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La globalizzazione

Diana Federico

Economia e gestione delle imprese internazionali 2020-2021 6 cfu - Clara Benevolo

14/09/2020

Cos’è?

  • Quali le cause?
  • Quali le implicazioni?
  • Come si manifesta?

La prima manifestazione è l’internazionalizzazione dei sistemi economici e delle imprese, ossia il fatto che le imprese tendono ad assumere dimensione sovranazionale, e lo vediamo perché una quota crescente degli scambi di merci, dei movimenti delle persone, di capitali, ha luogo tra soggetti che vivono in paesi diversi.

Rispetto alla semplice internazionalizzazione, la globalizzazione:

  • È un fenomeno multidimensionale perché coinvolge l’economia, la politica.
  • È un processo, ossia un fenomeno che si sviluppa nel tempo, non ha una nascita o una fine per il quale le imprese sono sempre più integrate, perché si riducono gli ostacoli al commercio.
  • Genera interdipendenza fra le varie parti del mondo: c’è una diminuzione dei tempi e dei costi.

Definizione: la globalizzazione è da un lato il fenomeno per cui l’orizzonte delle attività economiche tende a farsi sempre più vasto e integrato nelle varie parti del mondo, ma nel contempo è anche un processo di sviluppo sovranazionale delle aziende, degli stati.. di crescente integrazione, di profonda interconnessione fra le economie delle diverse parti del mondo, c’è una crescita delle relazioni reciproche.

Crescente:

  • Integrazione: nel senso di stretta collaborazione, di assistenza reciproca.
  • Interconnessione: intesa come collegamento digitale, crescita dei legami e collegamenti di natura digitale.
  • Interrelazione: perché le relazioni tra persone, imprese, scambi, rapporti crescono sempre più, sempre più importanti e strategici, nessuno può pensare di fare da solo. Facciamo insieme non da soli, necessità. Esempio: catene del valore realizzate dalle imprese a livello mondiale, molteplici fornitori e clienti a livello mondiale. Se fornitore in Messico, devo seguire i fenomeni che accadono lì. (guardo velocità, tempi e costi son le cause);
  • Interdipendenza: dipendiamo dagli altri, subiamo le conseguenze di fenomeni, positivi e negativi che portano conseguenze su di noi (pandemia).

Globality

È stato introdotto il concetto di si vuole fare riferimento allo stadio contemporaneo, all’attuale contesto della globalizzazione, verso dove ci stiamo dirigendo in cui tutti competono con tutti, per ogni cosa e in ogni luogo. Non avviene solo tra grandi imprese ma anche tra piccole, piccole-grandi, sistemi-paesi.

Competere con tutti significa che l’impresa, potendo entrare in relazione con tutti, può avere concorrenti arrivanti da ogni parte del mondo; però può anche cooperare, ovvero collaborare con i competitor; si compete in ogni luogo perché i mercati importanti possono nascere ovunque e le nuove tecnologie ci permettono di accostarci a mercati molto lontani geograficamente.

Competere in ogni luogo significa che mercati importanti possono nascere e crescere in ogni angolo del mondo e che le imprese dovranno valutare costantemente la possibilità di avere una presenza al loro interno. “In ogni luogo” significa anche dover competere in mercati in cui si è già affermati e in cui l’entrata dei global challenger è sempre più probabile e diffusa.

Competere per ogni cosa significa che si compete per l’acquisizione del miglior fornitore, migliori professionalità, migliori potenzialità di crescita e di innovazioni, per le migliori risorse umane.

Quali implicazioni per le imprese?

Se i mercati sono sempre più interconnessi, integrati, interrelati e interdipendenti per l’impresa diventa inevitabile aprirsi, sia in termini di mondo come mercato (c’è una crescente concorrenza) sia come fonte di approvvigionamento (umane, licenze, tecnologia, materie prime).. si trova a dover soddisfare clienti con preferenze diverse. Quindi i mercati tendono a diventare globali.

17/09/2020

Ma non tutti i settori sono globali.

Quando un settore è globale?

Un settore è globale quando un mutamento di rilievo, un cambiamento importante in questo paese ha ripercussioni anche in altri paesi; bisogna andare a vedere il livello di integrazione dei mercati.

Un settore globale ha commercio internazionale elevato e investimenti all’estero (flussi di k) rilevanti.

Il settore dell’auto è globale, pneumatici, elettronica di consumo.

Quali sono le implicazioni per un’impresa che capisce che il suo settore è globale?

Operare in un settore globale significa che un mutamento nel quadro competitivo in uno dei paesi in cui svolge la sua attività, può avere influenza in modo significato, determinante sul suo vantaggio competitivo e sul suo posizionamento anche in altri paesi.

Usa impone dazi alla Cina, immaginiamo imprese EU che acquistano transistor dalla Cina; poiché i produttori cinesi si vedono dei dazi dagli USA, i produttori cinesi ostacolati nel mercato statunitense potrebbero modificare le loro politiche commerciale dei confronti dell’Europa.

In un settore globale operano imprese globali?

Un’impresa globale è un’impresa che è in grado di riconoscere e sfruttare questa opportunità, in grado di collocare delle attività nei luoghi e nei paesi più convenienti. In un settore globale non operano solo imprese globali, ma solo quelle che sanno sfruttare le opportunità della globalizzazione.

Per essere globale non basta produrre o vendere all’estero (internazionale).

Fasi della globalizzazione

Ognuna di queste fasi vede una crescita di commerci, crescita IDE, una liberalizzazione.

IDE: investimento realizzato da un’impresa in un’impresa residente in un altro paese; questo può manifestarsi attraverso la creazione di un’impresa nuova o l’acquisizione di una già esistente. È diretto estero quando ha la finalità di avere un interesse durevole, solido, stabile in un paese diverso da quello dove risiede l’impresa.

La prima fase della globalizzazione

Rivoluzione industriale (1870-1914), innovazioni tecnologiche (navi robuste e veloci, apertura Suez, invenzione del telegrafo transatlantico) crescita dei commerci internazionali, dei movimenti di capitale e dei flussi migratori.

  • Cresciuto commercio;
  • IDE;
  • Liberalizzazione in aumento nell’integrazione fra le economie.

Questa fase termina nel 1914.

La crisi finanziaria sfociò nella grande depressione del 1929.

La seconda fase della globalizzazione (1950-1980)

  • Bretton Woods (1944): libero scambio per la crescita economica + deregolamentazione per la libera circolazione di merci e capitali;
  • Ruolo chiave degli organismi internazionali (WB, FMI, GATT);
  • Sviluppo delle multinazionali.

Importante perché c’è una serie di accordi tra Stati per sviluppare economie e imparare dai danni della guerra e aumentare il libero scambio, deregolamentando perché la liberalizzazione e la deregolamentazione si pensa portino allo sviluppo di economie di scala.

Il rapporto tra commercio e PIL raddoppia.

Tuttavia è una crescita che non riguarda i paesi poveri, verso i quali i ricchi mantengono barriere.

La terza fase della globalizzazione

È la fase più importante per riferirsi alla globalizzazione -> economia dell’informazione (dagli anni ’80):

  • Economie più aperte;
  • Crescita impetuosa degli scambi: gli scambi crescono molto più velocemente del PIL;
  • Crescita servizi;
  • Crescita IDE (M&A): da paesi svil a pvs e viceversa;
  • Crescita delle multinazionali: sia come numero che come dimensioni;
  • Dematerializzazione dei flussi commerciali: avvento internet, digitalizzazione delle informazioni e dei servizi;
  • Nuovi protagonisti (vantaggi di costo, commercio intra-industry);
  • Delocalizzazione (frammentazione internazionale della produzione);
  • Sviluppo commercio e servizi.

Tutto è sempre più veloce, sempre più i protagonisti sono i nuovi paesi e le persone.

Cause della globalizzazione

  • Cause dal lato della politica e degli stati;
  • Dal lato della domanda;
  • Dal lato dell’offerta.

Cause dal lato della politica e degli Stati

Cos’è accaduto?

Castello di Rambouillet (1975) primo G6, è stato un incontro che voleva rispondere alla crisi dell’economica globale post shock petrolifero; altro evento è stato la caduta del muro di Berlino (1989); altro evento Marrakech (1994) accordo che fissa la nascita l’organizzazione mondiale del commercio WTO.

Sicuramente questi eventi hanno segnato culturalmente questa epoca, e sono alla base del processo di integrazione di questo periodo. Sono cresciuti tanto non solo gli accordi multilaterali (UE) ma anche bilaterali.

Fallimento Lehman Brothers a NewYork nel 2008, c’è un momento di rottura della continuità, così si è concretizzato un nuovo scenario mondiale e l’inizio al ritorno del protezionismo. Tutto questo ha generato un rallentamento della crescita e della globalizzazione, ma poi è avvenuta la crisi conseguente alla diffusione del Covid 19 che è il primo shock dalla crisi petrolifera che coinvolge sia la domanda che l’offerta.

(Video: Questa crisi economica è senza precedenti perché gli effetti dell’isolamento hanno colpito allo stesso tempo la domanda e l’offerta. Se da una parte molte imprese sono state costrette a chiudere o a ridurre le loro attività, dall’altra la popolazione tende a risparmiare e a consumare meno, perché considera il futuro incerto. Cosa possono fare i governi per uscire da questa crisi? Ad oggi, per limitare i danni, la strategia più utile sembra quella di sostenere la domanda. Una scelta che, però, potrebbe causare l’aumento dell’inflazione e del debito pubblico degli stati)

  • Deregolamentazione: i paesi hanno ridotto i vincoli, cambiato le loro leggi per aprirsi a prodotti stranieri.
  • Liberalizzazione: apertura, libero mercato.
  • Integrazione: sono cresciuti in questi ultimi 30 anni gli accordi multilaterali tra i paesi.
  • Diffusione economia di mercato: il mondo è sempre più un unico mercato, con modelli standard simili.

Cause dal lato dell’offerta

La causa fondamentale è il processo tecnologico che si declina in vari fenomeni:

1) Flessibilizzazione: è la capacità di rispondere ai cambiamenti, realizzare mix di prodotti variabili diversi, che si possono cambiare nel breve termine, senza grandi costi e senza cambiare il sistema produttivo; è conseguenza di una serie di innovazioni:

  • Innovazioni organizzative e gestionali: (lean production/just in time) che riducono il tempo dalla progettazione alla immissione sul mercato, dall’ordine di un bene all’effettiva consegna;
  • Innovazioni progettuali: la modularizzazione consente più flessibilità (ikea);
  • Innovazioni tecnologiche: flebile manufacturing systems, 3D manufacturing, fabbrica 4.0, artigiani digitali.

Che consentono di rispondere alla variabilità della domanda, e agli imperativi di risparmio sul fronte dei costi, in termini di efficienza per le imprese. Offre l’opportunità alle imprese per operare nello scenario globale e nel contempo promuove le caratteristiche viste in termini di integrazione, interdipendenza.

2) Smaterializzazione:

  • Si vende sempre più immaterialità, sempre più servizi.
  • Crescente peso dei servizi nell’economia, dovuta al processo di terziarizzazione ma anche al processo di esternalizzazione di attività e processi da parte delle imprese.
  • Crescente rilevanza delle componenti intangibili nei bene manufatti, fisici; una quota rilevante del valore del bene fisico non dipende dal materiale di cui è fatto ma da qualcosa di immateriale (immagine, affidabilità, status..)

3) Accelerazione dello sviluppo tecnologico e della sua diffusione: tutto è più veloce, quanto ci ha messo la prima radio ad arrivare in tutto il mondo, mentre un video registratore ci ha messo 6 mesi, un IPAD molto meno ridotto tempo diffusione universale dei prodotti. L’iPhone quanto ci metterà?

Esempi di prodotti, quanto ci hanno messo.

Molti prodotti si diffondono velocemente, ma altri sono da subito concepiti come globali, (o perché competizione così forte che se ci metto troppo altri mi copiano; oppure perché sono prodotti per cui ho convenienze nella loro diffusione, meglio che mi sbrigo, ad esempio office, tutti ne parlano si accende desiderio e devo approfittarne);

4) Progresso nelle tecnologie dell’informazione, della comunicazione e dei trasporti: diventano più rapidi, economici, affidabili, organizzati e questo contribuisce all’aumento del commercio di beni. Ciò ha reso possibile lo sviluppo delle GVC.

Cause dal lato della domanda

Fa vedere l’abbigliamento di due persone. Ma non si può dire in quali paesi vivono queste persone perché il loro abbigliamento non ci consente di rispondere.

Abbiamo una diminuzione delle distanze culturali e comportamentali tra le persone e tra i popoli dovuto a questo intensificarsi delle relazioni tra le persone, ciò porta a stili di vita e consumo più omogenei, più comuni, più condivisi da gruppi di persone in tutto il mondo.

Questo fenomeno porta ad una riduzione delle distanze culturali.

Non siamo tutti uguali ma ci sono degli stili di vita e consumo che sono presenti contemporaneamente in tutto il mondo -> ubiquità degli stili di vita e di consumo.

Quindi c’è una tendenza verso l’omogeneizzazione della domanda. Questi prodotti nel contempo cercano anche di promuovere questa omogeneizzazione.

Questo fenomeno non riguarda tutto il mondo, sopratutto quelli occidentali e di maggior sviluppo. Le nicchie globali sono quei gruppi di potenziali consumatori che hanno caratteristiche simili in numerosi paesi del mondo contemporaneamente.

Quali sono le cause di questo fenomeno?

  • Aumento dei redditi disponibili, di permettersi di comprare prodotti stranieri;
  • Aumento delle occasioni di contatto tra gruppi umani differenti come viaggi, turismo, erasmus, scambi culturali, mass media, social media, web.. che aumentano la conoscenza di altri stili e culture;
  • Aumento del livello di scolarizzazione, come la conoscenza delle lingue;
  • Aumento grado di informazione dell’individuo attraverso per esempio internet;
  • Pratica dell’”uploading”, il web 2.0, la sharing economy, i social.. cioè il passaggio da una fruizione passiva del web a una fruizione attiva.

Non si tratta di uniformità globale degli stili di vita bensì di ubiquità! Non esiste il consumatore universale.

  • Espansione internazionale delle imprese, e quindi dell’espansione dei prodotti stranieri;
  • Omogeneizzazione dei metodi produttivi e manageriali.

La globalizzazione oggi e le implicazioni

  • Per i sistemi economici;
  • Per le imprese;
  • Per i consumatori.

Dove sta andando la globalizzazione? Molti degli slanci visti si stanno attenuando, riducendo perché c’è proprio un rallentamento degli shock tecnologici. Stiamo migliorando la tecnologia ma a un ritmo molto minore rispetto al passato -> fisiologico esaurimento degli slanci delle prime fasi.

Altro fenomeno è che si è incrementata la pervasività della connettività universale, siamo sempre più interdipendenti.

Ma dal 2017 è cresciuto il nazionalismo, si chiedono frontiere più strette, restrizioni all’immigrazione, al commercio; altro aspetto è il ruolo della distanza fisica e il ruolo delle global value chain (GVC).

Catene globali del valore

Sono fondamentali oggi le in un mondo globalizzato la distanza geografica non è più un ostacolo allo sviluppo internazionale di un’impresa; c’è competizione per le risorse naturali, quindi la geografia continua ad essere importante, c’è più connettività che confini geografici. Nell’ambito della geografia economica un fenomeno interessante è la GVC, o frammentazione internazionale della produzione che significa che le produzioni, le grandi imprese localizzano le diverse fasi produttive di un bene in diversi paesi e ciò genera catene del valore appunto globali.

-> La frammentazione internazionale della produzione (FIP) o specializzazione verticale porta alla localizzazione delle diverse fasi produttive di un bene in Paesi diversi, originando un flusso di scambi di beni intermedi e semi-lavorati tra i Paesi coinvolti e collegando l’andamento della domanda e dei cicli produttivi tra Paesi.

Oggi, le imprese dividono le loro operations (approvvigionamenti, produzione, logistica, servizi) in tutto il mondo (dalla progettazione del prodotto, alla produzione di componenti fino all’assemblaggio e al marketing) creando reti internazionali di produzione o global value chains.

Esempio frammentazione dell’auto.

Oggi la produzione di computer, telefoni ha questa base globale soprattutto in Cina.

Quindi una larga parte degli scambi mondiali (75-80%) avviene nell’ambito delle GVC.

Questo fenomeno rende collegati, interdipendenti l’andamento della domanda e i cicli produttivi tra paesi.

Le implicazioni per i sistemi economici?

  • Il rapido sviluppo di nuovi mercati geografici, apertura commerci e flussi, riduzione barriere, nuovi mercati di sbocco delle produzioni (es Cina);
  • I mercati trascendono i confini geografici quindi c’è una maggiore competizione tra le aree, i paesi che competono per attrarre risorse e imprese;
  • La rapida propagazione dell’instabilità finanziaria ed economica;
  • L’indebolimento degli stati nazionali e delle organizzazioni sovra-nazionali (UE, WTO, WB, FMI..);

Le implicazioni per le imprese?

  • Aumento della tensione concorrenziale;
  • Espansione del mercato potenziale, il mio mercato può essere tutto il
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher diana0fe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e Gestione delle Imprese Internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Benevolo Clara.
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