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Concetti Chiave

  • I trattati di pace del 1919-1920 portarono a cessioni territoriali che crearono Stati con numerose minoranze etniche, vittime della politica accentratrice dei governi.
  • Il bilancio della guerra fu drammatico per l'Europa, con circa 8 milioni di morti, 20 milioni di invalidi e una significativa riduzione del potenziale industriale e agricolo.
  • Si verificarono cambiamenti sociali significativi, inclusi nuovi strati sociali, emancipazione femminile e giovanile, accompagnati dal malcontento delle generazioni che avevano combattuto.
  • I Paesi neutrali beneficiarono della guerra, aumentando le loro riserve auree e sviluppando industria e commercio, mentre gli stati belligeranti affrontavano difficoltà economiche.
  • Né i vincitori né i vinti furono soddisfatti dai trattati di pace, portando a un aumento del nazionalismo e a instabilità interna in Europa, mentre gli USA e il Giappone emergevano come potenze globali.

Trattati di pace e minoranze etniche

A Neuilly (27 dicembre 1919) fu firmato il trattato con la Bulgaria che dovette cedere parte dei suoi territori alle nazioni confinanti (Romania, Grecia, Jugoslavia). Al Trianon (4 giugno 1920) si ebbe il trattato con l’Ungheria sempre con cessioni territoriali; a Sèvres con la Turchia (11 agosto). Tutti questi trattati che favorirono gli alleati delle nazioni vincitrici, crearono Stati con numerose “minoranze” etniche (cioè di lingua e razza diverse) che, nonostante si fosse cercato di tutelarle, furono vittime della politica accentratrice dei governi, e contribuirono con il loro malcontento alla instabilità della pace.

Conseguenze economiche della guerra

Il bilancio della guerra non è favorevole all’Europa belligerante, come dimostrano i dati che seguono. La guerra costò all’Europa circa 8 milioni di morti e 20 milioni di invalidi; il costo della guerra fu elevatissimo; il potenziale industriale e quello agricolo europei furono ridotti del 40 e 30 per cento rispettivamente, l’Europa perdette parte dei suoi mercati, accrebbe i suoi debiti, subì l’inflazione monetaria.

Cambiamenti sociali e vantaggi dei neutrali

Inoltre si ebbero rivolgimenti nelle classi sociali (nuovi ricchi e nuovi poveri), emancipazione femminile e giovanile a cui si deve aggiungere il disagio e il malcontento della generazione che aveva combattuto. Solo i Paesi europei rimasti neutrali ebbero vantaggi dalla guerra, aumentando le riserve auree e sviluppando la loro industria e il loro commercio.

Insoddisfazione post-bellica e nuovi equilibri

Né i vincitori né i vinti furono soddisfatti dell’esito delle trattative di pace; il nazionalismo spinse a rafforzare le frontiere, ad erigere blocchi doganali e reclamare l’annessione delle “minoranze”. Anche le lotte politiche interne furono molto vive. Fuori dell’Europa, gli Stati Uniti divennero la prima potenza mondiale e il Giappone si affermò nel Pacifico. Con le sue lotte intestine l’Europa aveva perduto il predominio mondiale.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze dei trattati di pace per le minoranze etniche in Europa?
  2. I trattati di pace, come quelli di Neuilly, Trianon e Sèvres, crearono Stati con numerose minoranze etniche che, nonostante le promesse di tutela, furono vittime della politica accentratrice dei governi, contribuendo all'instabilità della pace.

  3. Qual è stato l'impatto economico della guerra sull'Europa?
  4. La guerra ha avuto un impatto devastante sull'Europa, con circa 8 milioni di morti e 20 milioni di invalidi, una riduzione del potenziale industriale e agricolo del 40% e 30% rispettivamente, e un aumento dei debiti e dell'inflazione monetaria.

  5. Come hanno reagito i Paesi neutrali durante e dopo la guerra?
  6. I Paesi europei rimasti neutrali trassero vantaggi dalla guerra, aumentando le loro riserve auree e sviluppando industria e commercio, mentre l'Europa, a causa delle sue lotte interne, perse il predominio mondiale.

Domande e risposte

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