Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il contenzioso tra Fiom e imprenditori nel 1920 si concentra sulla richiesta di aumenti salariali da parte della Fiom, che porta a tensioni significative nel settore metalmeccanico.
  • In risposta alla serrata degli imprenditori, circa 500.000 operai occupano le fabbriche in Lombardia, Piemonte e Liguria per gestire autonomamente la produzione.
  • Le trattative tra sindacato e imprenditori si concludono con un accordo che garantisce aumenti salariali e il controllo operaio sulla produzione, portando alla fine dell'occupazione.
  • Nonostante l'accordo positivo, molti operai si sentono delusi poiché avevano sperato in una rivoluzione sovietica piuttosto che in un semplice contenzioso sindacale.
  • La delusione operaia contribuisce a una spaccatura interna al Partito socialista italiano, sfociando nella formazione del Partito comunista d'Italia da parte di una corrente rivoluzionaria.

Qual è il contenzioso tra Fiom e imprenditori?

Il momento più drammatico per gli industriali in Italia lo si vive alla fine dell'estate del 1920. Da tempo un duro contenzioso contrappone la Fiom (Federazione italiana operai metallurgici, un'associazione aderente alla Confederazione generale del lavoro, Cgdl) che chiede aumenti salariali per i lavoratori metalmeccanici e gli imprenditori del settore che invece si oppongono.

L'occupazione delle fabbriche

Alla fine di agosto gli imprenditori decidono di procedere alla serrata. Come risposta a questa decisione, il 30-31 agosto 1920 in Lonbardia, Piemonte e Liguria (dove si concentrano gli stabilimenti industriali) circa 500.000 operai non escono dalle fabbriche e decidono di occuparle stabilmente. Sotto la guida dei consigli di fabbrica cercano di mandare avanti da soli la produzione, mentre gruppi paramilitari armati di Guardie rosse presidiano le fabbriche per difenderle da eventuali interventi dell'esercito.

L'accordo e la delusione operaia

La preoccupazione è eccessiva perché il governo presieduto da Giolitti decide di non intervenire. Le trattative tra sindacato e imprenditori vanno avanti sin quando alla fine di settembre 1920 viene raggiunto un accordo che segna la vittoria dei lavoratori perché non solo ottengono gli aumenti salariali e i miglioramenti nelle condizioni di lavoro che erano stati richiesti, ma ottengono pure che la produzione sia sottoposta al controllo dei consigli degli operai. Per questo motivo il sindacato proclama la fine dell'occupazione delle fabbriche che vengono sgombrate.

Nonostante l'esito straordinariamente positivi del conflitto sindacale molti operai diventino delusi poiché hanno interpretato l'occupazione delle fabbriche come l'inizio di una possibile rivoluzione sovietica e non come un contenzioso sindacale solo un po' più duro del solito. Inoltre sin dalle settimane successive si capisce subito che gli imprenditori non vogliono attivare i consigli operai dentro le loro fabbriche e che il sindacato non vuole insistere su questo punto, cosa che aumenta la delusione e le critiche operaie e affretta una spaccatura interna al Psi (Partito socialista italiana), peraltro già da qualche tempo piuttosto evidente.

La spaccatura nel Partito socialista

Dentro il Partito socialista infatti si è formata una corrente guidata tra gli altri da Amedeo Bordiga, Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti, che vuole sperimentare con maggiore decisione la via rivoluzionaria e che accusa il resto dei socialisti (compresi i massimalisti) di non voler realizzare davvero una rivoluzione sovietica. La divaricazione è così netta che il 21 gennaio del 1921 la corrente rivoluzionaria decide di abbandonare il XVII Congresso del Psi, allora in corso a Livorno e di costituirsi in Partito comunista d'Italia (Pcd'l). La maggior parte dei militanti non li segue e resta nel Psi, infatti adesso la sinistra italiana è divisa in due diverse forze politiche, il che certamente non ne accresce la forza.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il principale motivo del contenzioso tra Fiom e gli imprenditori nel 1920?
  2. Il contenzioso è stato innescato dalla richiesta della Fiom di aumenti salariali per i lavoratori metalmeccanici, a cui gli imprenditori si sono opposti, creando una situazione di tensione che ha portato a una serrata.

  3. Cosa è accaduto durante l'occupazione delle fabbriche da parte degli operai?
  4. Circa 500.000 operai hanno occupato stabilmente le fabbriche in Lombardia, Piemonte e Liguria, cercando di gestire autonomamente la produzione, mentre gruppi paramilitari proteggevano gli stabilimenti da possibili interventi dell'esercito.

  5. Quali sono stati i risultati dell'accordo raggiunto tra sindacato e imprenditori alla fine di settembre 1920?
  6. L'accordo ha portato a un aumento salariale e a miglioramenti nelle condizioni di lavoro per i lavoratori, oltre al controllo della produzione da parte dei consigli degli operai, portando alla fine dell'occupazione delle fabbriche.

  7. Quali sono state le conseguenze interne al Partito socialista dopo l'accordo del 1920?
  8. Nonostante l'accordo positivo, molti operai si sono sentiti delusi e hanno interpretato l'occupazione come l'inizio di una rivoluzione, contribuendo a una spaccatura interna al Psi, che ha portato alla formazione del Partito comunista d'Italia da parte di una corrente rivoluzionaria.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community