- IGIENE -
1. Sanità Pubblica e Salute….….…..………………………………….…2
2. Determinanti e Indicatori di Salute…..……………….……………….6
3. Disuguaglianze di Salute……………………………..……….………11
4. Sistema Sanitario Nazionale.…………………………..…….………19
5. Sistema Sanitario Regionale……………………………….……..….28
6. Malattie croniche………………………………………………………36
7. Prevenzione e Sorveglianza………………………………………….40
8. Malattie infettive e profilassi…………….………..…………….……45
9. Vaccini………………………………………………………………….49
10. Infezioni correlate all’assistenza (ICA e IO)…………………………53
11. Tumori…………………………………………………………………..56
12. Malattie cardiovascolari……..………………………………………..58
13. Tutela degli stranieri……………………………………..….…………60
14. Diabete………………………………………………………………….63
Fascicolo delle domande…………………………………………………..67
Questo testo è stato creato da Tiziano Palazzotti sulla base di riassunti delle sbobine dell’anno
2018/2019 ed è stato infine arricchito dalle informazioni delle dispense realizzate da Enrico
Matteini, Marcello Passaro, Francesco Maffia, Antonella Oliveri, Federico Marrocco e Mattia
Manna (anno accademico 2017/2018). In questa versione delle lezioni di Marceca troverete
viola
evidenziati in le parti che finora sono comparse nella prova scritta e che rimandano al
fascicolo finale di domande che consiglio di stampare a parte (quest’ultimo da solo, a mio avviso,
è sufficiente per superare il test), tuttavia, essendo fatto da uno studente può contenere
imprecisioni. Metto a disposizione questo mio testo, fiducioso che in futuro altri miei colleghi
possano fare lo stesso con altre materie e che questo possa invogliare tutti ad un aiuto reciproco
condividendo più informazioni possibili sugli esami già sostenuti riferendo le domande degli orali e
scrivendo i quesiti degli scritti.
“Diffondere cultura, agevolando chi ci seguirà è probabilmente la base del progresso” 1
1- SANITA’ PUBBLICA E SALUTE
L’importante è capire che sanità pubblica, igiene, prevenzione ed epidemiologia
non sono la stessa cosa anche se correlati fra di loro.
SANITA’ PUBBLICA: “insieme di interventi programmati, finanziati e organizzati,
gestiti e valutati dalle istituzioni pubbliche (Ministero della Salute, Assessorati
Regionali, ASL) con l’obbiettivo di tutelare la salute (ossia promuovere e ripristinare
la salute e ed evitare l’insorgenza della malattia o complicanze) della collettività in
modo equo e sostenibile”
• interventi programmati: dove l’organizzazione spetta alla sanità pubblica e già
a questo livello deve essere chiaro come verranno valutati i risultati ottenuti,
mentre a gestirli (ossia chi li applica) possono anche essere privati infatti si
parla di accreditamento quando soggetti privati erogano assistenza per conto
del pubblico.
• Equo: non deve discriminare nessuno
• Sostenibile: si prefissano gli obbiettivi da raggiungere
• pubblico: e questo porta a vantaggi economici rispetto a un sistema sanitario
privato come quello americano, quest’ultimo genera anche più disparità sociali
perché solo le donne che possono permettersi di raggiungere una struttura
sanitaria e di poter pagare una mammografia hanno effettivamente una
prevenzione per il carcinoma mammario, infatti in America c’è l’intervento della
sanità pubblica “out-of-pocket” ossia che bisogna pagare contanti al
momento della cura
• E’ un’organizzazione che fa capo a una comunità regionale e l’insieme dei
sistemi sanitari regionali configura il sistema sanitario nazionale, è
intersettoriale nel senso che non necessita di solo personale sanitario
• Risponde ai bisogni della salute e non solo alla domanda altrimenti
clinica
incapperebbe nell’inappropriatezza
finalità della sanità pubblica:
1. monitorare lo stato di salute
fattori di rischio
2. indagare (i fattori causali provocano la malattia, i fattori di
rischio da soli non bastano a causare la malattia), cause e diagnosticare le
malattie
3. educare la popolazione a rilevare i problemi di salute
politiche
4. sviluppare e piani sanitari
leggi
5. promulgare che proteggano salute e sicurezza (i problemi principali
sono l’accessibilità per le persone disabili)
6. assicurare che i servizi sanitari siano adeguati ai bisogni della popolazione
7. assicurare personale sanitario competente
ricerca
8. potenziare la
Liverpool 7 pointers: I punti a cui la Sanità Pubblica deve trovare una risposta:
1. Quali sono i risvolti di sanità pubblica di questa malattia?
2. Come, Chi, Quando, Dove, Quanto, Perché colpisce la popolazione? 2
3. Quali sono i bisogni della popolazione in relazione a questa malattia?
Facendo attenzione però che le istituzioni non inseguano il bisogno di salute
ma la domanda di assistenza che a volte non coincidono (la popolazione è
più soddisfatta se gli si dà quello che chiede), in caso di discrepanza
bisogna agevolare il paziente, ad esempio non è ben visto lo screening, ma
se questo è gratuito, allora il paziente aderisce ugualmente.
4. Come può essere ridotto il carico di questa malattia? Si intende il “fardello”
della malattia che si misura con il value disease
5. Come bisognerebbe organizzare i servizi sanitari affinché la loro erogazione
affronti efficacemente il problema?
6. Ci sono cose che non si conoscono circa la malattia e che andrebbero
approfondite o rivisitate? (temi di ricerca)
7. Quali sono le implicazioni di politiche cui un medico dovrebbe attenersi di
fronte a un caso simile?
IGIENE: l’approccio igienisti è quello di promuovere la salute mediante la profilassi
e la prevenzione della malattia. La prevenzione è connessa alla sanità pubblica
tramite la prevenzione. In altre parole il contributo igienistico alla sanità pubblica
prevenzione.
riguarda il settore della Però l’igiene è svincolata dalla sanità
non sono di sanità
pubblica perché può essere applicata anche in contesti che
pubblica, infatti ad esempio una clinica ospedaliera deve controllare le infezioni
nosocomiali con degli interventi di igiene che però non interessano il pubblico, ma
consumismo sanitario
solo la realtà ospedaliera. É importante che si eviti il non
richiedendo esami non necessari o spese inutili
PREVENZIONE: prima dell’insorgenza
intervento effettuato anni della malattia
(inteso come episodio acuto) ed è un atto economicamente vantaggioso. Tuttavia
non è molto funzionante perché c’è un problema di comunicazione dell’”health
literacy” che impedisce ai cittadini di comprendere i vantaggi della prevenzione.
Gli strumenti della prevenzione sono
Vaccini (primaria)
• Dieta: adattata e personalizzata + educazione nutrizionale
• Attività fisica: per ridurre le malattie cardiovascolari
• educazione sessuale: per le malattie sessualmente trasmissibili
• salubrità ambientale (acqua, aria, terreno):
• screening (mammografia e pap-test di primo livello): per la campagna di
• prevenzione contro i tumori che coinvolge tutte le persone a rischio
EPIDEMIOLOGIA: frequenza fattori i
disciplina che studia la delle malattie e i
rischio dati statistici e probabilistici
basandosi su informandoci dunque di
quanti sono i casi attesi, al fine della prevenzione per raggiungere un obbiettivo
prestabilito
Decorso della malattia : inizialmente vi è
una fase libera dove ci sono solo i fattori
di rischio che aumentano semplicemente
la possibilità di entrare in contatto con il
fattore causale (che può essere chimico,
fisico, traumatico, biologico), in tutto
questo periodo possiamo fare 3
prevenzione primaria. A seguito dell’incontro del fattore causale abbiamo il
periodo di incubazione a cui segue poi il decorso clinico al termine del quale ci
può essere guarigione, cronicizzazione o morte.
PREVALENZA=INCIDENZAxDURATA: se la prevalenza aumenta non è detto che
sia sempre un male, infatti nel caso dell’HIV oggi muoiono molte meno persone
che però restano malate, dunque se aumenta la durata assieme alla prevalenza (e
l’incidenza resta la stessa) allora va bene salutogenesi: processi alla
base di promozione e
mantenimento della salute
intesa come quei
provvedimenti che
impediscono che si verifichi
la malattia
SALUTE: Nel 1700 la salute
era assenza di malattia.
L’OMS dopo la seconda
guerra mondiale la definisce
come “uno stato di
completo benessere fisico,
mentale e sociale e non
mera assenza di malattia”,
l’aggettivo completo rende
statica questa definizione e problematica dal punto di vista sociale perché ci sono
sempre elementi di lieve disagio, questa definizione dunque è utopistica però dopo
la guerra è stata necessaria per effettuare sforzi mirati a migliorare nettamente tutti
questi 3 aspetti, dunque non va scartata, ma va colta in modo storico. Oggi la
“la migliore condizione che si può raggiungere in quel paese
salute è intesa come
(come insieme di politica, società, economia)”. La salute è importante, complessa,
soggettiva,
mutevole (nel tempo e nello spazio), multidipendente, difficilmente
misurabile, non è possibile assegnargli dimensione economica, per essere tutelata
richiede impegno,
soggettiva: non possiamo essere solo noi medici a definire cosa sia malattia
perché non è possibile trascurare la percezione del paziente” infatti esistono 3
termini in inglese per definire malattia:
Illness:
1. il modo in cui il paziente vive il proprio disagio (percezioni, paure, ecc.).
Quello che il paziente prova prima/mentre si reca dal medico.
Disease:
2. l’aspetto clinico del disagio (la diagnosi medica). Quello che il pz ha
quando esce dallo studio medico. L’etichetta che il medico mette al pz.
Sickness:
3. il giudizio/stigma della collettività verso il pz, in relazione al suo
disagio (come la malattia influisce sulla sua vita sociale). Si può parlare di
“stigma”. Esempio dell’AIDS verso il quale creiamo un alone e quindi un
isolamento.
Sulla salute influisce fortemente quanto il soggetto è in grado di adattarsi alla
coping)
nuova condizione (viene detto e questo varia da persona a persona,
dunque è importante che il medico in primis debba ascoltare il paziente (cosa sta
vivendo, cosa si aspetta, cosa teme) di modo che questo possa consegnargli il 4
suo punto di vista usando la medicina narrativa e che in secondo luogo aiuti il
paziente nell’adattarsi, a trattare la illness oltre che la disease, tutto questo aiuta la
reciproca fiducia medico-paziente e migliora anche la compliance del paziente
(ossia se io gli dico di prendere 3 medicine, lui le prenderà tutte e 3 nel modo
corretto)
SALUTE COME DIRITTO: l’OMS nel 1978 discusse di primary health care e definì
diritto fondamentale dell’uomo e l’accesso ad un livello più
la salute come “un
alto di salute come un obbiettivo sociale estremamente importante, d’interesse
mondiale che presuppone la partecipazione di numerosi settori socio-economici
oltre che quelli sanitari”
ad esempio il senzatetto ricoverato in inverno in ospedale a cui viene trattata la
polmonite e poi rimesso in strada è un esempio di inefficacia di intervento sanitario
perché questo riprenderà la polmonite, dovrebbe esserci una ONG che sviluppa un
progetto sociale per creare una vita più stabile.
ARTICOLO 32 DELLA COSTITUZIONE: ha gettato le basi per creare il sistema
sanitario pubblico nazionale (fondato nel 1978 ossia 30 anni dopo la nascita della
Fonte di Diritto Primario
costituzione) ed è un articolo facente parte della (prima
parte della costituzione)
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse
della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti, nessuno può essere
obbligato a un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge.
La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona
umana”
• fondamentale (unico caso in tutta la Costituzione): se l’Articolo entrasse in
competizione con altri Articoli, avrebbe la precedenza.
• individuo
Parlando di piuttosto che di cittadino svincola il diritto alla tutela
della salute dalla cittadinanza italiana, ma lo applica a chiunque si trovi su
suolo italiano.
• indigenti)
Coloro che non dovessero avere disponibilità economica (gli non
possono non ricevere assistenza, ma devono avere cure gratuite (l’indigenza
deve però essere dimostrata).
• obbligare
Nessuno, nemmeno medici o giudici, può qualcuno a curarsi, salvo
TSO (trattamento sanitario obbligatorio), ovvero casi particolari dove c’è un
obbligo di legge (es. se la sua condizione mette a rischio la collettività, vedi il
caso vaccini, o trattamenti psichiatrici nei quali serve firma sindaco o suoi
delegati)
• interesse della collettività. Più saranno le persone malate meno forza lavoro
c’è nel paese. Oppure una malattia infettiva come la TBC è necessario che
venga diagnosticata a chiunque.
Per quanto riguarda tutte le regole che non sono già legge invece (e che quindi
codice deontologico medico,
non sottostanno all’Articolo 32), si fa riferimento al
modificato periodicamente per adattarlo alle trasformazioni sociali. garantire e
Il medico non deve più solo curare ma ha anche un ruolo sociale, deve
far garantire (es. andando contro gli enti superiori se questi danneggiassero il
i diritti umani.
pazienti) Il primo a comprendere questo nuovo ruolo fu Virchow. 5
2- DETERMINANTI E INDICATORI DI SALUTE
DETERMINANTI DELLA SALUTE: siccome la salute non è primariamente basata
sulla medicina, bensì sulle circostanze in cui viviamo (Grossman), i determinanti
fattori socio-
della salute non sono farmacologici, bensì sociali e sono quei
economici, culturali, ambientali che hanno un forte impatto sulla salute.
schema Rainbow
Abbiamo lo di Whitehead e Dahlgren dove vediamo la
differenza tra
• prossimali: non modificabili
fattori
legati al singolo individuo (età, sesso,
costituzione, genetica)
• intermedi: modificabili
fattori che sono
disposti concentricamente attorno al
soggetto e sono lo stile di vita, le reti
sociali
• Distali o strutturali: sarebbero il
contesto ossia assistenza sanitaria,
istruzione, acqua potabile,
alimentazione, alloggio, reddito,
occupazione, religione, razzismo, clima. Questi a loro volta dipendono dalle
condizioni generali socio-economiche culturali e ambientali del paese
più il determinante è distale e più
La cosa da ricordare di questo schema è che
ha influenza sul soggetto, ad esempio la modifica delle condizioni socio-
economiche (determinante distale) va a mutare le reti sociali e lo stile di vita
individuale (determinanti prossimali) ed è invece invero il contrario, ossia è difficile
cambiare stile di vita se rimango sempre nella stessa condizione, dunque
l’approccio moralistico del medico potrebbe non essere efficace.
Teoria della concatenazione delle cause: catena delle cause
la è quella che ci
porta a dire che l’infarto è causato dalla stenosi che è causata dalla aterosclerosi
che è causata da dislipidemia che è causata dalla dieta e sedentarietà che facendo
parte dello stile di vita è l’anello più esterno che influisce di più, infatti Studi di
il maggior impatto sulla salute non è
epidemiologia sociale dimostrano che
rappresentato dagli interventi sanitari strutturali ma dall’influenza dei
determinanti strutturali di salute come istruzione, reddito, lavoro, abitazione.
Perciò ci deve essere una politica intersettoriale e la collaborazione di più settori
per promuovere la salute.
ORIENTAMENTI: mentre la clinica si occupa dei d
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