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Antropologia culturale

Testi: Pensare come un antropologo, Antropologia culturale, Lo specchio infedele. Dispense.

L'immaginario dell'antropologia culturale

Quando parliamo di antropologia culturale, abbiamo un immaginario che si apre di fronte a noi, che però è giustificato solo in parte. È vero che quando l'antropologia nasce, cioè tra la metà dell'Ottocento e i primi del Novecento, l'antropologia rivolge lo sguardo a società tribali. Questo è vero ed ha costituito buona parte dell'immaginario di tutti, però è vero solo in parte perché l'antropologia non è più quello e forse non lo è mai stata solo quella.

Sviluppo storico dell'antropologia

In realtà, lo sviluppo storico dell'antropologia ci fa capire che quel modo di intendere l'antropologia è parziale, relativo a una certa fase ed oggi non è più del tutto valido né praticabile.

Pregiudizi comuni sull'antropologia

Un secondo pregiudizio che viene in mente quando si pensa all'antropologia è che in qualche modo questa possa fornire una serie di conoscenze più o meno facilmente classificabili su popoli non europei che ci permettono di orientarci e di avere a che fare con altri. Anche questo è un pregiudizio e come tale deriva da uno stereotipo che ha una parte di verità e una di falsità. È vero che l'antropologia ha alimentato l'idea che si potesse dare una serie di caratteri ricorrenti di una cultura e che permettevano di identificare in maniera univoca le caratteristiche di un popolo. Questo approccio è oggi destituito di valore scientifico, non è più ritenuto valido.

Importanza dell'antropologia oggi

Un'altra idea che ha una verità parziale è che oggi l'antropologia sia importante perché ci sono molti stranieri. È vero che nella società contemporanea c'è compresenza di persone originarie del luogo e persone che arrivano da altri luoghi e questo si riflette nella scuola, però l'antropologia non è nata per la presenza dello straniero, ma come disciplina che usciva dai confini geografici e di sapere occidentali e andava ad incontrare l'altro in luoghi lontani. L'antropologia è nata quindi dal desiderio di prendere distanza dal proprio e osservando l'altro cercare di comprendere meglio la propria realtà di provenienza. In realtà, l'antropologia nasce come disciplina dell'incontro ed è questa la connotazione più importante. Il cuore della disciplina è l'incontro con l'alterità.

Antropologia ed evoluzione storica

Nel corso storico è successo che l'incontro sia diventato più frequente, ed è possibile ovunque. Questo è uno dei motivi per cui l'antropologia, senza prendere le distanze dal proprio, è "tornata a casa", cioè non è più solo portata a conoscere l'altro nel suo luogo, ma a conoscere l'alterità che attraversa le società contemporanee. L'antropologia dunque ha a che fare con l'alterità.

Etnologia, antropologia ed etnografia

Etnologia, antropologia ed etnografia indicano tre diversi approcci. Nelle scuole inglesi, americane, c'è l'intento di usare un approccio rispetto ad un altro. Nei tre termini si identificano tre momenti diversi dello studio antropologico dell'uomo.

Etnografia

Etnografia: corrisponde alla prima fase del lavoro dell'antropologo, alla fase della raccolta dati. Questa parte corrisponde alla ricerca sul campo, ma questa fase non ha uno scopo in sé, è intrinsecamente legata alla fase di analisi. Qui viene indicato che l'etnografia corrisponde al primo gradino che coincide con il lavoro sul campo. Questo lavoro è qualcosa di imprescindibile, dunque fa comprendere che a differenza di altre discipline non è solo teorica, ma è una disciplina dove la fase pratica è fondamentale. Kilani aiuta a comprendere che lo studio sul campo non è auto-sufficiente, dobbiamo comprenderlo come utile ad altre fasi successive. La fase della raccolta dati ha bisogno poi di uno studio successivo di analisi, comparazione.

Etnologia

Etnologia: è la fase in cui si analizza, si sintetizza e si interpreta ciò che si osserva in una data cultura – lavoro che è già in larga parte compiuto sul campo -, in rapporto con le conoscenze sulle altre società di cui si dispone e con le generalizzazioni teoriche che si sono costruite a partire da quelle conoscenze. Qui si fanno le prime sintesi, è la fase in cui i dati raccolti prendono una prima forma e questo lavoro di sistemazione dei dati può essere fatto attraverso il confronto e altre generalizzazioni teoriche che provengono da altri studi. A questo livello appartengono studi settoriali che individuano alcuni aspetti della cultura che stiamo studiando, è quella fase in cui si inizia a focalizzare meglio il lavoro e si mettono in luce alcuni dati che sono importanti per il valore che essi hanno relativamente a un aspetto che vogliamo comprendere meglio. L'etnologia non è staccata dall'etnografia né è indipendente dall'antropologia in senso proprio.

Antropologia

Antropologia: costituisce il terzo livello, quello più generale in cui si tenta di definire le proprietà generali di tutta la vita sociale e culturale. È anche il livello in cui si tenta di trarre delle spiegazioni teoriche molto generali che possano rendere conto degli universali dell'umanità e nel contempo delle espressioni particolari delle culture. Quest'ultimo livello è un livello verso cui gli studi tendono, l'antropologia ha avuto fin dalle origini l'aspirazione a costruire leggi generali dello sviluppo della cultura. Soprattutto all'inizio questa ispirazione è stata rilevante. Nel corso dell'evoluzione storica questa ispirazione si è scontrata con limiti oggettivi che provengono dallo studio sul campo. Questa ispirazione a ideare queste leggi non è stata mai portata veramente a compimento. È un progetto, non è mai portato a compimento. Resta un orizzonte della disciplina quello di costruire discorsi generali che possono avere un contesto più ampio. Va da sé che in tutti gli autori vi è l'aspirazione a estendere le categorie che questi propongono per lo studio della società da contesti limitati a contesti generali.

Il discorso antropologico

È chiaro che lo sviluppo del discorso antropologico non può prescindere dal tentativo di dare inquadramenti all'interno dei quali le singole realtà prendono significato. Questo tentativo di costruire cornici di riferimento è parte integrante della disciplina, non può ridursi a collezioni di etnografie. Se non si cercasse un modo per estrapolare dall'osservazione particolare una teoria generale si rimane a metà del cammino. C'è stato un tempo in cui si è pensato che la collezione delle etnografie esaurisse il compito dell'antropologia, ma se fosse stato quello il compito voleva dire che era qualcosa di poco conto. Il progetto dell'antropologia come universali dell'umanità è in costante movimento perché i modelli utilizzati dagli antropologi sono a loro volta ridiscussi.

Approccio alla ricerca antropologica

Quello che emerge dalla ricerca antropologica è che questi tre livelli possono essere distinti ad un livello molto astratto, ma che devono essere compresi nella loro interrelazione che è costituita dalla pratica di ricerca. Questa non può prescindere dall'osservazione diretta, dalla relazione con l'altro. L'osservazione è già analisi e quindi non può prescindere dall'etnologia e dunque a sua volta l'etnologia non può prescindere dall'antropologia. Dalla concreta pratica di ricerca i tre livelli sono amalgamati.

Relazione tra i livelli di studio

Questo porta a dire che quindi l'approccio che divide in maniera netta i tre livelli non è funzionale per spiegare cos'è l'antropologia culturale che è la concreta pratica di ricerca che tiene insieme i tre livelli. Questo vecchio approccio non è funzionale in maniera esaustiva.

Definizione di antropologia culturale

L'antropologia non può dunque essere identificata con un solo livello, o con la divisione di questi, ma solo con la interrelazione dei livelli. Questo tipo di approccio non deve essere inteso in modo rigido.

Comunità e società

Cosa dobbiamo intendere allora con antropologia culturale? Troviamo una famosa distinzione alla base dalla disciplina fatta da Tonnies tra comunità e società. Distingueva due tipi di organizzazioni sociali, società e comunità. La comunità è caratterizzata dalla piccola dimensione e da una relazione stretta tra i membri; la società ha estensione molto ampia e i rapporti sono indiretti tra i soggetti. A partire dalla distinzione si svilupperebbero due discipline, la sociologia che si occupa della realtà della società industriale avanzata e nello specifico occidentale; dall'altra parte avremo l'antropologia culturale nella seconda metà dell'Ottocento che non si occupa delle grandi società, ma delle piccole comunità che si troverebbero fuori dai confini del mondo occidentale che coinciderebbero con realtà localizzate fuori dall'Europa. Queste comunità possono essere anche trovare in zone marginali, quelle rimaste fuori dal processo di modernizzazione e che quindi potrebbero essere oggetto di studio antropologico.

Oggetto dell'antropologia

Oggetto dell'antropologia è quindi la comunità. Questa famosa distinzione è diventata patrimonio di riferimento per l'antropologia e ha costituito un orizzonte di orientamento anche per altri autori come Durkheim. Egli ripropone la distinzione tra società e comunità con la distinzione tra solidarietà organica e meccanica.

Solidarietà organica e meccanica

Solidarietà organica: caratterizza la società ed è costituita dalla forte differenziazione tra i membri e quindi la sociologia si trova di fronte a soggetti individualizzati. Compone la società moderna e si basa sull'unione funzionale di parti distinte, quindi su una separazione tra le funzioni che compongono la società e la società moderna è basata sulla specializzazione e divisione del lavoro che segmenta la società.

Solidarietà meccanica: caratterizzata dall'unità di sentimento e omologazione sociale. Nella comunità abbiamo la prevalenza del collettivo e quindi abbiamo una dimensione collettiva che prevale sulle forme di soggettivazione. La comunità sarebbe caratterizzata da una limitata divisione del lavoro, ciò vuol dire che in una comunità primitiva tutti sono chiamati a fare tutto. Ci sarebbe una distinzione di lavoro limitata che riguarda solo alcune specifiche categorie di produttori.

Distinzione tra antropologia e sociologia

Queste due distinzioni che descrivono due realtà sociali diverse sono oggetti di due studi diversi, la sociologia da una parte e l'antropologia dall'altra che si occupa delle zone periferiche. Questa distinzione punta a identificare l'antropologia culturale con l'oggetto di cui si occupa. In parte è vero che l'antropologia si occupa di piccole realtà e sicuramente è vero che all'origine si è confrontata con piccole comunità che erano fuori dai confini però dobbiamo dire delle critiche:

Questa distinzione nel tempo è diventata meno netta e le metodologie sociologiche sono entrate nel patrimonio dell'antropologia, così come viceversa. La metodologia della ricerca sul campo è entrata a far parte del patrimonio della sociologia. Le due discipline restano distinte, ma sono molti i punti di contatto tra le due.

Studio dei piccoli contesti

Cosa vuol dire occuparsi di piccoli contesti? L'antropologia osserva la realtà sociale in contesti limitati e in modo dettagliato. Geertz → se l'antropologia fosse una scienza con il solo scopo di andare a conoscere elementi dettagliati solo per il puro gusto di conoscere ciò che è strano, esotico e così, se fosse questo lo scopo sarebbe ben poca cosa perché non andrebbe oltre la curiosità. Dobbiamo comprendere in che senso si identifica con la conoscenza.

Conoscenza microscopica

Questo non vuol dire che non ci siano interpretazioni antropologiche su microscopica: vasta scala di intere civiltà [...] Ciò significa semplicemente che l'antropologo si avvicina in modo caratteristico a queste più ampie interpretazioni e più astratte analisi procedendo da conoscenze molto estese di faccende estremamente piccole. Egli affronta le stesse grandiose realtà che altri – gli economisti, i politologi, i sociologi – affrontano nei loro contesti più fatidici: il Potere, il Mutamento, la Fede, l'Oppressione, il Lavoro, l'Autorità [...] - ma li affronta in contesti abbastanza oscuri [...] per togliere loro le maiuscole. In contesti così umili queste costanti troppo umane, «quelle parole grosse che ci intimoriscono tutti», assumono una forma dimessa: ma il vantaggio è proprio questo; ci sono già abbastanza cose profonde nel mondo”.

Evoluzione della distinzione tra discipline

Geertz ci dice che nel '73 è ormai evidente che la distinzione tra una disciplina che si occupa di società avanzate e una che si occupa di oscuri contesti non è più del tutto vero. Anche l'antropologia ha portato avanti studi su intere civiltà, il suo discorso su cosa sia la cultura in relazione all'identità del soggetto, permette all'antropologia di fare generalizzazioni che possono valere in maniera globale.

Che cos'è allora la conoscenza microscopica? Ha a che fare con la dimensione del contesto, e ha come aspirazione arrivare ad ampie interpretazioni di ampie analisi procedendo da approfondimenti progressivi di realtà piccole ma per avere un patrimonio ampio di quelle realtà piccole ma in modo molto dettagliato. Quello che caratterizza la conoscenza microscopica non è la dimensione geografica, ma quello che lo caratterizza è il metodo, cioè il metodo che va molto in profondità e allarga in maniera ampia la conoscenza di un certo contesto.

L'antropologo sul campo

L'antropologo sul campo affronta quello che affrontano gli altri studiosi, il fine è far scendere queste grandi questioni dalla astrazione. Comprendere come si manifestano e incidono in contesti concreti. Cosa vuol dire la fede in un determinato contesto? Il discorso che fa l'antropologia non è sostituibile con altri, non è meno scientifico. L'antropologia toglie i problemi dal mondo delle idee e la va a osservare in maniera diretta con l'incontro diretto, rende umani i problemi di cui si occupano le altre discipline. L'antropologia va ad osservare cosa le problematiche vogliono dire per le persone che le vivono.

Studio antropologico del lavoro

Per esempio: il lavoro, cosa vuol dire studiarlo dal punto di vista antropologico? Il sociologo studia la distribuzione delle persone. L'antropologo deve avere conoscenza di questi aspetti di cui si occupa anche il sociologo, ma poi se vuole fare la sua ricerca deve andare sul campo, deve andare a studiare le concrete condizioni di lavoro di una persona.

Problemi della visione microscopica

Problemi posti dalla visione microscopica: non può dare due risultati:

  • Non dobbiamo incorrere nel modello microcosmo, cioè studiare una piccola parte come per intendere l'intera società. L'esempio è lo studio in Italia di una realtà della Basilicata per estenderla a tutta la società italiana. Questo salto da osservazione microscopica a generalizzazioni per un contesto più ampio sono sbagliate. Non si può fare perché presenta delle problematiche, innanzitutto il passaggio dal micro al macro presuppone che la realtà microscopica sia espressione tipica della più ampia cultura in cui è inserita.
  • L'altro aspetto è pensare che la comunità che stiamo studiando sia una sorta di laboratorio sociale. Il limite maggiore sta nel fatto che non può esistere un laboratorio sociale, le comunità non possono essere ricondotte all'idea di laboratorio perché sono due realtà diverse. Un laboratorio è un luogo artificiale nel quale gli scienziati riproducono fenomeni osservati in natura e dunque non è naturale, ma è dove gli scienziati riproducono il fenomeno. Al contrario, le realtà studiate dagli antropologi sono realtà che preesistono alla ricerca, i contesti sociali sono già lì. Un ulteriore aspetto è il fatto che nel laboratorio lo scienziato può manipolare le variabili, ma questo non può accadere nella realtà sociale. L'antropologo non ha il controllo sulle variabili, non può valutare l'incidenza delle ipotesi né fare previsioni di sviluppo. Uno scienziato con l'esperimento ha la finalità di arrivare a generalizzazioni che permettono di arrivare a leggi generali. Il funzionamento dell'esperimento ha come finalità ultima la formulazione di leggi naturali. Questo non può essere fatto nei contesti sociali perché presentano molte più variabili rispetto a quelle che può conoscere lo scienziato nel laboratorio. Le variabili sono indipendenti e non vi è la possibilità di formulare leggi generali a partire da casi particolari.

Questione antropologica

Questione antropologica è: l'articolazione tra livello locale/livello globale e visione particolare/concezione universale. L'incidenza tra un livello e l'altro è monodirezionale? Ci possiamo chiedere se il livello locale rispetto alle incidenze della parte locale è ricettivo o se è capace di rielaborare le informazioni. Altro aspetto importante è quello tra metodo microscopico che porta a una visione particolaristica rispetto all'ispirazione universale di creare delle leggi. Questa articolazione è uno dei temi chiave che caratterizzano lo studio della disciplina.

Un errore è stato pensare che oggetto di studio dell'antropologia sia locale e particolare, mentre il vero oggetto è l'interrelazione tra i vari livelli.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher a.bellinzona1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Canevari Matteo.
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