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Contesto storico e biografico

Bodin ha vissuto quasi tutto il 600 e si dedicò in maniera attiva alla vita e filosofia politica, in particolare. È stato un avvocato del parlamento parigino, nonché filosofo e politico, consigliere di Enrico 3 e fu testimone della riforma protestante a cui seguirono le guerre di religione. Ci troviamo alla fase successiva alla riforma protestante fino alla pace di Vestfalia, fino poi alla guerra dei 30 anni. In Germania abbiamo la prima riforma, in cui il principe è l’unico a decidere la confessione dei suoi sudditi. Poi ci postiamo nei Paesi Bassi e Francia, in cui la morte di Enrico 2, che determina un vuoto di potere, che favorisce lo sviluppo dei partiti, detti polito-religiosi. Lo scenario era il seguente:

  • Vi erano i protestanti francesi di professione calvinista, organizzati nel partito degli ugonotti (avevano l’esercito)
  • La politica contorta di Caterina de Medici (figlia di Lorenzo 2 e nipote di Clemente 7); ebbe una forte influenza nella politica francese
  • Rivalità tra i Guisa cattolici e il Borbone protestante
  • Fanatismo delle masse e ambizione dei capi-popoli

Già all’inizio del 600 la Francia era lacerata tra la max cattolica e la min calvinista, che raggiunse un culmine nella strage di San Bartolomeo nel 1572. La frazione cattolica contro gli ugonotti che erano in Francia per il matrimonio tra Margherita di Valoi ed Enrico 4, futuro re di Francia. (atto di riconciliazione). Tutto fu aumentato dalla mancanza del re al potere, che sfoggiò nella cosiddetta guerra dei 3 Enrichi. Ciò portò ad un conflitto dal 1585 al 1589, che si inserisce nelle guerre già esistenti. I conflitti furono tra Enrico di Guisa (cattolico) ed Enrico di Navarra (protestante), appoggiato da Enrico 3 di Valoi. Gli ugonotti erano appoggiati dai principi di Borbona, che erano i più potenti. Mentre i cattolici erano guidati dai Guisa, anch’essi legati alla famiglia reale e pretendevano una politica di istaurazione cattolica. Caterina de Medici era stata partecipe alla strage di San Bartolomeo, nonostante fosse a favore della riconciliazione, infatti concesse agli Ugonotti la libertà e di luoghi di culto. Ma i cattolici non erano d’accordo e avevano pausa dell’influenza del precettore di Carlo 9, che avevano ottenuto la corona a soli 9 anni. Da questa tensione nacque nei Guisa l’idea di stroncare una volta per tutte la fazione ugonotta, ecco perché avvenne la strage. Quando ci fu il matrimonio a Parigi, i parigini massacrarono migliaia di protestanti presenti. Enrico di Borbona si salvò rinnegando la sua fede davanti a tutti. A Carlo 9, che era compromesso, successe Enrico 3. In questa fase nacque il partito politique, moderato, tra i membri c’era Charles Bodin. Ma questo partito non riuscì a influire sul corso degli eventi, infatti, nonostante fosse collegato con la lega (Guisa), per ragioni dinastiche, prese posizione contro Enrico di Guisa, perché favoreggiava la Spagna di Filippo 2 come possibile alleato. Ciò costò al sovrano in carica (1588), la cacciata da Parigi. Il sovrano fece uccidere Enrico di Guisa e si riconciliò con Enrico di Navarra, designandolo come suo successore, a patto che si convertisse al cattolicesimo. Enrico 3 fu ucciso da un monaco, che vendicò Enrico di Guisa, quindi rimase solo Enrico di Bordone che per entrare a Parigi dovette affrontare e configgere le truppe spagnole. Per piacere ai francesi, però dovette convertirsi al cattolicesimo. Enrico 4 riconobbe, con un editto, la libertà di culto e l’uguaglianza di diritti civili agli Ugonotti, per la pacifica convivenza. Servivano dei nuovi principi politici e sociali per organizzare lo Stato. Bodin tenta di rispondere tramite i sei libri a questa domanda: a chi deve appartenere il massimo potere in una situazione in cui gli interessi primari rischiano di travolgere lo Stato e la Francia?

Opere e pensiero

Les six livres de la République

Bodin scrisse due opere molto importanti (inteso come methodus ad facilem historiarum conitionem, Stato) e le quali rivendicano e dimostrano l’autonomia dello stato di contro alle confessioni religiose e ai partiti in lotta. [libertà, volontà, razionalità] La prima opera, scritta in volgare francese per essere accessibile a tutti, tratta del rapporto fra storia e politica. La storia non è predeterminata dalla natura, né diretta dalla volontà di Dio, ma risultato, processo autonomo, dell’attività dell’uomo, che, in quanto libero, esprime a sua volta i principi e gli ideali su cui si fonda l’ordine civile e politico. Di conseguenza lo Stato, come comunità politicamente organizzata, è il risultato di un lungo processo storico, la cui origine è attribuibile a uno stadio primitivo degli uomini, che vivevano come animali feroci, dove l’unico elemento motore è l’istinto, la lotta per la sopravvivenza. In questo stadio la libertà è assoluta, in quanto priva di vincoli o freni sociali, ne consegue anche che la volontà era guidata dagli istinti, perciò mutevole e indeterminata. La vera umanità si attua quando la volontà si fa costante e quando cominciare con ragione e libertà, perché vuole i fini indicati dalla ragione e pone da sé stessa dei limiti per conseguire i suddetti fini. La religione, il timore di Dio, è la prima forma di disciplina, grazie alla quale si vengono a formare dei principi di convivenza, disciplina di volontà, come le famiglie, i gruppi parentali e quegli gentilizi, le tribù. A seguito dello scontro di queste forme elementari di aggregazione sociale si costituirono le prime vere forme di formazioni politiche, che possono essere denominate Stato o Repubblica, la cui caratteristica fondamentale è quella di esprimere una forza comune, questa non è che la volontà, in quanto energia motrice che tende a realizzare il fine che le è stato indicato dalla ragione, e nell’ordine politico questa volontà si esprime, a sua volta, nel comando delle leggi. Quindi, conclude Bodin, lo Stato, in quanto forza, è una volontà comune che si esprime e si realizza per il tramite delle leggi e delle sue istituzioni, una volontà che è la condizione indispensabile, perché le volontà dei singoli possano realizzarsi come volontà libere, che si pongano cioè come propri fini individuali indicati dalla ragione. L’uomo non conosce altra autorità fuori dalla ragione, potere su se stesso. La storia può essere considerata in una concezione unitaria e sistematica considerando il costante progresso dell’umanità, della razionalità e della civiltà. Bodin concepisce la cosmopoli o la respublica mundana, risultato dei progressi geografici e scientifici, che consiste nella comunità universale che abbraccia tutti i popoli. L’obiettivo è determinare quale principato consenta ai comportamenti degli uomini di istituirsi come propri fini individuali e collettivi.

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

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