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Apparato cardiocircolatorio

L’apparato cardiovascolare è formato da: cuore, vasi sanguigni, che si dividono in: arterie, vene, capillari.

Nelle arterie il sangue circola in direzione centrifuga, ovvero esce; nelle vene il sangue circola in direzione centripeta, entra; i capillari invece sono vasi sottili situati tra le arterie e le vene e consentono gli scambi di gas e nutrienti.

I vasi sanguigni costituiscono un sistema idraulico che trasporta il sangue dal cuore alla periferia e viceversa. Si distinguono due sistemi: piccolo circolo, da cuore destro ai polmoni; grande circolo, dal cuore sinistro a tutto il corpo.

  • Sangue non ossigenato entra nel piccolo circolo.
  • Si ossigena.
  • Arriva al cuore, nell’atrio sinistro.
  • Viene rilasciato in tutto il corpo.
  • Rilascia ossigeno e nutrienti.
  • Torna al cuore nell’atrio destro.

Il cuore destro spinge tutto il sangue verso i polmoni, 100%. Il cuore sinistro lo invia a vari distretti corporei: 20% reni, 15% encefalo e muscoli, 5% vasi coronarici, 10% cute, 35% visceri.

Ogni minuto il cuore pompa 6 L di sangue e questa viene chiamata gittata cardiaca.

I vasi sanguigni, come abbiamo detto, si suddividono in: arterie, dette efferenti, le quali trasportano il sangue dal cuore; vene, dette afferenti, le quali trasportano il sangue al cuore; e capillari, che sono microscopici vasi a pareti sottili che collegano le arterie più piccole alle vene più piccole.

Tonache dei vasi sanguigni

Le arterie e le vene sono composte da 3 strati chiamati tonache:

  • Tonaca intima, esposta al sangue e fatta da epitelio squamoso semplice chiamato endotelio e da connettivo. L’endotelio agisce come barriera permeabile ma secerne anche sostanze chimiche che stimolano la dilatazione o la contrazione dei vasi e spinge naturalmente le cellule del sangue e le piastrine in modo che fluiscano senza aderire alle pareti; solo quando vi è uno stato infiammatorio produce molecole di adesione cellulare.
  • Tonaca media, è lo strato centrale e più spesso. È composta da muscolo liscio + collagene + tessuto elastico, serve a rinforzare i vasi e impedisce che la pressione arteriosa li rompa.
  • Tonaca avventizia, è lo strato più esterno ed è costituita da connettivo, ancora i vasi e permette il passaggio di piccoli nervi, vasi linfatici e vasi sanguigni più piccoli.

A seconda delle dimensioni delle vene e delle arterie lo spessore dei vari strati cambia. Nei capillari è presente solo l’endotelio, un singolo strato di cellule per favorire gli scambi di gas e nutrienti.

I capillari sono scarsi nei tendini e nei legamenti, solo occasionalmente sono nella cartilagine, sono assenti negli epiteli, cornea e cristallino dell’occhio.

Tipi di capillari

3 tipi di capillari:

  • Continui, sono nella maggior parte dei tessuti come nel muscolo scheletrico; quelli nell’encefalo mancano di fessure e hanno giunzioni più strette e formano la barriera ematoencefalica.
  • Fenestrati, presentano cellule endoteliali con fori chiamati pori di filtrazione e permettono il passaggio rapido di piccole molecole. Ex sono utili per il rapido assorbimento o filtrazione come nei reni e nelle ghiandole dell’apparato endocrino e intestino tenue nonché nei plessi coroidei dell’encefalo.
  • Sinusoidi, hanno spazi irregolari e pieni di sangue e sono presenti nel fegato, midollo osseo e milza.

A livello dei capillari la spinta del cuore non vi è più e ci sono quindi dei meccanismi venosi: valvole venose, accoppiamento arterio-venoso, meccanismo del cammino.

Le vene sono i vasi di capacità del sistema cardiovascolare, le quali si dilatano facilmente per ospitare un maggior volume di sangue, hanno una maggiore capacità di contenimento del sangue rispetto alle arterie. Il flusso di sangue è costante e non necessitano di pareti resistenti alla pressione.

Scambi capillari

Pressione idrostatica: forza che il sangue esercita su pareti dei vasi. Pressione osmotica o oncotica: è la forza che viene esercitata dai soluti presenti nel sangue.

Negli scambi capillari:

  • Idrostatica > osmotica: vi è un movimento di liquidi verso esterno, eccessiva uscita e provoca edema.
  • Idrostatica = osmotica: nessuno scambio.
  • Idrostatica < osmotica: movimento verso il capillare, richiamo liquidi e vi è un ingresso eccessivo.

Man mano che si procede dalle arterie alle vene la pressione idrostatica diminuisce e aumenta quella osmotica.

Le molecole di liquido raccolte dalla porzione venosa sono sempre minori rispetto a quelle rilasciate. La differenza viene raccolta dai capillari linfatici, recuperano i liquidi in eccesso e li riportano a livello della grande circolazione attraverso il circolo linfatico.

Meccanismi venosi

I meccanismi venosi che aiutano il sangue a tornare all’atrio destro sono:

  • Valvole venose: tasche vicine una all’altra che vanno a diminuire il peso della colonna di sangue dividendoselo; il flusso verso l’alto dipende in parte dall’azione massaggiante dei muscoli.
  • Accoppiamento arterio-venoso: le arterie, essendo elastiche, si allargano al passaggio del sangue e schiacciano le vene adiacenti. Ciò favorisce la spinta verso l’alto e basso.
  • Meccanismo del cammino: la vena poplitea è circondata dal muscolo gastrocnemio, la contrazione muscolare comprime la vena e il sangue è spinto in su.

Arterie

L’arteria polmonare si porta in alto e raggiunge l’arco aortico per poi dividersi nei rami destro e sinistro che raggiungono l’ilo dei polmoni e vi penetrano. Qui si suddividono nei bronchi, bronchioli fino agli alveoli dove si capillarizzano.

L’aorta si divide in varie parti che a loro volta originano rami collaterali, stesso nome del tratto, e rami terminali.

Aorta ascendente

Aorta ascendente, dal ventricolo sinistro si porta in alto di 5 cm. Si divide in coronaria di destra e coronaria di sinistra, le quali sono arterie terminali che vascolarizzano la parete del cuore.

Arco aortico

Arco aortico: è un ripiegamento antero-posteriore, stacca in tre rami: anonima, che è il ramo di destra, si dirige in alto a destra e dopo un breve percorso stacca i suoi rami terminali, carotide comune di destra e succlavia di destra; carotide sinistra, insieme alla carotide di destra irrora la testa e il collo decorrendo il nervo vago e la vena giugulare interna.

Le due carotidi staccano poi due rami terminali che sono l’arteria carotidea interna, encefalo e occhio, che attraversa il canale del temporale ed entra in cavità cranica e si divide in arteria cerebrale anteriore e media, e in arteria carotide esterna, collo, faccia, pareti cranio.

Succlavia sinistra, poggia sulla prima costa e passa sotto la clavicola e si divide in: arteria ascellare che inizia dalla clavicola e va al margine inferiore del grande pettorale dove diventa arteria brachiale per poi dividersi in radiale e poi ulnare.

L’altro ramo della succlavia è l’arteria vertebrale che passa per i fori trasversali delle vertebre ed entra nella cavità cranica dal grande foro occipitale. Tra bulbo e ponte le due arterie vertebrali confluiscono nell’arteria basilare, parte del poligono di Willis.

L’ultimo ramo della succlavia è l’arteria toracica interna o mammaria destinata alla ghiandola mammaria e alla parete anteriore del torace.

Aorta discendente

Aorta discendente, applicata alla colonna vertebrale, si divide in toracica che stacca in rami superficiali e rami viscerali, addominale che stacca in rami parietali e viscerali.

Nella zona inferiore del corpo l’aorta stacca le due arterie iliache comuni e arteria sacrale media. Dall’arteria iliaca comune origina l’arteria iliaca esterna e interna, giunge poi alla parte posteriore della gamba e diventa arteria poplitea che si divide poi nelle arterie tibiali anteriore e posteriore e nell’arteria pedidia.

Poligono di Willis

Il poligono di Willis è un anello arterioso che si trova intorno al chiasma ottico, alla base dell’encefalo. È formato dalle arterie vertebrali, basilare, carotidi interne. Anteriormente vi sono le due arterie celebrali anteriori unite dall’arteria comunicante anteriore. Lateralmente si trova l’arteria celebrale anteriore e l’arteria comunicante posteriore. Posteriormente vi è l’arteria cerebrale posteriore.

Il poligono di Willis si organizza intorno al mesencefalo e al telencefalo. Questo sistema garantisce l’apporto di sangue al cervello anche in caso di occlusione a monte del poligono. Se l’occlusione si verifica a valle provoca un ictus e di conseguenza una lesione importante.

Organizzazione del sistema venoso

I condotti venosi sono i più numerosi di quelli arteriosi e spesso decorrono paralleli all’arteria. Raccolgono circa il doppio del sangue.

Piccola circolazione: dagli alveoli origina un distretto venoso che si porta all’ilo del polmone da dove hanno origine due vene. Le 4 vene polmonari portano il sangue ossigenato all’atrio sinistro del cuore.

Grande circolazione: il drenaggio del cuore avviene grazie al seno coronario.

La circolazione venosa fa capo a due vasi:

Vena cava superiore

Vena cava superiore: si costituisce dall’unione delle due vene anonime destra e sinistra; prima di arrivare all’atrio destro è raggiunta dalla azygos. La vena cava superiore decorre alla destra della colonna vertebrale. Le vene anonime nascono dalle vene succlavia e giugulare interna.

L’arto superiore è drenato da un sistema superficiale che non ha una corrispondenza arteriosa. Sistema superficiale: vena cefalica, vena basilica, vena mediana, prelievo ematico.

Vena cava inferiore

Vena cava inferiore, o sottodiaframmatica, si trova nel retroperitoneo. Attraversa un piccolo tratto di torace e arriva all’atrio destro del cuore. Nasce per confluenza della vena sacrale media e delle vene iliache comuni. Ha una parete robusta per resistere alla pressione idrostatica del sangue che deve scorrere contro gravità.

Riceve affluenze da rami parietali e viscerali, i rami viscerali si dividono in pari e impari. Negli impari si dividono in vena porta e vena iliaca comune.

La vena porta origina dalle vene mesenteriche superiore e inferiore, dalla splenica, cistica e gastriche. Raggiunge l’ilo del fegato dove filtra il sangue attraverso il sistema portale, distretto vascolare venoso interposto tra due capillarizzazioni successive.

La vena iliaca comune è confluenza di:

  • Iliaca interna che raccoglie il sangue proveniente dalle pareti e dai visceri della cavità pelvica.
  • Iliaca esterna che si distingue in: vena femorale, grande safena e piccola safena.

Cuore

È un organo cavo impari e struttura prevalentemente muscolare che spinge il sangue nei vasi sanguiferi grazie alle sue contrazioni.

Dimensione: ha circa le dimensioni di un pugno e il peso aumenta con l’età da 20 g a 260 g.

Posizione: bisogna definire bene l’area cardiaca che è tra:

  • Margine superiore della terza costa, subito a lato del margine sternale.
  • Quinta costa, margine sternale.
  • Quinta costa, due dita trasverse rispetto all’apice.
  • Tra seconda e terza costa circa un dito a lato del margine sternale.

Il profilo cardiaco può essere definito attraverso un esame radiografico.

Il mediastino è la porzione della cavità toracica che contiene il cuore. È delimitato anteriormente da sterno e coste, posteriormente dalla colonna vertebrale e inferiormente dal diaframma mentre lateralmente dai polmoni con le relative pleure.

È suddiviso in varie porzioni: la porzione superiore che è tra il margine superiore del manubrio sternale e l’angolo sternale. Comprende la trachea, esofago e arco dell’aorta; inferiore tra angolo sternale e diaframma suddiviso ancora in:

  • Anteriore, tra pericardio e sterno, davanti al cuore.
  • Medio, porzione occupata dal cuore.
  • Posteriore, tra pericardio e colonna vertebrale, occupato dall’esofago e aorta, dietro al cuore.

Non è al centro del torace ma spostato a sinistra. Collocato nel mediastino anteriore e adagiato sul centro frenico del diaframma. Posteriormente ha l’esofago e vene e arterie polmonari. In vivo non è in posizione verticale ma obliquamente in senso postero-anteriore, supero-inferiore e destro-sinistro; la base quindi è rivolta in alto verso destra e l’apice in basso verso sinistra. È accolto nel sacco pericardico.

Forma: ha la forma di un cono appiattito con base superiore e apice inferiore. Ha una faccia anteriore o sternocostale e una postero-inferiore o diaframmatica separate dal margine acuto. Dalla parte opposta la faccia sternocostale continua nel margine ottuso.

Si distinguono 4 cavità interne: 2 atri superiori che raccolgono il sangue e 2 ventricoli inferiori che spingono il sangue nei vasi. Il sinistro lo spinge nell’aorta e il destro nel piccolo circolo verso i polmoni.

L’auricola destra è quella struttura che sembra abbracciare l’atrio destro e emergenza dell’aorta. Vi è anche un’auricola sinistra alla base dell’arteria.

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nabu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Protasoni Marina.
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