Antropologia, etnologia, demologia e cultura
- Antropologia= studio dell’uomo e delle culture umane
- Etnologia= nelle sue articolazioni etniche
- Demologia= nelle sue espressioni popolari
- Cultura= nozioni ed enciclopedico, insieme delle usanze e tradizioni,
- Tradizioni= si tramandano nel tempo e le confinano nelle feste, nei riti e alcune sono legate alle religioni, il livello culturale passa e si parla infatti di tradizioni, e le tradizioni riguardano la nostra vita quotidiana apprenderle e insegnarle ad altre e nella nostra cultura è medicina.
Non è solo considerato come qualcosa nel passato che viene nel futuro ma anche viceversa.
Biomedicina è una pratica selettiva, subisce un processo di selezione.
La medicina con cui ci stiamo formando è una delle forme di cura che ha riscosso maggior successo, che ha determinato caratteristiche e subisce un processo di selezione.
(Noi siamo animali sociali e abbiamo bisogno di relazione per poter vivere su questa terra, accostiamo alle azioni che facciamo un significato legato all’emotività, sensibilità, all’irrazionale). Nella nostra relazione di cura l’idea è che la medicina sia universalistica.
Nella nostra vita c’è una selezione, e nella nostra vita ci può stare che tutto ciò che abbiamo scartato per una scelta venga ripreso, attraverso un:
Atteggiamento comparativo= quello che usano di più gli antropologi, e per gli antropologi l’oggettività è difficile, ma le differenze fra culture sono differenti.
L’essere umano vive nel presente, è sempre una questione di scelta del presente.
È fondamentale avere consapevolezza di noi, spesso non si sa del tutto a che cultura si appartiene, si parla di specie, questi gruppi di culturamento.
La specie umana è biologicamente incompleta, la cultura interviene immediatamente con la nostra biologia per permetterci di poter coronare il tutto.
Le cose che via via si apprende rielaborando in maniera differente ciò che si è appreso (sennò non ci saremmo evoluti) noi facciamo un processo di:
Naturalizzazione
Naturalizzazione= come mangio, come considero la famiglia, come considero il camminare, come considero il piangere… pensare che i processi di costruzione culturale poiché sono talmente usati pensiamo che siano dovuti alla natura, a qualcosa che ci è dato naturalmente (come il mangiare, non solo cosa mangiamo ma come mangiamo).
Dobbiamo imparare in maniera talmente approfondita (incorporata) (imbodyment) che lo incorporiamo talmente che lo consideriamo poi naturale. Si incorpora ogni conoscenza e si chiama conoscenza tacita (da), è naturale ovvero io non ci penso più (ad esempio guidare la macchina in maniera automatica) le nostre conoscenze vengono automatizzate a livello corporeo.
L’individuo avrà determinate caratteristiche diverse da quelle degli altri, l’alterità non sarà solo la madre “bongolese” che arriva in reparto che non dev’essere per forza il vicino di casa.
Non possiamo essere sempre uguali in ogni situazione, appunto perché si cambia in base al contesto\luogo ecc. Noi siamo tanti “noi” e nel nostro sistema culturale abbiamo forgiato nei secoli il concetto di identità e siamo attaccati molto a questo concetto (siamo uno e medesimo) teniamo molto nell’idea di riconoscere se stessi. Noi siamo una cultura legata all’individuo. Però sappiamo che abbiamo dei ruoli (es. in famiglia, a lavoro, con amici, con la moglie) e usiamo la metafora del vestirci abito (es. camice o divisa da poliziotto funziona molto bene) e quindi possiamo definirci degli animali simbolici (già attraverso un vestito noi ci diamo una simbologia, si forma un sistema gerarchico).
Tendiamo poi a vedere la relazione come terza persona, dicendo che abbiamo una relazione e non siamo una relazione.
Identità
Identità= caratterizzata da una serie di elementi, la maggior parte delle indicazioni sulla carta d’identità è legata al nostro corpo per esempio diamo la connotazione di diversamente abile che si riferisce al corpo oppure la disabilità cognitiva in cui non si parla di aspetto fisico ma della persona in sé, se una persona non sa utilizzare esattamente il proprio cervello secondo i parametri non si considera nemmeno più una persona.
Noi siamo molto radicati all’idea di corpo, e lo trasportiamo agli altri e raggruppiamo poi persone in gruppi che hanno le stesse caratteristiche (raggruppare in neri, gialli, rossi ecc). Alla fine non ha senso raggruppare perché in realtà tutti noi essere umani sono miscugli. Quello che principalmente ci ha fatto sopravvivere oltre a stare insieme è:
- Viaggiare (se in passato fossimo stati stanziali, ci saremmo estinti. L’essere umano è un emigrante, si è sempre spostato (prima a piedi poi con altri mezzi)
- Mescolarci= il sistema di un gruppo che sta con il suo gruppo (simili) è chiamato sistema endogamo, che funziona poco e da poche parti perché noi siamo esogami abbiamo bisogno di mescolarci, questo ci serve da un punto di vista biologico.
Le risorse su questo pianeta sono limitate e l’incontro con l’altro ci permette di stabilire una relazione, alleanze e guerre, e quindi ci serve costruire relazioni per sopravvivere.
Noi classifichiamo gli altri secondo un paradigma discontinuista.
Ci sono differenze fra etnie, a livello fisico e anche genetico, si pensano le culture come palle da biliardo colorate che si scontrano ma ognuno rimane nel solito modo, ma questo è sbagliatissimo.
Perché ad esempio noi italiani ci definiamo come etnia pura e spesso in Italia si ha paura di potersi far influenzare e mischiare da altre etnie ma è sbagliato pensarla così perché noi siamo i primi ad essere già stati influenzati in passato da molte altre etnie, per cui definire di poter essere mescolati con altre etnie è sbagliato perché lo siamo già.
Relazione di cura
Relazione di cura= tanto più si trova un’alterità diversa tanto più bisogna fare in modo di ricordarsi che tutti gli esseri umani hanno una storia, una vita, delle credenze, stili di vita, ideologie e religioni ma che non funzionano come robot, perché l’essere umano è complesso e complicato:
- Complicato= attraverso delle conoscenze posso arrivare a qualcosa, non è solo qualcosa di teorico ma anche pratico
- Complesso= quando io sono in interazione con altri esseri umani non posso avere soluzioni, non posso sapere l’essenza di un essere umano,
Un bambino ad esempio associa il dolore fisico a qualcosa di brutto che magari ha fatto e che di conseguenza lo ha punito con il dolore, c’è appunto un senso etico e morale della malattia (viene visto sempre con un’accezione morale) e questo senso morale legato alla malattia è legato alla religione cattolica, nel nostro sistema culturali quello che noi viviamo come cose normali, sono costruite e l’uomo si appoggia fortemente alla religione, ci sono delle norme che sono leggi a cui dobbiamo attenerci.
L’abitudine \consuetudine= fare le cose come si sono fatte sempre ed è quella radicata fortemente, viviamo ancora un sistema in cui si vede una disparità fra uomo e donna e di conseguenza uscire con la minigonna si ha paura per lei, e la donna in questo sistema culturali è quella persona considerata come ancella, deve fare figli e attenersi a un determinato atteggiamento.
Alterità
Alterità= malattia cambiamento nel proprio sistema mondo (tumore è diverso se mi sono rotto il braccio oppure un mal di denti molto forte può permeare nel mondo) un’altra alterità a livello sanitario (orientale, occidentale) siamo noi, c’è qualcosa di fallato nel comprendere le relazioni umane, quando si incontra l’altro lo si pensa tanto con alterità che si focalizza l’alterazione nell’altro ma l’altro gioca in relazione nei propri valori, passato ecc e si basa anche nella persona che ci sta curando, noi siamo ltro per altro e si forma l’ipersoggettività, e funzioniamo come idea dell’oggetto e il corpo è un cardine e nel sistema biomedico si impersonalizzano nella malattia (es. porta giù quel crociato dal fisioterapista) pensare che l’alterità siamo pure noi significa.
La naturalizzazione si può vincere solo con il provare ad essere un extraterrestre (far finta di non conoscere nulla).
L’antropologo è considerato come quella persona che fa domande stupide a persone intelligenti (per esempio in classe perché l’alunno sta dietro un banco? E non nella cattedra?). Noi dobbiamo pensare come alterità e avere consapevolezza del proprio sistema naturale che non è il modo di vivere e non è naturale (es. non è fondamentale curarsi attraverso un’iniezione perché in alcuni casi si può curare con la musica con le foglie ecc) e quindi la biomedicina è sistema culturale selettivo. Il pluralismo medico è aumentato.
Antropologia e cultura come processo
Antropologia= studio dell’uomo e delle culture umane. Concetto dell’uomo come concetto in relazione con gli altri.
Etnologia= nelle sue articolazioni etniche
Demologia= nelle sue espressioni popolari
Folklore tradizioni popolari
Ci si occupa dell’alterità interna e dislivelli interni di cultura.
La cultura è un continuo processo\flusso non è mai identico, qualcosa che ho (bagaglio culturale) la cultura non è qualcosa che ho ma che ho fatto (es. il tempo di cottura della pasta, diversa da cultura a cultura) e se si fa cultura e non lo ho, ogni volta che fo una cosa significa che sto facendo cultura e si può fare insieme, ci sono altre discipline che si occupano dell’uomo come:
- Antropologia (caratteristiche biologiche dell’evoluzione)
- Storia (prevalentemente volta al passato e alla comprensione di un determinato momento o processo storico)
- Psicologia (il nostro sistema comunicativo, processi mentali di singoli individui, i meccanismi intrapsichici individuali)
- Sociologia (comportamenti a fenomeni sociali su scala più ampia. Quantitativo e generalizzante.
Tutto ciò che noi pensiamo sia personale sia anche sociale.
Memoria e narrazione
La memoria non è solo una cosa individuale ma è costruita da un processo sociale (es. le foto che spesso è sociale ma anche più intimo come Instagram che è una condivisione di memorie manipolata, mentre un altro esempio è l’album di fotografie si può guardare con qualcuno e c’è un’elaborazione è una memoria che viene costantemente ricostruita e le memorie non sono mai solo nostre, e i monumenti che sono l’esempio della memoria pubblica che fanno sì che un certo gruppo mantenga alcuni tipi di memoria.
Il sistema narrativo è una costante molto importante nell’uomo appunto perché prima si tramandava tutto in questo modo e serve tantissimo la narrazione.
Non esiste solo il modello psicologico possiamo quindi intuire.
Quello che ci interessa è che noi abbiamo a che fare con individui che stanno in gruppo ed è lì il grande perno, e ognuno è un mondo a sé ed è appunto lì il problema.
Relazioni affettive e modelli culturali
Le relazioni affettive sono culturali perché ciò che ha a che fare con qualcosa di biologico come gli istinti, e ogni gruppo culturale decide di controllare determinare aspetti ed emozioni ed affetti non sono la stessa cosa. Aprire un po’ i nostri schemi culturali, ci sono degli schemi estetici (ad esempio una donna malata di tumore può avere problemi in particolare modo dal punto di vista delle relazioni dove appunto si è detto che esistono dei prototipi).
Se si vivesse in una tribù di tutti calvi l’esempio della perdita dei capelli non ci sarebbe shock, quindi possiamo dire che le relazioni, il concetto di attrazione e bellezza dipende dal contesto. Cercare di collocare anche quello che è il disagio del paziente, al fatto che siamo in una determinata cultura, quindi in parte sappiamo che invece ci sono continue trasformazioni, e quindi i cambiamenti di un’immagine del concetto femminile sta a noi a cambiarle.
Sta tutto nel pensare l’impossibile come possibile (ad esempio le donne che votano.
Bagaglio culturale= ho una cultura
Fare cultura= spostare l’idea quali sono le nostre pratiche ma che sia un flusso costante che da un lato hanno una somiglianza ma che continuamente cambiano.
Si dice che noi non incontriamo culture ma incontriamo persone, non è possibile assolutizzare le persone. È più facile pensare che siamo individui, che paradigmi legati a un qualcosa di comune.
Tylor e il concetto di cultura
1971= Tylor era uno di quegli antropologi chiamati “da tavolino” raccoglieva tutto quello che gli raccontavano le persone che viaggiavano e non era lui a farlo. La cultura non va più intesa come qualcosa di enciclopedico.
La cultura cercare su internet
Possiamo comprenderla sia al singolare che al plurale, quando si parla di cultura si parla di comportamenti di gruppi e di idee.
Elementi di fondamento della cultura
Gli elementi di fondamento:
- Trasmissione= imitazione dell’osservazione e istruzione, l’osservazione è importantissima, è una conoscenza tacita (silente) che è predominante e bisogna essere sempre di più che l’abbiamo e che anche gli altri l’abbiano ed è così dentro che viene espressa quasi in automatico, e noi e gli altri abbiamo espressioni di automatismo, l’uomo ha la capacità costante di imitare osservando.
- Memoria= il nuovo comportamento deve essere ricordato, senza questo non avremmo la capacità di ricordarci le informazioni acquisite. Il contatto è molto importante, ad esempio se si va in un altro paese è fondamentale magari imparare la lingua, conoscere e ricordarsi le forme di educazione che va ricordata attraverso la memoria, quindi si impara per comportarsi nel migliore dei modi, stando lì si incomincia a comportarci come si comporta magari le persone di quella cultura ed essere influenzato (lingua, abitudini, intercalanza ecc) non è solo il ricordo in sé ma anche un personalizzare qualcosa.
- Reiterazione= capacità di riprodurre o seguire comportamenti e informazioni appresi. Improvvisazione che noi attuiamo ogni giorno è un aspetto artistico, un recitare. Noi improvvisiamo quando ad esempio dobbiamo trovare una via di fuga da un imprevisto, tendendo a reiterare.
- Innovazione= capacità di inventare comportamenti. Inventiamo continuamente nuovi comportamenti, per quanto noi siamo all’interno della cultura non dobbiamo considerarla come una gabbia, e poi ha la selezione. (esempio il nostro sistema di cura).
- Selezione= capacità di scegliere quali innovazioni mantenere e quali abbandonare. La cultura medica cerca sempre affacciarsi all’idea che le persone si possono intendere in un altro modo.
Qualcosa è stato abbandonato da questo sistema di cura, è stato sempre mantenuto per mantenerlo da altre parti.
Dal particolare al complesso
Noi ci muoviamo dal particolare al complesso, nella nostra idea ad esempio pensiamo che i farmaci, siano qualcosa che appartiene al nostro mondo e che tutte le altre cose (fisioterapia ecc) appartengono ad altre cose. Noi pensiamo di essere al centro del mondo, ma anche le piccole popolazioni non usano solo le nostre tecniche ma anche le loro mischiandole.
Gli antropologi pensano che c’è qualcosa di autentico e originale, che c’è un nostro io più profondo che non dipende dal tipo di maschera quando andiamo al convegno. Quindi va contro il fatto che ci sia una cosa più autentica dell’altra (io con mio amico sono più autentico di io al convegno questo è sbagliato).
L’antropologo cerca significati e regol