Esempi da portare all’esame di filosofia del linguaggio e semiotica
Tricotomie Peirce (pag. 10; semiosi: pagina 6) – rif. spot pubb: da pag. 29)
Categorie preparatorie che fa Peirce per la classificazione dei segni
Relazioni con base à triadica
- 1) Relazione di comparazione ciò che è possibile pura possibilità à à
- 2) Relazione di realizzazione i fatti esistenti esistente effettivo fattualità à à à
- 3) Relazione di pensiero natura di legge legge (che governa l’esistente, che noi à à riconosciamo nell’esistente)
Dentro ogni tricotomia possiamo considerare 3 tipi di livelli: possibilità, fattualità e legge à ß
- Prima tricotomia: il segno in relazione a se stesso, lo si può pensare come possibilità, come fattualità, come legge (qualisegno, sinsegno e legisegno)
- Seconda tricotomia: il segno in relazione con l’oggetto, lo si può pensare come possibilità, come fattualità, come legge (icona, indice e simbolo)
- Terza tricotomia: il segno in relazione con l’interpretante, lo si può pensare come possibilità, come fattualità, come legge (rema, dicisegno e argomento)
Per avere un tipo di semiosi bisogna unire un tipo della prima, uno della seconda e uno della terza tricotomia
- 1) Il qualisegno può essere solo icona
- 2) L’icona può essere solo rema
- 3) Il sinsegno può essere sia icona che indice (questo lo chiede all’esame)
- 4) L’indice può essere sia rema che dicisegno (questo lo chiede all’esame) a seconda se attrae l’attenzione su qualcosa oppure fornisce informazione riguardo a essa
Esempio da portare all’esame
Sinsegno indicale dicente oggetto di esperienza diretta, in quanto è segno e come tale offre à informazioni (fatti attuali) sul suo oggetto
Es. Banderuola (è qualcosa di esistente/effettivo quindi sinsegno ma è indicale perché indica il verso del vento è dicente perché da un’informazione sul mondo il fatto che il vento va verso nord) à
Sinsegno: il segno in relazione a se stesso in quanto tale pensato come fattualità: una cosa o un evento effettivamente esistente
Indicale indice il segno in relazione all’oggetto senza pensare all’interpretante, pensato come à à fattualità è un segno che si riferisce all’oggetto che esso denota in virtù del fatto che è à realmente determinato da quell’oggetto l’indice ha necessariamente qualche qualità à in comune con l’oggetto ed è rispetto a queste qualità che si riferisce all’oggetto
Un segno è indice quando la correlazione segno/oggetto si basa non su un rapporto di causa-effetto ma di contiguità fisica
Se viene meno la contiguità, la relazione esistenziale, viene meno anche l’indicalità: una banderuola che indica il vento, quando la tolgo da un tetto e la appoggio in un tavolo e la piego bene, non è più un indice
Esempi da portare all’esame di filosofia del linguaggio e semiotica
Dicente dicisegno il segno in relazione con l’interpretante, pensato come fattualità un segno che à à à per il suo interpretante è segno di esistenza effettiva, cioè da informazioni
---- Saussure ---- (pag. 17) + valore di un segno (pag. 23)
(Spot -> pag. 29) John L. Austin teoria degli atti linguistici à
Gli enunciati performativi
(enunciato = è una sequenza di suoni che riceve significato dal contesto)
Constativo vs Performativo
- Enunciati constativi: dicono qualcosa di vero o falso, non sono azioni (= asserzioni, affermazioni) à collegati a verbi come (asserire, affermare, attestare…)
Es. C’è un ladro in biblioteca
Roma è la capitale d’Italia
- Enunciati performativi: sembrano descrivere un’azione, ma invece la compiono
Enunciati performativi
Prometto che la porterò al cinema ≠ le ho promesso di portarla al cinema
Ti ordino di stare zitto
Ti consiglio di andare dal medico
- Quasi sempre sono con il verbo presente, 1^ persona
- Ci sono delle condizioni necessarie affinché un performativo faccia quello che dice:
I° dev’esserci una procedura convenzionale o
II° le circostanze e il parlante devono essere appropriati o
III° la procedura dev’essere eseguita completamente e correttamente o
Inoltre: gli stati psicologici del parlante devono corrispondere a quanto previsto dalla procedura e il parlante deve tenere un comportamento conforme alle aspettative suscitate
- Quando queste condizioni vengono rispettate l’atto viene riconosciuto
Atto riconosciuto = felice comporta felicità à
Atto non riconosciuto = infelice comporta infelicità à
- Questa distinzione però tra gli enunciati constativi e performativi verrà meno e sarà lo stesso Austin ad eliminare tale divisione
Esempi da portare all’esame di filosofia del linguaggio e semiotica
Gli atti linguistici
Gli atti linguistici (teorizzati da J.L. Austin)
- Si dividono in:
- 1) Locutori (atto di dire qualcosa)
- 2) Illocutori (atto che si compie nel dire qualcosa)
- 3) Perlocutori (atto che si compie mediante il dire qualcosa)
Atto locutorio: dire qualcosa è fare qualcosa
- Prevede un atto fonetico emissione di suoni à
- Prevede un atto fatico enunciazione di parole appartenenti ad una lingua à
- Prevede un atto retico enunciazione di parole dotate di significato à
Atto illocutorio: deve avere 3 tipi di effetti
- I°: deve assicurarsi la recezione, altrimenti non risulta effettivamente compiuto; se viene ricevuto ha un effetto non-naturale ovvero convenzionale
- II°: è necessario che venga riconosciuta forza e contenuto
- III°: soddisfacimento delle condizioni A1 e B1 se vengono soddisfatte si produrrà un effetto di à attribuzione/cancellazione di doveri e poteri (fondamentali per poter capire se è in corso un atto)
Atto perlocutorio: ciò che otteniamo/riusciamo a fare col dire qualcosa: convincere/persuadere qualcuno su qualcosa; sorprendere/ingannare qualcuno; trattenere dal fare consiste nella responsabilità à delle conseguenze del proprio atto locutorio/illocutorio
Ragionamento da portare all’esame
Tramite un atto performativo si compie quello che si dice di fare e conseguentemente si produce immediatamente un fatto reale
Teoria performativa di Austin:
- Austin definisce "enunciazioni performative" quegli enunciati il cui dire di compiere un atto è compierlo
- Per lui "dire qualcosa" vuol dire compiere 3 atti simultaneamente: atto locutorio, illocutorio e perlocutorio.
L’atto locutorio è l’azione in cui si associano i suoni (atto fonetico) organizzati in parole o dotate di struttura sintattica (atto fatico), capaci di esprimere un senso (atto retico).
L’atto illocutorio corrisponde all’enunciazione poiché è atto di linguaggio e può essere o parafrasato con un enunciato performativo es. "lavare i piatti" = "vi ordino di lavare i piatti", ciò dipende anche dal tono con cui viene pronunciata la frase
L’atto perlocutorio: descrive gli effetti più lontani (dalla semplice azione immediata) cioè o quelli sui pensieri e sui sentimenti.