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Moderno: una fase della storia degli uomini

Moderno è una fase della storia degli uomini che, secondo studi del 1800 e secondo la prospettiva europea, inizia con la scoperta dell’America nel 1492, generalmente attribuita a Cristoforo Colombo. Colombo è visto in una duplice maniera: scopritore ed esploratore per gli europei, conquistatore per gli indigeni. La storia, però, è costituita non da eventi ma da processi lunghi (concetto della lunga durata) che modificano la mentalità degli uomini.

Inizio dell’età moderna

  • Scoperte geografiche (per motivi geografici ed economici)

Il movimento delle esplorazioni ha avuto inizio nel 1300 coi Portoghesi come conseguenza del dominio turco del Mediterraneo, che si rinforza quando nel 1453 Maometto II conquista Costantinopoli. I turchi, infatti, assalivano le navi europee. Le esigenze sono anche di natura commerciale.

  • Riforma (da dove inizia la storia moderna dal punto di vista religioso)

La predicazione di Lutero, con successiva emanazione delle 95 tesi nel 1517 e bolla di scomunica nel 1521, rompe in modo repentino l’unità religiosa. La diffusione dell’eresia è favorita anche dall'invenzione della stampa a caratteri mobili con cui si passa, tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500, dal manoscritto al testo a stampa, strumento fondamentale per la propaganda delle idee luterane, a differenza di altri pensieri che nel Medioevo non avevano trovato la loro voce. La Riforma fu favorita anche dai rapporti di potere: parte della nobiltà tedesca si dichiara protestante con l’obiettivo di scardinare sia il potere temporale dell’imperatore che il potere spirituale del papa, di cui volevano acquisire i beni.

Durante l’età moderna

Il pensiero moderno si forma grazie a un mutamento che ha luogo tra la metà del 1400 e i primi 20 anni del 1500: l’autorità dei pilastri impero e papato, caratterizzante l’epoca precedente, viene messa in discussione. Max Weber, figura importante, conia il concetto di demagificazione del mondo, secondo cui si smonta la concezione trascendente del reale che aveva caratterizzato l’epoca precedente: il papa era il rappresentante stesso di Dio in terra e l’imperatore si considerava tale per volontà divina e quindi il suo potere derivava direttamente da Dio.

Lorenzo Valla inventò la filologia per studiare i testi in senso materiale e interpretativo. Egli infatti dimostrò che la donazione di Costantino è falsa, essendo materialmente di epoca medievale e non costantiniana e linguisticamente non antica ma medievale. La società avrebbe dovuto quindi guardare non più solo al trascendente, ma alla storia degli uomini senza intenderla provvidenzialmente.

Il Rinascimento e l’Umanesimo sono quindi quei movimenti culturali che procedono al recupero dell’antico principalmente nelle corti italiane (Urbino, Mantova, Firenze, etc). Il sapere però resta una cosa elitaria, da non condividere con la società rurale, caratterizzata almeno fino al 1700 da forte analfabetizzazione, dalla sottomissione della donna e ancora dal feudalesimo che si sfascia molto lentamente.

L’Umanesimo mette in discussione la storia provvidenziale tipica del pensiero medievale: l’uomo torna al centro dell’universo ed è artefice del proprio destino (fondamentale è la figura poliedrica di Leonardo da Vinci). L’uomo smette quindi di esser passivo e succube valutazione dell’uomo, della volontà: inizia il lento processo della affiancata ad una forte fiducia nel progresso che permette la creazione di una società migliore.

L’inizio della Prima guerra mondiale nel 1914 mette a nudo la contraddizione secondo cui l’uomo lasciato a se stesso non è artefice del suo progresso ma della sua distruzione. Proprio per questo si definiscono nuove branche come la sociologia e la psicanalisi. Gli storici smettono di considerare la storia come una linea che va sempre verso il progresso e iniziano a riflettere sull’importanza dei mutamenti legati alla mentalità dell’uomo: cambia l’approccio allo studio della storia grazie agli storici della scuola di Annales. Nasce l’idea longue durée grazie all’influenza delle altre scienze sociali, come antropologia, psicanalisi e sociologia.

Bloch elabora il concetto di anacronismo, secondo cui la storia non è la nostra proiezione, ma lo storico deve partire da domande riguardanti il presente per studiare il passato. Questo cambiamento di mentalità porta anche ad un ampliamento del panorama delle fonti: fino al Positivismo si consideravano quasi solo le fonti istituzionali (es. trattati), poi anche le fonti testuali, materiali (es. modifiche temporali del paesaggio), artistiche, letterarie (di cui si occupa molto Febvre), notarili (es. le donne non erano del tutto prive di potere in quanto potevano anche trasmettere dei beni). La mentalità odierna può rendere il quadro del passato molto più complesso e interessante (es. il tema delle conversioni torna ad interessare a causa dello scontro tra fondamentalismi).

Fine dell’età moderna tra fine 1700 e inizio 1800

Rivoluzione è la parola chiave di questo periodo. Il termine viene inizialmente associato alla scienza: negli anni ’30 del 1600 Galilei, sostenendo il sistema eliocentrico, modifica radicalmente l’assetto della mentalità dell’epoca, perciò le sue idee vengono condannate dalla Chiesa romana attraverso il tribunale dell’Inquisizione.

Dopo la messa in crisi della coscienza europea, si assiste anche al sovvertimento del potere monarchico: con la rivoluzione inglese il sovrano Carlo I viene condannato a morte dal Parlamento; seguono le rivoluzioni francese, il cui processo porta all’età contemporanea in quanto il 1900 sarà profondamente condizionato dall’idea di democrazia nata in Francia, e con cui si rivendica la rappresentanza e c’è uno scollamento tra lo Stato (re) e la Nazione che evolvendosi non si riconosce più nel sovrano.

Si assiste anche a una massiccia codificazione del diritto con la creazione dei codici penale e civile che valgono per tutti i cittadini allo stesso tempo e modo, a differenza del periodo precedente, in cui ogni corpo aveva codici diversi, ad esempio la società francese (la rivoluzione scoppia perché i nobili non vogliono pagare le tasse): si passa da un’idea di privilegio, basato sulla disuguaglianza, a un’idea di diritto, che parte dal principio fondamentale di uguaglianza ed è applicato a tutti indistintamente.

Lo Stato subisce anche un processo di astrazione grazie allo sviluppo di una burocrazia, che garantisce uguaglianza di trattamento ai cittadini = lo Stato non si identifica più in una persona fisica.

Si assiste anche ad un processo di urbanizzazione, con cui si modificano gli assetti e la vita della popolazione europea che si sposta dalle campagne alle città grazie alla Rivoluzione Industriale.

Scoperte geografiche

Nel periodo precedente i confini delle mappe si interrompevano al mondo conosciuto, quindi alle colonne d’Ercole (es. Atlante del mondo, 1490, dalla “Geografia” di Claudio Tolomeo, II sec. d. C.). Le imprese di esplorazione geografica non iniziano però con Colombo che parte alla volta delle Indie.

Motivi

  • Continuazione delle imprese religiose medievali, in particolare delle crociate soprattutto dopo la caduta di Costantinopoli nelle mani dei Turchi
  • Curiosità per l’ignoto legata all’idea di centralità dell’uomo tipica dell’Umanesimo

Iniziano a pubblicarsi le prime relazioni di viaggio già prima del 1492 e si diffondono grazie all’invenzione della stampa (es. Il Milione di Marco Polo che si spinse per terra attraverso l’Oriente): esse sono spesso testimonianze di mercanti, ma differiscono in base agli interessi dell’esploratore (es. evangelizzazione, informazioni pratiche per l’economia). Questi racconti vengono fatti per affinità alla tradizione europea o per contrasto ad essa, con l’intento di criticare la cultura straniera (es. cannibalismo delle società indigene americane).

  • Difficoltà lungo le vie carovaniere, spesso pericolose, quindi l’arrivo delle merci non era garantito. Il prezzo delle merci inoltre aumentava quando lo scambio avveniva grazie ai mediatori commerciali. Si inizia quindi a comprare la materia prima direttamente dai produttori arrivando all’origine delle merci
  • Innovazioni tecnologiche: astrolabio per leggere le stelle, nuove imbarcazioni con un sistema basato sulla forza del vento (es. Caravella di Colombo) in cui lo spazio occupato dalla forza-lavoro degli uomini-remi viene sfruttato per portare più provviste e merci a bordo, consentendo permanenze più lunghe

Effetti

Positivi: eliminazione degli intermediari commerciali

Negativi:

  • Pirateria (es. l’azione di Francis Drake permette agli inglesi di introdursi con la forza nelle rotte commerciali transoceaniche degli spagnoli) che è un fenomeno globale presente anche nell’Oceano Indiano
  • Naufragi a causa delle tempeste = organizzazione di spedizioni da parte delle potenze europee con l’obiettivo di essere molte navi per riuscire ad affrontare i pericoli
  • Imitazione dei manufatti locali: quando la Cina chiude i porti e le merci non sono più sufficienti per tutte le potenze, gli olandesi ne imitano le porcellane
  • Autogoverno delle colonie derivante dai rapporti difficili con la madrepatria, con cui c’era lentezza nelle comunicazioni: ciò impediva al governo di essere centralizzato

Minoranze etniche e religiose

Minoranze etniche e religiose si muovono in Europa e su tragitti intercontinentali.

  • Ebrei sefarditi costituiscono una delle più grandi diaspore ebree. Essi provenivano dal sud e vivevano nella Penisola Iberica. Nel 1492 i re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona riconquistano Granada, l’ultimo regno dei mori, con l’intento di realizzare la “ricattolicizzazione” della Spagna; per fare ciò applicano la politica dell’intolleranza, costringendo ebrei e musulmani a convertirsi al cattolicesimo (gli ebrei vengono detti conversos, i musulmani Moriscos), pena la persecuzione da parte dell’Inquisizione e l’esilio. In questo modo gli ebrei arrivano in paesi in cui sono già presenti comunità ebraiche, principalmente di mercanti, come Livorno, Ancona (ci sono ancora i resti del ghetto ebraico), Impero Ottomano, Pechino e Oriente in generale, Venezia, in cui hanno la possibilità di mantenere attiva la professione mercantile. Essi differiscono dagli aschenaziti dell’Europa centrale.
  • Armeni sottoposti a un genocidio all’inizio del 1900 da parte dei Turchi. Erano e sono tuttora una comunità dispersa (a Venezia troviamo ancora il Fondaco e il Collegio degli Armeni), impegnati nei commerci. Fondarono una comunità nel grande impero mediorientale di Persia e svolgevano la funzione di mediatori commerciali tra Oriente e Occidente.
  • Greci avevano una tradizione mercantile molto sviluppata, con capo nella zona di Fanar a Costantinopoli, dove svolgevano i loro commerci che arrivavano nella penisola balcanica e in Asia Minore.

Commercio interculturale: Philip Courtain parla di commercio interculturale, i mercanti si portano dietro le proprie tradizioni nelle varie parti del globo. Ad esempio Venezia fu un grande luogo di stampa in Italia: Aldo Manuzio, maggiore tipografo italiano, crea intorno alla sua stamperia, in cui pubblica anche in volgare, un grande ambiente culturale a livello europeo.

Le relazioni di viaggio vengono raccolte da Giovan Battista Ramusio nei “Viaggi”, raccolta di volumi tradotti in altre lingue con l’intento di trasmettere in Europa le conoscenze raccolte dai viaggiatori che si erano spinti in tutto il mondo, dai viaggiatori e missionari medievali alle opere più contemporanee dei conquistadores.

Dall’inizio delle scoperte e conquiste

Il Portogallo fu il primo stato a intraprendere nuove rotte superando le colonne d’Ercole, aventi significato geografico e simbolico: superarle significava porsi su una strada ignota, incontrando esseri mitologici sconosciuti e mostri marini indicati sulle carte medievali (a differenza del mondo islamico, in cui la tradizione dei viaggi per mare si sviluppa molto prima: i musulmani infatti hanno l’obbligo, nel corso della loro vita, di compiere il pellegrinaggio alla Mecca riprendendo il volere di Maometto; in più le loro carte si basavano sull’osservazione diretta, mentre quelle occidentali avevano Gerusalemme al centro ed erano fatte a forma di T).

Il Portogallo infatti aveva più coste sull’Atlantico e non poteva ampliare il proprio territorio verso l’interno, dove c’era la Spagna. Perciò fonda basi alle Canarie e a Madeira, dove si impiantano coltivazioni con ritorno commerciale, grazie al re Enrico Aviz detto il Navigatore che voleva anche accedere alla rotta diretta per le spezie. Perciò Colombo propose il viaggio verso le Indie prima ai portoghesi, che non si dimostrano interessati in quanto vengono dalla recente circumnavigazione dell’Africa a cura di Bartolomeo Diaz (Vasco da Gama diventa il primo viceré dell’Estado da India).

Dato il rifiuto portoghese, Colombo chiede ai reali spagnoli che accettano per non lasciare tutto lo spazio marittimo solo ai Portoghesi: la spedizione di Colombo quindi è all’interno di una dinamica tra potenze coloniali ed è testimoniata da arazzi, pitture, incisioni. Colombo effettua 4 viaggi verso il Nuovo Mondo, arrivando innanzitutto sull’isola de la Hispaniola, attuale Haiti, dove resta subito colpito dalla varietà dell’ambiente naturale: gli europei sembrano non avere le categorie mentali per capire questo mondo apparentemente molto diverso che pensavano essere l’Oriente. Sulla base del mito di El Dorado, gli spagnoli credevano di essere arrivati in Giappone, a causa della presenza di giacimenti auriferi nei fiumi americani; le vere miniere d’oro saranno poi scoperte in Brasile.

Amerigo Vespucci fu il primo a capire di trovarsi in un nuovo continente, perciò il cartografo tedesco Martin Waldseemüller diede il nome America ad una carta del Nuovo Mondo, facendolo diventare una prassi. Sceglie anche il nome Venezuela per analogia: la laguna di Maracaibo con le palafitte sull’acqua assomigliava alla laguna veneziana. A Vespucci vengono attribuite varie lettere, ma si tratta di un caso di contraffazione: egli scrisse di suo pugno una sola lettera, mentre le altre furono scritte da altri marinai a suo nome cosicché le loro osservazioni potessero essere conosciute, data la fortuna della prima lettera del navigatore.

L’inevitabile conflitto tra Spagna e Portogallo viene risolto da papa Alessandro VI Borgia, di famiglia aristocratica spagnola: viene emanato il Trattato di Tordesillas (1494), con cui i territori sull’Atlantico occidentale (tranne il Brasile) vanno alla Spagna, mentre quelli sull’Atlantico orientale vanno al Portogallo = Nuovo Mondo spagnolo, coste africane e Oriente portoghesi. L’intento era mettere in vantaggio gli spagnoli, ma ancora non era stato scoperto il Brasile, che poi automaticamente andò nelle mani dei Portoghesi.

Questi ultimi però non avevano abbastanza forze per colonizzare: il loro impero marittimo, infatti, aveva basi di appoggio (empori sulla costa) e rotte commerciali anche perché si trovano di fronte a imperi molto forti come il Mogul in Oriente. I bandeirantes erano vere e proprie “comunità in marcia" che facevano razzia nei villaggi indigeni alla ricerca d’oro (mito di El Dorado).

A differenza dei Portoghesi, gli spagnoli investono in una colonizzazione capillare del territorio, dando vita ad un forte eurocentrismo. Crolla anche l’assetto biblico alla base del mondo cristiano perché gli europei non conoscono le popolazioni del posto, che arrivano ad associare alle antiche tribù disperse di Israele. Importante era però attuare un’evangelizzazione incomprensibile agli occhi degli indigeni, che non avevano le categorie mentali per capire la conversione.

Caratteri della colonizzazione portoghese

  • Brasile: Il Brasile viene colonizzato stabilmente quando, attraverso la pirateria, altri paesi europei cercano di inserirsi nel territorio, su cui il Portogallo si attiva per creare dei governatorati
  • Empori sul golfo di Guinea: Si gestisce la tratta degli schiavi almeno fino al 1700
  • Si capisce l’importanza della collaborazione coi re africani, interessati a vendere gli schiavi, che costituivano forza-lavoro essenziale anche nella società africana e rappresentavano la vera ricchezza (incrocio di diverse mentalità)
  • Inizia il commercio triangolare, messo in piedi con oggetti di basso valore dal Portogallo in cambio di schiavi africani che andavano nel Nuovo Mondo per sopperire alla mancanza di manodopera indigena (forte tasso di mortalità)
  • Oriente: In Oriente abbiamo Goa sulla costa occidentale indiana e Macao in Cina, unico emporio commerciale sul territorio cinese su cui gli europei riescono a stabilirsi prima della chiusura totale dei confini cinesi (avvenuta durante il 1500), volta ad evitare conquiste anche a livello politico.
  • Come la Spagna, anche il Portogallo forza l’evangelizzazione nelle colonie. La Compagnia di Gesù viene fondata nel 1540 da Ignazio di Loyola con vocazione missionaria, ma prima ancora della bolla di approvazione pontificia per la nascita ufficiale della Compagnia dei Gesuiti, Francesco Saverio parte per l’India e inizia a convertire le popolazioni locali delle Costa della Pescheria e Costa di Perle, i cui abitanti spesso si convertono per salvaguardare le loro comunità.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher naomi2110 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Pavone Sabina.
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