Concetti Chiave

  • La grande canzone dell’esilio di Dante, composta durante il suo esilio da Firenze, è caratterizzata da una struttura metrica complessa con endecasillabi e settenari.
  • Il contenuto si divide in due parti: una personale, in cui Dante esprime il suo orgoglio per la giustizia, e una allegorica, che rappresenta la giustizia naturale attraverso il dialogo con tre donne.
  • Dante considera l'esilio un privilegio amaro, in quanto lo allontana dai malvagi ma comporta anche sofferenza e nostalgia per la sua città natale, Firenze.
  • I due congedi finali riprendono i temi allegorici e politici, con il secondo congedo che evidenzia la posizione di Dante tra le fazioni politiche e il suo desiderio di revocare l'esilio.
  • Il messaggio centrale della canzone sottolinea che l'iniquità non può trionfare grazie a un disegno divino che assicura il riscatto dei valori universali.

Indice

  1. La grande canzone dell'esilio
  2. Temi principali e allegoria
  3. Motivi personali e autobiografici
  4. Il privilegio amaro dell'esilio
  5. I congedi e il tema politico

La grande canzone dell'esilio

La canzone, tratta da Rime, è stata definita da alcuni critici “La grande canzone dell’esilio” perché fu composta nei primi anni dell’esilio di Dante da Firenze, forse nel 1302.
La canzone si compone di cinque stanze a cui si aggiunge un sirma e un primo congedo e un secondo congedo (è probabile che quest’ultimo sia stato aggiunto ulteriormente.

Ogni stanza si compone di endecasillabi e settenari. Lo schema è il seguente: AbbC, AbbC, CddEeFEfGG (in cui le lettere maiuscole si riferiscono agi endecasillabi e le lettere minuscole ai settenari. Lo schema AbbC, AbbC, CddEeFEfGG vale anche per la sirma e il primo congedo, mentre per il secondo congedo abbiamo AXaBBCC. La sirma è la seconda parte della stanza o della strofa che si collega alla prima parte (chiamata fronte) per mezzo di un verso che viene chiamato “chiave”.

Temi principali e allegoria

Las canzone è strutturata in due parti ben individuabili: all’ inizio, il poeta pone se stesso in primo piano (cfr. uso del pronome personale di 1.a persona singolare “mi”; questo sta a significare come il problema della giustizia occupi un posto di preminenza nella sua vicenda biografica e nei suoi sentimenti. Tuttavia, subito dopo, prende il sopravvento la parte allegorica e quindi più astratta. La dimensione allegorica consiste nella descrizione delle tre donne e del dialogo di Amore con la donna che parla. Essa è l’allegoria della Giustizia naturale, cioè della giustizia intesa come principio universale. Il dialogo occupa, praticamente quattro strofe e culmina, alla fine della III stanza, dove viene svelata, almeno parzialmente l’identità della donna e in cui ci concentra anche il messaggio politico di Dante. Il poeta, tramite Amore, esorta le tre donne affinché rialzino la testa, dato che la loro essenza è eterna. Im messaggio di Dante è allora il seguente: l’iniquità non può trionfare perché esiste un disegno divino che regola la storia e che prevede, necessariamente, il riscatto dei valori universali della terra. Qui appare anche la concezione provvidenziale della storia che caratterizza tutto il pensiero medioevale.

Motivi personali e autobiografici

La V stanza inizia col pronome personale “io” che introduce il motivo personale e autobiografico, anche se questi non mancano nei versi precedenti:

v.17: con orgoglio, Dante si dichiara amico della giustizia

v.75: le tre donne, Amore e il poeta stesso si definiscono “dispersi”

v.76: Dante ritiene che l’esilio a cui è stato confinato dal destino, sia un onore

v.80: essere travolti con i buoni è un fatto degno di lode

Il privilegio amaro dell'esilio

In sintesi, questo significa che nel mondo contemporaneo a dante, la malvagità ha preso il sopravvento per cui essere esiliato e quindi allontanato dai malvagi e soffrire l’esilio insieme ai buoni è un privilegio e cosa degna di essere lodata; a questo si aggiunge la concezione provvidenzialistica della storia che prova la collocazione dell’esiliato dalla parte dei giusti.

Tuttavia si tratta di un privilegio molto amaro perché, nonostante tutto, comporta l’umana sofferenza, l’orgoglio per la propria coerenza e il dolore per aver perso le consuete abitudini e la vicinanza con le persone amate. Infatti, Dante parla di “fuoco d’amore” per Firenze che un tempo gli aveva “scaldato il cuore”, ma che, invece ora gli consuma “l’ossa e la polpa” e gli fas intravedere la morte molto vicina.

I congedi e il tema politico

I due congedi riprendono la suddivisione delle cinque stanze che precedo. Il primo riprende la precedente allegoria con la raccomandazione che essa deve rimanere più oscura possibile, eccetto per pochi definiti 2amici della virtù”. Degna di nota è la metafora velata di erotismo che indica le bellezze evidenti e nascoste della canzone

Il secondo congedo, probabilmente scritto in un secondo momento, riprende il tema politico-autobiografico.. pare che sia stato scritto quando Dante si allontanò dai Bianchi esiliati e restò isolato. In tale situazione, Dante assunse una posizione equidistante fra le due parti, un atteggiamento presente all’inizio del congedo quando mostra indifferenza a proposito delle frequentazioni sia bianche che nere. Tuttavia, nel contempo, Dante cercò di ottenere una revoca dell’esilio (cfr. 2.a parte del Congedo). Rispetto alla V stanza della canzone, nel congedo dimostra un tono più pacato, ma non in modo distaccato, come risulta dai due versi “camera di perdon savio uom non serra, / che ‘l perdonar è bel vincere di guerra” che nel contempo costituisce una lezione politica da parte dell’esiliato nei confronti dei suoi avversari e un tentativo di tenere comunque una speranza di un ravvedimento del partito dei vincitori.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della canzone di Dante definita "La grande canzone dell'esilio"?
  2. La canzone, composta durante l'esilio di Dante da Firenze, è un'opera che riflette il tema della giustizia e dell'iniquità, esprimendo la speranza che i valori universali prevalgano grazie a un disegno divino che regola la storia.

  3. Qual è il significato della canzone di Dante definita "La grande canzone dell'esilio"?
  4. La canzone, composta durante l'esilio di Dante da Firenze, è un'opera che riflette il tema della giustizia e dell'iniquità, esprimendo la speranza che i valori universali possano prevalere grazie a un disegno divino.

  5. Come è strutturata la canzone e quali sono le sue caratteristiche metriche?
  6. La canzone è composta da cinque stanze, un sirma e due congedi, con uno schema metrico specifico di endecasillabi e settenari, evidenziando una complessità formale che accompagna il messaggio poetico.

  7. Come è strutturata la canzone e quali sono le sue caratteristiche metriche?
  8. La canzone è composta da cinque stanze, un sirma e due congedi, con uno schema metrico specifico di endecasillabi e settenari, evidenziando una complessità formale che accompagna il messaggio poetico.

  9. Qual è il ruolo delle tre donne nell'allegoria della canzone?
  10. Le tre donne rappresentano l'allegoria della Giustizia naturale e il dialogo con Amore culmina nel messaggio politico di Dante, che esorta a rialzare la testa, sottolineando l'importanza della giustizia universale.

  11. Qual è il ruolo delle tre donne nell'allegoria della canzone?
  12. Le tre donne rappresentano l'allegoria della Giustizia naturale e il dialogo con Amore culmina nel messaggio politico di Dante, che esorta a rialzare la testa in nome di un disegno divino che regola la storia.

  13. Qual è la concezione di Dante riguardo all'esilio e alla sofferenza che ne deriva?
  14. Dante considera l'esilio un "privilegio amaro", poiché, sebbene comporti sofferenza e perdita, lo colloca dalla parte dei giusti, evidenziando l'orgoglio per la propria coerenza e il dolore per la lontananza da Firenze.

  15. Qual è la concezione di Dante riguardo all'esilio e alla sofferenza che ne deriva?
  16. Dante considera l'esilio un "privilegio amaro", poiché, sebbene comporti sofferenza e perdita, lo colloca dalla parte dei giusti, evidenziando l'orgoglio per la propria coerenza e il dolore per la lontananza da Firenze.

  17. Come si sviluppano i congedi nella canzone e quale messaggio politico trasmettono?
  18. I congedi riprendono i temi precedenti, con il primo che mantiene l'allegoria oscura e il secondo che riflette la posizione equidistante di Dante tra le fazioni politiche, esprimendo una lezione di perdono e speranza per un ravvedimento.

  19. Come si sviluppano i congedi nella canzone e quale messaggio politico trasmettono?
  20. I congedi riprendono i temi precedenti, con il primo che mantiene l'allegoria oscura e il secondo che riflette la posizione equidistante di Dante tra le fazioni politiche, esprimendo una lezione di perdono e speranza per un ravvedimento.

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