Concetti Chiave
- Le tensioni prebelliche in Europa furono alimentate da tutte le grandi potenze, ma la Germania nazista emerse come il principale promotore della guerra dalla metà degli anni Trenta.
- La Germania nazista mirava a rimettere in discussione gli accordi di Versailles, cercando nuovi territori e spazi per il Reich attraverso una politica estera aggressiva.
- L'annessione dell'Austria al Reich nel marzo 1938 avvenne senza intervento di altre potenze europee, grazie al supporto dei nazisti locali e alla ritirata di Mussolini.
- Il governo britannico, guidato da Neville Chamberlain, accettò passivamente l'annessione austriaca, interpretando il proprio atteggiamento come un gesto per mantenere la pace.
- La Conferenza di Monaco del settembre 1938 portò a un accordo tra Italia, Regno Unito e Francia di riconoscere il diritto della Germania di annettersi i Sudeti, senza consultare la Cecoslovacchia, creando false aspettative di pace.
Quali sono le tensioni prebelliche in Europa?
Non è facile trovare un singolo responsabile per la crisi che ha travolto l'Europa nel 1914: tutte le grandi potenze, quale più e quale meno, hanno contribuito a odiare sul fuoco delle tensioni internazionali che lo stesso sistema di alleanze che si era formato nei precedenti trent'anni non aveva affatto attenuato. Non è per niente difficile invece individuare quale è il soggetto che dalla metà degli anni Trenta spinge sistematicamente verso la guerra: è la Germania nazista. I suoi capi non fanno certo mistero delle loro ambizioni ovvero quello di rimettere in discussione gli accordi di Versailles e assicurare al Reich tedesco nuovi spazi e nuovi territori verso est. Questi sono i capisaldi espliciti della loro politica estera. Si tratta di una linea aggressiva che si muove in un progressivo crescendo.
L'espansione della Germania nazista
I primi obiettivi sono rivendicati in nome di una innocente ricomposizione del popolo tedesco all'interno di un unico Stato, il Reich. E quindi a Berlino si vuole l'Anschluss, cioè l'annessione, dell'Austria. È un obiettivo caldeggiato dal Partito nazista locali, è stato represso a costo della vita dell'autoritario Cancelliere austriaco, Dollfuss. In quella circostanza le truppe tedesche non sono intervenute anche per una decisa pressione di Mussolini, preoccupato per quella che all'epoca gli sembra solo un'esagerata espansione della Germania. Ma dopo l'avventura in Etiopia l'Italia si avvicina alla Germania dalla quale riceve sostegni materiali e appoggio diplomatico. Nell'ottobre del 1936 le buone relazioni diplomatiche si traducono in un'alleanza (l'Asse Roma-Berlino) rinsaldata da un ulteriore accordo del novembre del 1937, che include anche il Giappone, e dalla collaborazione nella guerra di Spagna a sostegno delle truppe di Franco.
L'annessione dell'Austria
In questo contesto Mussolini non ha più ragione di temere la Germania di Hitler, perciò non si oppone più all'annessione dell'Austria al Reich. I nazisti austriaci, spalleggiati dal Reich tedesco, si adoperano per far cadere il regime guidato dal Cancelliere Schuschnigg, che ha sostituito Dollfuss alla guida dell'Austria. I continui disordini interni promossi dai nazisti inducono Schnuschnigg a tentare la carta di un referendum per verificare l'orientamento dell'opinione pubblica in merito all'annessione. È una buona mossa, perché la maggioranza dell'opinione pubblica austriaca sembra favorevole alla conservazione dell'autonomia. Proprio per questo Hitler decide di tagliar corto: schiera le sue truppe al confine, pronte ad attaccare e Schuschnigg a quel punto lascia il suo posto di Cancelliere al nazista austriaco Arthur Seyss Inquart (1892-1946): costui, come primo atto di governo, apre le frontiere all'esercito tedesco che entra a Vienna il 13 marzo del 1938. È l'atto di forza che conduce alla formale annessione dell'Austria alla Germania. Tutta l'operazione avviene senza che nessun'altra potenza europea faccia alcun passo concreto per opporvisi. In particolare il governo britannico, guidato allora dal conservatore Neville Chamberlain, dà la sensazione di accettare il fatto compiuto, come dire "pro bono pacis" (perché la pace sia conservata). Hitler invece non del tutto a torto, interpreta l'atteggiamento britannico come un gesto di debolezza e si appresta a compiere un'altra mossa, cioè annettere i Sudeti, territorio di confine tra Germania e Cecoslovacchia, incluso nei confini della Repubblica cecoslovacca ma con una popolazione in maggioranza tedesca.
La conferenza di Monaco
Nel settembre del 1938 Hitler ingiunge al governo cecoslovacco di vedere il territorio dei Sudeti. Mussolini prende allora l'iniziativa di una Conferenza internazionale, alla quale partecipano lui stesso, Chamberlain, in rappresentanza del Regno Unito, il primo ministro francese, Édouard Daladier (1884-1970) e Hitler. La conferenza si tiene a Monaco il 29-30 settembre 1938; unilateralmente, senza consultare il governo cecoslovacco, Italia, Regno Unito e Francia riconoscono alla Germania il diritto di annettersi i Sudeti, diritto subordinarlo solo alla celebrazione di un plebiscito di annessione. La conclusione del patto di Monaco è salutata dall'opinione pubblica occidentale come un grande risultato, perché si pensa che il successo diplomatico e l'annessione dei Sudeti basti alla Germania nazista e che la pace sia definitivamente al sicuro.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale responsabile delle tensioni prebelliche in Europa negli anni '30?
- Quali furono le prime ambizioni territoriali della Germania nazista?
- Come reagì Mussolini all'annessione dell'Austria da parte della Germania?
- Cosa accadde durante la Conferenza di Monaco del 1938?
- Qual è stata la reazione dell'opinione pubblica occidentale alla conclusione del patto di Monaco?
La Germania nazista è identificata come il soggetto che spinge sistematicamente verso la guerra, con l'intento di rimettere in discussione gli accordi di Versailles e di espandere il Reich tedesco verso est.
I primi obiettivi della Germania nazista includevano l'Anschluss, ovvero l'annessione dell'Austria, sostenuta dal Partito nazista austriaco e realizzata dopo la caduta del regime di Schuschnigg.
Inizialmente, Mussolini si oppose all'annessione, ma successivamente, non temendo più la Germania di Hitler, non oppose resistenza e permise l'ingresso delle truppe tedesche in Austria.
Durante la Conferenza di Monaco, Italia, Regno Unito e Francia riconobbero unilateralmente il diritto della Germania di annettersi i Sudeti, senza consultare il governo cecoslovacco, sperando di mantenere la pace in Europa.
L'opinione pubblica occidentale accolse il patto di Monaco come un grande successo diplomatico, credendo che l'annessione dei Sudeti avrebbe garantito la pace e soddisfatto le ambizioni della Germania nazista.