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Appunti agricoltura biologica – Anfora e Puopolo

Concetti generali dell'agricoltura biologica

Le tre componenti principali della sostenibilità

  • Sostenibilità sociale: capacità di garantire condizioni di benessere umano equamente distribuite per classe e genere.
  • Sostenibilità ambientale: capacità di mantenere nel tempo qualità e riproducibilità delle risorse naturali, di preservare la diversità biologica e di garantire l'integrità degli ecosistemi.
  • Sostenibilità economica: capacità di generare in modo duraturo reddito e lavoro e di raggiungere un'eco-efficienza intesa come uso razionale delle risorse e come riduzione dello sfruttamento delle risorse non rinnovabili.

Agricoltura biologica

La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell'azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull'interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l'applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali.

Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale, provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei consumatori e, dall'altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell'ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale.

Le caratteristiche dell'agricoltura biologica:

  • Esclusione di prodotti chimici di sintesi che alterano profondamente l'ambiente ed influiscono negativamente sulla salubrità delle produzioni ottenute.
  • Utilizzo di tecniche agronomiche idonee, di piante resistenti e di insetti predatori contro i parassiti.
  • Incremento e mantenimento della fertilità naturale del terreno, mediante l'utilizzo di tecniche di lavorazione non distruttive.
  • Adozione della tecnica della rotazione colturale e dei sovesci.
  • Uso di fertilizzanti naturali, riducendo in tal modo l'utilizzo di risorse non rinnovabili.
  • Scelta di varietà, sementi e materiale vivaistico idonei, a seconda della vocazione della zona, intesa come l'insieme delle caratteristiche del terreno e del clima di una certa area, ottimali per una determinata specie.

L'agricoltura sostenibile ed in particolare l'agricoltura biologica si fonda su quattro principi cardine dettati dalla Federazione Internazionale dei Movimenti per l'Agricoltura Biologica – IFOAM:

  • Il principio della salute: in quanto deve sostenere e favorire la salute del suolo, delle piante, degli animali, per gli esseri umani e del pianeta come un insieme unico e indivisibile.
  • Il principio dell'ecologia: in quanto deve basarsi su sistemi e cicli ecologici viventi, lavorare con essi, emularli e aiutarli a sostenersi.
  • Il principio dell'equità: in quanto deve svilupparsi su rapporti che assicurino equità e solidarietà nei confronti dell'ambiente comune e delle necessità della vita.
  • Il principio della precauzione: in quanto deve essere gestita in modo precauzionale e responsabile, al fine di proteggere l'ambiente e la salute e il benessere delle generazioni presenti e future.

Obiettivo: qualità totale

Qualità sociale:

  • Limitazione esodo rurale
  • Progresso culturale rurale (esigenza formazione operatori, relazioni produttore-consumatore, agriturismo)
  • Riduzione dipendenza agricoltura (valorizzazione risorse locali)
  • Valorizzazione aree marginali
  • Miglioramento salute operatori (e consumatori)

Qualità ambientale:

  • Riduzione inquinamento locale e globale
  • Riduzione consumi energetici
  • Sostenibilità dei sistemi agricoli
  • Biodiversità
  • Valorizzazione paesaggio

Regolamento UE 2018/848

Il nuovo regolamento in materia di agricoltura biologica, che abroga il precedente Reg. (CE) n. 834/2007 si applicherà a decorrere dal 1° gennaio 2022 (1 anno in ritardo causa pandemia). Vi sono degli aspetti fortemente innovativi. È stato, ad esempio, modificato il regime di importazione da Paesi terzi, rendendo più trasparente il sistema di importazione del biologico extra UE; è stata introdotta la certificazione di gruppo che favorisce le piccole aziende e per la prima volta è stato affrontato il tema della soglia dei residui nei prodotti biologici. Prima dell'entrata in vigore sono possibili modifiche (es. soglia di contaminazione accidentale da sostanze non ammesse).

  • I controlli sui produttori avranno cadenza annuale e potranno diventare biennali se non si riscontreranno frodi per tre anni consecutivi. Al fine di ridurre i costi, i piccoli produttori potranno ottenere certificazioni di gruppo. Per quanto riguarda le importazioni da paesi extra Ue, si passerà dall'attuale principio di equivalenza, che richiede solo il rispetto di standard analoghi, alla necessità che le aziende esportatrici verso l'Ue si conformino alle norme comunitarie.
  • Le aziende miste, che producono sia alimenti convenzionali sia biologici, dovranno far sì che le due coltivazioni siano chiaramente ed effettivamente separate. Per evitare la contaminazione con i pesticidi, gli agricoltori saranno obbligati a adottare misure precauzionali. In caso di sospetta presenza di un pesticida o di un fertilizzante non autorizzato, il prodotto finale non potrà adottare l'etichetta di biologico fino a un'ulteriore indagine. Se la contaminazione sarà deliberata o il coltivatore non avrà adottato precauzioni, l'azienda perderà la certificazione biologica.
  • Infine, ed è stato fino alla fine il punto di maggior polemica, il nuovo regolamento stabilisce che i Paesi come l'Italia, dove al momento si applicano soglie massime per le sostanze non autorizzate nei cibi biologici, come i pesticidi, potranno continuare a farlo, a condizione che permettano ai prodotti bio provenienti da altri paesi Ue di entrare nel loro mercato, se rispettano le regole dell'Unione.

Difesa dalle avversità

La difesa dalle avversità viene attuata in via preventiva, scegliendo le specie e le varietà più appropriate all'ambiente interessato, perseguendo un corretto equilibrio vegeto-produttivo attraverso l'adozione di pratiche agronomiche e tecniche colturali adeguate (concimazione, irrigazione, potatura, carico produttivo sesti d'impianto...) ed utilizzando varietà resistenti alle malattie. Di fondamentale rilevanza è la salvaguardia degli insetti utili attraverso il mantenimento o il ripristino delle condizioni adatte al loro insediamento. Importante è la verifica della presenza degli organismi dannosi da effettuarsi attraverso un adeguato monitoraggio e intervenendo in difesa delle colture solo in caso di reale necessità, ricorrendo a sostanze antiparassitarie naturali e non di sintesi, ammesse dalla normativa che disciplina il settore.

L'azienda biologica mira a salvaguardare gli equilibri tra i diversi organismi viventi anche piantumando siepi e filari variamente composti con diverse specie (prugnolo, ligustro, carpino, corniolo, maggiociondolo, lantana, ecc.) allo scopo di offrire rifugio e nutrimento per tutti gli insetti utili, uccelli, rettili e piccoli mammiferi. Le siepi fungono anche da filtro trattenendo polveri e fumi e limitando l'effetto “deriva” di agenti esterni inquinanti, inoltre esse esercitano un'azione preventiva per la conservazione del suolo, limitando l'erosione idrica e ostacolando l'azione meccanica del vento.

Antiparassitari – prodotti fitosanitari

In agricoltura biologica si possono utilizzare:

  • Sostanze di origine vegetale o animale
  • Microrganismi utilizzati nella lotta biologica contro i parassiti e le malattie
  • Sostanze prodotte da microrganismi
  • Sostanze da utilizzare solo in trappole o distributori automatici
  • Preparazioni da spargere in superficie tra le piante coltivate
  • Altre sostanze di uso tradizionale in agricoltura biologica

Vantaggi nell'utilizzo di suddette sostanze:

  • Ridotto rischio di resistenza
  • Assenza di problemi residuali (in genere non è richiesta la fissazione di un LMR)
  • Tempo di carenza nulla a breve
  • Bassissima o nulla tossicità per l'uomo
  • Assenza di rischi ambientali per la maggioranza dei prodotti

Piani d’Azione Nazionali

L'agricoltura biologica, limitando l'impiego dei prodotti fitosanitari a livelli economicamente ed ecologicamente sostenibili, consente di ridurre l'impatto dell'agricoltura sull'ambiente e la salute umana, in perfetta armonia con la Direttiva 2009/128/CE sull'uso sostenibile dei pesticidi, che dispone il ricorso ai prodotti fitosanitari solo in subordine all'adozione di pratiche agroecologiche. La direttiva impone agli Stati Membri l'adozione di Piani d'Azione Nazionali (PAN) per definire gli obiettivi quantitativi di riduzione dell'impiego dei prodotti fitosanitari, le misure e i tempi per la sua applicazione. Il PAN dovrebbe riconoscere all'agricoltura biologica il ruolo centrale che le spetta e rappresentare un'opportunità per il consolidamento e la valorizzazione di questo comparto.

Compiti del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali:

  • Definire un manuale di orientamento, per diffondere ed applicare correttamente il metodo di produzione biologico
  • Provvedere alla gestione e all'aggiornamento della banca dati sui prodotti fitosanitari utilizzabili in agricoltura biologica
  • Definire, aggiornare e pubblicare periodicamente, sul portale internet, le linee guida nazionali di difesa in agricoltura biologica
  • Realizzare iniziative informative sul biologico
  • Promuovere e rafforzare la ricerca e lo scambio di informazioni sull'agricoltura biologica

Al fine di adempire a quanto previsto dal PAN, è stata prevista l'attivazione di appropriati strumenti di sostegno nell'ambito della Politica Agricola Comune (PAC). Il PAN, oltre a sostenere aziende agricole condotte con metodo biologico e a formare gli agricoltori accrescendo la loro consapevolezza sull'importanza della gestione eco-sostenibile dell'agroecosistema, si prefigge l'obiettivo di promuovere la ricerca scientifica e tecnologica che può svolgere un ruolo chiave a supporto del comparto. L'individuazione di nuove strategie di protezione e nuovi principi attivi, in linea con i principi dell'agricoltura biologica, può infatti rendere più agevole il lavoro degli operatori agricoli, specialmente nelle situazioni di particolare criticità e difficoltà.

Prodotti fitosanitari ammessi

È stato approvato a larga maggioranza, dopo lunghe trattative, il Regolamento che restringe, nell'Unione europea, l'uso in agricoltura di rame e composti rameici. È stato fissato un tetto massimo di applicazioni di 28 kg/ha su un periodo di sette anni con la possibilità di essere flessibili (lissage), aumentando o riducendo l'impiego nel corso degli anni. Si scende cioè da 6 a 4 kg ad ha/anno, ma i Paesi membri avranno comunque la facoltà di vietare la prevista flessibilità. L'entrata in vigore del regolamento è stata il 1° febbraio 2019.

Per l'agricoltura biologica l'impatto è drammatico trattandosi dell'unico fungicida essenziale ammesso, per cui si prevede un rischio di perdite nella viticoltura bio, settore finora in crescita esponenziale, ed in alcune colture, quali il pomodoro, che possono arrivare anche al 100%. La Commissione Ue non ha inteso attendere che sul mercato arrivassero dei prodotti sostitutivi di origine naturale ed ora si apre uno scenario di grande incertezza per gli agricoltori biologici privi del loro principale mezzo di difesa, ma anche in agricoltura convenzionale il rame ha un ruolo importante in quanto viene impiegato con altri prodotti per limitare il fenomeno delle resistenze. Oltretutto, il rame, al pari dello zolfo, ha il più basso rapporto costo/ettaro nel controllo delle principali patologie. Le restrizioni adottate al suo utilizzo come mezzo fitosanitario rischiano di provocare un aumento dei costi produttivi delle aziende agricole, già fortemente penalizzate dalla concorrenza delle derrate alimentari provenienti dai paesi in via di sviluppo.

Come altro effetto collaterale, il consumatore finale potrebbe assistere ad un consistente aumento dei costi di frutta e verdura, con probabili ripercussioni nel consumo di questi importantissimi alimenti. L'impronta carbonica di un chilogrammo di un prodotto fitosanitario a base di rame è fino a 10 volte inferiore rispetto allo stesso quantitativo di un prodotto a base di molecole di sintesi utilizzato per il controllo della stessa patologia. Come è noto, l'impronta carbonica di un prodotto è un valore inversamente proporzionale alla sua sostenibilità ambientale. Inoltre, gli studi scientifici effettuati sulla sostanza attiva in Italia, dimostrano come alcune pratiche agronomiche consentano di ridurre l'accumulo di rame nel suolo e la loro applicazione avrebbe potuto evitare la drastica decisione dell'UE.

In conclusione, resta il sospetto, a questo punto piuttosto fondato, che se la questione rame fosse stata strategica per l'agricoltura nord Europea le sorti della sostanza attiva sarebbero state probabilmente diverse: del resto, la Germania è già pronta ad aggirare il limite avendo autorizzato da tempo l'uso del fosfonato di potassio in biologico, classificandolo come un rafforzante delle piante e non come prodotto fitosanitario mentre l'Italia, rispettosa del parere della Commissione Ue, ne ha vietato l'impiego. È molto probabile inoltre il moltiplicarsi di un fenomeno già diffuso: l'uso di fertilizzanti a base rameica ad alto dosaggio. Purtroppo fatta legge trovato l'inganno. Ma di questo evidentemente non importa a nessuno.

Lotta biologica ad Halyomorpha halys e Drosophila suzukii

Lotta integrata = Difesa Integrata = Protezione Integrata = Integrated Pest Management (IPM)

È una strategia con la quale si mira a mantenere le popolazioni degli organismi nocivi al di sotto della soglia di tolleranza, sfruttando i meccanismi naturali di regolazione e utilizzando metodi di lotta accettabili dal punto di vista ecologico, economico e tossicologico.

IPM: strategia di controllo degli organismi nocivi nella quale vengono ad interagire e a integrarsi tutte le metodologie disponibili, siano esse di tipo agronomico, fisico, meccanico, chimico o biologico.

Il concetto di Area Wide Pest Management (AWPM)

Costituisce la naturale evoluzione dell'IPM. La lotta contro una o più specie dannose non è più impostata a livello di singola azienda ma prendendo in considerazione aree vaste e quindi intere popolazioni dell'organismo target. L'approccio AWPM diviene necessario ogni qual volta si debbano affrontare insetti che si muovono con facilità da un campo coltivato ad un altro. L'AWPM è importante laddove siano richiesti ogni anno interventi chimici contro una o più specie bersaglio e l'IPM non sia sufficiente a mantenere le popolazioni del fitofago al di sotto della soglia di dannosità.

In estrema sintesi l'AWPM:

  • È un approccio a lungo termine
  • È una strategia preventiva
  • Si occupa, inizialmente, di una sola specie chiave ma può espandersi gradualmente alla protezione di una coltura da più insetti
  • Offre l'opportunità di utilizzare metodi altamente tecnologici
  • Consente maggiore efficacia, maggiore salvaguardia ambientale e minori spese

L'Italia è molto esposta all'invasione di specie aliene, ciò è dovuto a:

  • Turismo di persone, con 63 milioni di turisti l'anno si portano da 1 a 4 specie aliene nuove per il territorio italiano
  • Globalizzazione e rotte commerciali, scambi commerciali aumentano il numero di specie aliene

Biotecnologie innovative per il controllo di insetti dannosi:

  • Confusione sessuale con feromoni
  • Confusione sessuale vibrazionale
  • Tecnica del maschio sterile
  • La lotta biologica, soprattutto classica, rimane il metodo più duraturo, efficace e sostenibile

Halyomorpha halys

Monitoraggio dei parassitoidi del 2019 in provincia di Trento

Ricerca di ovature naturalmente deposte

Nello studio del monitoraggio sono state ritrovate circa 100 ovature, delle quali il 15% ha mostrato parassitizzazione. La maggior parte delle ovature è stata rinvenuta all'interno di aree coltivate: per il 71% in meleto, il 28% in vigneto e per l'1% in pereto. L'84% delle ovature trovate era di Halyomorpha halys di cui il 15% parassitizzate da Anastatus bifasciatus (67%) e T. mitsukurii (8%). Anastatus bifasciatus ha una fenologia che permette la parassitizzazione nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre mentre T. mitsukurii solo nel mese di ottobre.

Esposizione ovature sentinella

Utilizzo di trappole per l'esposizione di ovature sentinella, posizionate su Ailanthus altissima. Esposizione di ovature sentinella senza l'utilizzo di trappole.

Trovare l'agente di controllo

Per trovare l'agente di controllo andare nel luogo di origine del parassitoide, ossia la Cina. Il candidato da cercare è un parassitoide del genere Trissolcus. Per vedere se il parassitoide è il candidato adatto è necessario effettuare un allevamento in quarantena (per osservare rischi e specificità) e oltretutto bisogna avere una conoscenza ampia dei parassitoidi autoctoni poiché essa sarà fondamentale prima del rilascio. Esplorando l'area di origine del parassitoide si è riscontrato che la popolazione totale è composta dal 78% da T. japonicus, dall'11% da Anast...

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/02 Agronomia e coltivazioni erbacee

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher m.v.-1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Agricoltura biologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Anfora Gianfranco.
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