Concetti Chiave
- Meo Abbracciavacca, rimatore pistoiese del XIII-XIV secolo, è influenzato da Guittone d’Arezzo e anticipa il dolce Stilnovo.
- La sua produzione poetica include tre canzoni e vari sonetti, caratterizzati da complessi artifizi letterari derivati dalla poesia dei trovatori.
- Il sonetto analizzato esprime un dialogo tra il poeta e l'amore, evidenziando il tema dell'amore non corrisposto e il dolore che ne deriva.
- Il poeta chiede all'Amore di far conoscere il suo stato alla donna amata, sperando che essa provi pietà per lui.
- La struttura metrica del sonetto segue uno schema ABAB, ABAB, CDE, CDE, comune nella letteratura medievale.
Biografia di meo abbracciavacca
Meo (o forse Bartolomeo) Abbracciavacca, vissuto a cavallo fra il XIII e il XIV secolo, è un rimatore originario di Pistoia e seguace di Guittone d’Arezzo e quindi appartenente al gruppo di rimatori toscani che anticipano il dolce Stilnovo. Alcuni membri della sua famiglia, fra cui il padre e lo zio Forese, furono condannati all’esilio, in quanto ghibellini, ma Meo fu risparmiato, forse in considerazione della sua giovane età.
Produzione poetica e stile
La produzione poetica che vi è pervenuta comprende tre canzoni e diversi sonetti che si collocano nell’ambito della corrispondenza con al rimatori del tempo. Le sue composizioni poetiche a volte, ci risultano di difficile comprensione perché lo scrittore utilizza complicati artifizi letterari, derivata dalla poesia dei trovatori. Pertanto, spesso i testi ci risultano oscuri.
Amore amaro, a morte m’hai feruto:
tuo servo son, non ti fi’ onor s’i’ pèro.
Ver è, ma vedi ben che l’ha voluto
quella da cui son nato e per cui fero.
Or ell’ha di valor pregio compiuto
e di beltá sovr’ogne viso clero:
e però guarda non gli aggi falluto
di vista o di parlare o di pensero.
Merzede! Amor, non dir: tu lei m’hai dato;
e sai piú di me che non sacc’eo:
falli sentir per certo ciò ch’eo sento.
Forse ch’avrá pietate del mio stato:
al colpo periglioso del cor meo
dara’li cura: giá non vi sie lento.
Amore amaro, mi hai ferito a morte:
sono tuo servitore per cui non ti sarà motivo di onore se muoio.
Amore
Questo è vero, ma renditi conto che l’ha voluto
colei da cui sono nato e per la quale ferisco (il riferimento è alla donna amata)
Ora essa è colma di pregi
e di bellezza, ben al di sopra di ogni bel viso:
tuttavia guarda di non aver commesso un errore contro di lei
[un errore] con gli occhi, con la parola o con il pensiero
Poeta
Pietà di me! Amore, non dire “Tu mi hai consegnato a lei”:
e sai più cose di quanto io non sappia:
di chiedo di farle provare ciò che io provo.
Forse [solo allora] proverà pietà per la mia situazione esistenziale:
curerà il pericoloso colpo inferto
al mio cuore: e che non indugi troppo. (Si tratta di un’espressione augurale che suona anche come una preghiera)
Analisi del sonetto
Il sonetto (schema metrico ABAB, ABAB, CDE, CDE) si presenta sotto forma di un dialogo che si svolge tra il poeta e l’amore. Si tratta di un contrasto, un genere molto diffuso nella letteratura medioevale, ma già presente in quella latina del tempo.
Il tema è quello dell’amore non corrisposto che nel poeta genera tanta sofferenza da farlo morire per cui l’amore diventa “amaro”. Il poeta attribuisce la colpa di tanto dolore all’Amore il quale si difende, invitando il poeta a riflettere se per caso non abbia recato offesa alla donna amata, con modo di parlare, con lo sguardo o con il pensiero. Il poeta controbatte chiedendo all’Amore di intervenire presso la donna amata, facendole conoscere lo stato in cui si trova in modo che essa ha al più presto pietà di lui.
Domande da interrogazione
- Chi era Meo Abbracciavacca e quale era il suo contesto storico?
- Qual è la produzione poetica di Meo Abbracciavacca?
- Qual è il tema principale del sonetto di Meo Abbracciavacca?
- Come si struttura il sonetto di Meo Abbracciavacca?
- Qual è la richiesta del poeta all'Amore nel sonetto?
Meo Abbracciavacca, vissuto tra il XIII e il XIV secolo, era un rimatore di Pistoia, seguace di Guittone d’Arezzo e parte del gruppo di rimatori toscani che anticipano il dolce Stilnovo. La sua famiglia, ghibellina, subì l’esilio, ma lui fu risparmiato per la giovane età.
La produzione poetica di Meo comprende tre canzoni e diversi sonetti, caratterizzati da complicati artifizi letterari derivati dalla poesia dei trovatori, rendendo talvolta i testi difficili da comprendere.
Il tema principale del sonetto è l’amore non corrisposto, che provoca grande sofferenza nel poeta, trasformando l’amore in “amaro”. Il poeta si rivolge all’Amore, chiedendo aiuto per far comprendere alla donna amata il suo stato d’animo.
Il sonetto presenta uno schema metrico ABAB, ABAB, CDE, CDE e si sviluppa come un dialogo tra il poeta e l’Amore, evidenziando un contrasto tipico della letteratura medievale.
Il poeta chiede all'Amore di intervenire presso la donna amata, affinché ella possa comprendere il suo dolore e provare pietà per lui, auspicando che non indugi nel farlo.