Diritto dell’UE
02/03 Introduzione
Norme con efficacia interna e norme che regolano le istituzioni (es. regolamento del Parlamento europeo → di organizzazione) e decisioni delle corti e dei tribunali.
Questo è un diritto che non solo vincola gli stati nei loro rapporti ma in molti casi ha efficacia interna → caratteristica peculiare.
Norme che nascono nell’ordinamento europeo ma poi sono direttamente applicabili nell’ordinamento interno.
Norme europee che prevalgono su quelle nazionali e vengono applicate direttamente dai giudici interni.
Origini della cooperazione europea (fine WW2).
Da un lato con il piano Marshall (1947) → proposta di aiuti collettivi.
Dall’altro con la Convenzione per la cooperazione economica europea (1949) e NATO (1949).
Scopo: liberalizzazione scambi.
Piano Schuman proposta (1950) di collaborazione per la produzione di carbone e acciaio tra DE e FR + idea che fosse la prima tappa per eliminare questo elemento di contenzioso ricorrente tra i 2 paesi → firmato nel 1951 il trattato istitutivo della CECA (6 paesi istitutivi) ed entra in vigore nel 1952 + statuto della corte di giustizia (l’UE è una comunità basata sulla rule of law).
Instaura un mercato comune del carbone e dell’acciaio all’interno del territorio dei paesi (prezzi abusivi, tasse, sovvenzioni discriminatorie ecc.) + politica economica e sociale unica + istituzioni comuni per garantire l’osservanza delle regole del trattato (Alta Autorità, Assemblea Comune, Consiglio Speciale, Corte di Giustizia ecc.).
Durata iniziale: 50 anni (fino al 2002, c’è ancora la CECA? le sue competenze sono state incorporate all’interno del trattato dell’UE).
1952 → idea di unione politica, progetti per creare un esercito con istituzioni politiche comuni → Comunità europea della difesa (CED) nella prospettiva di arrivare all’unione politica → non otterrà mai la ratifica.
Stallo (i tempi non erano maturi).
In realtà l’UE è sempre andata evolvendo attraverso il metodo del funzionalismo (piccoli passi).
1956-1957 → si riprende il dialogo per altri settori (es. trasporti).
Progetto di mercato comune e progetto sull’energia atomica.
Si arriva alla firma dei trattati di Roma (1957) → quello istitutivo della CEE e quello della EURATOM + statuto corte di giustizia.
CEE: si propone di instaurare un mercato comune all’interno del quale c’è libera circolazione di merci, persone e capitali + favorire il graduale avvicinamento delle politiche economiche (es. migliorare il tenore di vita), non ha un limite temporale a differenza della CECA.
Vengono create istituzioni comuni.
Cos’è da un punto di vista giuridico? È un’unione doganale.
Forme di organizzazione su base regionale (art. 24 trattato GAT):
- Unioni doganali: non c’è l’autonomia ma una tariffa doganale unica e una politica commerciale comune.
- Zone di libero scambio: si aboliscono i dazi doganali, però ciascuno stato mantiene la propria tariffa doganale (es. con USA).
Sono previste anche alcune politiche comuni (es. politica della concorrenza e trasporti).
Quindi la CEE comprende:
- Creazione mercato unico;
- Politiche comuni (commerciali, concorrenza, agricola);
- Ravvicinamento legislazioni (atti normativi come le direttive);
- Fondo sociale europeo e banca europea per gli investimenti ecc.
Ruolo importante della corte di giustizia che ha la funzione di tutela della rule of law.
Le istituzioni sono le stesse di prima più o meno (es. Assemblea comune).
EURATOM: relativo solo all’energia atomica, si creano centri comuni di ricerca, unico compratore delle materie fisse (no concorrenza tra paesi).
03/03 Sanzioni, governance economica e conferenza sul futuro dell’Europa
Le sanzioni devono essere adottate all’unanimità.
Vedo conferenza sul futuro dell’Europa.
Consiglio estero si riuniscono i ministri degli esteri per decisioni di natura estera (anche con la crisi Ucraina).
Le sanzioni devono essere adottate all'unanimità.
Procedura per entrare nell’UE.
Esistono delle regole sulla governance economica in UE (es. patto di stabilità, protocollo del trattato di Maastricht).
Conferenza sul futuro dell’Europa.
CEE ed EURATOM, mercato unico e primi allargamenti
CEE e EURATOM non hanno un limite temporale.
L’Europa inizia a crescere, gradualmente i dazi doganali venivano abrogati (zona di libero scambio).
UK nel 1961 presenta la domanda di partecipazione/adesione però opposizione del generale De Gaulle, primo fallimento di allargamento.
Anni ‘60 passano rapidamente con progressivo ampliamento dell’operato della comunità, perché vengono meno i dazi doganali.
Nel 1968 si crea formalmente il mercato unico.
1^ crisi → 1965, progetto di bilancio economico autonomo della comunità (non più con i contributi degli stati membri) evince il problema del deficit democratico (il P. non ha avuto veramente il potere legislativo per almeno 20 anni) politica della sedia vuota a causa della Francia, a cui segue la nascita di una forma di compromesso (poi rispettato in altre situazioni) → il principio dell’unanimità sarebbe sostituito il principio della maggioranza nel consiglio tutte le volte in cui si sarebbe affrontato un interesse fondamentale anche per solo 1 stato membro → compromesso di Lussemburgo.
Oggi è un tema cruciale (es. problematica del diritto della Polonia e Ungheria che bloccano un sacco di processi).
1^ cambiamento istituzionale: fusione degli esecutivi degli anni ‘60 (le 3 comunità erano state istituite in modo parallelo, si decise di (non fonderle in generale) fonderne gli esecutivi (= un’unica commissione che a seconda della materia in agenda aveva il cappello di commissione CEE, CECA o EURATOM) → importante per le materie borderline (di confine), evita i conflitti in caso di materie al di fuori della competenza di organo x.
Mantenendo comunque l’autonomia delle 3 comunità, resteranno fino al 2002 (trattato di Lisbona).
Questione del finanziamento, 1970s trattato di Lussemburgo, passaggio a un sistema nel quale si aumentano i poteri dell’assemblea sul finanziamento + la comunità viene finanziata anche da prelievi agricoli (oggetto di politica agricola comune), i dazi doganali → è un equalizzatore (elimina la distorsione poiché è un beneficio generale non unico, a differenza della tariffa doganale unica) + finanziamento da proventi dell’IVA.
Dal ‘70 in poi nasce un nuovo sistema nel quale una parte significativa dei finanziamenti proviene da mezzi propri (e meno trasferimenti dagli stati membri).
3 comunità che cominciano ad autofinanziarsi e a essere operative.
1970s: anni di stallo, in cui si arresta la costruzione europea (“eurosclerosi”).
2 crisi petrolifere, terrorismo, forte inflazione, restrizioni sui capitali.
Le 4 libertà previste dal trattato di Roma non erano tutte uguali tra di loro, per le persone = lavoratori, servizi = lavoratori autonomi.
I capitali inizialmente erano una libertà di serie B (alla fine degli anni ‘80 c’erano ancora i controlli) solo se necessario.
Già nel ‘69, la prima volta ufficiale nel ‘71, si inizia a parlare di unione economico monetaria (che nasce poi con il trattato di Maastricht).
Nel ‘73 abbiamo il primo importante allargamento, Europa a 9 → UK, Irlanda e Danimarca.
UK paese unico fondato sul common law (no civil law), diversificazione.
Allargamento in senso orizzontale: paesi.
Allargamento in senso verticale: competenze e ambito d’azione.
Nel ‘76 si parla per la prima volta di “Europa a 2 velocità” tema di cui si discute ancora oggi, si può andare avanti a velocità diverse, con varie declinazioni.
Tra le proposte di quegli anni, c’è un rapporto che affermava una necessità di capacità di bilancio autonomo proprio (che funga da equalizzatore come avviene con il bilancio dello Stato con cui si fanno aiuti e trasferimenti) → confronto con gli USA.
Altro cambiamento: prima elezione a suffragio universale del Parlamento europeo nel 1978 (prima si chiamava assemblea comune), prima erano eletti indirettamente (all’interno dei Parlamenti nazionali, potenzialmente lesivo del principio democratico).
Non fu armonizzato il sistema di elezione, ancora non lo è, ogni stato decide da sé.
Anni ‘80, atto unico e nuove competenze
Anni ‘80, rapporto di Colombo e Genscher.
Fino alla prima metà degli 80s la costruzione della casa europea era rimasta sostanzialmente paralizzata, anche per le crisi.
1984 viene eletta la nuova Commissione presieduta dal francese Delors → idea di completare il mercato interno (rimuovere gli ostacoli fisici, controlli sanitari, ostacoli fiscali e tecnici).
Lanciato lo studio “costo della nuova Europa” sugli ostacoli tecnici tariffari (quanto costano effettivamente), dimostra che se aboliti ci può essere una crescita significativa per l’UE, in termini di PIL → si crea un momento favorevole e si lancia la campagna sul completamento del mercato interno tramite leggi prima adottate a livello europeo e poi recepite a livello nazionale (lavoro della Commissione, 300 direttive).
Da un’Europa indifesa a un’Europa che fa, pensiero a livello int. (idea di profonda integrazione) successivamente si vengono modificati per la prima volta i trattati.
1986: atto unico, viene modificato l’ambito del trattato sulla CEE, esso consiste in una serie di modifiche alle competenze/materia, il loro progressivo ampliamento + diversi tipi di competenze (esclusive, complementari ecc.) → ambiente, trasporti, energia e telecomunicazioni entrato in vigore nel 1987.
Modifiche anche dal punto di vista funzionale (es. si affronta per la prima volta il tema del deficit democratico, il P. aveva solo una funzione consultiva non vincolante).
Introdotta la prima procedura di cooperazione, che vede un coinvolgimento più significativo del Parlamento europeo + vengono estese la materie che possono essere decise a maggioranza qualificata + cooperazione (restiamo nell’ambito del diritto int.) * in materia politica degli affari esteri*.
Cooperazione → il diritto dell’UE si fonda sul metodo comunitario (le istituzioni decidono in base alle regole dei trattati) =/= metodo intergovernativo (i governi decidono) (anche se in alcuni casi rimane lo stesso) ed è specifico della cooperazione.
Nel frattempo, dal punto di vista dell’allargamento → Grecia, Spagna e Portogallo (bilanciamento dal punto di vista geopolitico) paesi che volevano da tempo aderire.
Stop dal colpo di Stato in Grecia + nuove problematiche, nuovi prodotti.
Parametri da soddisfare per poter aderire.
L’UE nasce sulla condivisione di alcuni valori (es. p. di democrazia liberale).
Trattato di Maastricht e nuova struttura dell’Unione
Passaggio alla firma del trattato di Maastricht grazie all’intervento di alcuni fattori geopolitici.
1989 → cade il muro di Berlino.
1991 → dissoluzione URSS.
Condizioni per la riunificazione delle 2 Germanie (l’asse franco tedesco è sempre stato importante per l’integrazione europea):
- Temi di accelerazione moneta unica;
- Idea di accentuare la dimensione sociale (non solo commercio e mercato), affrontare il problema del deficit democratico;
- Istituire meccanismi per proteggersi dalla criminalità internazionale, droga, immigrazione ecc.
Tema della Germania europea o Europa tedesca?
2 conferenze in parallelo:
- Unione economica monetaria;
- Unione politica.
Firma trattato di Maastricht (7 Febbraio 1992) → grande salto in avanti andato bene, uno dei momenti epocali della storia dell’UE.
Da un lato prevedeva modifiche dei trattati e nuove competenze (salute, cultura, protezione civile, turismo ecc.) dall’altro ha sviluppato meccanismi di cooperazione.
Introdotta la cittadinanza dell’unione e si afferma il principio di sussidiarietà.
CEE cambia denominazione e diventa Comunità Europea (avvicinarsi di più ai cittadini, per comprendere anche la dimensione sociale).
Scopo: coordinarsi all’interesse comune.
Creata l’unione economica monetaria (sistema europeo banche centrali).
Introdotta la cooperazione in materia di giustizia e affari interni + *nuovi settori: salute.
Nasce il principio di sussidiarietà.
Ampliate le competenze del Parlamento che decide con nuova procedura (co-decisione).
Allargamento ad altri settori, es. cooperazione politica estera*.
09/03 Maastricht, pilastri e unione economica monetaria
1992 → trattato di Maastricht, conferenza politica e conferenza economica (non più CEE) + dimensione sociale, disposizioni che disciplina l’ambito monetario.
Introdotto il principio di sussidiarietà (l’UE interviene solo se gli obiettivi non possono essere eseguiti efficientemente dagli stati membri).
Ampliato il potere del Parlamento.
Questo trattato aggiunge altre tematiche e avviene la costruzione di un “tempio greco” → l’UE è un insieme di diverse regole poste all’interno del trattato e si fonda sulle comunità e sulla cooperazione (2° e 3° pilastro).
Pilastri:
- Comunità europee e la modifica dei loro trattati da parte del trattato di Maastricht;
- PESC, nasce con il trattato di Maastricht, politica estera e di sicurezza comune (siamo al di fuori dei precedenti trattati) → metodo intergovernativo (i Governi decidono all’unanimità), nasce sulle ceneri della vecchia idea di comunità europea delle difesa; obiettivi rafforzamento sicurezza e mantenimento pace, cooperazione tra stati e sviluppo. Le sanzioni contro la Russia sono decise dalla PESC;
- Cooperazione in materia di giustizia e affari interni, metodo intergovernativo, presuppone che gli stati cooperino in questa materia (es. frontiere, asilo, immigrazione, lotta alla droga, materia doganale), al di fuori del trattato.
Il trattato di Maastricht prevedeva la norma passerella: consente la comunitarizzazione di queste materie (siccome l’assetto non è eterno, queste materie possono essere portate al metodo comunitario, l’assetto è suscettibile di essere modificato es. cooperazione giudiziaria in materia civile, la comunità acquista competenze in materia).
Il trattato entra in vigore nel 1993.
La più significativa è l’introduzione dell’unione economica monetaria (titolo VII del trattato), gli stati si sono spogliati della competenza di una delle questioni più rilevanti riguardanti la sovranità statale, in alcuni paesi è stato necessario un referendum.
Gli stati possono comunque decidere la propria politica economica ma in linea con gli interessi dell’unione.
Le politiche economiche singole sono libere però in base al benessere dell’unione.
Allargamento del 1995 e trattato di Amsterdam
1993 → ripartiti i negoziati con paesi che da tempo avevano fatto richiesta di adesione.
Modifiche verticali: modifiche del contenuto.
Modifiche orizzontali: aumento dei membri.
1° Gennaio 1995 → Finlandia, Austria e Svezia (15) e Norvegia (ma il referendum lo impedisce per la seconda volta).
Evoluzione lenta dal ‘57.
Dall’81 si accelera, c’è una serie di modifiche periodiche (con conferenza tra stati membri, approccio pragmatico) → cambiamenti di piccola misura (anche dopo M.).
Quello che non è stato introdotto nel trattato del ‘92 è stato inglobato pochi anni dopo nel 1997.
Modifica da parte del trattato di Amsterdam → consiglio europeo nel ‘97, in vigore dal ‘99, non ha portato però a grandi passi in avanti, già previsto nelle disposizioni di Maastricht.
Aspettative un po’ deluse, ci si aspettava di più (soprattutto modifiche alle istituzioni).
Le modifiche toccano tutti e tre i pilastri.
1° pilastro: la più significativa modifica è l’impegno assunto riguardo alla problematica occupazionale + modifica in varie materie, es. ambiente, politica sociale, politica pubblica + viene in parte risolto il problema del deficit democratico (PE diventa sostanzialmente un co-legislatore e senza il suo accordo non si può decidere, potere di veto) + ampliato il novero delle materie decise a maggioranza qualificata, ampliato il potere al presidente della commissione europea.
No modifiche istituzionali.
2° pilastro: si auspica ulteriori cambiamenti alla PESC ma in realtà non si sono fatti passi, però sono state ampliate possibilità intervento attraverso strategie comuni (per fissare obiettivi, mezzi) e introduzione del meccanismo dell’astensione costruttiva.
3° pilastro: modifiche più importanti, la cooperazione viene comunitarizzata sulla base della norma passerella, metodo comunitario (es. concessione di visti, asilo ecc.).
Resta la cooperazione tra forze di polizia, cooperazione giudiziaria in materia penale, cooperazione per armonizzare il contenuto di det. reati/sanzioni (criminalità organizzata, terrorismo ecc.) → il pilastro prende il nome di “cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale”.
- Introduzione di un nuovo meccanismo già esistente: cooperazione rafforzata, ulteriormente raffinato successivamente, velocizzare l’integrazione chi vuole va più avanti chi non vuole no (quindi con tempi diversi, purché ci sia un numero minimo di Stati) → codificazione di tale cooperazione, si lascia la porta aperta a quelli che non sono pronti, Europa a 2 velocità.
Semplificazione del trattato nella numerazione.
Altre modifiche → semplificazione dei trattati dal punto di vista linguistico.
1999 → si apre la terza fase, l’unione economica entra nel vivo (l’euro diventa operativo).
Inizi anni 2000 → cambia l’ordine delle priorità, si pone il problema di creare maggior integrazione con i paesi dell’Europa dell’est (revisione delle regole, per evitare rischio di regressi).
I tempi sono sempre più rapidi → nuova conferenza intergovernativa (nuova bozza di trattato x gestire l’allargamento a est) + tema dell’estensione voto.
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