Concetti Chiave
- Alessandro Magno, educato da Aristotele, si distinse per la sua intelligenza e il coraggio in battaglia, guadagnandosi l'affetto dei suoi soldati.
- Dopo la morte del padre, a soli 20 anni, domò rapidamente la rivolta delle città greche, espugnando Tebe in tre giorni.
- Nel 334 a.C., avviò la campagna contro i Persiani, conquistando rapidamente l'Asia Minore e stabilendo Alessandria in Egitto come centro culturale.
- La vittoria decisiva su Dario III avvenne nel 331 a.C. a Guagamela, permettendo ad Alessandro di proseguire le sue conquiste verso Oriente.
- Alla sua morte nel 323 a.C., l'impero fu diviso tra i suoi generali, noti come diadochi, che si contesero il potere per vent'anni.
L'inizio del regno di Alessandro
Alessandro si era formato alla scuola di Aristotele ed era dotato di un’intelligenza eccezionale. In guerra, disprezzava il pericolo e sfidava la morte ed è anche per questo che era molto amato dai suoi soldati, il che contribuì senz’altro alla realizzazione dei suoi ambiziosi progetti.
Quando il padre mori, aveva solo 20 anni
All’inizio, si occupò di domare la rivolta delle città greche, che sotto la guida di Tebe si volevano sottrarre al dominio dei Macedoni. Con un’estrema rapidità, in tre giorni di assedio riuscì ad espugnare Tebe e la rase al suolo. Così, dopo aver riaffermato la sua supremazia sulle città greche riprende il progetto del padre che era quello di impadronirsi dell’Oriente.
Conquista dell'Oriente
Con la scusa di vendicare le città greche , nel 334 a.C. inizia la campagna contro i Persiani, anche, in realtà, il suo scopo era quello sottrarre ad essi il controllo del mare. Fu così, che l’anno dopo, sconfisse l’esercito persiano a Isso; l’imperatore Dario III riuscì a fuggire e i suoi familiari furono fatti prigionieri.
In poco tempo, Alessandro liberò le città greche dell’Asia Minore dal controllo persiano e da questo momento sarà chiamato “Magno” = il Grande. Dario III gli fece una proposta di pace con la quale era disposto a lasciargli i territori conquistati in Asia minore, ma Alessandro rifiutò e continuò ad avanzare nelle sue conquiste, occupando la Fenicia, la Palestina e la Siria. Quindi si rivolse verso l’Egitto Qui, fondò una nuova città sul delta del Nilo che egli chiamò Alessandria e che ben presto diventò un centro culturale ed economico di grande importanza
La vittoria su Dario III
La vittoria definitiva sui Persiani avvenne nel 331 a.C. a Guagamela, non molto lontano dal luogo dove un tempo sorgeva la città di Ninive e cuore dell’impero assiro-babilonese. Dopo questa battaglia, l’imperatore persiano Dario III fuggi di nuovo e, questa volta, Alessandro Magno non esitò ad inseguirlo fino nelle regioni più orientali dell’Asia. Alla fine, Dario III fu catturato ed ucciso da un suo satrapo (= un nobile locale) che credeva di aver fatto un favore ad Alessandro. Considerandosi erede dei monarchi persiani si fece circondare da nobili persiani e introdusse e diffuse tutte le cerimonie persiane.
Morto Dario III, Alessandro era libero di proseguire le sue conquisto verso Oriente. Infatti, dopo aver attraversato l’Iran e l’Afganistan arrivò fino in Cina per discendere poi verso il sud nella valle dell’Indo dove, a Idapse, sconfisse un potente re indiano. Fu qui che il suo esercito stremato dalle forse si rifiutò di proseguire, ragion per cui Alessandro arrestò l’avanzata e ritornò a Babilonia dove si dedicò all’organizzazione dell’ Impero dove i problemi non mancavano.
Amministrazione dell'impero
Invece di imporre con la forza il predominio greco-macedone, Alessandro preferì servirsi dei satrapi persiani per amministrare il suo vastissimo impero ed invece di imporre la cultura greca,preferì rispettare la lingua,le tradizioni e la religione dei popoli conquistati. Con lo scopo di garantirsi la fedeltà dei popoli sottomessi, in Egitto si fece riconoscere dai sacerdoti come faraone e a Babilonia si presentò come un re scelto dalla dività locale. Con l’obiettivo di favorire la fusione dei popoli favorì i matrimoni misti tra greci e persiani e lui stesso sposò una principessa orientale di nome Roxana. Divenuto sovrano di un immenso impero con capitale Babilonia, cominciò ad assumere atteggiamenti orientaleggianti e a comportarsi come monarca assoluto. Per esempio esigeza che davanti a lui, perfino i suoi generali si inginocchiassero come si faceva davanti alle divinità. Se questo era normale per i Persiani, non lo era per i Greci e i macedoni che cominciarono a organizzare delle congiure contro di lui. La reazione di Alessandro fu molto dura perché condannò a morte alcuni generali macedoni. Nel 323 a.C. Alessandro Magno muore da una normale febbre malarica, anche se a quel tempo si pensò che fosse stato ucciso dai suoi avversari.
Divisione dell'impero
Alessandro non aveva eredi che potevano salire sul trono, il quando il figlio che aspettava da Roxane non era ancora nato. Per questo motivo trasmise i suoi poteri al generale Perdicca. Alla morte di Perdicca, i diversi generali entrano in conflitto fra di loro per appropriarsi dell’Impero. Essi erano chiamati “diadiochi, cioè successori. Queste lotte durarono vent’anni senza che ci fosse qualcuno che prevaleva sull’altro. E’ per questo che, alla fine, l?impero di Alessandro Magno fu suddiviso in regni ellenistici e cioè:
• Regno d’Egitto, con capitale Alessandria di Egitto, assegnato al generale Tolomeo che fondò la dinastia dei Tolomei, come successori degli antichi faraoni
• Regno di Siria, fondato da Seleuco, altro generale, che fonderà la dinastia dei Seleuci
• Regno di Macedonia governato anch’esso da ex generali
• Regno di Pergano situato, nell’attuale Turchia
• Regno di Battriana, l’odierno Afganistan
I re ellenistici continuarono l’opera di Alessandro: ad essi i sudditi dovevano siservare onor come se fossero delle divinità. Inoltre i vari culti religiosi cominciarono a mescolarsi.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche principali di Alessandro Magno come condottiero?
- Come iniziò Alessandro la sua campagna contro i Persiani?
- Quale fu l'importanza della battaglia di Guagamela?
- Come gestì Alessandro l'amministrazione del suo vasto impero?
- Cosa accadde all'impero di Alessandro dopo la sua morte?
Alessandro Magno era noto per la sua intelligenza eccezionale e il disprezzo per il pericolo, qualità che lo resero molto amato dai suoi soldati e contribuirono al successo dei suoi ambiziosi progetti.
Alessandro iniziò la campagna contro i Persiani nel 334 a.C. con la scusa di vendicare le città greche, ma il suo vero obiettivo era sottrarre il controllo del mare ai Persiani, come evidenziato dalla sua vittoria a Isso.
La battaglia di Guagamela, avvenuta nel 331 a.C., rappresentò la vittoria definitiva di Alessandro sui Persiani, portando alla cattura e all'uccisione di Dario III, e permettendo ad Alessandro di proseguire le sue conquiste verso Oriente.
Alessandro preferì utilizzare i satrapi persiani per amministrare l'impero, rispettando le tradizioni locali e promuovendo matrimoni misti per garantire la fedeltà dei popoli conquistati, piuttosto che imporre la cultura greca.
Dopo la morte di Alessandro, l'impero fu suddiviso tra i suoi generali, noti come diadochi, in regni ellenistici, dando vita a conflitti interni che durarono vent'anni e portando alla formazione di diverse dinastie, come quella dei Tolomei in Egitto.