Concetti Chiave
- Le domus erano abitazioni per i ceti alti, caratterizzate da un solo piano, pianta rettangolare e un alto muro perimetrale che le isolava dalla città.
- Le insulae, condomini su più piani, erano destinate alla maggior parte della popolazione e si distinguevano per avere stanze in affitto e una struttura più economica.
- La pittura romana, prevalentemente realizzata in affresco, si articolava in quattro stili distintivi: strutturale, architettura in prospettiva, parete reale e fantastico.
- Le ville imperiali, commissionate dagli imperatori, erano più grandiose delle ville private e fungevano da centri dell'organizzazione produttiva del territorio circostante.
- Il ritratto e il rilievo storico-celebrativo rappresentano le forme artistiche più legate alla civiltà romana, esprimendo valori e celebrazioni di eventi storici.
Indice
Tipologie di case romane
Nell’antica Roma esistevano due tipologie di case: le domus e le insulae.
La domus, la casa destinata ai ceti più alti e nobili, era un edificio in muratura a un solo piano a pianta rettangolare con poche aperture verso l’esterno: infatti, un alto e compatto muro perimetrale la isolava dalla città. La domus è divisa in varie parti ed è certamente più articolata rispetto alle insulae, di cui tratteremo a breve. La domus doveva mostrare anche il prestigio del suo proprietario.
Caratteristiche delle insulae
Le insulae, invece, erano dei veri e propri condomini, con poche stanze a disposizione e solitamente in affitto, destinate alla maggior parte della popolazione - anche agli appartenenti ai ceti medio-alti - contrariamente alle domus, questi edifici si ergevano su più piani, nati con la funzione di sfruttare al meglio tutto lo spazio possibile, infatti i vari fabbricati venivano spesso addossati l’uno all’altro. I piani più cari erano quelli più vicini al terreno, siccome, in caso di crollo, chi viveva in basso aveva molte più possibilità di salvarsi.
Il primo genere di pittura che si sviluppò a Roma fu
quella trionfale, destinata, cioè, a illustrare le impre-
se vittoriose dei suoi condottieri. Si tratta di dipinti
che non sono arrivati fino a oggi,
Ville e palazzi imperiali
I grandi proprietari terrieri possedevano spesso, oltre alla domus cittadina, una o più ville in campagna, destinate al riposo e agli svaghi. La villa costituiva il punto di snodo dell’organizzazione produttiva dell’intero territorio che la circondava.
Ancora più grandiose erano le ville imperiali, quelle, cioè, commissionate dagli imperatori.
Sempre destinati agli imperatori erano i palazzi imperiali, distinti dai palazzi normali per magnificenza, dimensioni e ricchezza. Il più smisurato dei palazzi imperiali fu la Domus Aurea commissionata dall’imperatore Nerone.
La prima pittura romana fu quella trionfale, ma questi dipinti non sono arrivati fino ad oggi. Molto di ciò che si conosce della pittura romana lo si deve agli scavi di Pompei ed Ercolano.
La pittura la pittura pompeiana (e romana) si manifesta all’interno delle case e la tecnica utilizzata dal è quella dell’affresco, utilizzata già dagli Etruschi.
Possiamo dividere la pittura romana in 4 stili:
Stile strutturale: imita un rivestimento in lastre di marmo pregiato di specie diverse (il marmo era molto costoso). Le lastre sono simulate modellando dello stucco che veniva in seguito colorato;
Stile dell’architettura in prospettiva: simula sulle pareti delle architetture prospettiche che dilatano illusoriamente lo spazio tramite colonne, lesene, trabeazioni, archi, frontoni, porte, mure di cinta, parapetti;
Stile della parete reale: stile puramente ornamentale, talvolta presenta eccessi di ornamenti. Possiamo trovare pareti decorate con piccole figure, colonnine eteree e candelabri. Pareti dipinte a tinta unita;
Stile fantastico: conserva le stesse caratteristiche del III stile, ma le prospettive architettoniche, tuttavia, sono del tutto fantasiose ed estremamente teatrali: la prospettiva è virtuosistica, complessa e moltiplicata in profondità. Le pareti delle stanze paiono dilatarsi artificiosamente all’infinito.
Influenza greca sull'arte romana
Con la spoliazione dei templi greci e l'accumulo di sculture greche a Roma (dal 212 a.C. dopo il saccheggio di Siracusa) l’arte greca condiziona i romani che tendono a mettere insieme tradizione e influssi greci. A esprimere in maniera originale i più tipici valori della civiltà romana furono il ritratto e il rilievo storico-celebrativo.
Fra i generi artistici, quello che più di ogni altro risulta inscindibilmente legato alla mentalità romana, interpretandone il lato più caratteristico e tradizionale, è senza dubbio il ritratto.
Tutte le famiglie patrizie (le sole ad averne il diritto) erano solite conservare nell’atrio delle proprie domus le maschere di cera dei defunti, questa è chiamata “ritrattistica privata”.
Al contrario del ritratto a uso privato , a partire dall’età augustea la ritrattistica ufficiale è caratterizzata da un compromesso fra la statuaria greca e un’immagine più idealizzata del soggetto.
Un'ulteriore tipologia caratteristica dell’arte romana è quella del rilievo storico celebrativo, un rilievo, cioè, che ha funzione di ricordare un avvenimento storico o di celebrare le imprese di un determinato personaggio.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali differenze tra domus e insulae nell'antica Roma?
- Che ruolo avevano le ville e i palazzi imperiali nella vita dei grandi proprietari terrieri?
- Quali stili di pittura romana si possono identificare e quali sono le loro caratteristiche?
- In che modo l'arte greca ha influenzato l'arte romana?
- Qual è la differenza tra ritrattistica privata e ufficiale nell'antica Roma?
Le domus erano case unifamiliari destinate ai ceti alti, caratterizzate da un solo piano e un alto muro perimetrale, mentre le insulae erano condomini a più piani, affittati alla maggior parte della popolazione, con stanze più piccole e meno costose.
Le ville erano utilizzate per il riposo e gli svaghi, costituendo il centro dell'organizzazione produttiva del territorio, mentre i palazzi imperiali, come la Domus Aurea di Nerone, erano caratterizzati da grandezza e magnificenza, riservati agli imperatori.
La pittura romana si divide in quattro stili: strutturale, architettura in prospettiva, parete reale e fantastico, ognuno con tecniche e decorazioni specifiche, come l'imitazione del marmo o l'uso di prospettive illusionistiche.
L'arte greca ha influenzato profondamente i romani, che hanno integrato tradizioni greche con i propri valori, specialmente nel ritratto e nel rilievo storico-celebrativo, esprimendo così la loro identità culturale.
La ritrattistica privata riguardava le maschere di cera dei defunti conservate nelle domus, mentre la ritrattistica ufficiale, a partire dall'età augustea, combinava elementi della statuaria greca con un'immagine idealizzata del soggetto.