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Concetti Chiave

  • Il sonetto esprime la solitudine e l'angoscia del poeta, evidenziando il legame tra il paesaggio aspro e il suo dolore interiore.
  • La "cura amorosa" rappresenta l'angoscia amorosa che accompagna la mestizia naturale del poeta, rendendo il suo stato d'animo più profondo.
  • I dettagli del paesaggio, come massi orribili e selve nere, intensificano il dolore del poeta, riflettendo la sua sensibilità dolorosa.
  • Composto nell'autunno del 1783, il sonetto è ispirato dalla visita alla Certosa di Grenoble e dalla separazione da Luisa Stolberg d'Albany.
  • Il sonetto incarna la sensibilità preromantica, caratterizzata da malinconia, tristezza e un certo compiacimento nel soffrire, tipico della poesia alfieriana.

Là dove muta solitaria dura

piacque al gran Bruno instituir la vita,

a passo lento, per irta salita,

mesto vo; la mestizia è in me natura.

Ma vi si aggiunge un'amorosa cura

che mi tien l'alma in pianto seppellita,

sì che non trovo io mai spiaggia romita

quanto il vorrebbe la mia mente oscura

Per questi orridi massi, e queste nere

selve, e i lor cupi abissi, e le sonanti

acque or mi fan con più sapor dolere.

Non d'intender tai gioie ogni uomo si vanti:

le mie angosce sol credere potran vere

gli ardenti vati, e gl'infelici amanti.

La Solitudine di San Brunone

Me ne sto andando, a passi lenti e preso da una grande tristezza lungo la salita scoscesa che conduce al luogo in cui San Brunone volle istituire l’ ordine monastico dei monaci certosini fatto da regole di una vita di silenzio, di solitudine ed aspra [muta solitaria dura].

L'Angoscia dell'Anima

Alla mia mestizia naturale si aggiunge un’angoscia [cura amorosa] che tiene seppellita l’anima nel pianto, a tal punto che non trovo mai un luogo tanto solitario [spiaggia romita] quanto vorrebbe la mia mente oscurata dal dolore.

Il Dolore e la Natura

Tuttavia questi orribili massi e queste nere selve con le loro cupe voragini e il rumore dei torrenti che precipitano a valle, rendono il mio dolore più intenso.

Non creda un uomo qualsiasi di poter comprende il gusto amaro che io provo nell’assaporare le pene; soltanto i poeti bruciati [ardenti vati] da un furore eroico dell’animo [come me] e gli amanti che soffrono a causa di una passione infelice [gl’infelici amanti] potranno credere vere le mie angosce.

Il Sonetto e la Sua Origine

Il sonetto fu composto in Francia nell’autunno del 1783: sei mesi prima, per certe convenzioni sociali, il poeta era stato costretto ad allontanarsi da Luisa Stolberg d’Albany e questo spiega l’espressione “un’amorosa cura” presente al 1° verso della 2.a terzina.

La Sensibilità Preromantica

L’occasione del sonetto, che segue lo schema metrico classico abba/abba/cdc/dcd), è data al poeta dalla visita alla Certosa di Grenoble il cui ordine dei monaci certosini fu istituito nell’XI secolo da San Brunone di Colonia. La regola proibiva ai religiosi di parlare, obbligandoli ad una vita fatta rinunce e di solitudine. Il poeta, tutto triste e pensieroso sta salendo lungo la strada ripida e sassosa che conduce al convento. I dettagli del paesaggio nella prima terzina costituiscono un tutt’uno con la sensibilità dolorosa dell’animo del poeta. L’asprezza del paesaggio incentiva la tristezza del poeta e attraverso i versi si individua il dolore che si accompagna ad un gusto amaro unito ad un certo compiacimenti nel soffrire, sentimento che possono provare solo poeti come l’Alfieri o gli uomini che si distinguono da quelli comuni. Per questi motivi, il sonetto è molto vicino alla sensibilità preromantica e distante dal gusto della poesia di Ossian che caratterizzava quei tempi. In esso confluiscono, pertanto, gli elementi tipici della poesia alfieriana: malinconia e tristezza native, gusto per gli ambienti naturali inospitali ed orridi, capacità di gustare, con una vena di autocompiacimento, le proprie angosce interiori, orgoglio nel costatare la propria situazione dolorosa, distacco e solitudine dagli uomini comuni, piena corrispondenza fra la realtà naturale e quella spirituale. Da notare, infine, l’evocazione indiretta della sensibilità del Petrarca che si ritrova oltre che nei luoghi descritti anche nel sonetto “Solo e pensoso i più deserti campi”

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del sonetto "La Solitudine di San Brunone"?
  2. Il sonetto esplora la solitudine e la tristezza del poeta, che si riflette nel paesaggio aspro e isolato della Certosa di Grenoble, simbolo della vita monastica di silenzio e rinuncia.

  3. Come si manifesta l'angoscia dell'anima nel testo?
  4. L'angoscia è descritta come una "cura amorosa" che tiene l'anima in pianto, rendendo impossibile trovare un luogo di pace che soddisfi la mente tormentata del poeta.

  5. Qual è il legame tra il paesaggio e il dolore del poeta?
  6. Il paesaggio, con i suoi massi orridi e le selve cupe, amplifica il dolore del poeta, rendendo la sua sofferenza più intensa e profonda.

  7. Chi può comprendere le angosce del poeta secondo il testo?
  8. Solo i poeti ardenti e gli amanti infelici possono credere alle angosce del poeta, poiché solo loro possono assaporare il gusto amaro della sofferenza.

  9. Qual è l'importanza della visita alla Certosa di Grenoble nel contesto del sonetto?
  10. La visita alla Certosa rappresenta un momento di riflessione per il poeta, che si confronta con la regola di vita dei monaci e la propria sensibilità preromantica, evidenziando il contrasto tra la solitudine scelta e quella imposta.

Domande e risposte

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