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Concetti Chiave

  • I Paesi europei stanno mostrando una crescente apertura verso le consuetudini culturali, sociali e religiose degli ordinamenti orientali.
  • Le giustificazioni legali per azioni considerate barbariche variano a livello globale, con alcuni tribunali che legittimano comportamenti violenti in base a pratiche culturali.
  • In Francia e Australia, sentenze controverso hanno assolto atti di violenza e abuso, giustificandoli con motivazioni legate alla cultura locale.
  • La giurisprudenza italiana si distingue per il rifiuto di accettare motivazioni religiose o culturali che giustifichino maltrattamenti e violenza.
  • In Italia, una legge del 1975 limita la pratica islamica di coprire il volto, stabilendo l'obbligo di riconoscimento della persona in pubblico.

Apertura culturale in Europa

Negli ultimi anni i Paesi europei hanno mostrato un’apertura sempre più marcata nei confronti delle consuetudini culturali, sociali e religiose degli ordinamenti orientali: è il caso, ad esempio, dell’accettazione ormai pressoché unanime della pratica relativa all’abitudine di indossare il velo.

Giustificazioni legali controverse

Ogni regione del mondo è caratterizzata da consuetudini proprie, simbolo dell’identità di chi vi abita. Per questo, i tribunali occidentali tendono spesso a giustificare azioni che sono generalmente considerate barbariche e riprovevoli.

È il caso di una sentenza francese che ha considerato legittima difesa l’uccisione, per tutelare l’onore della compagna, effettuata con numerose coltellate. Ancora, in Australia sono stati assolti adulti e minori che avevano abusato in gruppo di una minorenne, con la motivazione che si trattava di indigeni i quali, in base alla propria cultura, non avevano consapevolezza del male che compivano.

Giurisprudenza italiana e limiti

Esiste, comunque, anche una giurisprudenza diversa da quella appena richiamata: in Italia, ad esempio, la Corte di cassazione ritiene che i principi dell’ordinamento in materia di maltrattamenti e violenza siano invalicabili: questi non possono essere superati nemmeno da motivazioni di carattere religioso. Nello specifico, la Corte ha affermato che i principi costituzionali rappresentano uno sbarramento invalicabile contro l’introduzione di diritto e di fatto, nella società civile, di consuetudini che suonano come barbari alla luce dei principi di civiltà consolidati nel corso dei secoli.

La corte pone dei limiti persino alla pratica islamica di coprire il volto con un velo: una legge del 1975 proibisce qualunque mezzo che renda difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico senza giustificato motivo.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'atteggiamento dei Paesi europei nei confronti delle pratiche culturali orientali?
  2. Negli ultimi anni, i Paesi europei hanno mostrato un'apertura crescente verso le consuetudini culturali, sociali e religiose degli ordinamenti orientali, come dimostra l'accettazione della pratica di indossare il velo.

  3. Come si giustificano legalmente azioni considerate barbariche in alcune giurisdizioni?
  4. In alcune regioni, i tribunali giustificano azioni riprovevoli, come nel caso di una sentenza francese che ha considerato legittima difesa l'uccisione per tutelare l'onore, o in Australia, dove sono stati assolti abusi di gruppo su una minorenne per motivi culturali.

  5. Qual è la posizione della giurisprudenza italiana riguardo alle consuetudini culturali?
  6. La giurisprudenza italiana, rappresentata dalla Corte di cassazione, stabilisce che i principi di maltrattamenti e violenza non possono essere superati da motivazioni religiose, affermando che i principi costituzionali sono un limite invalicabile contro consuetudini considerate barbare.

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