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Concetti Chiave

  • I vulcani quiescenti, come il Vesuvio, non mostrano attività da decenni ma possono risvegliarsi in qualsiasi momento, mentre i vulcani attivi come l'Etna presentano eruzioni periodiche.
  • Le eruzioni vulcaniche possono essere effusive, con colate di lava lente, o esplosive, che provocano violente esplosioni e emissioni di materiali a grande altezza.
  • Le aree vulcaniche, nonostante il rischio, sono densamente popolate grazie alla fertilità dei terreni ricchi di sali minerali, attirando milioni di persone.
  • La gestione del rischio vulcanico prevede l'allontanamento della popolazione dalle zone a rischio e la deviazione delle colate laviche verso aree disabitate.
  • Le tecniche di gestione del rischio sono state testate con successo durante le eruzioni dell'Etna nel 1983 e 1992, dimostrando l'importanza della preparazione anticipata.

L'uomo e i vulcani quiescenti

L’agire dell’uomo, spesso è paragonabile a un vulcano quiescente: non sappiamo quando l’uomo renderà note agli altri le motivazioni del suo agire; analogamente in un vulcano quiescente: sappiamo per certo che qualcosa si muove al suo interno, ma sconosciamo il momento in cui esploderà.
Sono quiescenti, i vulcani che da lungo tempo ( almeno da 40-50 anni) non mostrano alcun tipo di attività, ad esempio il Vesuvio, ma si deve sempre tener presente che un vulcano di questo tipo può più o meno improvvisamente risvegliarsi. Sono attivi, invece, quei vulcani che periodicamente sono sede di fenomeni vulcanici, come ad esempio l’Etna; i vulcani attivi possono trovarsi in diverse fasi di attività: eruzioni, quando il vulcano emette in continuazione o a brevi intervalli di tempo lava o materiali solidi, provocando talvolta ingenti distruzioni; continua moderata, quando le eruzioni sono regolari ma non dannose; secondaria quando dal cratere escono gas o vapore acqueo. Sono considerati spenti, se da centinai di anni non manifestano alcun tipo di attività.

Quali sono i pericoli delle eruzioni vulcaniche?

Al momento delle maggiori eruzioni il vulcano può rappresentare un grave pericolo per l’uomo. Gli studiosi classificano le eruzioni in due tipi: - Eruzioni effusive, quando dal cratere escono rocce fuse che danno vita a colate di lava, che abitualmente scendono a valle abbastanza lentamente, così da permettere all’uomo di salvarsi. L’Etna, in Sicilia, è un esempio di vulcano che dà vita a eruzioni effusive. - Eruzione esplosiva, quando un magma molto denso sale lungo il camino vulcanico, ma prima di giungere al cratere tende a solidificarsi; sotto la pressione di altro magma e di gas, quel “tappo” può saltare, provocando una violentissima esplosione; il vulcano quindi erutta materiali solidi o semi solidi anche a grandi altezze, mentre, i materiali più leggeri, le cenerei, sono trasportate dal vento. Il Vesuvio, Campania, è un esempio di vulcano esplosivo. E’ quindi importante preparare per tempo, gli interventi per affrontare il rischio vulcanico. Spesso, infatti, le aree vulcaniche sono densamente abitate: i terreni sulle pendici dei vulcani sono molto fertili, poiché contengono sostanze particolari, come i Sali minerali: in Italia, ad esempio, sulle pendici del Vesuvio e dell’Etna, vivono complessivamente circa tre milioni di persone.

Gestione del rischio vulcanico

La possibilità che si ripetano eruzioni, specie se di tipo esplosivo, costituisce dunque una grave minaccia per la vita delle popolazioni residenti. In caso di eruzioni di tipo effusivo, invece, il rischio vulcanico può essere meglio affrontato: - si allontana la popolazione dalle zone a rischio prima dell’eruzione o all’inizio; - si tenda di deviare le colate laviche verso aree disabitate. Questa tecnica fu sperimentata per la prima volta nel mondo, durante l’eruzione dell’Etna del 1983 e ripetuta, con maggior successo, durante quella del 1992.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza tra vulcani quiescenti e vulcani attivi?
  2. I vulcani quiescenti, come il Vesuvio, non mostrano attività da almeno 40-50 anni, ma possono risvegliarsi improvvisamente. I vulcani attivi, come l'Etna, presentano fenomeni vulcanici periodici e possono trovarsi in diverse fasi di attività, dalle eruzioni a fasi di emissione di gas.

  3. Quali sono i principali tipi di eruzioni vulcaniche e i loro pericoli?
  4. Le eruzioni vulcaniche si classificano in effusive, che producono colate di lava relativamente lente, e esplosive, che possono causare violente esplosioni e l'emissione di materiali solidi a grande altezza. Il Vesuvio è un esempio di vulcano esplosivo, mentre l'Etna è un vulcano effusivo.

  5. Perché le aree vulcaniche sono densamente popolate?
  6. Le aree vulcaniche, come quelle attorno al Vesuvio e all'Etna, sono molto fertili grazie ai sali minerali presenti nel terreno, attirando così circa tre milioni di persone a vivere in queste zone, nonostante il rischio vulcanico.

  7. Come si può gestire il rischio vulcanico in caso di eruzioni?
  8. In caso di eruzioni effusive, è possibile allontanare la popolazione dalle zone a rischio e deviare le colate laviche verso aree disabitate. Tecniche di deviazione sono state sperimentate con successo durante le eruzioni dell'Etna nel 1983 e nel 1992.

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