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La letteratura tedesca

La letteratura tedesca si divide in due parti:

  • Primerliteratur → ossia le varie opere e libri della letteratura tedesca.
  • Zweiteliteratur → ossia i testi critici.

Si ha un’intermedialità, ossia una relazione tra più elementi (media sono la forma in cui si manifesta la cultura).

Thomas Mann

Thomas Mann (1875-1985) → fu un intellettuale tedesco vincitore di un premio Nobel. Abbraccia due secoli e vive in uno dei momenti più terrificanti della storia tedesca (dodicennio nero). Vede l’avvento del nazismo (1933) e fu costretto ad un esilio volontario. Nel 1938 Mann andrà in esilio; è una decisione difficile perché è il rappresentante della cultura tedesca di quegli anni. L’avvento del nazismo scatena una frattura che gli impone la fuga; egli era infatti un intellettuale scomodo perché era contrario al regime nazista. Durante il rogo dei libri, infatti, vennero bruciate anche delle sue opere.

Vive la cultura tedesca lontano dalla realtà della Germania politica e geografica; un punto di vista estraniato, aperto ad una nuova realtà. Va in esilio negli Stati Uniti e, al suo arrivo il 22 febbraio del 1938, rilascia una dichiarazione al New York Times in inglese (lingua che imparò tardi). L’inglese è la lingua dell’altro, punto di integrazione.

Emigrazione interna

Emigrazione interna → dissenso per la politica dello stato che non viene manifestato. Attuata da alcuni intellettuali tedeschi durante gli anni del nazismo per non dover abbandonare la nazione. Mann va negli Stati Uniti per salvare i principi democratici europei, minacciati dal regime nazista, e che coltiva in un ambiente diverso da quello tedesco.

Prospettive di Mann sull'esilio

In Germania si aveva un’atmosfera avvelenata (metafora per indicare un’aria non pura; allusione alla diffusione capillare del regime nazista).

Eteroglossia = dal greco étheros (diverso) e glossia (lingua) → sapersi esprimere con un filtro diverso (in questo caso in inglese). Per Mann l’esilio non rappresentava una perdita. "Where I am, there is Germany" (=Wo ich bin, ist Deutschland/dove sono io, lì c’è la Germania) → wo/where/dove = indica un luogo o spazio fluido, traslabile.

Abbandonando la Germania non ha perso il legame con essa. La cultura tedesca, secondo lui, non è legata ai luoghi in cui in quel periodo c’era il regime nazista; lui è un rappresentante della cultura tedesca, quindi dove c’è lui, c’è la Germania. Gli spazi della cultura possono andare anche oltre gli spazi fisici. C’è un’apertura nei confronti del mondo, perciò l’esilio non è una perdita, non è una sconfitta; c’è la convinzione e la speranza che il Reich verrà sconfitto (→ forte presa di posizione). Mann non è uno sprovveduto, realizza ciò che sta accadendo alla Germania. Tutto ciò viene detto nel 1938.

Mann idealizza un disegno politico del mondo che verrà: idealizza una democratizzazione sociale in senso ampio con una riforma della libertà; necessaria, però, molta autodisciplina. Tutto ciò viene detto quando ancora lui non sa cosa accadrà in futuro alla Germania (→ guerra, la divisione del paese e l’UE).

Deutschland und die Deutschen

"Deutschland und die Deutschen" → discorso che Mann pronuncia nella Library of Congress il 29 maggio 1945, un discorso feroce nei confronti della cultura tedesca, ma aperto al futuro. Egli si interroga nel '45, anno in cui la Germania si trovava in ginocchio alla fine della guerra, sul destino del Paese e della cultura tedesca (Mann sarà contrario alla divisione tedesca).

Il periodo in Svizzera

Dal 1933 fino al 1938/1939, Mann cambia la residenza in Svizzera a Küsnach. In questi anni vive nella Svizzera tedesca vicino Zurigo (cultura e lingua tedesca, ma realtà svizzera). Questo è un periodo di intenso studio dell’inglese, che apre le porte ad una prospettiva concreta di andare negli Stati Uniti.

In questo periodo iniziano anche i primi rapporti con gli USA; dal 1934, infatti, farà 4 viaggi brevi in USA, in cui tiene delle conferenze semi-pubbliche, per tessere dei rapporti diplomatici di amicizia per poter poi andare a vivere nel Paese in futuro.

Date importanti della storia tedesca

  • 1933 → Hitler sale al potere legalmente, viene infatti eletto su base volontaria. Il 1° febbraio 1933 convince Hindenburg a sciogliere il Parlamento, eliminando così uno dei più grandi ostacoli alla dittatura hitleriana.
  • Settimane dopo vengono votate le leggi speciali (Ermächtigungsgesetze) che limitano la libertà e i diritti civili fondamentali, appartenenti allo stato d’emergenza (Notverordnungsgesetze). Si hanno, infatti:
    • Vincoli sulla libertà di stampa.
    • Divieto diffusione giornali e delle riunioni di area politica sinistra.
    • Le SA diventano polizia di stato.

Questi sono i primi passi per quella che poi sarà a tutti gli effetti una dittatura, la quale avverrà con le leggi dei pieni poteri che concedono poteri straordinario al cancelliere; gli viene attribuito, infatti, il potere legislativo (appartenente precedentemente al parlamento) in aggiunta al potere esecutivo (appartenente al cancelliere come di norma). Vengono anche sciolti i parlamentari dei Länd dal governo di Hitler, un altro ostacolo il meno nel cammino verso la dittatura. Avviene, quindi, il Gleichschaltung ossia il processo di eliminazione delle differenze o delle possibilità di resistenza; verrà poi esteso ad altri partiti e anche ai sindacati, ma anche a chi manifestava un dissenso nei confronti del regime; riguardava anche le scuole, le università e i professori, che dovevano giurare fedeltà al regime.

1934 → ulteriore passo decisivo verso la dittatura. Muore, infatti, Hindenburg e Hitler acquisisce anche la carica di presidente, diventando così Führer, ossia capo assoluto, il quale non andava ormai incontro a nessun tipo di resistenza politica da parte di un qualsiasi oppositore.

Il concetto di "Wo ich bin, ist Deutschland"

"Wo ich bin, ist Deutschland" → pone un forte accento sulla questione dello spazio; la Germania è una realtà legata alla persona di Mann. "Wo ich bin" (punto di vista grammaticale) ha funzione locativa, ossia il luogo Germania è lui stesso; è una deissi (il ricorso ad espressioni che, all'interno di un enunciato, facciano riferimento: alla situazione spazio-temporale in cui lo stesso enunciato è emesso; alle persone che emettono o ricevono l'enunciato).

Lo spazio della Germania è a metà strada tra l’interiorità di Mann e l’esteriorità del luogo fisico d’origine; un qualcosa di concreto e simbolico che allarga il concetto di spazio. La Deutsche kultur è una zona di sovrapposizione di esperienza intima e dei luoghi reali. "I carry my german culture in me" → IN sottolinea la dimensione immateriale interiore fatta di tradizioni e ideali. "Wo ich bin, ist Deutschland" è un attacco/una presa di distanza dalla geopolitica di Hitler, dando vita ad un nuovo rapporto e una nuova idea di spazio.

I principi d’ispirazione del regime sono quelli di unire tutti gli appartenenti alla cultura tedesca in un unico luogo (Lebensraum). Hitler puntava, quindi, ad avere uno spazio sufficientemente ampio per poter accogliere tutti gli appartenenti al Reich; varò delle leggi (leggi speciali) per stabilire chi potesse appartenere al Reich. Voleva creare la cosiddetta "Großdeutschland"; creare un nuovo impero idealizzato nel "Hoßbach-Protokol", in cui il regime dichiarò di voler creare un Lebensraum im Osten (spazio vitale nei territori ad est).

"Anschluss" = annessione dell’Austria nei territori del Reich. 12 marzo 1938 → Heimholung ins Reich, ossia riportare i territori a casa. Successivamente abbiamo il Trattato di Monaco, poi abbiamo l’attacco dei sudeti e successivamente iniziò l’annessione della Polonia.

Il 1° marzo 1939 si ha una svolta a danno del Reich quando l’Inghilterra resiste ai bombardamenti tedeschi, in più abbiamo le leggi USA a sostegno degli stati che combattono contro il regime nazista e il regime nipponico.

Uno stato che resiste all’occupazione nazista è la Svizzera, nonostante sia stata molto minacciata; ciò grazie ad una politica di integrale neutralità ("Integral Neutralität").

Mann viene invitato a fare il suo celebre discorso il 29 maggio 1945; il 7 maggio 1945 il generale Dönitz sigla la resa incondizionata dell’armata tedesca.

Le idee di Mann sulla nazione

L’idea che Mann ha di nazione è totalmente diversa da quella dei nazisti. Nel suo discorso "Deutschland und die Deutschen" parla principalmente del nemico degli USA: un’impresa ardita in quegli anni. Parla di cos’è la Germania e chi sono i tedeschi (was ist Deutsch? → per il regime nazista si basava su basi biologiche "razza ariana"), ma anche del rapporto della Germania con il resto del mondo dopo la Seconda Guerra mondiale. Mann ha una visione diversa, perché crede che l’attenzione vada sulla cultura tedesca.

L’idea del discorso gli venne nell’autunno del 1944 e il pubblico era aperto, ma era un pubblico colto formato per la maggior parte da politici. Venne scritto in inglese (doveva parlare in questa lingua) e tedesco, ma venne tradotto in tante altre lingue; la versione italiana fu una delle prime ad uscire, tradotta da Lavinia Mazzucchetti. Una delle ultime versioni italiane è uscita nel 2009 redatta da Mondadori in una raccolta di saggi di Mann che si intitola "Moniti all’Europa", in cui è incluso per l’appunto "Deutschland und die Deutschen", la cui introduzione è stata scritta da Giorgio Napolitano.

Mann vedeva la Germania al centro di un quadro europeo estremamente mutato. Il discorso fu pronunciato negli Stati Uniti, la potenza vincitrice nel 1945; la quale stanziò dei prestiti a Francia e Inghilterra per affrontare la Germania grazie al varamento della legge per affitti e prestiti a favore delle potenze alleate.

Gli USA scendono in campo quando si ebbero delle difficoltà sul fronte russo e in Inghilterra, precisamente il 6 giugno 1944 (sbarco in Normandia); successivamente si ebbe la resa e la capitolazione. Dopo di ché la Germania non esiste più come stato, poiché il potere del Paese verrà diviso tra le potenze vincitrici (Inghilterra, Francia, Stati Uniti) e non dalla Germania, ma solo in modo temporaneo.

Mann negli USA

Mann negli USA vive nella sua villa: Pacific Palisades. È un discorso molto complesso anche per gli eventi storici che tratta; usa parole fortissime come male in esprimibile → le parole non bastano per definire ciò che è accaduto; il popolo tedesco viene definito sciagurato. Mann mette in collegamento la cultura tedesca con il mondo.

Il "tuttavia" nella riga 5 indica una svolta. Deutsche Problem e l’enigma → bisogna indagare sul carattere e il destino che spetta alla Germania.

Secondo Mann, ci può essere speranza solo se si ammette la colpa. Il pensiero dello scrittore è cosmopolita (desiderio di dialogo con il mondo) unito ad una visione pragmatica (→ vuole ridisegnare il futuro) della Germania. Egli condanna nettamente la Germania, non si esclude dalla colpa, che deve essere sempre ricordata, non ci sono tedeschi buoni e tedeschi cattivi: ogni tedesco si deve porre il problema della colpa.

Neil MacGregor

Neil MacGregor → è uno storico d’arte che è stato anche direttore del British Museum. Allestisce una mostra nel 2014 e fa anche delle trasmissioni radiofoniche dal titolo Germany, memory of a Nation. (importanti le parole shame e past). La cultura della colpa rende possibile la costruzione di monumenti per ricordare e ricostruire un futuro diverso. La colpa ha un aspetto giuridico, mentre shame/vergogna descrive l’aspetto intimo e interiore. Positioning → considerare la prospettiva di chi parla, per capire anche il contesto.

La questione di colpa/vergogna (Vergangenheitsbewältigung) è un dibattito che rimane aperto e continua anche dopo l’intervento di Mann; la vergogna sposta il peso della responsabilità.

Il discorso di Mann

Nel discorso, Mann parla anche della dimensione dello spazio. Per Mann gli Stati Uniti dell’epoca erano un ambiente cosmopolita; "rassichen und nationalen Universum" → universo multietnico (USA). Mann ha, inoltre, un debito di gratitudine verso gli USA per l’ospitalità e la cittadinanza che ha ricevuto (captatio benevolentiae). Cita anche "materia di cui sono fatti i sogni".

Shakespeare → allusione alle parole di Prospero nella "Tempesta" di William Shakespeare (Atto IV, scena 1, v. 156): "We are such stuff / As dreams are made on; and our little life / Is rounded with a sleep".

Traduzione italiana (A. Obertello): "Siamo della stessa sostanza / di cui sono fatti i sogni; e la nostra breve vita / è racchiusa da un sonno".

Traduzione tedesca (L. Tieck): "Wir sind solcher Zeug / Wie der zu Träumen, und dies kleine Leben / Umfaßt ein Schlaf".

Nel discorso di Thomas Mann: wie ich hier stehe, habe ich das Gefühl, daß das Leben aus dem Stoff ist, aus dem die Träume gemacht sind.

Con il suo discorso Mann non vuole suscitare compassione. Ritrae la Germania come se fosse una persona. La base di questo metodo di descrizione è la personificazione della Germania come se fosse un individuo, di cui Mann descrive i tratti caratteristici. Parla della psicologia della Germania utilizzando una certa tecnica (chiamata Charakteristik) → un genere letterario usato per descrivere scrittori, musicisti, ecc. per avere un identikit della persona di cui si parla. Individua, quindi, i tratti peculiari del soggetto descritto.

Un’operazione complessa questa, poiché non si tratta di una persona ma, bensì, di una cultura; tramite un percorso psicologico, infine, Mann cerca di descrivere cos’è un tedesco. Non fa un semplice elenco dei tratti tedeschi, ma ne definisce la personalità come se fosse il risultato di 2 forze contrastanti (una descrizione dinamica):

  • Cosmopolitismo → apertura a ciò che è tedesco.
  • Nazionalismo → chiusura nei confini nazionali.

Queste due forze sono dei fenomeni sempre presenti nella storia tedesca, ma quasi sempre uno prevale sull’altro. Nel dodicennio nero abbiamo il nazionalismo con l’aggravante del razzismo. La tradizione tedesca prima del nazismo vedeva protagonista un’apertura verso il diverso come tratto caratterizzante. Questo, però, è un discorso generale, è una personificazione di tutta la Germania; non tutti i tedeschi hanno queste caratteristiche.

Secondo Nietzsche la tragedia greca nacque dallo spirito dionisiaco che tende a scorgere il dramma della vita, e poi decadde con il sopravvento dell’apollineo che, tentando di rendere accettabile la vita, trasformò il caos vitale in un mondo misurato e armonico. Solo nella fase intermedia, con l’armonizzazione dei due spiriti, la tragedia greca diede origine a veri capolavori. Ma, tale dualità assume nella filosofia di Nietzsche una valenza ideologica: il dionisiaco corrisponde all’atteggiamento di accettazione totale ed entusiastica del mondo e di tutti gli aspetti della vita nella totalità della loro potenza che porta al passaggio dall’uomo al superuomo; l’apollineo invece è la rinuncia e la fuga dalla vita che mortifica l’energia vitale ed è indegna dell’uomo. Nietzsche sceglie l’atteggiamento dionisiaco verso la vita. Da qui la critica all’atteggiamento rinunciatario della morale tradizionale e dell’ascetismo schopenhaueriano.

C’è una continua lotta tra questi due aspetti della filosofia nietzschiana, dalla cui unione sarebbe poi nata la tragedia greca.

Il sacro romano impero tedesco

Il sacro romano impero tedesco comprendeva realtà diverse tra loro → un mosaico di popoli e lingue che davano ai tedeschi l’idea di appartenere al Reich, salvaguardando le particolarità di ognuno.

Nella prima mappa si vede una miriade di colori, che rappresentano ognuno territori autonomi ma che, allo stesso tempo, appartenevano al sacro romano impero.

‘800 → le cose cambiano a causa dell’idea di unificazione di questi territori. La Prussia, infatti, decise di unificare la Germania sotto il suo regno (1871-1918) → questi territori sarebbero così diventati un Reich minaccioso, visto come un qualcosa di chiuso. Ciò si ripresenterà durante gli anni che precederanno la Seconda Guerra mondiale, caratterizzati da un nazionalismo tedesco esasperato e rivalità con la Francia; che porteranno poi allo scoppio della guerra. Ciò significava tradire la doppia anima tedesca.

1919-1933 → Repubblica di Weimar (per la prima volta una repubblica nella storia tedesca). Nel 1933 si ha l’avvento del nazismo: un’ulteriore tradimento del cosmopolitismo tedesco. Mann mette anche in contrapposizione il Reich del sacro romano impero con il Reich di Bismarck con il Reich di Hitler. Descrive i tedeschi come dei provinciali, poiché "arrivarono tardi" al concetto di nazionalismo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

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