria, in altre situazioni sono necessari percorsi separati.
Le caratteristiche basi delle greenways
In definitiva le greenways devono: essere verdi nel senso di avere una piacevolezza ambientale; essere pensate per il movimento e collegare i luoghi; essere inserite in un contesto che abbia una valenza naturalistica, storica o ricreative; essere adatte alla percorrenza singola o promiscua dei diversi utenti (pedoni, ciclisti ecc.).
Secondo tale visione le greenways costituiscono un sistema di percorsi, dedicati a una circolazione “dolce” e non motorizzata, in grado di connettere le popolazioni con le risorse del territorio (naturali, agricole, paesaggistiche, storico-culturali), sia nelle città sia nelle aree rurali. Le esperienze più recenti hanno dimostrato che molte infrastrutture non più utilizzate possono essere recuperate ad una funzione di mobilità con la trasformazione in greenways. Questa possibilità di recuperare piuttosto che costruire ex-novo costituisce una delle chiavi di successo delle greenways.
Recentemente, la legge 2/2018 per lo sviluppo della mobilità ciclistica ha introdotto la seguente definizione di greenway: pista o strada ciclabile in sede propria (tratto di corsia separato da quella degli autoveicoli) sulla quale non è consentito il traffico motorizzato. La differenza con la definizione precedente di greenway è l’esclusività della bici. Tuttavia, ciò è strettamente riduttivo perché sembra che le greenway destinate alla circolazione di pedoni, pattinatori, cavalieri (laddove ci siano condizioni possibili) non siano una greenway e poi anche perché si perde l’aspetto della piacevolezza ambientale a discapito dell’esaltazione del concetto di ciclabilità della greenway.
Le greenways urbane
Mobilità alternativa
L’applicazione all’ambito urbano riveste particolare interesse poiché è nelle città che sono più percepibili i fenomeni di disagio ambientale. La soluzione ideale riguarda la progettazione di una rete verde urbana che favorisca un sistema di mobilità alternativa che permetta spostamenti sicuri e gradevoli dal punto di vista ambientale.
In tal senso non si deve pensare che questa rete debba essere destinata solo agli spostamenti per attività ricreative, ma soprattutto per attività lavorative e sociali. La rete si dovrà sviluppare su più livelli a partire da una rete primaria che serva da collegamento tra l’ambiente rurale, le aree a verde presenti nella cintura metropolitana e il centro città. La rete primaria sarà integrata da reti secondarie più capillari.
Le diverse tipologie di greenways urbane
- Greenway urbana di scorrimento: collega i centri urbani di un’area metropolitana. Sono ammessi tutte le tipologie di traffico non-motorizzato (pedoni normodotati e portatori di handicap, pattinatori, ciclisti, cavalli, ecc.). Deve essere dotate di tutte le attrezzature atte a garantire il comfort degli utenti e il collegamento con i servizi dell’area metropolitana ed i mezzi di trasporto pubblico. Se necessario la greenway dovrà essere divisa in piste o corsie differenziate per utenza, anche in relazione alle diverse esigenze in termini di pavimentazione. Non sono ammesse intersezioni a raso con il traffico motorizzato.
- Greenway urbana inter-quartiere: collega tra loro differenti quartieri di una città. Sono ammessi tutti i mezzi di trasporto non-motorizzati ad eccezione degli animali. L’attrezzatura dovrebbe assicurare un comfort sufficiente a tutti gli utenti, inclusi i portatori di handicap. Sono ammesse le intersezioni a raso con il traffico veicolare se opportunamente attrezzate, l’attraversamento a più livelli è comunque preferito.
- Greenway urbana di quartiere: collega le unità di vicinato ai servizi di quartiere. Solo la mobilità pedonale e ciclabile è ammessa. Sono ammesse intersezioni con il traffico veicolare sia a raso che a più livelli.
- Greenway urbana locale: collega le aree residenziali alle unità di vicinato. Solo la mobilità pedonale e ciclabile è ammessa. Sono raccomandate le intersezioni a raso.
High Line di New York
L’High Line di New York è un parco lineare realizzato su una sezione in disuso della ferrovia sopraelevata di West Side Line lunga 2,33 km. Il percorso contiene al suo interno un giardino panoramico di grande pregio, con 210 tipi diversi di piante e differenti microclimi, solarium e corsi d’acqua. L’intervento di riqualificazione urbana ha conservato molti elementi originali della ferrovia, compresi binari. La particolarità del progetto fu di lasciare in sito erbe e piante selvatiche che fuoriescono dalla pavimentazione.
Il percorso è accessibile a tutte le categorie di pedoni, ai disabili ed è ben servito dai mezzi pubblici. Si configura come un’esaltazione di una piacevole lentezza in contrasto con la velocità metropolitana che caratterizza la città di New York; un progetto che ha il merito di creare uno spazio verde in un quartiere dove i grattacieli la fanno da padrone.
Promenade plantée di Parigi
La Promenade Plantée, letteralmente “Passeggiata fiorita”, è un lungo spazio verde adibito a viale pedonale e parco pubblico. È situata sul tracciato di una vecchia linea ferroviaria sopraelevata dismessa, la Ligne de Vincennes, e si estende per 4,7 km sulle rive della Senna. La sua particolarità è quella di scorrere in mezzo alle abitazioni offrendo suggestivi scorci su alcune vie e piazze del centro città. La passeggiata si presenta, come nell’esempio di New York, sopraelevata rispetto al piano stradale. Diversi sono i giardini che si sviluppano lungo il percorso pedonale.
È interessante osservare che, come nell’esempio di New York, in molti punti della passeggiata sono state volutamente conservate le piante spontanee nate durante il periodo di abbandono. Rispetto all’esempio della High Line, si differenzia da essa innanzitutto per il contesto, per una più marcata ricerca del colore, attraverso l’utilizzo di piante e fiori dai toni vivaci, e per la creazione di un ambiente più romantico rispetto all’esempio newyorkese.
Elementi tecnici di progettazione
Gli obiettivi
Come detto le greenways sono un elemento di connessione. Attraverso lo spostamento di persone servono a: creare o rinsaldare il legame tra gli abitanti e i luoghi; far scoprire o riscoprire le aree di interesse storico-culturale; raggiungere e congiungere le aree verdi. Si pongono quindi gli obiettivi di:
- Migliorare la qualità della vita attraverso il recupero del rapporto tra uomo e territorio;
- Ridare identità e riconoscibilità a luoghi compromessi o dalla crescita disordinata delle città o dall’abbandono delle aree rurali.
Per raggiungere tali obiettivi (la pianificazione di una rete di percorsi, la progettazione e realizzazione di un singolo percorso, la loro promozione) devono essere sufficientemente riproposte sul territorio proprio con un’attività di vero e proprio marketing della greenway (organizzazione di eventi, pubblicizzazione di itinerari) in modo tale che si coinvolga l’utenza potenziale a frequentare queste greenways e devono seguire un percorso logico che tenga conto della conoscenza del contesto territoriale e dell’analisi delle esigenze dei futuri utenti, in modo da portare alla realizzazione di percorsi:
- Utili, in grado di soddisfare le esigenze di spostamento presenti e di proporre nuovi itinerari;
- Sicuri, per essere fruiti anche dalle categorie più deboli;
- Piacevoli, perché l’attraversamento sia un’esperienza gradevole al di là della semplice esigenza di spostamento.
Analisi delle risorse territoriali
Il primo aspetto da approfondire è l’analisi delle risorse territoriali, la conoscenza del territorio, in particolare di ciò che il territorio offre: le risorse.
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