Concetti Chiave
- Il processo di allargamento dell'Unione europea, iniziato nel 1998, coinvolge tredici Paesi, tra cui dieci dell'Europa centrale e orientale e tre del Mediterraneo.
- Con l'allargamento a Est, l'Unione aumenterà la propria superficie del 34% e la popolazione di 170 milioni, rafforzando la sua influenza globale.
- I Paesi dell'Unione europea originaria (Ue-15) beneficeranno di una crescita economica attraverso l'aumento degli scambi e delle opportunità di investimento nei nuovi membri.
- Il flusso di investimenti diretti verso i Paesi dell'Europa centrale e orientale offre buone opportunità, ma non bisogna sovrastimare i benefici economici reali.
- Il Pil dei Paesi dell'Europa centrale e orientale rappresenta solo il 6,6% del Pil dei 15, limitando i benefici economici per l'Ue-15 a circa 10 miliardi di euro.
L'allargamento dell'Unione europea
Il processo di allargamento dell’Unione europea, avviato nel marzo del 1998, coinvolge tredici Paesi, dieci dei quali appartenenti all’Europa centrale e orientale (Peco): Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Repubblica slovacca, Slovenia e Ungheria. A questi si aggiungono Cipro, Malta e Turchia.
Non è certo la prima volta che i Paesi dell’Unione danno vita a un processo di allargamento. Come è noto, l’Europa dei quindici è nata proprio dall’aggregazione, attorno al nucleo originario costituito da Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Olanda, di Danimarca, Irlanda e Gran Bretagna nel 1973, della Grecia nel 1981, di Portogallo e Spagna nel 1986, di Austria, Finlandia e Svezia nel 1995. La fase attuale, tuttavia, assume un rilievo storico per le vaste proporzioni del fenomeno. Con l’allargamento a Est, l’Unione Europea vedrà crescere la propria superficie del 34% e la propria popolazione di 170 milioni di abitanti. L’adesione dei nuovi Paesi aumenterà il peso e l’influenza dell’Unione europea nel mondo, mentre scambi e attività economiche potranno trovare nuovo slancio.
Vantaggi economici per l'Ue-15
Per i Paesi dell’Ue-15, i vantaggi dell’allargamento sono connessi alla crescita potenziale dei nuovi membri, all’incremento degli scambi commerciali e alle nuove opportunità di investimento che ne potranno derivare.
L’incremento del reddito dei Peco, aumentandone i consumi, aprirà importanti sbocchi commerciali per le Imprese dell’Unione, le quali d’altronde già ora risultano esportatrici nette verso queste aree. L’estensione del mercato unico, inoltre, favorirà la concorrenza creando le condizioni perché i prezzi possano anche diminuire, con effetti positivi sulla crescita economica e sull’occupazione.
Opportunità e limiti degli investimenti
Per quanto riguarda gli investimenti, va ricordato che, già dagli anni Novanta, un flusso consistente di investimenti diretti si è rivolto verso queste aree, dove la necessità di smantellare e sostituire impianti vecchi e obsoleti offre buone opportunità di rendimento.
Non bisogna tuttavia commettere l’errore di sovrastimare tali possibilità.
L’intero Pil dei Peco infatti è pari al 6,6% circa del Pil dei 15 (a prezzi del 1999), e dunque per questi ultimi il beneficio di crescita connesso all’allargamento sarà comunque limitato, con
un valore che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro.
Domande da interrogazione
- Quali sono i Paesi coinvolti nel processo di allargamento dell'Unione europea avviato nel 1998?
- Quali vantaggi economici si prevede per i Paesi dell'Ue-15 a seguito dell'allargamento?
- Quali sono i limiti degli investimenti nei Paesi dell'Europa centrale e orientale?
Il processo di allargamento coinvolge tredici Paesi, di cui dieci dell'Europa centrale e orientale (Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Repubblica slovacca, Slovenia e Ungheria), oltre a Cipro, Malta e Turchia.
I vantaggi per i Paesi dell'Ue-15 includono la crescita potenziale dei nuovi membri, l'incremento degli scambi commerciali e nuove opportunità di investimento, con un aumento del reddito nei Peco che aprirà sbocchi commerciali per le imprese dell'Unione.
Sebbene ci siano buone opportunità di rendimento a causa della necessità di modernizzare impianti obsoleti, il Pil dei Peco rappresenta solo il 6,6% del Pil dei 15, limitando così il beneficio di crescita per l'Ue-15 a circa 10 miliardi di euro.