Concetti Chiave
- L'arte nel '400 emerge come ambito autonomo, con l'Alberti che definisce l'artista come un "creatore" di forme assolute, distaccandosi dall'arte tradizionale legata a fini pratici.
- La sfera estetica nasce nel '400, dove la bellezza viene percepita come un aspetto assoluto, visibile nelle basiliche brunelleschiane che utilizzano la prospettiva per enfatizzare l'immagine visiva.
- Le basiliche brunelleschiane rappresentano un punto di svolta, in cui la funzione religiosa si fonde con un'esperienza estetica, suggerendo che il culto possa essere quello della bellezza.
- L'emozione estetica evocata dalle chiese, come evidenziato da Pio II riguardo alla cattedrale di Pienza, è espressa attraverso un linguaggio religioso, senza elementi devozionali diretti.
- Questo passaggio dalla cosa all'immagine non avviene in un secondo momento, ma è inscritto nella forma originaria degli edifici, rendendoli apprezzabili esteticamente fin dall'inizio.
L'arte come ambito autonomo
L’arte come ambito separato ed autonomo (non «applicato»), rivolto a produrre forme, oggetti che hanno in se stessi il proprio scopo, nasce nel ‘400. L’Alberti è il suo primo teorico. E questo artista non potrà che essere un «secondo dio», ossia un artista «creatore», perché le forme che produce sono forme assolute, non condizionate da un fine pratico. La funzionalità non solo visiva dell’opera d’arte (funzione religiosa) è il tratto distintivo, essenziale, dell’arte «tradizionale», ossia dell’arte «pre-moderna». Ed è questa la ragione per cui, nell’orizzonte tradizionale o premoderno, la figura dell’artista non è distinguibile in via di principio da quella dell’artigiano.
Qual è la nascita della sfera estetica?
Nel ‘400 nasce la sfera propriamente «estetica», essendo quell’ambito in cui la forma bella si presenta come qualcosa di assoluto. Nelle basiliche brunelleschiane vediamo questa sfera allo stato nascente, e la vediamo nascere non a caso nel segno della prospettiva, ossia di una tecnica che isola l’immagine visiva affermandone il primato sulla cosa stessa.
Il culto della bellezza nelle basiliche
Succede che in questi spazi (nel nostro caso le basiliche brunelleschiane) la destinazione religiosa, rituale dell’edificio tenda a risolversi in una dimensione puramente estetica. Ciò non significa che le chiese non siano più edifici «di culto»: il culto religioso continua a esservi officiato. Ma percorrendo quegli spazi è legittimo domandarsi se il vero culto a cui essi sono consacrati non sia per caso fin dall’inizio in culto della bellezza come tale, ossia un culto estetico. A proposito della cattedrale di Pienza, scrive Pio II che «l’aspetto stesso della chiesa suscita una commozione della mente e un senso di religiosa venerazione». Tuttavia, se consideriamo che qui non si fa riferimento ad alcuna immagine di culto né ad altri elementi devozionali, si potrebbe concludere che è un’emozione estetica espressa in un linguaggio «religioso». Le basiliche brunelleschiane costituiscono probabilmente, nella storia dell’arte, il primo caso in cui un edificio sacro, una chiesa, nasce fin dall’inizio da uno sguardo estetico (ossia nasce per essere apprezzata esteticamente). Il passaggio dalla cosa all’immagine non avviene in un secondo tempo, per una sorta di trasmutazione operata dallo sguardo moderno, ma è inscritto per così dire nella forma originaria dell’edificio.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'arte come ambito autonomo nel '400?
- Come si sviluppa la sfera estetica nel '400?
- In che modo il culto della bellezza si manifesta nelle basiliche brunelleschiane?
L'arte nel '400 si afferma come un ambito autonomo, con l'artista che diventa un "secondo dio" e crea forme assolute, non condizionate da fini pratici, come evidenziato nel testo.
La sfera estetica nasce nel '400, dove la forma bella si presenta come qualcosa di assoluto, come si osserva nelle basiliche brunelleschiane, che utilizzano la prospettiva per isolare l'immagine visiva.
Nelle basiliche brunelleschiane, la destinazione religiosa tende a trasformarsi in un culto della bellezza, come dimostra l'emozione estetica suscitata dall'architettura, che si esprime in un linguaggio "religioso" senza riferimenti a immagini di culto.