Concetti Chiave

  • Il Tempio Malatestiano, progettato da Alberti, trasforma la chiesa di San Francesco in un mausoleo, con un design che non rispetta l'allineamento delle finestre gotiche.
  • La facciata rimane incompiuta a causa della mancanza di fondi, ma presenta elementi come colonne composito e un portale timpanato ricco di decorazioni marmoree.
  • Il palazzo privato progettato da Alberti si ispira al Colosseo e presenta tre ordini architettonici, con una composizione lineare e ben definita.
  • L'architettura unisce stili medievali, antichi e moderni, creando una superficie muraria caratterizzata da paraste e finestre quadrate, con riflessi rinascimentali.
  • La tecnica del restauro include archi ogivali e tarsie marmoree, con una struttura modulare che segue un approccio innovativo e classico nella costruzione della facciata.

Il restauro del Tempio Malatestiano

Voluto da Pandolfo Malatesta, siamo nella metà del 400. Si tratta di un'opera di restauro. Alberti trasforma la chiesa di San Francesco a Rimini in un mausoleo, quindi in Tempio Malatestiano. Incapsula la chiesa in una nuova corteccia ed egli opera in un edificio gotico non rispettandolo perché nel comporre le tre facciate non rispetta l'allineamento delle finestre gotiche ( non sono in asse). Intervenire su un'opera gotica significava continuarla e migliorarla nella funzione e nella forma. La nuova compagine data dall'Alberti deve corrispondere a quel gusto e a quell'inclinazione estetica da persona intellettuale.

La facciata incompiuta e le colonne

Purtroppo però la facciata rimane incompiuta per mancanza di fondi da parte del committente. Sull'altro stilobate, lui pone quattro colonne di ordine composito ( ionico e corinzio) che sorreggono una trabeazione da cui si dipartono i due salienti, con al centro due paraste, che sorreggono un'arco. La successione degli archi fa riferimento al Colosseo. La colonna centrale ha un portale timpanato con un'ampia e profonda arcata circondata da festoni e da un ornamento geometrico di marmi antichi e porfidi prelevati da edifici di Ravenna.

L'architettura del palazzo privato

Si tratta di un eficio civile, un palazzo privato; è composto da tre ordini architettonici, divisa in cinque campate e si rifà sempre al Colosseo, ma con una composizione lineare. I tre ordini sono i seguenti:

1- ordine tuscanico;

2- ordine ionico;

3- ordine corinzio

L'unione di stili architettonici

Vi è la divisione tra elementi verticali ed orizzontali. Quelli verticali sono costituiti da paraste e non da colonne, quindi vi è una superficie muraria, una muratura rivestita da brugne, cioè quadrati di marmo ( il bugnato). Vi è la presenza di una panca di via, una panca marmorea che riprende l'opus reticulatum romano; sulla muratura poco sopra, vi è la successione di finestre quadrate, con una pesantezza dell'architettura medievale ma con una compagine moderna rinascimentale. La trabeazione fa da cornice per le finestre, dove vi è una linea che le marca. Inoltre vi è la tipologia bifora negli archi delle finestre, con un'arco incorniciato, come nel Colosseo. Il medievale, l'antico ed il moderno vengono uniti in un'unica compagine. Attraverso questa opera, notiamo che l'architetto si è impegnato a costruire un'edificio civile.

La tecnica del restauro e i moduli

Si tratta di un'opera ricostruita di nuovo, quindi di restauro e si tratta anche di una struttura essenzialmente tecnica. Vi sono degli archi ogivali che danno già la struttura tridimensionale del progetto: Alberti parte dalla dimensione degli archi ed usa delle tarsie marmoree ( incrostazione di marmi bicromi) di tradizione fiorentina. Egli prosegue per moduli nella costruzione della facciata che è inscrivibile dentro un quadrato che si suddivide in altrettanti sottomoduli quadrati. Nel primo ordine, ovvero quello tuscanico, è dettato dalle due paraste ai lati e dalle quattro colonne che ripropongono la tipologia del tempio tetrastilo ( greco) per proseguire nella parte superiore ed egli pone quattro paraste fiancheggiate da due volute ( invenzione di Battisti Alberti) che sono elementi di raccordo tra primo e secondo ordine e sostituiscono gli spioventi o salienti, che ripropongono la struttura di San Miniato al Monte ( basilica Paleocristiana) là dove gli spioventi erano dei triangoli che suggerivano il tetto inclinato delle navate minori della chiesa, coperte dalle volute, dove vi è un frontone che ripropone l'elemento classico del tempio. Inoltre, vi è un portale inscritto da due colonne corinzieggianti, la cui volta a botte cassettonata riprende i cassettoni del Pantheon.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del restauro del Tempio Malatestiano?
  2. Il restauro, voluto da Pandolfo Malatesta e realizzato da Alberti, trasforma la chiesa di San Francesco a Rimini in un mausoleo, il Tempio Malatestiano, cercando di unire elementi gotici e rinascimentali, nonostante non rispetti completamente l'originale struttura gotica.

  3. Perché la facciata del Tempio Malatestiano è rimasta incompiuta?
  4. La facciata è rimasta incompiuta a causa della mancanza di fondi da parte del committente, Pandolfo Malatesta, che non ha potuto completare l'opera.

  5. Quali ordini architettonici caratterizzano il palazzo privato descritto nel testo?
  6. Il palazzo privato è composto da tre ordini architettonici: tuscanico, ionico e corinzio, e presenta una composizione lineare ispirata al Colosseo.

  7. Come si uniscono gli stili medievale, antico e moderno nell'architettura del Tempio Malatestiano?
  8. L'architettura unisce elementi verticali e orizzontali, con paraste e bugnato, finestre quadrate e bifore, creando una compagine che riflette l'influenza medievale, antica e moderna in un'unica struttura.

  9. Quali tecniche di restauro e moduli utilizza Alberti nella costruzione della facciata?
  10. Alberti utilizza archi ogivali e tarsie marmoree, seguendo moduli geometrici che si iscrivono in quadrati, per creare una facciata che ripropone elementi classici e rinascimentali, come il tempio tetrastilo e le volute.

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