Concetti Chiave
- Il poeta trova conforto nella solitudine della selva, dove la dolce tristezza gli infonde calma e gioia.
- La selva diventa un rifugio interiore, lontano dalla società, che il poeta disprezza per il suo materialismo e l'assolutismo.
- Il paesaggio preromantico rappresenta il contrasto tra la serenità della natura e l'orrore del mondo esterno.
- La progressione nel folto della selva simboleggia un viaggio interiore verso la pace e la riflessione.
- La giustificazione del poeta per la sua scelta di isolamento è radicata nel disprezzo per il suo tempo e non nella superiorità morale.
La solitaria selva e la sua dolcezza
Tacito orror di solitaria selva
di sì dolce tristezza il cor mi bea,
che in essa al par di me non si ricrea
tra' i figli suoi nessuna orrida belva.
E quanto addentro più il mio piè s'inselva,
tanto più calma e gioia in me si crea;
onde membrando com'io la godea,
spesso mia mente poscia s'inselva.
Non ch'io gli uomini abborra, e che in me stesso
mende non vegga, e più che in altri assai;
nè ch'io mi al buon sentier più appresso;
ma non mi piacque il vil secol mai:
e dal pesante regal giogo oppresso,
sol nei deserti tacciono i miei guai.
Il rifugio nella natura
Un orrore silenzioso di una selva solitaria
mi rallegra il cuore infondendomi una tristezza così dolce
che nessun orribile animale selvaggio, ritrovandosi con i suoi cuccioli
non trova la stessa pace con cui mi rassereno io.
E quanto più mi addentro all’interno della selva,
tanto più calma e gioia si riproducono in me;
per cui ricordando come io nella selva provavo gioia,
spesso poi la mia mente ritorna nella selva.
La critica al secolo vile
Non è che io detesti gli uomini, e che non veda in me stesso
dei difetti anzi, ne vedo più che in altri uomini;
né che io mi creda di essere più vicino degli altri alla verità:
ma il mio vile secolo non mi è mai piaciuto:
e oppresso dal pesante giogo della tirannide.
è soltanto nei luoghi deserti che terminano le mie sofferenze”.
Il paesaggio preromantico
Nelle due quartine, il poeta rappresenta la sua situazione psicologica ed i sentimenti che predominato nel suo cuore. Il paesaggio che ci introduce il sonetto è un paesaggio preromantico, molto lontano dai solitari boschi ombrosi degli scrittori dell’Arcadia. Il paesaggio acquista interiorità in cui la tristezza del poeta trova pace. Quanto più egli si addentra nel folto della selva, tanto più egli raggiunge la calma. Da notare l’insistenza delle rime sulle voci essenziali: selva, belva, s’inselva, rinselva.
La giustificazione del poeta
Nelle due terzine, il poeta introduce un momento discorsivo per giustificare il proprio comportamento psicologico, cioè la capacità di trovare una dolce tristezza soltanto nella solitudine selvaggia. Ciò non avviene perché egli si inganni nel giudicare gli uomini o perché si consideri migliore dei suoi contemporanei, ma per il disprezzo del proprio secolo e soprattutto di quell’assolutismo che voleva passare per filantropico e di quella società solo interessata ai progressi borghesi. Tuttavia l’impegno del poeta, invece di calmarsi, diventa più tagliente e polemico fino a fornirci elementi significativi per descrivere il suo autoritratto.
Domande da interrogazione
- Qual è il sentimento predominante che il poeta prova nella selva?
- Come si evolve il sentimento del poeta man mano che si addentra nella selva?
- Qual è la critica principale che il poeta rivolge al suo tempo?
- In che modo il paesaggio descritto riflette lo stato d'animo del poeta?
Il poeta prova una dolce tristezza che lo rallegra, trovando pace e calma nella solitudine della selva, lontano dagli orrori del mondo esterno.
Man mano che il poeta si addentra nella selva, sperimenta una crescente calma e gioia, suggerendo che la natura offre un rifugio dalla sofferenza e dal peso del suo secolo.
Il poeta critica il suo "vile secolo" e l'assolutismo, esprimendo disprezzo per una società che si interessa solo ai progressi borghesi, senza considerare i valori umani.
Il paesaggio preromantico rappresenta l'interiorità del poeta, dove la tristezza trova pace; la selva diventa un simbolo di rifugio e introspezione, in contrasto con la superficialità del suo tempo.