Concetti Chiave
- Filippo II assassinato nel 336 a.C. lasciò a Alessandro la missione di conquistare la Persia, dimostrando abilità politica e militare.
- Nel 334 a.C., Alessandro sconfisse l'esercito persiano, conquistando Asia Minore, Fenicia, Egitto e Mesopotamia, aspirando a un impero universale.
- Adottò usanze orientali e si fece onorare come un dio, integrando nobiltà persiana e riorganizzando l'esercito con reclute locali.
- Fondò diverse città, tra cui Alessandria d'Egitto, che divenne centro culturale del mondo ellenistico dopo la sua morte.
- Dopo la sua morte nel 323 a.C., i territori conquistati furono divisi in cinque regni, ciascuno con una propria dinastia, mantenendo la loro indipendenza fino all'arrivo dei Romani.
L'ascesa di Alessandro Magno
Dopo aver conquistato la Grecia, Filippo II iniziò a preparare una spedizione contro l’altra grande potenza dell’Egeo, la Persia, ma nel 336 a.C. fu misteriosamente assassinato. Alessandro, figlio di Filippo, portò avanti il progetto del padre e si dimostrò abilissimo sia nella vita politica sia nell’arte della guerra.
Conquiste e strategie di Alessandro
Nel 334 a.C., a capo di un grande esercito formato per la maggior parte da macedoni, sconfisse per ben due volte l’esercito persiano in Asia Minore, che passò sotto il suo dominio. Quindi si diresse a sud e si impadronì facilmente della Fenicia e dell’Egitto; marciò poi sulla Mesopotamia, entrò nel cuore della Persia e sbaragliò definitivamente il grande impero persiano. L’intenzione di Alessandro, già dai suoi contemporanei chiamato “Magno” ossia “il grande”, era di creare un nuovo impero universale che comprendesse la Grecia e l’Oriente. Per questo si definì non un nemico, ma l’erede dell’imperatore persiano e iniziò ad adottare costumi e usanze orientali; si fece onorare alla maniera dei sovrani d’Oriente, richiedendo l’inchino fino a terra, come se fosse un dio, ammise a corte la nobiltà persiana e riorganizzò l’esercito accettando cavalieri e arcieri persiani. Nella sua marcia verso l’estremo Oriente fondò molte città, dando a ognuna il suo nome: Alessandria. Tra queste la più famosa fu Alessandria d’Egitto che, dopo la morte di Alessandro, diventò il centro economico e culturale del mondo ellenistico. Ormai giunto ai confini con la vasta e misteriosa India, Alessandro fu costretto dall’esercito, ormai stanco, a tornare indietro ma sulla via del ritorno, nel 323 a.C. a soli 33 anni, si ammalò e morì.
L'eredità di Alessandro e la divisione dei regni
Alla morte di Alessandro, dopo lunghi e sanguinosi contrasti, i territorio conquistati furono divisi dai suoi
generali in 5 regni principali, ognuno con una sua capitale e una sua dinastia di re al comando: la Macedonia, l’Egitto, il regno l’Asia, il regno di Pergamo, il regno di Battriana. Questi regni conservarono la propria indipendenza fino a quando non furono conquistati dai Romani.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali conquiste di Alessandro Magno?
- Come si distinse Alessandro Magno nella sua leadership?
- Quale fu l'eredità di Alessandro Magno dopo la sua morte?
Alessandro Magno, dopo aver sconfitto l'esercito persiano in Asia Minore nel 334 a.C., si impadronì facilmente della Fenicia e dell'Egitto, per poi entrare nel cuore della Persia e sbaragliare definitivamente il grande impero persiano.
Alessandro si distinse per la sua abilità sia nella vita politica che nell'arte della guerra, adottando usanze orientali e definendosi l'erede dell'imperatore persiano, il che gli permise di unificare culture diverse sotto il suo dominio.
Dopo la morte di Alessandro, i suoi territori furono divisi dai generali in cinque regni principali, ognuno con una propria dinastia, mantenendo la loro indipendenza fino alla conquista romana.