Concetti Chiave

  • Papa Clemente V muore nel 1314, portando Dante a scrivere l'epistola XI, in cui critica la corruzione della Chiesa e il trasferimento della curia ad Avignone.
  • Dante utilizza riferimenti biblici per ammonire e condannare, ispirandosi ai profeti del Vecchio Testamento e a vari episodi sacri.
  • I riferimenti al mondo classico, come il mito di Fetonte e le citazioni di Aristotele, dimostrano la fusione tra saggezza antica e rivelazione cristiana nella sua opera.
  • Dante critica la simonia, denunciando il commercio di cose sacre come una grave piaga delle gerarchie ecclesiastiche e un tema presente anche nella sua Divina Commedia.
  • La conclusione di Dante evidenzia il silenzio di chi riconosce la decadenza della Chiesa, invitando i suoi rappresentanti a provare vergogna per il loro operato.

Indice

  1. La morte di Clemente V
  2. Dimensione profetica e riferimenti biblici
  3. Riferimenti al mondo classico
  4. Critica alla Chiesa e simonia
  5. Verità e coraggio di Dante

La morte di Clemente V

Papa Clemente V muore nell’aprile del 1314. I cardinali italiani si riuniscono a Carpentras, in Francia, per eleggere il nuovo Pontefice. Questa è l’occasione per Dante di scrivere l’epistola XI che affronta un problema già molto sentito in quell’epoca: la corruzione della Chiesa e il contestato trasferimento della curia papale da Roma ad Avignone. Della cattività avignonese, si erano già occupati Caterina da Siena e Francesco Petrarca, ma con un tono diverso. Dante dimostra una forte polemica contro coloro che sono usciti “di strada” ed hanno tradito la loro maturale missione spirituale. Non sappiamo con certezza se la lettera fosse stata effettivamente recapitata ai destinatari.

Tuttavia, è certo che di essa ne furono prodotte tante copie e senz’altro fu largamente diffusa.

Dimensione profetica e riferimenti biblici

L’epistola presenta un carattere comune a quasi tutte le epistole dantesche, cioè la dimensione profetica. Dante ha costantemente presente l’esempio delle Sacre Scritture, soprattutto del Vecchio Testamento (profeti Isaia, Ezechiele, Daniele ed altri), non tanto per lo stile quanto per il ruolo, cioè per ammonire, per condannare e per indicazione della giusta via da seguire. Pertanto il riferimento ai testi sacri è frequente: individuiamo l’accenno ad Ezechiele, all’episodio della cacciata dal tempio, l’episodio di Oza, la citazione di san Paolo, il miracolo di colui che era nato cieco.

Riferimenti al mondo classico

Sono degni di nota anche i riferimenti al mondo classico: la citazione del mito di Fetonte, il figlio del Sole che volle guidare il carro del padre, ma con effetti disastrosi, la citazione di Aristotele, il riferimento a Roma principio comune di civiltà. Si tratta di aspetti che testimoniano la valorizzazione e l’utilizzazione dell’eredità classica che Dante compie in tutta la sua opera, cercando di fondere l’antica saggezza e la rivelazione cristiana; la produzione classica viene usufruita mediante una lettura allegorica. Gli insegnamenti biblici e quello di Aristotele convergono nella Divina Commedia.

Critica alla Chiesa e simonia

Dante inizia l’Epistola rivolgendosi subito ai cardinali riuniti in conclave, ricordando loro che hanno la funzione di primipili (un termine latino che designa coloro che in testa alla schiere armate portavano l’insegna e scagliava per primi il giavellotto) e sottolineando il fatto che si sono ben poco preoccupati di dirigere la Chiesa, paragonato al carro del Sole che Fetonte volle guidare con conseguenze tragiche. Avrebbero dovuto guidare il gregge dei fedeli, attraverso i pascoli della vita terrena e invece li hanno trascinati con sé nel baratro. Dopo una serie di riferimenti biblici, Dante ricorda che le cose sacre sono diventate oggetto di compravendita e la condanna vale sia per chi compre che per chi vende. Si tratta del peccato di simonia, una vera piaga delle gerarchie ecclesiastiche contro la quale Dante si scagli anche nel canto XIX dell’Inferno. Nel ricordare il supplizio di Oza (che, ritenendo che l’Arca Santa non fosse al sicuro, oso toccarla, ma fu punito con la morte perché questa prerogativa era riservata ai sacerdoti), Dante immagina che potrebbe essere contestatala legittimità e l’autorità di formulare accuse lanciate fino ad ora. In pratica, nel giudizio degli ipotetici interlocutori potrebbe essere visto un compito che non sarebbe spettato allo scrittore. Ma Dante non si scoraggia e ricorda di affermare quelle verità che gli stessi Farisei erano soliti non solo tacevano, ma travisavano. Sottolinea, a tale scopo, l’insegnamento di Aristotile quando nell’affermare i principi della sua morale sostiene che la verità deve essere sempre anteposta all’amicizia.

Verità e coraggio di Dante

Gli preme anche sottolineare che non è il solo a notare il riprovevole comportamento della Chiesa (Dante non si ritiene di essere un’Araba Fenice). Tutto quanto egli fa notare apertamente, viene mormorato e sussurrato da tutti. Molti sono meravigliati di quanto sta succedendo, ma non osano esprimersi pubblicamente. E termina facendo notare che la Chiesa e i suoi rappresentanti devono arrossire e dolersi del fatto che hanno contribuito a fare eclissare il Sole, ossia il Papato, come arrossiscono gli Italiani di fronte a tanta decadenza.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema principale dell'epistola XI di Dante?
  2. L'epistola XI affronta la corruzione della Chiesa e il contestato trasferimento della curia papale da Roma ad Avignone, evidenziando la polemica di Dante contro coloro che hanno tradito la loro missione spirituale.

  3. Come utilizza Dante i riferimenti biblici nella sua epistola?
  4. Dante impiega una dimensione profetica, richiamando esempi delle Sacre Scritture per ammonire e condannare, come nel caso di Ezechiele e l'episodio della cacciata dal tempio, per indicare la giusta via da seguire.

  5. Qual è la critica di Dante nei confronti dei cardinali?
  6. Dante critica i cardinali per non aver guidato la Chiesa come dovrebbero, paragonandoli a Fetonte che, nel tentativo di guidare il carro del Sole, ha causato disastri, trascinando i fedeli nel baratro.

  7. Che cos'è la simonia e come viene trattata da Dante?
  8. La simonia è il peccato di compravendita delle cose sacre, e Dante la condanna, sottolineando che sia chi compra che chi vende sono colpevoli, un tema che affronta anche nel canto XIX dell'Inferno.

  9. Qual è il messaggio finale di Dante riguardo al comportamento della Chiesa?
  10. Dante sottolinea che non è solo a notare il comportamento riprovevole della Chiesa, ma che molti lo sussurrano in privato; egli invita i rappresentanti ecclesiastici a vergognarsi per aver contribuito a eclissare il Papato.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community