Concetti Chiave

  • Dante esplora il tema della superbia nel canto X della Divina Commedia, evidenziando la condanna dei superbi a trasportare pesi insopportabili come punizione per la loro arroganza.
  • Il poeta paragona gli uomini a vermi, suggerendo che la loro ricerca di grandezza terrena li acceca, mentre hanno la potenzialità di elevarsi a un livello divino.
  • Primo Levi riprende il tema in "Angelica Farfalla", presentando una visione in cui l'uomo cerca la perfezione attraverso la scienza piuttosto che la fede, creando mostri in luogo di angeli.
  • Levi critica gli esperimenti nazisti, mostrando come la ricerca della perfezione possa portare a disumanità e sofferenza, lontana dall'ideale dantesco di elevazione spirituale.
  • Entrambi gli autori riflettono sulla condizione umana, ma mentre Dante spera nella possibilità di redenzione, Levi evidenzia il fallimento dell'uomo nella sua ricerca di perfezione.

Indice

  1. Dante e la superbia umana
  2. Primo Levi e la scienza
  3. Critica agli esperimenti nazisti

Dante e la superbia umana

O superbi cristian, miseri lassi,

che, de la vista de la mente infermi,

fidanza avete ne’ retrosi passi,123

non v’accorgete voi che noi siam vermi

nati a formar l’angelica farfalla,

che vola a la giustizia sanza schermi?126
A partire dai versi della Divina commedia spiega l’argomentazione di Dante e poi confrontala con la novella di Primo Levi. Quali riflessioni possono essere comuni, quali distanti e più in generale che funzione ha avuto in Levi il messaggio dantesco?

Nel canto X Dante assiste alla pena riservata ai superbi, condannati a trasportare sulle spalle massi così pesanti da piegarli verso terra in contrasto con l’inclinazione degli uomini in vita ad ergersi al di sopra di tutti. Dante è consapevole del fatto che la superbia sia il peccato che più lo contraddistingue, ma prova pietà per le anime condannate e si rivolge a loro definendoli ‘de la vista infermi’ cioè accecati dalla superbia che li spinge a cercare la grandezza terrena e non quella divina. Dante infatti paragona gli uomini cristiani in vita a vermi, esseri infimi. Dante aveva utilizzato lo stesso paragone anche nell'Inferno definendo Lucifero ‘ vermo reo’. La differenza si trova nel fatto che, al contrario di Lucifero, che da angelo è stato tramutato in verme, gli uomini hanno la possibilità di elevarsi trasformandosi in divine ‘angeliche farfalle’, le quali, libere dagli impedimenti terreni, hanno la possibilità di librarsi in volo e raggiungere Dio. Tutti gli uomini sono superbi perché credono di poter raggiungere la completezza e la perfezione in vita quando in realtà non sono altro che insetti non ancora formati.

Primo Levi e la scienza

Il tema viene ripreso molto tempo dopo da Primo Levi in un racconto storico-fantascientifico intitolato Angelica Farfalla. A differenza dell’idea di Dante, nel testo di Levi viene illustrato come l’uomo ricerchi la perfezione non affidandosi alla fede, bensì alla scienza. Il misterioso Dottor Leeb teorizza che l’uomo, così come gli axolotl, sia neotenico, cioè in grado di riprodursi allo stato larvale, e non viva abbastanza a lungo per compiere la metamorfosi che gli permetterà permetterebbe di trasformarsi in un angelo. Per provare la sua teoria Leeb conduce in disumano esperimento che termina con la creazione di mostri. I bellissimi angeli infatti si rivelano essere degli orrendi avvoltoi, con poche piume incapaci di spiccare il volo, e il volto simile a quelli delle mummie.

Critica agli esperimenti nazisti

Alla fine del racconto, Levi lascia intendere che le ‘angeliche farfalle’ non arriveranno a Dio ma saranno sbranate da una folla di gente affamata, stremata dalla guerra. Con questo brano l’autore critica gli esperimenti nazisti che miravano alla ricerca della perfezione, perché, come afferma anche in ‘Se questo è un uomo’ la perfezione, ( così come la totale felicità o infelicità) non è una qualità che appartiene agli esseri umani perché nell’idea stessa di uomo, che è destinato a morire, è esclusa l’idea di infinito.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il messaggio principale di Dante riguardo alla superbia umana?
  2. Dante, nel canto X della Divina Commedia, descrive i superbi come anime condannate a portare pesanti massi, simboleggiando la loro incapacità di elevarsi spiritualmente a causa della superbia. Egli sottolinea che, a differenza di Lucifero, gli uomini hanno la possibilità di trasformarsi in "angeliche farfalle" e raggiungere Dio, sebbene siano attualmente ridotti a "vermi" (testo).

  3. Come si differenzia la visione di Primo Levi da quella di Dante riguardo alla ricerca della perfezione?
  4. A differenza di Dante, che propone la fede come via per la trasformazione, Levi, nel racconto "Angelica Farfalla", mostra come l'uomo cerchi la perfezione attraverso la scienza. Tuttavia, il tentativo di creare angeli si traduce in mostri, evidenziando l'inefficacia e i pericoli di tale ricerca (testo).

  5. Qual è la critica di Levi agli esperimenti nazisti nel suo racconto?
  6. Levi critica gli esperimenti nazisti, suggerendo che la ricerca della perfezione porta a risultati disastrosi, come la creazione di "orrendi avvoltoi" invece di angeli. Alla fine, le "angeliche farfalle" non raggiungono Dio, ma vengono distrutte, simboleggiando la follia della ricerca della perfezione umana (testo).

  7. Quali riflessioni comuni emergono tra Dante e Levi riguardo alla condizione umana?
  8. Entrambi gli autori riflettono sulla limitatezza dell'essere umano e sulla sua incapacità di raggiungere la perfezione. Dante evidenzia la superbia come ostacolo alla salvezza, mentre Levi mostra come la scienza, invece della fede, possa portare a conseguenze tragiche, sottolineando che l'idea di perfezione è estranea alla natura umana (testo).

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