Concetti Chiave
- Le trattative di pace dopo il Sacco di Roma portano all'incoronazione di Carlo V nel 1530, simbolo del riconoscimento tra Chiesa e Impero e delle loro ambizioni universalistiche.
- La 'pax ispanica' segna la pacificazione dell'Italia, con Milano e il Regno di Napoli sotto il dominio spagnolo, stabilendo un equilibrio politico che dura fino al '700.
- I Medici tornano a Firenze nel 1530, trasformando la Repubblica di Firenze in Ducato di Toscana e alleandosi con gli Asburgo spagnoli per rafforzare i loro interessi.
- Venezia mantiene una certa autonomia nella politica internazionale, orientandosi verso il commercio nel Mediterraneo, mentre il resto della penisola è dominato dalla Spagna.
- Le tensioni tra Francia e Spagna persistono, con la Francia che cerca di conquistare il Ducato di Milano ogni volta che Carlo V è in difficoltà, complicando ulteriormente la situazione politica italiana.
Cosa sono le trattative di pace e l'incoronazione?
Dopo il Sacco di Roma iniziano delle trattative di pace che condurranno alla resa del papato e, nel 1530, porteranno all’incoronazione di Carlo V come imperatore a Bologna. Sebbene questi fosse già stato eletto imperatore nel 1519, tradizionalmente l’imperatore, pur essendo eletto dalla Dieta imperiale, esercitava un rito durante il quale il Papa gli concedeva la corona: non era necessario affinché l’elezione a imperatore fosse effettiva, però era un completamento, rappresentava il riconoscimento reciproco delle due autorità (la Chiesa e l’Impero) che avevano avuto, sin dal Medioevo, ambizioni universalistiche ed ecumeniche (come la Chiesa sperava d’essere il capo spirituale di tutto il mondo, così l’Impero aspirava ad essere l’unica potenza, l’unico centro politico del mondo) e veniva regolarmente celebrato questo riconoscimento reciproco. La sacralizzazione dell’incoronazione è un elemento diffuso in tutte le monarchie occidentali: i sovrani di Francia, ad esempio, si facevano incoronare nella Cattedrale di Reims.
Pax ispanica e dominio spagnolo
Nel 1530 si giunge ad una pacificazione della penisola italiana, che afferma la cosiddetta ‘pax ispanica’: Milano e il Regno di Napoli sono in mano agli Spagnoli, sono possedimenti dell’imperatore nei quali egli governa nella misura in cui egli è Re di Castiglia e di Aragona, e non in quanto imperatore. L’imperatore concede al Papa il suo aiuto per restaurare i Medici a Firenze: nel 1530 i Medici vengono riportati a Firenze ed essa, da Repubblica di Firenze, diventa Ducato di Toscana (poi Granducato nel ‘700); da quel punto i Medici sono alleati degli Asburgo nel ramo spagnolo e gli interessi strategici, geopolitici, commerciali degli Spagnoli saranno il punto di riferimento per la politica estera dei fiorentini. Dal punto di vista dei confini i regni italiani non si unificano, restano sostanzialmente quelli che erano, ma c’è una stabilizzazione dei confini (a parte che di lì a breve cadrà la Repubblica di Siena) e, soprattutto, c’è il forte peso politico della Spagna sull’Italia, che perdurerà fino all’inizio del ‘700, quando avrà fine la pax ispanica’ e sulla penisola arriveranno gli Austriaci. Carlo V pretende anche il controllo diretto di alcune aree costiere (Orbetello, Isola d’Elba), che passano sotto il nome di ‘Stato dei presìdi’.
Autonomia di Venezia e tensioni francesi
Dal 1530 in poi il Regno di Napoli e Milano saranno dominati direttamente dalla Spagna, che manda un viceré a Napoli e un governatore a Milano, mentre il resto della penisola è di fatto alleato alla Spagna: l’unico Stato che mantiene una certa autonomia nella politica internazionale è Venezia, perché ormai è proiettata non più sull’entroterra ma sulle coste dalmate e verso il Medio Oriente per i commerci sul Mediterraneo. Non si afferma una pace generale perché la Francia, nei decenni successivi, continua a insediare il dominio spagnolo sull’Italia e in particolar modo continua a puntare sulla conquista del Ducato di Milano; la Francia non può accettare l’idea che il suo territorio sia accerchiato dai domini asburgici e quindi, ogni qualvolta Carlo V si trova in difficoltà (perché impegnato o sul fronte balcanico o su quello interno con i protestanti), i Francesi provano a sottrargli il Ducato di Milano.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'incoronazione di Carlo V nel 1530?
- Cosa comporta la 'pax ispanica' per l'Italia nel 1530?
- Qual è il ruolo dei Medici nel contesto della politica spagnola in Italia?
- Perché Venezia mantiene una certa autonomia rispetto agli altri stati italiani?
- Quali sono le tensioni tra Francia e Spagna in Italia dopo il 1530?
L'incoronazione di Carlo V a Bologna nel 1530 rappresenta il riconoscimento reciproco tra la Chiesa e l'Impero, un rito tradizionale che, sebbene non necessario per l'efficacia dell'elezione, simboleggia le ambizioni universalistiche di entrambe le autorità (come descritto nel testo).
La 'pax ispanica' segna la pacificazione della penisola italiana, con Milano e il Regno di Napoli sotto il dominio spagnolo, stabilizzando i confini e rafforzando l'influenza politica della Spagna in Italia fino all'inizio del '700 (come indicato nel testo).
I Medici, restaurati a Firenze nel 1530 con l'aiuto dell'imperatore, diventano alleati degli Asburgo spagnoli, influenzando la politica estera fiorentina in base agli interessi strategici spagnoli (secondo quanto riportato nel testo).
Venezia conserva la sua autonomia politica grazie alla sua proiezione commerciale verso le coste dalmate e il Medio Oriente, differente dagli altri stati italiani dominati dalla Spagna (come evidenziato nel testo).
Dopo il 1530, la Francia continua a minacciare il dominio spagnolo in Italia, cercando di conquistare il Ducato di Milano e non accettando l'accerchiamento dei suoi territori da parte degli Asburgo, approfittando delle difficoltà di Carlo V (come descritto nel testo).