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Impresa: inputs e outputs

Input output ris uman prodotti/servizi materiali impianti ecc.

Il guadagno di un'impresa è dato dalla differenza tra input e output, ma ciò non avrebbe senso se ciò non fosse rapportato ad un intervallo di tempo t.

Per fare ciò però devo avere un'eterogeneità tra input e output, cioè la stessa U.M.

L'altro problema è il t poiché input e output avvengono in periodi di tempo diversi, ad esempio produco a gennaio e vendo a marzo…

Il modo in cui si agisce è con una vista economico-finanziaria dell’impresa (economico ≠ finanziaria), dove l’U.M. è il denaro, quindi si parla di valore input — valore output.

La grande differenza tra Econ e finanz è che in un certo t rendono in maniera diversa input e output.

Per la logica finanziaria interessano i flussi finanziari, cioè scambi di denaro, in particolare:

  • Input —> Uscite di cassa
  • Output —> Entrate di cassa

Quindi in logica finanziaria si parla di flusso di cassa (cash flow) = entrate — uscite in un certo t.

Esempio

Annot: acquisto 1 unità x 100€ a credito.

T+1: pago fornitore.

T+2: vendo unità per 120€.

Vantaggi e svantaggi di quest'ottica

È oggettiva: basta guardare il conto corrente e allora tutti avranno lo stesso risultato.

+- Non fa capire le responsabilità specifiche: infatti il vero responsabile del guadagno è T+2 e non T+3, come mostra il grafico.

€120,00 120€

€76,00

Flow €32,00 0 0

Cash -€12,00 -€56,00 -100 -€100,00 T t+1 T+2 T+3

Ottica economica

Resp specifica +- oggettività. Pagina 1 di 87

Quest’ottica guarda i fenomeni reali, nell’esempio precedente per questa ottica conta l’impiego di risorse (T+1) e la cessione dei prodotti (T+2).

In quest'ottica la differenza tra ricavi di competenza e costi di competenza in un t viene detta utile.

Utile = ricavi di competenza — costi di competenza.

Principio di competenza economica

È alla base dell’economia di un’azienda ed esso dice:

  • L’utile è la diff tra ricavi di comp e costi di comp.
  • Il ricavo di competenza di un esercizio avviene quando c’è l’alienazione del bene o l’erogazione dei servizi.
  • Il costo di competenza fa riferimento al ricavo di competenza, quindi si registra nell’anno del ricavo di competenza; allora il costo del prodotto, quanto l’avevo pagato, va registrato nell’anno in cui lo vendo e attenzione non necessariamente nell’anno in cui incasso i soldi.

Cioè questo principio mi dice che se vendo 10000€ di merce a novembre 2018 e mi pagano a gennaio 2019, comunque quei 10000€ sono di competenza del 2018.

Nell’esempio di prima vediamo questa volta l’utile negli anni con la logica economica: vediamo allora che in realtà la sommatoria di tutte le voci del CF è uguale alla somma delle voci dell’utile nello stesso t, cioè +20€.

€120,00 €76,00

Utile €32,00 0 0 20 0

-€12,00 -€56,00 -€100,00 T t+1 T+2 T+3

Ricordiamo però che il cash flow è oggettivo mentre l’utile può non esserlo, vediamo con questo esempio:

1/3/2018 acquisto 1 unità per 100€.

1/6/2018 acquisto 1 unità per 120€.

1/10/2018 vendo 1 unità per 150€.

Il CF ci dice che le cose oggettive che vediamo in tabella, mentre per calcolare l’utile la situazione è diversa, cioè posso usare 2 logiche:

  • FIFO e allora l’utile è di 150-100=50.
  • Media spese per i prodotti in magazzino = 150-(100+120)/2=40€.

Ovviamente l’utile diventa oggettivo se si vendono tutti i pezzi, ma ciò è impensabile in un’azienda con un grande mix prod.

Utile negli impianti

L’acquisto di un impianto genererà un’uscita di denaro nel momento in cui pagherò il fornitore, quindi il CF sarà oggettivo, mentre nell’utile la situa è diversa.

Infatti per l’utile bisogna guardare il deterioramento annuo dell’impianto e ovviamente se l’impianto ha vita di 5 anni non posso pensare di aspettare 5 anni per vedere quanto si è consumato ogni anno e allora stabilire il giusto ammortamento.

Allora si fanno delle ipotesi di ammortamento:

  • Se l’impianto costa 100 000€ allora diviso 5 penso che ogni anno consumo 20 000€ di impianto e quindi per capire i costi di competenza devo capire quanti prodotti ho venduto, quanti ne ho di scorta, inoltre dei prodotti venduti devo capire a che prezzo li ho venduti (poiché lo stesso impianto può produrre prodotti diversi).

Analisi economica finanziaria fatta da esterni

Stato azionisti azionisti futuri / analisti.

Esso usa una logica economica, gli azionisti hanno una visione a essi fanno un misto tra le due, ma dato che deve stare attento lungo periodo dell’impresa per logiche, infatti per decisioni che alle responsabilità specifica per questo devono usare la logica portano a guardare l’azienda nel attribuire al meglio le tasse fa sì di finanziaria lungo periodo si usa la logica usare una logica economica con finanziaria (soprattutto gli ambiguità ridotte e allora più azionisti fut.) mentre gli analisti per soggettiva grazie a delle norme decisioni nel breve periodo ad chiamate principi contabili. Esempio cambiare CEO usano la logica economica.

Bilancio

Conto economico utile (economico).

Stato patrimoniale patrimoniale.

Rendiconto finanziario.

Il conto economico

È il documento che registra i costi e i ricavi di un esercizio e ha come ultima riga (bottom line) l’utile netto di esercizio.

IAS/IFRS prevedono un contenuto minimo, che comprende:

  • Ricavi
  • Proventi finanziari
  • Oneri finanziari
  • Quota dell’utile o della perdita di collegate e joint venture
  • Utile o perdita prima delle imposte
  • Imposte sul reddito
  • Utile o perdita

La presentazione di queste due voci può avere 2 strutture: per destinazione e per natura. Pagina 3 di 87

Per destinazione

Per natura

Costi aggregati per la natura, cioè le persone, gli impianti. Es: acquisto materiale, costo del personale.

Essi differiscono per come si arriva all’utile operativo infatti:

Per destinazione

Ricavi sono registrati nelle fatture, sommando tutte le fatture del periodo si hanno i ricavi di competenza di tale periodo.

Costo del venduto/risorse di competenza: per capire tale costo abbiamo dei documenti che ci fanno capire il costo del venduto, cioè le ris acquistate:

  • Persone —> Buste paga
  • Acquisti —> Fatture di acquisto

Inoltre a tali costi si va a sottrarre la differenza tra le scorte iniziali di P.F e semi L. e scorte finali di P.F e semi L.

E quindi le ris di competenza = ris acquisite - scorte PF e semi L.

Margine lordo industriale = ricavi — risorse di competenza. Pagina 4 di 87

Per natura

Costi aggregati per la natura, cioè le persone, gli impianti.

Ricavi.

Variazione scorte P.F e semi L.

Consumo di materie prime e materiali di consumo: essa va a guardare l’acquisto di materie prime e materiali di consumo durante l’esercizio considerato e la variazione di scorte di materie prime e materiali di consumo.

Costi del personale: essa include:

  • Stipendi
  • Accantonamento TFR
  • Oneri sociali
  • Oneri diversi del personale e altre prestazioni lavorative

Altri ricavi operativi

Altri ricavi operativi: sono quei ricavi che sono legati all’attività operativa dell’azienda ma che non sono legati alla sua attività caratteristica, cioè ai prodotti che produce e vende. Essi possono essere:

  • Locazione di immobili dell’impresa
  • Risarcimento danni
  • Plusvalenza da vendita di attività materiali e non
  • Royalties

Altri ricavi operativi: sono quei ricavi che sono legati all’attività operativa dell’azienda ma che non sono legati alla sua attività caratteristica, cioè ai prodotti che produce e vende. Essi possono essere:

  • Locazione di immobili dell’impresa
  • Risarcimento danni
  • Plusvalenza da vendita di attività materiali e non
  • Royalties

Costi di distribuzione

Spese amministrative.

Ammortamenti e variazioni di valore delle attività non correnti.

Altre spese operative

Altre spese operative: essa include:

  • Costi di lavorazione diretti e indiretti, interni e esterni
  • Costi di manutenzione
  • Costi di distribuzione
  • Costi per il godimento di beni di terzi
  • Minusvalenze da vendita attività materiali e non

Altre spese operative: essa include:

  • Costi di lavorazione diretti e indiretti, interni e esterni
  • Costi di manutenzione
  • Costi di distribuzione
  • Costi per il godimento di beni di terzi
  • Minusvalenze da vendita attività materiali e non

Utile operativo o EBIT

Utile operativo o EBIT indica il risultato economico inerente alla normale attività di impresa.

Utile operativo o EBIT indica il risultato economico inerente alla normale attività di impresa.

Utile da società controllate, collegate o joint venture

Tale voce include le variazioni di valore del patrimonio netto, valore che viene guardato per vedere l’andamento di una società colleg., conta, o joint venture.

Tale voce include le variazioni di valore del patrimonio netto, valore che viene guardato per vedere l’andamento di una società colleg., conta, o joint venture.

Proventi finanziari da attività di investimento

Proventi finanziari da attività di investimento:

  • Proventi sulle disponibilità liquide e i titoli assimilabili
  • Proventi sui crediti finanziari
  • Utili derivanti dalle attività finanziarie e conseguenti alle attività di negoziazione
  • Variazioni positive di valore di attività finanziarie

Proventi finanziari da attività di investimento:

  • Proventi (tasse) sulle disponibilità liquide e i titoli assimilabili
  • Proventi sui crediti finanziari
  • Utili derivanti dalle attività finanziarie e conseguenti alle attività di negoziazione
  • Variazioni positive di valore di attività finanziarie

Altri proventi e perdite

Altri proventi e perdite.

Oneri e perdite finanziarie

Oneri e perdite finanziarie:

  • Oneri maturati su qualsiasi forma di finanziamento
  • Perdite derivanti dalle attività finanziarie
  • Variazioni negative di valore (fair value)
  • Riduzione di valore delle attività correnti e non

Oneri e perdite finanziarie:

  • Oneri maturati su qualsiasi forma di finanziamento
  • Perdite derivanti dalle attività finanziarie
  • Variazioni negative di valore (fair value)
  • Riduzione di valore delle attività correnti e non

Utile lordo da attività operative in funzionamento o EBT

Utile lordo da attività operative in funzionamento o EBT rappresenta il risultato economico della normale attività di impresa, comprensivo delle voci di natura finanziaria.

Utile lordo da attività operative in funzionamento o EBT rappresenta il risultato economico della normale attività di impresa, comprensivo delle voci di natura finanziaria.

Imposte

Imposte. Pagina 5 di 87

Utile netto da attività operative in funzionamento

Utile netto da attività operative in funzionamento rappresenta il risultato economico della normale attività di impresa, comprensivo delle voci di natura finanziaria e fiscale.

Utile netto da attività operative in funzionamento rappresenta il risultato economico della normale attività di impresa, comprensivo delle voci di natura finanziaria e fiscale.

Utile netto da attività cessate o destinate a cessare

Utile netto da attività cessate o destinate a cessare.

Utile netto da attività cessate o destinate a cessare.

Utile d’esercizio

Utile d’esercizio rappresenta la sintesi di tutti i flussi economici nel periodo di competenza, esso coincide con l’utile riportato a passivo nello Stato Patrimoniale.

Utile d’esercizio rappresenta la sintesi di tutti i flussi economici nel periodo di competenza, esso coincide con l’utile riportato a passivo nello Stato Patrimoniale.

Utile per azione

Utile per azione.

Utile per azione.

La bottom line (ultima riga) del conto economico

L’ultima riga del conto economico è data da utile netto d’esercizio, infatti la gestione economica e quella finanziaria danno l’EBIT (earnings before interest and taxes), cioè l’utile lordo da attività in funzionamento, sottraendo ad esso le imposte (che variano da paese in paese e che in Italia si chiama IRES che è un’imposta fissa dell’utile) da tale sottrazione si ha utile netto da attività in funzionamento; ad esso si può +/- utile o perdita attività cessata o dest. a cessare così da ottenere l’utile netto d’esercizio. Nel libro contabile si trova anche l’utile per azione che non è altro che l’utile diviso per la singola azione. Pagina 6 di 87

Lo stato patrimoniale

È un altro documento che ci permette di vedere l’utile netto di esercizio, in esso però non vedremo i flussi (entrate/uscite) di denaro ma fa vedere lo stato economico dell’azienda in un determinato istante e ciò è fatto vedendo:

  • Risorse inserite nell’attivo
  • Diritti, cioè a chi appartengono le risorse e vanno al passivo.

Il totale attivo è la somma di tutti i prezzi di un’eventuale vendita delle risorse, se vendo tali risorse mi viene in aiuto il passivo che mi dice a chi e come distribuire i guadagni.

Ovviamente tot attivo = tot passivo.

Attivo

Attività non correnti (cioè con durata maggiore di 12 mesi).

Qui si trovano gli impianti, gli immobili e i brevetti.

Attività correnti (cioè con durata minore di 12 mesi).

Qui si trovano la liquidità, i prestiti fatti con scadenza minore di 12 mesi, le giacenze ecc…

Attività cessate / da cessare: quando un’attività viene cessata, attività e passività vengono scritte separatamente.

Passivo

Azionisti (proprietari dell’impresa): i loro diritti vengono registrati nel patrimonio netto, al suo interno si trova il capitale.

*Utile di esercizio: quando vendendo a +/- ci sono +/- risorse per gli azionisti va scritto come valore positivo o negativo nell’utile.

Terzi: i loro diritti hanno un arco temporale che si divide in:

  • Diritti non correnti: debito da pagare nei loro confronti entro 2 anni.
  • Diritti correnti: debito da pagare prima di 1 anno.

*Utile di esercizio o utile: è una voce residuale del bilancio cioè ciò che guadagnano o perdendo rimane in più o in meno e quindi il valore di differenza tra attivo e passivo.

Essa è l’unica voce nello stato patrimoniale che può essere negativa.

NB: l’utile calcolato con il conto economico deve essere uguale all’utile calcolato con lo stato patrimoniale.

NB 2: nel passivo c’è un ordine di pagamento: prima si pagano i terzi, poi si pagano gli azionisti, infatti il loro investimento viene chiamato capitale di rischio.

In caso non si potessero pagare neanche tutti i terzi si segue tale ordinamento:

  • Stato.
  • Lavoratori.
  • Banca ecc.

Pagina 7 di 87

Approfondimento costi

1) Il consumo dei materiali (materie prime MP) sarà dato da:

Consumo materiali = acquisto -- scorte materie prime, però le scorte che posseggo magari le ho acquistate a prezzi diversi allora il scorte MP mi può venire sempre diverso, per ovviare ciò si usano i principi di contabilità detti IAS (International Accounting Standard).

Essi sono:

  • FIFO
  • Costo medio

La IAS utilizzato va scritto nella nota integrativa cioè un documento messo coi documenti relativi i costi dell’impresa.

2) Il personale: i suoi costi sono registrati nelle buste paga.

3) Ammortamento.

Esso è dato da:

Media negli anni: ammortamento = (valore iniziale VI - valore residuo VR*) / numero anni.

*Valore residuo = valore che si pensa abbia l’impianto alla fine della sua vita in azienda, di solito messo uguale 0.

A quote crescenti: cioè si ipotizza che l’impianto con l’avanzare del tempo si usura sempre più rapidamente e così si ha nei primi anni una quota di ammortamento basso, e negli anni a seguire l’ammortamento andrà a crescere.

Quantità finita prodotta: cioè si rapporta l’ammortamento con la quantità di beni che venderò ogni anno ma è molto difficile poiché non so quanti oggetti venderò quell’anno.

NB: sempre all’impianto o a comunque un bene soggetto ad ammortamento può succedere che esso viene buttato qualche anno prima della fine dell’ammortamento, allora avremo che il valore in quel momento del bene dato da valore iniziale meno valore ammortamento pagato, si perde del tutto e tale perdita va sotto il nome di variazione valore attività non corrente.

Pagina 8 di 87

Operazioni fatte da un’impresa

Scambio diritti e risorse

Trasferisco denaro da una risorsa all’altra.

Esempio 1: vendo una merce per 1000 euro, allora andrò a diminuire il valore della merce in magazzino di 1000€ ma aumenterà la mia liquidità di 1000€.

Variazione bilanciata

Avviene quando attivo ≠ 0 e passivo ≠ 0 ma comunque attivo = passivo.

Esempio: quando prendo del capitale con delle azioni allora i soldi acquisiti dalla vendita di azioni vanno in liquidità all’attivo e gli stessi soldi andranno in patrimonio netto.

Variazione di sbilanciamento

Avviene quando c’è un utile di esercizio cioè quando c’è uno sbilanciamento, una differenza tra attivo e passivo e allora tale differenza verrà colmata al passivo in + o - grazie all’utile.

Esempio:

  • Acquisto a 1000€ a credito.
  • Pago riducendo la liquidità di 1000€.

Allora si vedrà che l’attivo sarà = 0.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher antony8200 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Impresa e Decisione Strategiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Azzone Giovanni.
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