L’identità fisica
L’Africa settentrionale che si affaccia sul bacino del Mediterraneo è delimitata a sud dalla fascia equatoriale, a est dal Mar Rosso, dalla Giordania, dall’Eritrea e dall’Etiopia, e a ovest dall’Oceano Atlantico.
Questa parte del continente è anche conosciuta come “Africa Bianca”, in contrapposizione all’“Africa Nera” della fascia equatoriale. Dell’Africa Settentrionale la parte predominante è composta principalmente dal Sahara, dove abitano diverse popolazioni nomadi.
Il Maghreb
Il Maghreb comprende gli stati del Marocco, Algeria, Tunisia e Libia.
Una parte del territorio è occupata dalla catena dell’Atlante. Nel Maghreb le pianure sono poco estese: generalmente si trovano lungo la fascia litorale.
La regione desertica
Il deserto del Sahara è costituito da un immenso tavolato alto dai 300 agli 800 metri. Il suo territorio non è uniforme: ci sono dune di sabbia o roccia. Nel nord ci sono anche massicci vulcanici. Nel Sahara ci sono piccoli torrenti e dei laghi. Nel sottosuolo ci sono delle falde acquifere che permettono la formazione delle oasi.
Il Sahara è grande quanto tutta l’Europa: in arabo vuol dire “vuoto”.
Prima il Sahara era una savana popolata da grandi animali, quando nel 1250 a.C., dopo 50 anni di siccità, si trasformò in un immenso deserto.
Sul deserto il clima è sempre sereno e non ci sono nuvole; di giorno le temperature superano i 50°, ma di notte scendono sotto 0°. Nel Sahara ci sono vari paesaggi: il deserto di roccia nuda (hamada), il deserto di pietra chiamato serir, che si trova in Algeria, e il deserto di sabbia (erg).
In Egitto, nella Valle del Nilo, le piene del fiume permettono l’irrigazione dei campi.
La regione subsahariana
I paesi subsahariani sono: Mauritania, Mali, Niger, Ciad, Sudan. In questa zona si trova la Savana. La zona di passaggio tra il deserto e la Savana si chiama “Sahel”. Le piogge sono scarse e le temperature alte.
I fiumi più importanti sono: il Nilo, il Senegal e il Niger.
La zona del lago Ciad è in declino: prima era immenso, ma adesso è diventata una palude; la sua superficie si è ridotta molto: non si può alimentare perché a nord c’è il deserto, ma prima c’erano fiumi sahariani oggi estinti.
L’identità demografica
Le condizioni ambientali fanno sì che la densità media della popolazione, quasi 27% di abitanti per chilometro quadrato, sia assai bassa.
La popolazione aumenta nella fascia costiera del Maghreb, lungo il corso del Nilo e di altri fiumi, e tocca i picchi altissimi nelle città come Il Cairo, Alessandria, Algeri, Tripoli e Rabat.
I centri delle città sono circondati da accampamenti e baraccopoli, dove vivono le persone senza casa più povere, che hanno preferito abbandonare la campagna in cerca di lavoro.
Vi sono pure delle popolazioni nomadi molto importanti e molto conosciute che vivono nel Maghreb e sono i Berberi; l’Africa del Nord era anticamente popolata solo da gente berbera, che i Greci chiamavano libici, gente di razza bianca dai tratti mediterranei, di cui non si conosce esattamente la provenienza, ma che si suppone di origine caucasica.
Un popolo indomito e fiero che, nel corso della storia, ha subito numerose invasioni, durante le quali è andato via via ritirandosi, per difendersi, nel profondo del deserto o arroccandosi sulle alte montagne.
Molti gruppi berberi, invece, si amalgamarono con i popoli invasori e questo avvenne soprattutto nelle grandi città costiere. Questi movimenti di popoli hanno dato origine all’attuale distribuzione etnografica del Maghreb.
Un’altra importante popolazione nomade erano i Tuaregh, contraddistinti dagli altri per il colore blu dei loro vestiti.
I Tuaregh sono berberi stanziati prevalentemente nella fascia centrale sahariana, a cavallo di cinque nazioni, da sud di Agadez, nello stato del Niger, a nord sino a In Salah, in Algeria; a ovest i Tuaregh giungono fino a Timbouctou, nel Mali, e a est fino al Fezzan libico.
Numericamente, si calcola che i Tuaregh non superino le 300 mila unità, di cui, però, la maggior parte vive ai margini del deserto vero e proprio.
I Tuareg sono un popolo di allevatori di dromedari, noti per essere stati nel passato grandi carovanieri.
La loro società è organizzata su base matriarcale. La discendenza è infatti matrilineare, così come il quarto di nobiltà si acquisisce dalla donna e non dall’uomo.
Sono generalmente monogami e la sola religione praticata è quella islamica, acquisita dopo la seconda invasione araba.
Ma alla fine uno dei problemi più grandi è la crescita della popolazione, che non cresce a causa del governo, che non riesce a soddisfare le esigenze del popolo.
La popolazione dell’Africa Mediterranea arriva a toccare minimo 5629 abitanti sino a 1164010 in Niger, il paese più povero del Mondo.
Uno dei problemi più gravi è la mancanza di popolazione urbana, la colpa è del governo, che non è in grado di soddisfare le esigenze degli abitanti, che sono costretti ad emigrare.
L’Egitto ha come forma di governo la Repubblica.
Africa del Nord
Questo appunto di Geografia tratta di tutto ciò che riguarda l'Africa del Nord, di cui vengono presi in esame tutti gli aspetti preminenti, come il territorio, la popolazione, aspetti sociali e culturali e peculiarità politiche ed economiche.
Africa del Nord: stati e conformazione del territorio
Il territorio dell’Africa settentrionale è costituito da:
- Sahara occidentale
- Marocco
- Tunisia
- Libia
- Egitto
- Algeria
Il territorio si affaccia sul mar Mediterraneo ed è connotato soprattutto dalla presenza del Sahara, che è il più grande deserto del mondo. Inoltre, una parte è attraversata dal fiume Nilo, che è uno dei luoghi più fertili e ricchi di tutto il continente. La parte mediterranea si caratterizza per tre grandi regioni:
- Regione costiera = è caratterizzata da un clima temperato mediterraneo e dal bioma della macchia mediterranea.
- Regione montuosa = ha un clima temperato, che diventa più freddo sulle vette dell’Atlante. L’ambiente è molto vario e passa dalla steppa al tipico ambiente dei rilievi montuosi.
- Regione desertica = ha un clima arido con temperature che superano i 50° di giorno e che toccano lo zero la notte. Le precipitazioni sono assenti. Il paesaggio è molto vario, perché ci sono distese di dune, chiamate erg, tratti formati da ghiaia, chiamati serir e infine territori occupati da formazioni rocciose, chiamate hamada. Ogni tanto, l’acqua delle falde affiora e torna in superficie attraverso le oasi. Il deserto del Sahara è costituito da un immenso tavolato alto dai 300 agli 800 metri. Il suo territorio non è uniforme: ci sono dune di sabbia, o roccia. Nel nord ci sono anche massicci vulcanici. Nel Sahara ci sono piccoli torrenti e dei laghi. Nel sottosuolo ci sono delle falde acquifere che permettono la formazione delle oasi. Il Sahara è grande quanto tutta l’Europa: in arabo vuol dire “vuoto”. Prima il Sahara era una savana popolata da grandi animali, quando nel 1250 a.C. dopo 50 anni di siccità si trasformò in un immenso deserto.
Il territorio comprende anche due arcipelaghi sull’Atlantico, ossia:
- Madeira
- Canarie
Le catene montuose principali sono:
- Il Rif
- L’Atlante
I paesi subsahariani che fanno parte dell'Africa del Nord sono:
- Mauritania
- Mali
- Niger
- Ciad
- Sudan
In questa zona si trova la savana. La zona di passaggio tra il deserto e la savana si chiama “Sahel”. Le piogge sono scarse e le temperature alte. I fiumi più importanti sono: il Nilo, il Senegal e il Niger. La zona del lago Ciad è in declino: prima era immenso ma adesso è diventata una palude; la sua superficie si è ridotta molto: non si può alimentare perché a nord c’è il deserto ma prima c’erano fiumi sahariani oggi estinti.
Aspetti sociali: popolazione, lingua e religione
La popolazione è costituita da:
- Arabi
- Berberi = Marocco, Tunisia, Algeria
- Tuareg = Sahara algerino
- Nubiani = Egitto
La densità è disomogenea, visto che la popolazione non si distribuisce in modo uniforme.
La lingua più diffusa è l’arabo, ma vengono usati anche:
- Dialetti locali
- Inglese
- Francese
Le condizioni ambientali fanno sì che la densità media della popolazione, quasi 27% di abitanti per chilometro quadrato, sia assai bassa. La popolazione aumenta nella fascia costiera del Maghreb, lungo il corso del Nilo e di altri fiumi, e tocca i picchi altissimi nelle città come Il Cairo, Alessandria, Algeri, Tripoli, Rabat. I centri delle città sono circondati da accampamenti e baraccopoli, dove vivono le persone senza casa più povere, che hanno preferito abbandonare la campagna in cerca di lavoro.
La religione dominante è l’Islam, in particolare nella confessione sunnita; in Egitto, invece, è presente una minoranza cristiana copta. La diffusione di lingua, religione, cultura arabe ha delle precise ragioni storiche, che risalgono fino al VII secolo, quando i territori africani vennero conquistati dagli arabi, che riuscirono a creare un vasto impero. Invece, la presenza inglese e francese è dovuta al processo di colonizzazione che era stata avviata a partire dal XIX secolo proprio da Regno Unito e Francia.
L’Italia, invece, ha avuto solo una colonia: la Libia.
La decolonizzazione dell’Africa del Nord ha presentato alcune vicende molto significative. Il primo episodio è legato alla resistenza che l’esercito algerino ha portato avanti di fronte all’occupazione francese, che iniziò nel 1954 e terminò nel 1962. La battaglia più famosa è quella di Algeri. Un altro episodio che ha segnato la storia africana vide come protagonista l’Egitto, che continuò per molto tempo a sentire l’influenza del Regno Unito fino al 1952, quando ci fu un colpo di stato che instaurò la repubblica. Tra le principali riforme, vi fu la nazionalizzazione del Canale di Suez, che mette in comunicazione il Mediterraneo con il Mar Rosso.
Economia: aspetti centrali, attività, zone urbane
I Paesi di questa zona sono più sviluppati rispetto ad altre zone del continente, anche se sono diffusi:
- Alto tasso di disoccupazione
- Povertà
- Analfabetismo
L’agricoltura viene praticata nella fascia costiera e sul Nilo. Si producono:
- Cereali
- Olive
- Uva
- Datteri
- Cotone
Invece, si allevano soprattutto ovini e caprini. Anche la pesca è molto praticata.
Le industrie sono attive soprattutto nel settore tessile e agroalimentare. Il turismo è una parte importantissima per alcuni stati come: Marocco, Egitto e Tunisia. Il reddito pro-capite è sicuramente superiore alla media del resto del continente.
Nell’Africa settentrionale la situazione economica è complessa. In molti stati il benessere è scarso e mancano i beni di prima necessità dovuti alle carestie nella zona subsahariana. Infatti le agricolture coprono solo il 4% del territorio e sono concentrate nel Maghreb e lungo la valle del Nilo, in Egitto e nel Sudan. L’uso delle macchine agricole è scarso quindi si ricorre alle tecniche più antiche, anche se prima non era così infatti prima la zona sahariana era una pianura verdeggiante con fiumi e animali e dove c’era un ricco rendimento in fatto di agricoltura ma dopo il deserto avanzò e tutte le popolazioni della zona si impoverirono e da lì iniziò ad aumentare sempre di più la mortalità infantile e la densità della popolazione bassissima. Ora si coltivano soprattutto cereali dove prevalgono l’orzo ed il frumento; nelle zone aree costiere e sulle rive del Nilo e del Niger è diffusa la risicoltura e si coltivano soprattutto agrumi, ulivi e viti. Nelle oasi si producono datteri e banane, arachidi e cotone. Il principale problema agricolo è la carenza d’acqua. L’allevamento si pratica nelle popolazioni nomadi, pecore e cammelli. Lungo la costa si pratica la pesca di tonni e sardine.
Le risorse minerali aumentano nei paesi del Mediterraneo: Libia, Egitto e Algeria sono ricchi di petrolio e di gas naturale. Il Marocco è uno dei primi produttori di fosfati. In Algeria invece ferro, manganese, uranio, piombo e diamanti. Malgrado queste risorse l’economia industriale è scarsa. Si limita sull’industria chimica, petrolchimica e siderurgica. Prevalgono le industrie alimentari e tessili. Nel sud del Sahara non esistono industrie, tranne qualche industria alimentare. Molto importante è la produzione dell’oro, argento, cuoio e tappeti.
Le vie di comunicazione, un tempo costituite dalle piste carovaniere tracciate tra le sabbie del deserto, vengono asfaltate anche se richiedono una continua manutenzione a causa della sabbia che le sommerge. Forte impulso hanno avuto i collegamenti aerei, sia quelli internazionali. Assai praticata la navigazione fluviale.